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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 4269049762.

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Ermanno [...] insieme a Pierre [...] è uno dei più [...] Cristiano So-ciali. Negli anni Ottanta ha [...] sulla povertà. Oggi sulla riduzio-ne [...] di lavoro ha una posi-zione [...]. Siamo [...] 16 ore di lavoro al [...] orario. [...] dello sviluppo tecnologico che ci [...] applicato alle macchine si può [...] di più. E allora bisogna ar-rivare a [...] riduzione dei tempi di lavoro, riduzione che può [...] dire anche una diversa redistribuzione [...]. Dunque, professore, condivide le 35 [...] settimanali, ma come [...] «Sicuramente non attraverso una legge. [...] di lavoro è frutto di [...] sindacale. La nostra opinione è [...] attivare forme di incentivazione e disincen-tivazione. ///
[...] ///
Alle aziende devono essere [...] se queste si indirizzano verso la ridu-zione [...] e caricati oneri nel caso di prolungamento [...]. Insomma, non imporre, [...]. Quello che lei descrive [...] che richiede del tempo. [...] «Credo che ci [...] anni, [...]. Meno orario, stesso salario, [...]. Iodico [...] inalterato il salario, dobbiamo procedere [...]. In questi anni il sindacato [...] contrattato gli aumenti di produttività con au-menti di salario, [...] nuova strada [...] essere quella di investire questi [...] di produttività in [...]. [...] di occupazione [...] «No. La riduzione di orario [...] posti soltanto al Nord e al [...] tipi di manodopera. I disoccupati sono nel Mezzogiorno [...] che si possa produrre [...]. I meridionali non la [...]. E poi le fabbriche [...] impiegati e molta della forza lavoro disponibile [...] di-plomati, laureati. ///
[...] ///
I sostenitori del [...] e [...] sostengono che questa sciagura sarebbe [...] con una diversa di-slocazione delle attività produtti-ve. Certo il Sud non è [...] quello de-gli anni Cinquanta, ma il tentativo di [...] attività produttive ha [...]. Sabato mattina Luigi Lucchini [...] lì nella [...] Brescia a pochi passi [...] «Siderurgica Lucchini». [...] duro, la controparte per eccellenza, [...] ha dubbi: «Que-sta storia delle 35 ore per legge [...] un falso scopo. È la politica, la [...] motore di tutto questo». [...] alla riduzione [...] di la-voro? «Perché queste cose [...] fanno dove [...] aumentare la produzione e dove [...] rende necessario per risolvere il pro-blema della disoccupazione. [...] al [...] nessuno di questi pro-blemi. Anzi per quel che [...] settore, la siderurgia, la produ-zione deve ancora [...]. E gli operai? Non ci [...] bisogna [...]. Lei ha molti extracomunitari [...]. ///
[...] ///
Parlavo del [...] ora, il problema non [...] disoccupazione». Ma non crede che la [...] possa portare posti di [...] «No, non lo credo affatto. Non credo che si risolva [...] disoccupazione al Sud accorciando [...] di lavoro. Se non [...] lavoro nel Mezzogiorno è perché [...] mobilità, non [...] flessibilità, [...] un [...]. [...] di sindacati, parlo di criminalità. Tutto questo, con [...] del co-sto del lavoro [...] fa sì che si investa al Sud. È su questo che [...]. Niente lavoro al Nord [...] al Sud. Allora perché ci si impunta [...] riduzione [...] «Esclusivamente per scopi politi-ci. Aggiungo, con le parole [...] giornali, ma sono di Sergio [...] per legge non si [...] si valuta caso per caso, se non [...]. Ma Rifondazione Comunista prende [...] Germania per spiegare che la riduzione [...] porta occupazione o meglio, [...]. Anche se in Germania [...] ha comportato riduzioni di salario. La gente già lavora [...]. Quello che va nelle [...] è davvero poco, è tanto invece quello [...] per ogni di-pendente. È il costo del [...] abbattere. Almeno che non si [...]. Una doppia emigrazione. Quella della gente del Sud [...] Nord e quella degli industriali [...]. Lì dove [...]. Invece di fare proclami, [...] ci si renda conto del-la globalizzazione. ///
[...] ///
Chiara Saraceno, sociologa, non [...] distinguere tra tempi di lavoro e [...] vita. [...] momen-ti si incrociano troppo spesso. Insomma [...] orario, stesso [...]. Perché? «Fissarsi soltanto sulla lunghezza [...] lavoro, mi sembra una scioc-chezza. La quantità di lavoro [...]. Io credo che la [...] mo-delli [...] gestire [...] esigenze possono cambiare nel [...] e anche durante uno stesso anno. Insomma, visto che non siamo [...] orari ottocenteschi io penso che [...] come la pone [...] è assolutamente [...]. Come immagina [...] a [...] «Credo che la riduzione [...] di lavoro sarà importante non [...] perché produrrà nuova [...] ma se riuscirà a cambiare [...] nostra quotidianità. Potremmo avere maggiori responsabilità di [...] più tempo per la formazione e la riformazione, oltre [...] un [...] di ore per [...] la vita. Il rischio vero è [...] utilizzare il tempo per dedicarsi un [...] di più alla vita [...] e che gli uomini lo occupino con [...] nero, con una partita a pallone o [...]. Insomma, voglio dire che [...] di tempi di lavoro si deve parlare [...] di riequilibrio di lavori». ///
