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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1996»--Id 443670732.

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Sono le cinque e [...] Nicola, 35 anni, sve-glia la figlia Anna, sei [...] dorme sulle ginocchia. È bellissimo, fuori. Un sole rosso sta [...] subito dopo Civitanova Marche. ///
[...] ///
An-na dà [...] appena, dice qualcosa in [...] a dor-mire sulle ginocchia di suo padre. Nicola sembra [...] giustificare. Parla italiano solo con [...]. Ma se le chiedi [...] soprappensiero ti ri-sponde [...] o [...] poi tenta di tradurre». È piovuto quasi tutta [...] degli emigranti. Ci sono an-cora pozze [...] sul pavimento. La notte si passa [...] quasi assoluto. [...] gente che lavora, questa, [...] quando si può, si [...] riposare. Le ore saranno tante, prima [...] notte. Dal finestrino, nelle sta-zioni, [...] degli alto-parlanti. Alcuni sono davvero [...]. Verso casa, con la [...] Il [...] adesso entra negli scom-partimenti, picchia sugli occhi. Gia-cinta e Giacomo, sui [...] sono partiti da Zurigo e [...] ad Altamura. Quattro volte ci hanno [...]. Mi hanno portato via [...]. [...] volta è successo [...] scorso, quando eravamo in Italia. Siamo andati al cimitero, [...] tornati non [...] più nulla. Ci hanno preso anche [...] avevamo preparato per il rientro in Svizzera: [...] le conserve. Se do-vessi vivere sempre [...] ho letto di persone che vengono ra-pinate [...] loro case». Il marito Giacomo la [...]. Mio fratello mi avrebbe [...]. Sono tanti gli anziani [...]. Uomini e donne che [...] Sviz-zera o in Germania (ci sono anche carrozze [...] Ambur-go) da trenta o [...] che sono già in [...] sono di-ventati ricchi. Non hanno più la [...] avere un pane ed un letto, ma [...]. Fino a dieci anni [...] chiaro. Io ho fatto il [...] Giacinta la stiratrice. Il suo stipendio bastava [...] con il mio abbiamo costruito la casa [...] Italia. E ora? Il problema [...] che hanno la-voro in Svizzera. Uno dei miei figli [...] Zurigo, come me. Ha uno stipendio di [...]. Noi abitiamo in una [...] sempre stati lì, ed ora paghiamo 400 [...]. Ma abbia-mo [...] non andiamo a compe-rare insalata, [...] o cipolle. Nella fabbrica dove [...] mio figlio, lascia-no a casa [...] persone. E se toccas-se anche [...] I nostri figli non sono abituati a fare [...] fatto noi. Si troverebbe senza niente, [...] altro, e con due [...]. E noi, come possiamo [...] in Italia con questo pensiero? Il suo [...] doppio di quello che era il mio, [...] compra i vesti-ti, insomma vive come tutti [...]. E alla sera passa [...] pren-dere la sporta con tutte le verdure [...] gli prepara». Si è tutti svegli, [...]. Dalle bor-se di plastica [...] fette di dolce, acqua e birra. I bambini giocano rincorrendosi [...] gridano tutti in tedesco. Si potreb-be comprare anche [...] frutta, [...] alle cuccette de-gli ultimi [...] chiede quattro franchi per una bottiglietta e [...]. Basta la domanda di [...] («Ma questi vagoni, così scassati, sono svizzeri, italiani [...] avviare una discussione fra gio-vani e anziani, [...] dagli altri scompartimenti. Credo che siano di [...] -tede-sca, e che siano affittati dalla Sviz-zera». Questo è un treno [...] notte, nel nostro va-gone, abbiamo viaggiato senza [...]. Non hai capito che [...] ti [...] sotto un piede, così?». E dove trova lavoro [...] gente come noi si trova bene». Arrivavi quando sapevi che [...] loro ti tenevano lì tre mesi. Appena il lavoro finiva, [...] ad aspettare un altro permesso». Tengono alti i prezzi [...] noi non pos-siamo [...] e torniamo in Ita-lia. Andiamo bene soltanto quando [...]. [...] che è in Svizzera da [...] anni mostra agli altri una fotografia. Ci tor-nerò, a casa [...] saremo sempre fregati. Il perché? Io in Sviz-zera [...] e potrei [...]. Ma i [...] tre figli restano lì, con [...] nipoti -uno ha sposato una svizzera -ed il lavoro. Ed anche a Monopoli [...] «lo svizze-ro», perché posso tornare a casa [...] la famiglia. Il fatto è che [...] e devi la-sciare tutto. E quando puoi tornare, [...] tornare, ancora una volta devi lasciare tutto». Non è che ti [...] parlare con quelli che incontri, come facciamo [...]. E devi stare attento, [...] ti rispettino. Non una carta buttata [...] a fare rumore dopo le dieci di [...]. E questa può essere anche [...] buona cosa. Pia-no piano arrivi ad [...] ordine, questa pulizia. Ma poi ti vengono [...] serate con gli amici, le passeggiate, le [...] hai voglia di andare a let-to. Il guaio è che [...] come i pomodori. Ci portano da una parte [...] e ci dicono: do-vete crescere così e così. Ti abitui, con il [...]. Certo, ci stai male, [...] tuoi figli che, fra loro, parlano svizzero. Ma poi dici: si [...] me, capiranno meglio la loro mentalità. Capita an-che a me, [...] uno svizzero, ed allora un poco mi [...]. [...] cosa da fare è venire [...] Italia per un [...]