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Mercoledì 19 maggio [...] E [...]. L'autore ci aiuta nella prima [...] pagina. Egli scrive: «Il gelo [...] si levò fra me [...] quando avevo sedici anni, al tempo della [...]. E poco prima di [...] «E [...] per la mia innocenza che credevo di [...] il muro di gelo che la famiglia [...] Sandra [...] finito di erigermi contro, e dietro il [...] che sarebbe stato di me». È dunque un gelo [...] di penetrare in un corpo e [...] riempie il vuoto tra [...] tra il ragazzo che in questo libro [...] persona attraverso il filtro della memoria e [...]. È un gelo che [...] me e gli uomini», un gelo che [...] diventa muro invalicabile. Tutto il racconto è [...] spaccatura verticale: un di qua dove il [...] suoi primi passi verso gli altri e [...] dove si muove, per [...] la società degli altri. Questa è la storia [...]. C'è poi la storia [...] fuori, e anche questa descrive paesi, uomini [...] da quel medesimo muro di gelo. Le prime pagine di [...] i più belli che sia dato leggere, [...] di un paesaggio caro allo scrittore: una [...] e di rocche (si dice regione nel [...] Émile [...] il dominio materiale e [...] instaura tra linee rette di confine, tracciate [...] è sacerdote o è «rex») che non [...] Toscana né altro luogo conosciuto con un [...] trasformato dalla memoria. È erto, verticale. Si direbbe che quella [...] di una nobiltà che il ragazzo ha [...] immagina anche negli altri. Il racconto segue la [...] un paese diverso e ostile, non più [...] dei pensieri e dei sentimenti ma [...] e dalla volgarità di [...] avari bottegai. Il gelo si erge, [...] tra quella regione, che non dispiace definire [...] e gli uomini descritti dal professore durante [...] che apparivano nei racconti del nonno), e [...] nobiltà e la volgarità. Il gelo rende solida [...] differenza tra il ragazzo, il suo mondo [...] attese, da una parte, e i piccoli [...] incontra, la brutale stupidità che li distingue, [...] pochezza, [...]. Il gelo è anche [...] un mondo immaginato come luogo [...] e la solitudine. È un libro di [...] quale si avverte nuovamente quella convinzione che [...] nel racconto «La rosa non finita»: la [...] e disperazione. Nel racconto «Il gelo». Bilenchi ci dice perché [...] disperazione: perché la nobiltà dei pensieri e [...] alla prova; perché la [...] stupidita di gente piccola e chiassosa distruggono [...] e la paura Nel [...] Bilenchi «Il gelo» lo scontro irreparabile tra [...] un adolescente e «il mondo di [...] del 1913 di [...]. /// [...] /// A destra: Romano [...] e di rocche. Non sono caduti gli [...] troviamo uno dei segni della modernità di [...] ideali si sono rivelati come voglie di [...] volgare. O, per non eccedere [...] parte nostra, si sono trasformati in violenta [...] materiali, oltretutto, di scarso pregio. Ecco una delle rare [...] «Non era possibile vivere fra gli altri [...] un tratto si scagliavano gli [...] contro gli altri con [...]. Non è un pericoloso [...] quello che Bilenchi dà per perduto (gli [...] sono stati ereditati da quei piccoli borghesi [...] posti sotto accusa): egli dà per perduta [...] di una nobiltà interiore che riesca a [...] rendere abitabile il mondo. La stupidità si trasforma [...]. Gino, il personaggio chiave [...] i [...] la svolta del racconto, [...] feroce. Un gioco che ha [...] di rito è quello che i ragazzi [...] innocenza. Essi svuotano una zucca, la [...] in «morte secca» e vi accendono una candela dentro. Di colpo, la candela [...] Gino, che uccide gli animali per [...] in pasto ai calabroni, [...] roncola colpisce la ragazza Alba. [...] si rompe il libro, [...] si innalza il muro di [...] tra il ragazzo che racconta il mondo esterno. Un campo di girasoli [...] una foresta da attraversare con timore e [...] in compagnia di un individuo violento; e [...] simboli di solare quiete, si tramutano in [...] si offrono alla luce, non allietano lo [...] al loro «pasto di sole». La [...] cova sotto il tocco [...] che non alza mai il tono della [...] sulla parola, in pro-fondità, affidandosi a un [...] difficili, poco incline alla narratività sequenziale e [...]. Ciò che sorprende in [...] la trasfigurazione del mondo in cui si [...] personaggi [...]