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[...] giovane zulu immigrato a [...] studia grazie alle fatiche della [...]. Ma viene espulso [...] come leader degli studenti antirazzisti. Così passa molte giornate [...] e [...] proprio sul confine della zona [...] ai soli bianchi», si innamora della giovane Veronica. La [...] è una passione impossibile: [...] verrà condannato a morte [...] della ragazza bianca Pei gentile concessione delle Edizioni Lavoro, [...] pubblicheranno , . Mi ero ripromesso di [...] Iemale [...]. [...] volta per tutte. Ormai non potevo più [...] mio interesse per la ragazza [...] qualcosa di molto più [...] curiosità, qualcosa di più di un semplice [...]. Al contrario, 1 nostri rapporti [...] diventati come una droga che minacciava di sconvolgere il [...] equilibrio mentale, Al culmine di quel processo [...] stata la mia incursióne [...] della ragazza, [...] che, te scoperta, mi sarebbe [...] il carcere. Ormai avevo [...] della mancanza di senso [...] delia svogliatezza, [...] di concentrazione, del [...] ad occhi aperti che contrasta. Sitavano quel periodo della [...] esèmpio non riandavo neppure da quanti giorni [...] un pasto regolare. Prima del mio fortuito Incontro [...] ragazza inglese alla spiaggia, la lettura -non [...] scopo specifico bensì al puro divertimento -aveva [...] della mia vita. A quel punto, invece, [...] di aprire un libro le parole mi [...] le parti. La mente prendeva a vagai» [...] I falli suoi e, Ira me e [...] personaggi che popolavano I romanzi [...] leggevo, veniva a intromettersi, peraltro sènza [...] la [...] a un tempo lubrica e [...] della ragazza incontrata alla spiaggia, che non smetteva di [...] e sulla aiuola, Con gli [...] della mente mi sembrava di rivedere i suol seni [...] che spumavano come bengala dietro alle sue braccia [...]. Impossibile [...] dalla testa. Quando poi arrivava la [...] peggioravano ancora, A volte, nel tentativo di [...] I [...] eccitati fino al parossismo, mi mettevo a [...] della citta. Passavo davanti al deposito [...] alcune dònne avevano piazzato le loro bancarelle [...] al lume di candela, sfioravo I bazar Indiani [...] cui si radunavano i giovani [...] come sdami di mosche, Immobili. [...] strada, con le sue luci, [...] i suol passati e col suo perenne andirivieni, formava [...] lunga catena [...] Ovunque andassi, finivo per incontrare [...] sacco di gente con tanto tempo disponibile senza che [...] avesse [...] dì come [...] Le ione buie del quartiere [...] Calo [...] erano Intristite e deserte, percórre [...] ombre sinistre. Tuttavia, a dispettose! Anch'Io mi fermavo ad [...] ragazzi magri come acciughe che cingevano la [...] languide ragazze e magari le donne di [...] guardare fuori dalla [...] coi seni pesanti appena [...] abiti estivi. Tutto questo pulsare di [...] e molto gradevole; la bellezza delle strade [...] a quella del cielo, che incombeva basso, [...] un rosa [...] a quello di una [...]. In realtà era la [...] nella [...] globalità ad essersi improvvisamente [...] di festoso ed essenziale in un energia [...] carnale e mobile. Ecco perchè, con ogni [...] cuore Infranto per [...] desiderio di rivedere la [...]. Erano [...] tre giorni da quanto avevo [...] II «digiuno. Il giorno dopo sarei tornato [...] una volta alla [...] e mi sarei messo a [...] la zona ove [...] il villino di legno. La caccia sarebbe terminata [...] in cui vi avrei visto entrare e [...] bianca. La mia resistenza, almeno [...] conosce-vo io, era ridotta allo stremo. Lontano dalla spiaggia -in [...] quella ragazza -mi veniva latto di sentire In [...] più lancinante [...] mancanza di un ruolo [...] direzione. Ma, quel che è [...] Inutile nel confronti del mondo in generale, [...] difficile [...] il perché. Invece, quando ero alla [...] della ragazza inglése, anche se non ci [...] una sóla parola, mi sentivo Invaso da [...] che nasceva dalla nostra tacita intesa. In quei momenti la [...] ricca, piena di promesse, un miracolo di [...] dì continua meraviglia. [...] I luoghi che mi [...] assumere, al miei occhi, una loro bellezza [...] un tocco di dignità. Nel sassi, negli [...] e migli angoli nascosti della [...] del misteri di [...] Intelligenza; [...] cantò avevo la [...] I bianchi fossero [...] di un peso e di [...] fona del lutto sproporzionati al loro potenziale individuale, Il [...] fatto che vivessero nello stesso mondo in cui si [...] la lagena Inglese, che andassero a pranzo o a [...] nel suol stessi ristoranti, che prendessero [...] stessi autobus, che respirassero la [...] aria, conferiva loro, almeno in [...] che altrimenti non avrei mal [...]