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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 514766999.

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Oggi esploriamo un paesaggio [...] racconto di un uomo che, appena [...] a convivere con il [...] il suo triplo. [...] che accompagna il testo [...] Tiziano Campi LO SCRITTORE [...] e la famiglia [...] del racconto che pubblichia-mo [...] è Manlio [...]. [...] è un drammaturgo na-poletano. Ha scritto numerose commedie [...] rappresentate sia in Italia che in altri [...] particolare in Francia e in Germania). I temi preferiti da [...] sono i rapporti [...] della famiglia, in particolare [...] e «malati» che carat-terizzano spesso le famiglie [...]. Protagonisti delle sue commedie sono [...] quasi sempre una madre e un fi-glio o un [...] e una sorella, o me-glio le difficili relazioni che [...] tra di loro. Tra i titoli più importanti [...] sue [...] teatrali, vogliamo [...] due: «Uscita [...] e «Regina ma-dre». Da poco, troppo poco [...] adattato a convivere con il mio doppio. Si comprenderà, di conseguenza, lo [...] e [...] che provai nel [...] faccia a faccia con il [...] tri-plo. Ma procediamo per ordine. Era una di quelle giornate [...] cominciano male: dolori alla schiena, vagotonia diffusa, e il [...] di una pratica [...] Tributi, più volte rimandata e [...] penalizzata da una multa in crescita esponenziale. E quel maniaco della [...] del mio doppio che non si decide [...] bagno libero! Mi faccio un al-tro [...] moka da tre, per un ammontare di [...] di tenere vispo e ricco di iniziative [...] appena raggiunto da un proiet-tile al [...]. E infatti le mani, [...] irrefrenabile tre-more, stormiscono come foglie al vento, [...] a portare a termine il montaggio degli [...] la caffettiera, e comunque non riesco ad [...] spolve-rata di miscela debordi produ-cendo uno sfregio [...] del fornello. [...] la spugnetta, maledi-zione! Laviamo subito, altri-menti chi [...] fobico di Doppio! È a tutti gli [...] co-niugale. Che però si usura [...]. Anche perché gli manca [...] che in non pochi matri-moni risolve i [...] allen-ta in una certa mi-sura le tensioni [...]. Non mi si chie-da [...]. Gradirei venire preso in [...]. I sostenitori del contrario [...] hanno incon-trato un autentico doppio, con il [...] interdet-to ogni tipo di effu-sione. Per [...] corto, con il doppio non [...] fa [...] si litiga soltanto. Il caffè, vivaddio, sta [...]. Non faccio a tempo [...] tazzina, la mia tazzi-na personale -Dop-pio vi [...] fondo un picco-lo adesivo con le [...] iniziali: ma, es-sendo anche [...] ha fatto che confondere le acque ancora [...] allo-ra si è reso necessa-rio praticare una [...] della mia; la [...] no, ha preteso che [...] così, a conti fatti sono solo io [...] di ferirsi il labbro, se non sta [...] a tempo, ripe-to, a versarmi il caffè, [...] porta. Chi può essere, a [...] della mattina? E lui: «Noi doppi [...] imbecille! Quanto è vero Iddio! E intanto tocca a [...] aprire. I doppi non aspet-tano [...]. Mi seguite? No, mi sca-valca a [...] pari e chiede diretta-mente di [...]. [...] da non [...]. Come se con le [...] io gli facessi perdere del tempo prezioso. Mi dà del creti-no, [...]. E così mi tiro la [...] sui piedi. Me la tiro, sissignore. Di-versamente, lui non avrebbe [...] farmi notare che non mi ha dato [...]. Schiumo di rabbia, ma [...] senso di evitare una scena-ta, là, sul [...] passo dalla tromba delle scale che, come [...] del resto, è fatta appositamente per strombazzare [...] -nella fattispecie i sette piani del condominio [...] mi ha preso in ostaggio e minaccia [...] mia proposta di riscatto. Dentro ragioneremo di tut-to». E me lo tiro [...]. La [...] voce portata, non-ché plastificata [...] mi investe come [...] non richiesta di quella doccia [...] ancora non mi è riu-scito di fare. Che verme! Che co-stui sarebbe venuto a [...] intendo. E recita la parte [...] si erge a docente in tema di [...] a suo dire sarebbero esclusi dalla pos-sibilità [...]. Vatti a fidare di [...]. So-prattutto del tuo! Ma Triplo è di [...] mi osserva, mi scruta. Ragionare? Con uno che [...] nella vita in maniera così sleale, così [...] Ec-co, [...] sto mettendo in mutande davanti a costui. Sempre la stes-sa storia. Laddove avrei potuto [...] giù per le scale, [...] pieno diritto. [...] senza nemmeno [...] la parola. Un caffè! Un caffè avvelenato è [...] un altro per sbarazzarsi di una presenza [...]. ///
