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tipologia: Catalogo ISBD(G); Id: 9214+++


Area di interscambio
Livello Bibliografico Monografia+++
Tipologia testo a stampa
Area del titolo e responsabilità
Titolo della pubblicazione Cinema Nuovo [rivista, 1952-1996]
Area delle note
Note [mappa breve secondo schedatura riviste di e.v.]Fondata da Guido Aristarco al culmine del periodo di isolamento delle sinistre ciellenistiche, nella sua prima e più identificativa serie è una rivista quindicinale, rotocalco che manteneva aggregata una intellettualità che avrebbe altrimenti rischiato la fuga dall'unità popolare del secondo Risorgimento - attratta dalle luci di una città che chiedeva l'oblio dell'estetica della rivoluzione nella promessa, vuoi di un paese dei balocchi, vuoi di una nuova Arcadia. Tentò di mantenere ad un livello popolare quella complessa letteratura critica nuova, come nuova era la settima arte (la più popolare, ma anche la più soggetta alle necessità economiche di dipendenza dall'industria culturale che ove priva di indirizzo politico - critica o propaganda, ma propaganda cosciente scelta e fatta propria da ciascun artista - finisce inequivocabilmente per rendere insostenibile l'arte, sostituendola con la tecnica del pennivendolo di un prodotto commerciale). Con le polemiche interne rese sempre meno sostenibili a partire dal 1956, le critiche al maggior teorico del neo-realismo, Umberto Barbaro, porteranno presto, nel 1958, alla cessazione della serie; con la presa d'atto dello strappo degli intellettuali verso il movimento dei lavoratori (per intendersi quello strappo complessivo di cui, nonostante il rinnovamento operaio e democratico degli anni '70 ma dissoltosi rapidamente, viviamo gli esiti ancora oggi), le nuove serie si riconfigureranno verso un dibattito con platea più ristretta, ma fortemente continuativo nella difesa del neo-realismo, tanto contro gli emergenti Cahiers, quanto contro lo smarrimento dell'unità estetica nella più complessa arte, e nel realismo, in generale.


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