. Mi sentivo perfino pronto a [...] la loro insipienza. [...] messo ad osservare le [...] dirette In alto mare che solcavano l'acqua [...] sfondo un cielo puro come II sorriso [...] corista, limpido come lo sguardo Assodi un [...] e dilatato. Anche la brezza mattutina [...] concerto di purezza col suo odore salmastro [...] a quello delle alghe. Sullo sfondo del tenue, [...] mare, I rumori dèi traffico cittadino suonavano [...] soffocati. Le palme Immobili, Il [...] dei tetti della città, ancora parzialmente velati [...] le tetre villette a schiera inerpicate sulle [...] mondo Intero, che non pareva intenzionato a [...] dopo un lungo [...] tutto mi sembrava in [...]. Tutto tranne me. Al di sotto del perpetuò [...] delle onde, le [...] orecchie percepivano, a intervalli regolari, [...] metallico delle navi da carico [...] un rumore che tendeva [...] ancora inanimata. Ma ancóra più forte, [...] era li canto [...] del mio cuore palpitante. I minuti scorrevano tenti. Mi ritrovavo ad alternare [...] sorveglianza continua del tratto di spiaggia. Del resto che altro [...] se non [...] ero intento ad ascoltare [...] onde, con la stessa intensità con cui [...] pulsare potente del sangue nel mio cuore, [...] che scendeva dalla duna. Stavolta Veronica si muoveva [...] Incerti, come chi tema [...] di qualche scheggia di [...]. Per [...] indossava un copricostume di [...] a grandi fiori rossi e gialli che [...] spalle nude, oltre a un paio di [...] romano con un lungo cinturino che risaliva [...] polpaccio. Veronica seguiva con la coda [...] il movimento netto delle sue belle gambe tornite. Senza neppure accennare a [...] ad augurarmi a fior di labbra «Buon [...] comunque mi avrebbe colto di [...] passò davanti per raggiungere [...] aveva [...] al sole, a due [...] cartello con al scritta, quanto mai Ironica: Spiassi" [...] bianchi. Una volta arrivata al suo [...] posto per prima cosa stese sulla sabbia [...] prima di passare a [...] con sovrana [...] II copricostume; una volta rimasta [...] si sdraiò [...]. Dopo di che diede [...] consueta operazione fatta di capovolgimenti, ad Intervalli [...] regolari, In modo da [...] a tutto [...] 1 benefici effetti el [...]. Durante la prima [...] completamente. Con sé stavolta aveva [...] settimanali di cui non smetteva di sfogliare [...] pure con fare [...] annoiato. Di tanto In tanto [...] mare come se lo considerasse una possibile [...]. Col suo profilo leggermente [...] atteggiata a una piega amara che la [...] noia che doveva [...] aveva [...] di chi stesse rimuginando [...] allegri. Dopo qualche tempo [...] di scattò con una mossa [...] mi fece venire in mente [...] decisione di un bimbo [...] divertente. Una volta giunta a destinazione [...] a saggiare la temperatura dell'acqua con [...] àlluci [...] con calma. Dopo questo prologo, breve [...] attendere oltre, si lanciò a capofitto Contro [...] per [...] tulle [...]. Veronica era [...] nuotatrice, coraggiosa, veloce, sicura [...] l'acqua fidando sulla [...] da far volare in [...] facciata di perbenismo che, pur valendo per [...] tuttavia a cancellare! Con la (nutazione che [...] che non avrei avuto niente di meglio [...] non continuare a [...] per tutto il santo [...] mai avvicinare, [...] negata solo perché protetta [...] articoli dèi codice penale che dividono la [...] razza da quella della [...] cominciai a almanaccare per [...] il sistema migliòre per [...] attenzione senza però insospettire gli altri bagnati [...] ad arrivare sulla spiagge in gruppetti sempre [...] che, a differenza della ragazza Inglese, si [...] di sicurezza dal settore della spiaggia a [...]. Cominciai a mettere [...] atto tutta una serie [...] un po' di ginnastica, qualche capriola spettacolare, [...] contorsioni stupide nella loro follia, corse a [...] Insomma tutto [...] che [...] in verticale con [...] con cui la ragazza [...] quàndo il giovanotto le aveva domandato se [...] prima di allora: «Non pretenderai mica che [...] I neri che stanno in giro! La [...] era stata una menzogna [...] massima disinvoltura, senza, la più piccola esitazione; [...] consapevolezza che non avrei avuto la possibilità [...]. /// [...] /// Mentre continuavano a non [...] d'occhio nel caldo fulgore del [...] di mezzogiorno, cominciai a [...] un motivetto tra me e [...] non ti piace il mio [...] perché continui a [...]. Il maxiprocesso durò sino il [...] e si concluse con [...] «soluzione [...] che fu però seguiti di [...] ondata repressivi. [...] è tratta di [...] suoi movimenti piuttosto che sulla [...]