[...] ///
E spudorata-mente, anche. Davanti alla fac-cia compunta [...] Triplo. No, io ho pensato [...] vero, preparato con tut-ti gli accorgimenti possibili [...] anche più buono del solito. Ecco: la vanità come [...] di-gnità. Che schifo! ///
[...] ///
Dio, quanto lo odio! Ma già, un amico di [...] bel tipo che da [...] sta rinchiuso nel mio bagno, [...] che lo trova interessante al pun-to da venire fin [...] a [...] può mai essere un campione [...] simpatia? [...] qualcosa mentre fini-sco di prepararmi», [...] Doppio [...] del bagno. E le sue parole, [...] minima sfumatura di delica-tezza, sono lame di [...] si piantano nella schiena mentre armeggio al [...] la miscela del caffè, con il filtro, [...] che si rifiuta di farsi avvitare. So comportarmi ci-vilmente, io! E [...] sono a mollo in [...] sudo-re: il sudore del pentimento. Perché mi sono scoperto [...] tanto banale? Perché ho rivelato a terzi [...] astiosa è il sale della nostra convivenza? Perché [...] i panni sporchi del mio risen-timento verso Doppio [...] Triplo? Bisogna essere davvero inetti per offrire [...] la crisi della propria [...] che, dal canto suo, cerca per [...] uno spiraglio attraverso il [...] detta coppia, e poi maga-ri prendere il [...] o di quel componente? Di questo o [...]. E già, chi ha detto [...] sia in pericolo proprio la mia testa? Potrebbe [...] la [...] di Doppio inten-do. Finora la mia natura [...] mi ha spinto a crede-re di essere [...] due, il de-signato [...]. È questa la prima [...] di [...] volgere in mio favore [...] delicato spareggio. Mentre bado al caffè [...] uscire mi godo la rara soddi-sfazione di [...]. ///
[...] ///
Mi basterà ricorrere al [...] innegabili doti di conversa-tore che non mi [...] a terra, [...] con cui ho appreso [...] ogni tipo di poltrona, avendo cura di [...] e poi tener-mi il ginocchio superiore con [...] dita incrociate, perché Doppio, decisamente più rozzo [...] indietro sulla via che mena [...] esca da un siffatto [...] tagliato fuori per sempre. In quel punto Doppio [...]. Che sgualdrina! Avverto addosso un senso [...]. Non so bene perché, [...] mi appare viziata da un che di [...] mi sento fortemente a disagio, di più: [...] affatto. Triplo deve essere di [...] avviso, è evidente. Come il co-bra in [...] incantatore, fissa [...] dietro il quale si [...]. ///
[...] ///
È immobile, quasi non [...]. Gli piacciono i [...] allora. Che lurido porco! Ma porco e ancora [...] che mi sono prefisso di conquistare a [...] la benevolenza di un simile gallinaccio! E ugualmente tor-no alla [...] «La [...] ideale per pranzare fuori por-ta. Conosco un ri-storantino, niente [...] tavoli sotto una [...] al chilometro sedici del-la. Un drappo nero mi [...] sugli oc-chi: non ci vedo più. Da Mem-mo, ho sentito [...] so-no sbagliato! È con me che [...] la prima volta. E lui appena può [...] primo venuto, non ha neanche quel minimo [...] per cambiare scenario, no: se non è [...] non si diverte. E in un lampo [...] allo stesso bicchiere e mi copro di [...]. [...] finito il suo [...] la folle paura di [...] se è pronto ad abbattere ogni barriera [...] e in favore di un estraneo [...] rassomi-glianza con noi non [...] a [...] dei nostri -che a [...] essere anche portatore sano di innomi-nabili flagelli. Sento [...] fenico sotto la lingua. Ma non mi posso [...]. Sarebbe co-me [...] a nozze, quei due. Ne parlerebbero fino al [...] giorni. ///
[...] ///
