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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 767490752.

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Se poi si tratta [...] minorenne e quasi mai trentenne allo ra [...] che costituiscano un «fatto poli tico». A maggior ragione se spendono, [...] è acca [...] giovedì, il proprio tempo per [...] contare di più, di decidere, di avere il [...] partecipare. Che poi vuol dire [...] a non [...] lì fermi e con [...] mano quando si osserva che la scuola [...] si pa sa tanto tempo non rispondono [...] e ai propri bisogni. In poche parole quando [...] vi-vere avendo a disposizione [...] diritti certi e non ostacoli derivanti dai [...] baronali o dai [...] che mandano in tilt [...] Un «fatto politico» che chiama in causa [...] il governo, i partiti, il sindacato le [...] ad [...] su come oggi, subito, [...] alla doman-da urlata giovedì dalle piazze di [...] Italia E che, prima ancora, richiede ad ognuno lo [...] leggere questa generazione con le lenti utilizzate [...] magari ten-tando di comprimere in chiave meramente [...] che si misura [...] sul campo sociale e [...] terre no rivendica segnali chiari. Ecco perché, oggi, dopo lo [...] tato della nostra mobilitazione, [...] partecipare alla riforma del [...] e quindi di [...] ficcare immediatamente il na so [...] una discussione che, al momento, nono stante gli sforzi [...] tanti, sembra riguardare so lo chi esce dal lavoro [...] non chi intende entra vi (come se [...] cosa che conti, alla fin [...] la fiera siano le pensioni di anzianità sulla ba [...] delle quali può farsi e [...] pure una cris di governo). Una discussione che ci [...] le forme di protezione con cui dovremo [...] domani ma che ci riguarda anche oggi [...] pensare alla formazione [...] ad un pezzo del [...]. E [...] di [...] fare senza coltivare strane ambizioni [...] forme attraverso cui c organizziamo senza, in altre parole, [...] di dover rivendicare il posticino in più o [...] a recarci al cospetto di Prodi. Non amiamo, infatti, i [...] po litica immaginando di dover diventare dei [...] di partito. Ciò non toglie che [...] riguardi e che, quindi vogliamo prendervi parte [...]. [...] dal basso cioè, da [...] le università, i luoghi dove sperimentiamo il [...] crescita senza quindi im-maginarci tavolini dei giovani [...] ben più sontuosi e robusti degli adulti. E [...] con [...] di contare im-mediatamente rispetto [...] cui si sta trattando, avanzando il nostro [...] e costruendo attorno ad esso il massimo [...]. Agendo sul territorio, poi, [...] di federalismo che abbiamo [...] significa autonomia, autogoverno, li-berazione di diritti di [...]. In una di [...] locale che valorizza la pratica [...] e il valore della concretezza [...] che agi-sce ponendo al centro le persone, anche quel [...] giovani, attraverso la responsabilizzazione e [...] di [...] poteri. Avendo ben chiaro che [...] è quello europeo, dove pretendiamo di [...] circolare diffondendo linguaggi, passioni [...]. Dove vogliamo provare a costruire [...] unificante di stato sociale e non, me-ramente, una terra [...] mercanti. [...] dun-que, la «politica» può [...] ai tre centocinquantamila della giornata di giove-dì; [...] dai bisogni materia li e dalle condizioni [...] altre parole af-frontando subito il tema del [...] per gli studenti fuori sede, quello del [...] di testo o ancora, quello del diritto [...] le piazze accessibili agli artisti da strada [...] tutti [...] dei cd musicali. Inoltre «la politica» ha [...] esprimersi senza ambiguità e inutili ammiccamenti sul [...] che pro-poniamo, delle proposte che avanziamo, po-tendo [...]. E [...] il sindacato può tentare [...] proprie relazioni con un mondo, quello giovanile [...] altrimenti di non incontrare mai a fronte [...] del mercato del lavoro. Il sindacato è costretto [...] fatto che, oggi, il periodo della formazione [...] durante il quale si rafforzi una cultura [...] la si pratica come quello durante il [...] si [...] per cui di fronte [...] che cambiano, di fronte al labirinto del [...] il sindacato stesso sia inutile. In alte parole: ci [...] il nostro debba essere il tempo dei [...]. Sbagliamo? Pierfrancesco [...] (coordinatore [...] della Rete [...] È forse monotono [...] ma la cro-naca impone il [...]. Si cantavano i ri-tornelli [...] Contessa, [...] Mio caro padrone domani ti sparo, di Valle Giulia, [...] La Vio-lenza. Sono le canzoni militanti, [...] «corteo» che segnarono, do-po [...] percorso in lungo e [...] il decennio, la fine degli anni Sessanta, [...] bomba che trasformò per sempre [...]. Era già tempo di [...] strade si urlava ancora «No alla scuola [...] il governo dimissioni», ma anche «Compa-gno cittadino, [...] di quelle canzoni che ha fatto piangere [...] (scritta da Fausto Amodei nel 1960). Arrivò poi il 1977 [...] solo grigio fumo. Le frange creative del [...] giocosi e ironici, gli indiani metropolitani danzanti [...] guerra al passato musicale al grido di «Ea [...] ah! Venti anni dopo, Occhi [...] Ufo Ro-bot. Che cosa ne pensa Ivan [...] Mea? Non si cantavano nei cortei le sue [...]