. Non è più un [...] un mondo di simboli. È una trasfigurazione che [...] descrizione delle immagini trasformate dalla memoria. Lo scrittore non cerca [...] realtà, ma ci dà invece la descrizione [...] la memoria è andata via via trasformando [...] in cui la parola le ha fissate [...]. È questo un metodo [...] regole di un realismo da lungo tempo [...] normativo (anche nei suoi travestimenti [...] e della narratività, e [...] Bilenchi uno scrittore del nostro tempo, interamente [...] di una civiltà (si torni per un [...] mente a quella «caduta» degli ideali nelle [...] volgare piccola borghesia), che aveva prodotto esorbitanti [...]. Per la prima volta [...] criticamente i conti con la tradizione. È caduta [...] nobiltà, è caduta la [...] (il nonno esce da queste limpide pagine [...] difetti di un uomo come tanti), è [...] la figura della donna madre e della [...]. A rivelare la crisi del [...] intorno alla donna, che attraversa tutta l'opera [...] è ancora una volta il [...] Gino. Egli dice: «Un giorno [...] ragazza te la trovo, così comincerai a [...] te le dimenticherai più». Perché? Il giovane protagonista [...] Gino si rivolge, le amerà per sempre, o [...] sempre? Quella di Gino è pietà per [...] per secoli, o è timore di un [...] La [...] parola è ambigua, indecifrabile, [...] dì sentenziosa minaccia che contiene è molto [...]. Si direbbe che in [...] sia soprattutto paura, una paura che mette [...] un possibile mutamento, intorno al quale si [...] avanzato pensiero femminile: e se le donne [...] cultura, politica, letteratura, scienza come donne, e [...] tributarie del pensiero e dei metodi maschili, [...] di diverso? Gino ha paura di questa [...]. Non ha capito quanto [...] per tutti, donne e uomini. Questo grande tema della [...] rivelatore. Non si dice che Bilenchi Io [...] ma il tema affiora da sé, si [...]. In conclusione: non c'è [...] il Bilenchi del «Conservatorio di Santa Teresa» [...] «Siccità» e il Bilenchi del «Gelo». Una superficie si è [...] si è aperta un grande varco. Se vi è continuità [...] essa passa attraverso questa crisi. II muro di gelo [...] tra ciò che il ragazzo aveva creduto [...] ciò che non conosce, tra le prefigurazioni [...] diversità. Ottavio Cecchi E le [...] ragazze d'oggi? Quelle che si trovano a [...] fino a [...] anni fa impensabili, strappate [...] che loro [...] o per lo meno [...] ignorano, oppure conoscono solo [...] lontana del «sentito dire». Quelle che noi, che abbiamo [...] tempi ben più duri, non possiamo [...] di Invidiare un po', perfino [...] volte con [...] di risentimento per il loro [...] uso e [...] così a noi pare [...] scarso apprezzamento di tanto faticate [...]. Quelle che, ciò nonostante [...] non avvertire, il pesante discrimine che tuttora [...] possibilità di vita da quelle aperte ai [...]. Per tanti versi un [...] ragazze, attorno a cui sovente si interrogano [...] del movimento. Per quante di loro, [...] termini, esiste un «problema femminile»? Quante di [...] raggiunte dal discorso femminista? E in che [...] In [...] la [...] complessità di analisi e [...] Oppure semplificato e appiattito in un minimo di [...] costume più spicciolo e al più elementare [...] E come evitare che la ricchezza della elaborazione [...] si disperda, come fornire alle nuove generazioni [...] qualcosa che ha richiesto anni di riflessione [...] tante intelligenze e sensibilità, conflitti [...] o partecipati, concorso di [...] tutti u-gualmente [...] queste cose leggendo «Una [...] -Riflessioni [...] donna» di Franca Basaglia Ongaro, appena pubblicato [...] Saggiatore [...]. Anche il fatto che [...] di un saggio unico ma di una [...] di epoche diverse e di diversa destinazione, [...] mio parere adatto a porsi come [...] minimo» del problema femminile, [...] cioè così difficile da sistematizzare e racchiudere [...] analitica definita. Le tre parti che [...] II [...] infatti non solo si completano a vicenda, [...] In [...] Franca Basaglia ripercorre il «vissuto» di un [...] di essere [...] rappresentano le tappe di [...] individuale, non troppo dissimile da quella di [...] e del femminismo «tout court». La prima parte (ma [...] ordine cronologico) è costituita dalla giustamente famosa [...] «Donna» [...] Einaudi, apparsa nel [...]. Ed è questo, ovviamente, [...] funzione, il momento di più ferma e [...]