E io non sono [...] ridere di me due esseri immondi come [...]. Un momento, un mo-mento! Quello è il mio [...]. Ma un istante più [...] so dire come e perché -sen-to la [...] insiste con [...] disgustosamente que-rulo di chi [...] mendi-care perfino le mortificazioni: [...] con voi, non vi [...]. Pagherò io, per tutti [...]. E mangerò a un [...] se voi volete parlare a [...]. [...] con voi, vi scongiuro, non [...] lasciate so-lo in casa. Vi scongiuro! Mi co-pro gli occhi [...]. Sento sbattere la porta [...] loro voci allontanarsi giù per i vari [...]. ///
[...] ///
E la trom-ba della [...] trom-ba che si rispetti, dilata quel lo-ro [...] di me. Lo dilata fino al diapason [...] oltre addirit-tura. Soltanto allora mi avvedo [...] in ginocchio. Mi sollevo a fatica [...] aves-sero fatto [...] di vec-chiaia nelle giunture. Con passo di automa [...]. Perché? Ma perché non [...] è palese. Al mio appa-rato autolesionistico [...] dichiarare del tutto appagato, [...] strazio: la vista di quei due, Doppio [...] Triplo, [...] sgam-bando giulivi escono dal cortile e dalla [...] neanche la delicatezza di voltarsi indietro per [...] a chi in de-finitiva ha permesso loro [...] via appaia-ti. Una gelosia livida, bitumino-sa [...] cui è lastri-cato il cammino che conduce [...] fruga nelle viscere. E non è sufficiente [...] considerazione che non ci sarà vero e [...] che tra doppi (i tripli sono sol-tanto [...] doppi) non si arriva mai ad effusioni [...]. Rimango alla finestra fin-ché [...] buio. Ma non li ve-do [...]. Possibile che si siano [...] Sento [...] che mi mancheranno. Sia [...] che [...]. E molto anche. Cor-ro allora alla tromba [...] grido. Sì, proprio co-sì. Nella speranza che la [...] una volta il suo dovere nel più [...]. Poi me ne andai [...]. Senza mettere niente sotto [...]. Non ne avrei avuto [...] né la forza, del resto. Era andata ma-le fin [...] ho già avuto occasione di dire: dolori [...] diffusa, e il rovello di quella cer-ta [...] Tributi, che neanche quel giorno sarei riu-scito a [...]. Manlio [...] I viaggi di Campi Tiziano Campi [...] nato a Lucca nel 1953. Vive da sempre a Sarzana, [...] Li-guria. Ma anche a Milano, perché [...] incisione [...] di Bre-ra. Campi realizza per lo [...] e spazi nei quali riversa alcuni motivi [...] dei viaggi e della [...] infanzia. Nella titolazione dei suoi lavori [...] anche col suo nome: [...] senza [...] e [...] sono, rispet-tivamente, i titoli della [...] prima per-sonale [...] (presso [...] a Vero-na) e [...] chiusasi due giorni fa allo Studio Cavalieri di Bologna. Ha esposto, tra [...] alla collettiva [...]. [...] presso la Promotrice di Torino, [...] alla mostra dal titolo [...]. Vatti a fidare del [...] Doppio [...] Autoritratto di un corpo Anche Tiziano Campi gioca spes-so con il [...]. ///
[...] ///
Che può essere [...] corpo che ricalca, e si [...] con la propria terra (la cartina della Liguria). Oppure può essere un [...] ossia le 600 monete [...] faccia stampata. Le ha esposte nel [...] di Cassino [...] curata da Bruno Corà. In [...] Campi, [...] monete in cerchio, [...] lo spazio, tutto femminile, della [...] il mausoleo di una matrona romana. Con Aldo Grazzi [...] in Umbria [...] di «Viaggiatori sulla Flaminia», [...] al 30 agosto e disseminata tra Trevi [...] Spoleto. Ai due è toccato [...] Ponte Sanguinario: due arcate di un ponte ro-mano che [...] sotto una piazza di Spoleto. [...] Campi si è riprodotto 12 [...] mettendo in bilico su assi di le-gno altrettante grandi [...] in [...] è al martirio dei cristiani [...] forse, anche a quello dei tossici. Presentando la mostra, tenuta a Spoleto nel [...] , Aldo Iori ha ben [...] la genesi dei lavori di Campi: [...]. Coloro che non si [...] nel duplicato di se stessi, ignorano fino [...] di intolleranza giunga questo . ///
[...] ///
Coloro che non si [...] nel duplicato di se stessi, ignorano fino [...] di intolleranza giunga questo .

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(264)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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