[...] ///
Vedo avvicinarsi sempre di più [...]. Se io sto in [...] deve esserci qualcuno che prende il mio [...]. Finirà che i turni [...] turni di famiglia e magari ci saranno [...] riusciranno a [...] per-ché i loro orari [...]. Certo questo succede anche [...] un orario massimo ridotto si [...]. Abbiamo degli esempi di [...] «Dal primo gennaio di [...] pubblico impiego [...] di scegliere il [...] natu-ralmente con riduzione dello sti-pendio. E questo ha portato [...] anche queste [...]. Ebbene le richieste di [...] davvero poche e anzi i neo assunti [...] a far concorsi [...]. In questo caso, però [...] salario. Qualora que-sto non ci [...] trove-remmo il modo per [...] la [...] «Non è detto che [...] ne vada tutto in qualità della vita. Do-vremmo accompagnare la riduzio-ne [...] con una grande [...]. ///
[...] ///
In poche parole si [...] seco-lo ci sono stati [...] gran-di progressi legislativi e contrat-tuali e poi [...] fermato. Nel frattempo [...] stata [...] riduzione: quella del numero degli [...]. Insieme ad un aumento [...] straordi-nario che portano gli orari di fatto [...] gran lunga supe-riori a quelle degli orari [...]. Questa stasi nella progressiva [...] oltre cento anni significa che si è [...] invalicabile? che la riduzione [...] orario è oramai incompatibile [...] economica? Che la [...] e la competizione internazionale [...] occidentali di proseguire su questa strada? La [...] modo gli industriali e non solo loro. Gran parte della cultura [...] italiana è convinta di questo. Sullo sfon-do di questa [...] Giappone e i paesi del sud est [...] loro orari lunghissimi e la loro aggressivi-tà [...]. Così la riduzione di [...] in questi ultimi 30 anni oggetto di [...] discussioni, ma di nessuna effettiva decisione. Quali i poli di [...] Cominciamo col dire che agli [...] degli anni 70 si [...] che le cose sarebbero andate [...]. Ne erano con-vinti non [...] e i sin-dacati, ma anche gli imprendi-tori. In quegli anni, per [...] la [...] pubblicò un documento su [...] significativo ti-tolo [...] non lavorare [...]. Mentre il sindacato [...] della [...] , la [...] per prima lanciò [...] di una ulteriore riduzione di [...]. Anzi proprio in quegli [...] slogan che ha avu-to fortuna in tutti [...] lavorare meno, lavorare tutti. Al dibattito per così [...] sono aggiunti in que-sti ultimi anni due [...] epocale: [...] del processo tecnologico che [...] una effettiva liberazione del numero di ore [...] per prodotto. E una conseguente crescita del-la [...]. E di fronte a [...] che la riduzione [...] acquista nuova evi-denza ed [...]. E per questo motivo [...] occupa di nuovo e prepoten-temente la scena [...]. Ma le posizioni di [...] di-varicano. [...] -abbiamo visto -Rifondazione che chiede [...] legge le 35 ore entro il duemila. Ci sono gli industriali [...]. O meglio alla riduzio-ne [...] la riduzione attraverso la flessi-bilità. I lavoratori dovrebbero dare il [...] contributo di ore di lavoro a secondo delle esigenze [...] aziende e della produzio-ne. Orari ridotti senza control-lo, [...]. [...] chi so-stiene che la riduzione [...] non può non esserci, ma proprio perchè la crisi [...] è in agguato questa deve coincidere con una riduzione [...] salario. È la posizione dei Cri-stiano [...] di una parte del mondo cattolico. [...] chi ritiene che la [...] neces-saria alle aziende, che una ridu-zione di [...] raggiun-gere in questo modo, ma questa deve [...] sotto-posta agli strumenti contrattua-li. La pensa così gran [...] che chiede il control-lo [...] delle aziende. [...] chi ritiene che oggi una [...] debba esserci ma che questa non possa essere genera-lizzata [...] per legge. In questo modo potrebbe [...] farebbe altro che aumenta-re le ore di [...]. Que-sta può essere raggiunta [...] modo diver-so da categoria a categoria. Posizioni che raramente si [...] si scontrano. Nelle quali gli interessi [...] si intrecciano con i temi più profondi [...] rapporto fra gli uomini e le macchine. ///
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Nelle quali gli interessi [...] si intrecciano con i temi più profondi [...] rapporto fra gli uomini e le macchine.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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