. [...] scorso ho preso un pullman [...] padre Pio. [...] mi fermo due mesi nel-la [...] della mia famiglia». Le prime terre della Puglia [...] perché sono state appena bruciate le stoppie [...]. Quando ci andò mio [...] se aveva amici o pa-renti da chiamare. Adesso, se hai un [...] devi guardare con quattro occhi. Nel mio gruppo li-cenziano, [...] dalle ferie saprò se potrò ancora lavora-re. E poi non è [...] è il triplo, il [...] tri-plo, vestire costa il triplo. Bisogne-rebbe fare come una [...] famiglia in Italia, prendere un let-to in [...] altri disgra-ziati, risparmiare su tutto e poi [...] con i soldi. Ma come si fa? Mia [...] che a Zurigo sta bene, ha le [...] scuola. Deve essere come le [...] spendi per i vestiti, per i giochi [...] televisione. Io lo so già [...]. Tu riesci a fare [...] paese se glielo fai conosce-re bene. Ma come potrà avere ami-ci [...] venendo una volta [...]. Tra gli uliveti Il [...] fra gli uliveti. Nelle stazioni nessuno viene [...] o acqua minerale. Ma seicento partono subito [...] e poi devi pagare anche una percentuale [...] arriva a casa o [...]. Sono pochi quelli che [...] profughi. Quelli che vedi nelle [...] e non paga-no niente. In compenso il mio [...] le tasse, per [...]. ///
[...] ///
Ma quelli hanno la [...]. Io a mia figlia [...] arrivano in Svizzera, e dico anche che [...]. Anche noi siamo an-dati [...] terra, e non [...] nemmeno la guerra. La verità è che [...] che nel nostro paese non avevano il [...] ora sono i ricchi, buttano nella pattumiera [...] il giorno prima. Certo, le ingiustizie ci [...]. Li troverò già stasera, [...]. Giovani che non hanno [...] di partire, ed hanno la macchina, i [...]. Le ingiu-stizie ci sono [...] Svizzera [...] Italia comprese». Scritte sul cemento delle [...] vicinanza di Bari. Nicola e [...] figlia Anna scendo-no a Brindisi. La bambina parla al [...] -svizzero. Gli emigranti tornano a [...] ferie, ma non [...] aria di fe-sta nei [...] Zurigo portano a Lecce. Luca non sa se, [...] il lavoro. Giacinta e Giacomo, in [...] figlio «che non è abituato a fare [...]. Vorrebbero vivere in Italia, [...] ha ancora bisogno di loro. Tullio è via da [...] «Ogni tanto mi [...] svizze-ro, e per guarire [...] treno». ///
[...] ///
La tecnica con cui si [...] è la stessa praticata in [...] circostanza: [...] intrauteri-na. In Germania si è verificato [...] ca-so limite di una donna, sottoposta a una cura [...] contro la ste-rilità, che è rimasta incinta di dodi-ci [...] e mai avrebbe potuto [...]. Insomma: chi è assolutamente contrario [...] ha diritto di [...] ma non può sovraccaricare di [...] questa faccenda. [...] di-ce [...] dei medici, non si pone [...] ulteriore e peculiare problema etico. Ma poichè viviamo in [...] non solo il corpo è oggetto di [...] impensabili, ma anche la mente e le [...] attenta-mente studiate, il professor [...] quello di [...] ribatte: cosa sarà del [...] sco-prire di un suo gemello eliminato per [...] quale idea [...] ne ricaverà? Rispon-dere che [...] verifica an-che in natura, che ci sono [...] quali è toccato dividere [...] materno con un fratello [...] è sviluppato e non è nato, non [...]. È opporre un argomento tecnico [...] una conside-razione di carattere emotivo, con una [...] rilevanza simbolica. Diciamo la verità: è [...] parlando soltanto di un aborto, di una [...] ma certamente nessuno è indifferente a questa [...] e spietata osservazione, scomposizione e manipolazione di [...] umane. Tecnologie sempre più sofisticate [...] fronte non solo a problemi etici sempre [...] legittimamente, tende a leggere [...] punto di vista, ma anche a una [...] e delle funzioni primordiali [...] talvolta sconvolgente. Ma insieme terribilmente asettica. Poi arriva [...] o un altro co-me [...] i fantasmi [...]. E di lì escono [...] che alimentano la spettaco-larizzazione continua, tra orrore [...] frontiere della me-dicina e [...]. Ma informazio-ne corretta molto [...]. Una storica tedesca molto [...] Barbara [...] lavora da anni sul-la [...] corporeo e su come la percezione del [...] con cui [...] di noi lo sente [...] si è modificata in rapporto allo sviluppo [...] della medicina. Un suo pic-colo libro [...] Italia da Bol-lati Boringhieri (Il corpo della don-na [...] racconta come la tecnica [...] ha completamente rivoluzionato [...] che le donne stesse [...] gravidanza. Contri-buendo a fare [...] un luogo pubblico e [...] soggetto di controversi diritti. Ma trasformare un processo [...] film -verità, insieme ai noti indiscutibili vantag-gi, [...] di pensa-re il materno in modo diverso. Questa assenza di pensiero, [...] gli [...] di turno, stanno generando [...] i media amplificano. ///
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Questa assenza di pensiero, [...] gli [...] di turno, stanno generando [...] i media amplificano.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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