. Veloce compendio di una [...] fin dai suoi più lontani ricordi è [...] che la diversità della donna (diversità naturale [...] simmetrica alla diversità naturale [...] rispetto a lei) diventa [...] che la definisce solo in rapporto al [...] in disuguaglianza». Sintesi il più possibile [...] cultura che [...] nella voce dei filosofi, [...] legislatori, dei poeti, nella struttura delle i-stituzioni [...] non scritta del vivere quotidiano, nei tabù, [...] simboli, nella produzione [...] è continuo «processo di [...] della subordinazione». Breve excursus attraverso la rivolta [...] passando per le strettoie [...] per [...] rodare al movimento di [...] colto nei suoi contenuti più [...] in tutta la [...] capacità di messa in crisi [...] «politico» così come viene inteso e praticato nelle sue [...] consuete. La donna, insomma, vista [...] questioni che la riguardano, proposta con la [...] «scientificità» che si addice alle pagine di [...] rinunciare a porre interrogativi, prospettare rischi, avanzare [...] «implicazione» diretta e ravvicinata, che conserva intera [...] qualità di problema a-perto, [...] bruciante dopo la prima messa a fuoco [...] così come si delineava nella seconda metà [...]. La [...] più penetrante è la [...] parte del libro, dichiarata d'altronde nella forma [...] trattati separatamente: «I temi» è infatti il [...] il [...]. Temi cruciali, su cui [...] è a lungo affaticato: le funzioni corporee [...] loro «lettura» e la loro strumentalizzazione nella [...] struttura psichica pezzo a pezzo riconoscibile, nella [...] che [...]. Sono cose alcune delle [...] vista rischiano di suonare come «già dette». Ma subito questa impressione [...] un «di più», un «meglio», un «più [...] non è solo il segno di una [...] il frutto di una lunga, sofferta esperienza [...]. E ne abbiamo la [...] libro, «I monologhi», che [...] prima in ordine cronologico (reca infatti la [...] il femminismo, del [...] nella quale si ritrovano, [...] embrione, a volte già enunciati con straordinaria [...] i contenuti definiti in seguito dalla teorizzazione [...]. È questo [...] imprescindibile di quanto Franca Basaglia [...] più tardi. Ed è tra [...] uno stupendo brano autobiografico, [...] la dolcezza e lo strazio di un [...] e al tempo stesso irrinunciabile; rapporto alluso [...] detto con [...] di [...] tersa e dolente, patito [...] e fino in fondo capito, teso verso [...] ora si realizza solo nel conflitto»; drammatico [...] stato di tante donne in questi anni. In rivolta contro il [...] se è il corpo che «la donna [...] a dover strumentalizzare al fine di strumentalizzare [...] esistere». In rivolta contro [...] entro cui si sente [...] «sistema chiuso» in cui si vede calata, [...] lasciano intatto il rapporto tra la donna [...] la donna e la realtà, contro la [...] la quale «fa parte di un programma [...] stabilisce il ruolo della donna a seconda [...]. In rivolta contro il compagno [...] tutto questo avalla, impersona e rappresenta, fin [...] Franca Basaglia ha il [...] di dire: «Il nemico non [...]. Ha cioè il coraggio [...] se stessa che non c'è mai stata [...] del padrone; di capire che le donne [...] di passare attraverso la conquista del potere, [...] al maschio per [...] su di lui; di [...] lotta delle donne «esige la trasformazione [...] e de) mondo»; di [...] esiste uno schiavo nessuno può essere libero». Sì, credo proprio che [...] del tutto ignara di femminismo proporrei in [...] dove c'è tutto [...] da sapere e tutto [...]. Carla [...] dei Fusi: è di [...] particolare della Madonna dei Fusi Il [...] è arrivato da New York a Vinci: [...] i critici si metteranno finalmente [...] sul suo autore Le [...] con il cinque-centenario [...] del grande toscano a Milano [...] curiosamente seguire un percorso inverso rispetto allo [...] esperienze esistenziali, artistiche e conoscitive di Leonardo. Sarà nelle esposizioni, conferenze [...] si terranno a Milano, a cominciare da [...] verrà indagato [...] il significato della presenza [...] Leonardo [...] città lombarda durante la [...] prima e più lunga [...] (vi ritornò, com'è noto, nel 1506-07 e [...] servizio di Ludovico il Moro. Posteriori a questo periodo [...] disegni di paesaggio e di natura della Biblioteca [...] già esposti a [...] e a New York, [...] ammirare dal 26 maggio nella Sala delle Asse [...] Castello Sforzesco di Milano. Del 1506-08 sono i [...] e illustrati del Codice [...] già Codice [...] la cui esposizione in Palazzo Vecchio [...] Firenze è ter-. Quanto ogni frammento [...] di Leonardo possa essere utilizzato [...] illuminare aspetti ignoti e anche apparentemente lontani della [...] attività, per il carattere universale [...] dialetticamente unitario delle sue ricerche ha mostrato Carlo Pe-dretti [...] di California, profondo conoscitore [...] di Leonardo, in occasione della XX II Lettura Vinciana, [...] nei giorni scorsi a Vinci [...] conclusione della mostra fiorentina del Codice [...]