. Troppo difficili, troppi brividi. Io so che un giorno [...] tra le più belle canzoni po-litiche scritte negli anni Sessanta), O cara moglie, Te se [...] de me [...] restano segnali, lampi di una [...] storia di movimenti, di assemblee, di lotte. Di serate stonate, di [...] politico. È uno dei cantautori [...] per molti degli esponenti della canzone politica [...]. Un nome per tutti: Giovanna Marini), Ivan della Mea, che, con la forza delle [...] musica ha comunque, ha lasciato un se-gno [...] di altre generazioni e che di cortei [...] ha viste tante. Che effetto le fa [...] studenti hanno sfilato accompagnati dalle note di [...] «Mi mette una grande [...]. È il bisogno di [...] maniera dissacran-te. Non si riconoscono in [...] in bandiere sventolanti. Sono coscienti del fatto [...] un governo di centro sini-stra e che [...] dunque, in famiglia. E per [...]. [...] liberatorio». La «creatività» è stata anche [...] delle va-rie ali nei cortei del [...]. Ma, [...] nes-suno pensò di utilizzare [...]. Ma queste sono le [...] animati. Avremmo dovu-to cantare quelle [...]. Sa-rebbe stata una sicura presa [...] il culo del potere. [...] questa di oggi. Questi stu-denti, a favore [...] che sfilano ancora per il diritto allo [...] grigi, ne tetragoni, ma ironici e bef-fardi». Non sono cortei [...] esprimono ottimismo, alle-gria. Per esempio certe mamme [...] orgo-gliose, che i figli sanno [...] moglie o Contessa. Paura perché traspare la voglia, [...] questo orgoglio, di mantenere in piedi una storia che [...] esiste, di dare una continuità che non [...] che non corrisponde al loro [...]. Che senso avrebbe cantare [...] Valle [...]. Antonella Marrone Le Canzoni Ivan Della Mea: «Una bella dissacrazione» Da «Contessa» a «Ufo [...] di partecipare e questo è già un [...]. Non sono particolarmente arrab-biati. Sono lì che sfilano [...] che significa che la dimen-sione espressiva del [...] lunga rispetto ai contenuti. [...] siamo di fronte ad [...] in cui anche la [...] della prote-sta entra a [...] giovanile, di giovani che hanno molte opportunità, [...] più in modo to-talizzante il movimento e [...]. Sono giovani che anzitutto [...]. E anche le mani-festazioni, simboli [...] rappresentano questo senso del-la festa, [...] del [...] es-sere ripresi della tv. La società [...] fa parte del mo-dello comunicativo, [...] anche [...]. Si può dire che i [...] sono dunque finalizzati anche [...] magari ad an-dare in televisione [...] indub-biamente qualcosa da mostrare, da [...] vedere, che può essere [...] sul territorio, nelle piazza. [...] tutto questo aspetto del mettersi [...] mostra. Non lo dico in [...] co-me fenomeno culturale che fa parte del [...] oggi. Questi sono giovani normali [...] occupazioni, ma poi tornano a casa e [...] il sabato sera e alla partita la [...]. [...] giovanile prevale di gran lunga [...] al-la dimensione della contestazio-ne. Sono delle forme soft, [...] altri interessi. [...] per questo che da un [...] di an-ni a questa parte questi fenome-ni non hanno [...] avuto un cer-to seguito o non hanno mai creato [...]. Ai giovani [...] piace troppo vivere e [...] rispetto al fatto di impegnar-si [...] una modifica forte e rile-vante del quadro istituzionale e [...] gli va bene anche quello che [...]. Il movimento è molto [...]. La mancan-za di gruppi [...] leader è indicativa di una rifles-sione che [...]. Si partecipa più sulla [...]. Oggi siamo in una [...] monolitica, ma [...] e i giovani ri-flettono [...] del sistema sociale che non può che [...] le grandi rivendicazioni. Questa è una società che [...] dà adito a movimenti, ma può [...] adito a movimenti espressivi e [...] tutto [...] culturale, mu-sicale, eccetera, dove prevalgono [...] pratiche di vita, più che le pra-tiche di contestazione. Nel [...] di uscire da un si-stema [...] allora si è creato un grande movimento, ma oggi [...] si svolge dentro al sistema e cerca di [...] le opportunità positive senza [...]. [...] una grande frantumazione dei linguaggi. Certo questi simboli sono [...] senso e un certo modo di andare [...] comunque rappresentano [...] di sentirsi protagonisti e [...] ribalta dentro un siste-ma che tende alla [...]. Parigi e Bologna con [...] Pa-pa, [...] festa tecno a Berlino, gli [...] stanno lì a dimostrare [...] happening, di [...] di spettacolarizzazione del-la vita [...] giovani partecipa senza sentirsi massa, ma protagonisti. E non sono gio-vani facili, [...] ragazzi analitici, pignoli e [...] auto-nomi, rompiballe che non van-no [...] alle parole [...]. ///
[...] ///
E non sono gio-vani facili, [...] ragazzi analitici, pignoli e [...] auto-nomi, rompiballe che non van-no [...] alle parole [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(264)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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