. Lo studioso ha illustrato [...] fisiche contenute nel manoscritto, lungi dal rimanere [...] circoscritto ambito di interessi, rientrino nel più [...] sperimentalismo naturalistico. Esse permettono inoltre di [...] e [...] del pensiero di Leonardo. Basti soltanto pensare agli [...] di un sottomarino, che preferì non rendere [...] che questa invenzione sarebbe divenuta strumento di [...] rovina per gli uomini [...] e perché io non [...] modo di star sotto l'acqua quanto io [...] mangiare, e questo non pubblico e [...] per le male nature [...] quali [...] li assassinamenti del fondo [...] rompere i [...] in fondo e [...] insieme colli omini che [...]. In questo fervore [...] acquista particolare preminenza la piccola [...] felicissima esposizione [...] dopo Milano-, aperta il 16 [...] a Vinci nel Castello dei Conti Guidi [...] ospite [...] il presidente del Consiglio [...] curata dallo stesso Pedretti, con [...] collaborazione di Alessandro Vezzosi, Gigetta Dalli Regoli, Paolo Galluzzi. La mostra, che indaga [...] 1499-1503 in cui Leonardo, partito da Milano, [...] Mantova, poi a Venezia, forse a Ferrara, [...] Firenze, [...] di un dipinto, la «Madonna [...] Fusi-, proveniente da una [...] di New York, esposto [...] volta in Italia. Questo dipinto è stato [...] scorsi, di un acceso dibàttito attributivo o-spitato [...] quotidiano fiorentino -La Nazione», teso a dimostrare [...] dell' opera. Non vale la pena [...] su quegli articoli se non per notare [...] un quadro, specialmente in un caso come [...] soluzione, andrebbe accertata [...] e non sulle riproduzioni [...] le polemiche avrebbero dovuto per lo meno [...] e la visione diretta [...] della contesa. Nella piccola tavola, dipinta [...] gruppo della Madonna e del Bambino domina [...] verde e bruno scuro che sfuma in [...] verso [...] lontano, dove Pedretti rileva [...] dolomitica che Leonardo a-vrebbe [...] del soggiorno in Veneto. Le due figure si [...] una diagonale della campitura rettangolare: la Vergine, [...] cinge al petto il bambino e lo [...] mesta e consapevole, tipicamente leonardesca; sul suo [...] si fondono mirabilmente e trascorrono dal bianco [...] e illuminate, al rosa e al violetto [...] della guancia, del collo in ombra. Il bimbo, paffuto e [...] verso destra e rimira un aspo che [...] mani. Si tratta di un [...] invenzione, come gentilmente mi spiegano Alessandro Vezzosi [...] Gigetta Dalli Regoli. [...] infatti, strumento cruciforme della [...] simbolo della vita (il filo della vita), [...] morte di Cristo, quindi della Crocefissio-ne e [...] Redenzione, [...] sostituisce il tradizionale attributo del cardellino e [...] ricchi di ambigua valenza metaforica. Il dipinto dovrebbe corrispondere [...] il 14 aprile 1501 in una lettera [...] Firenze, da Pietro Novellara, alla Duchessa di Mantova Isabella [...] "Il quadrettino che fa è una Madonna che [...] volesse inaspare fusi, e il bambino posto [...] cane-strino dei fusi ("un particolare che [...] poi omise") ha preso [...] attentamente quei quattro raggi che sono in [...] e come desideroso di essa croce ride [...] non la volendo cedere alla mamma che [...] torre. Era stato eseguito per Florimond [...] segretario di Luigi X II [...] Francia, appassionato collezionista di creazioni artistiche italiane. Opera di Leonardo dunque, [...] organizzatori della mostra, o da espungere dal [...] Opera che certo dipende da [...] alla cui esecuzione mise [...] lui, anche la bottega; opera che mantiene [...] ma non solenne, e [...] compiutamente svolti quei valori tonali e atmosferici, [...] uomo e natura, figura e paesaggio che [...] opere. Siamo d' altra parte [...] più che in. /// [...] /// Siamo d' altra parte [...] più che in. (0) (0) ![]()
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