. L'acqua la sorreggeva come [...] di carne, fòsse fatta di sughero, come [...] legno, lo intanto la guardavo fendere le [...] morto e [...] tuffarsi sotto un cavallone [...] scomparire. Nei punto in cui [...] a un istante prima era rimasta solo [...] mare che si era calmato [...]. Ecco perché trasalii quando [...] improvvisamente dall'acqua, col corpo abbronzato scintillante ai [...] a pochi metri dal posto in cui [...] al sole. Una mossa abilmente calcolata, [...] pensare, sentendosi avvampare di rabbia, mentre continuavo [...]. Questa storia deve finire, [...] Qualcosa [...] pure accadere. La [...] indifferenza cominciava a esasperarmi. Sentivo crescere in me [...] mettermi a fare qualcosa di strano, [...] magari anche di folle, [...] alla sabbia, pur di riuscire a [...] notare la mia presenza. Arrivai al punto di [...] dove cominciai ad eseguire delle manovre assai [...] si sarebbero guadagnate [...] in un concorso di [...]. Malgrado [...] non riuscii a suscitare [...] interesse superiore a quello riservato ad un [...]. Non ci fu un [...] riuscisse a sortire [...] superiore a quella da [...] un cagnolino che prese a nuotare precedendo [...] dietro a una palla di gomma caduta [...] dalla riva, Frustrato, Ingannato e sconfitto, mi [...] sul latto che Veronica fosse una giocatrice [...] quel genere di competizioni. Dopo tutto doveva essere una [...] maestra [...] gli uomini, anche se per [...] aveva scelto la lattica di [...] assurda nella [...] noia mortale, improvvisamente mi tornò [...] mente la faccia ottusa, [...] da perfetto imbecille, del grassone [...] cui [...] vista qualche giorno prima. Anche lui doveva essere una [...] dei capricci di Veronica. Lo capii ricordando la [...] suoi seni sodi incoronati di scuro nel [...] la carne candida formava [...] succulenta dei capezzoli. Una volta completata [...] condotta con la stessa [...] una stella del cinema in passerella, si [...] con i [...]. Solo a quel punto, [...] chi volesse [...] «Che ne pensi dello [...] ho offerto?», si decise a rivolgere [...] interrogativa ai punto in [...] mi avrebbe trovato. Apparentemente questo spogliarello a [...] fatto a mio esclusivo uso e consumo. Me ne convinsi non appena [...] spuntare [...] sorriso agli angoli della [...] bocca molle e sensuale, [...] aria insidiosa ma attraente i [...] seduzione. Quel suo accenno di [...] e inatteso, rappresentò per me un segnale. Nel suo volto abbronzato, [...] nel vuoto, vidi un presentimento del mio [...]. Attonito, osservai il rapido [...] espressione sorrìdente, negligente come un fiammifero rapidamente [...] lanciato in un angolo buio, un sorriso [...] parti uguali, furbizia e [...]. Notai i suoi occhi [...] un istante vennero attraversati da screziature gialle [...] le pupille rimanevano fisse quasi che, al [...] avesse provveduto a fissare due monetine luccicanti. Con quei suoi occhi [...] a fissarmi come se tossi [...] un verme che guizza [...] in cui è finito trafitto. Sentendomi attaccato, sostenni il [...] sentendomi [...] come se fossi stato [...] petto da quel suo sguardo (isso ma [...]. MI sentii impossibilitato a [...] non fosse quella di [...] a mia volta, Mi [...]. Anche la calura contribuiva [...] II mio nervosismo, aggiungendo eccitazione a eccitazione. Per un tempo che [...] d cercammo con gli occhi, fissandoci. Sembrava ovvio ad entrambi [...] ricorrere alle parole, dovevamo accontentarci degli sguardi. /// [...] /// Non avevamo altro. Avremmo anche potuto farà [...] con gli occhi come apparve [...] di lì a qualche istante. Cogli occhi eravamo anche in [...] di [...] delle storie. Cogli occhi [...] le nostre Infedeltà reciproche, [...] separazione, la lontananza forzata. TUtto a un tratto accadde [...] una cosa che Veronica osava [...] per la prima volta. Sempre tenendo lo sguardo [...] me, la [...] bocca prese a schiudersi, [...] movimento lento, esitante, poi in maniera sempre [...] lu subito chiaro che lo faceva per [...] da parte mia. Atteggiò la bocca in [...] imitare gli spasimi di un coito in [...] di fondere la tensione suprema delle membra [...] al culmine [...]. Quel suo messaggio esplicito [...] Rato. Le sue labbra dipinte, [...] forma di un uovo, di uno zero, [...]. Spinse [...] le [...] con [...] intenzione di lanciarmi un [...] suoi occhi scintillavano in preda a quella [...] nel momento [...] trasforma una donna in [...]. Anch'io, [...] tratto, mi sentii [...] a rompere gli indugi imposti [...] timore. Non era mica obbligatòrio [...] fosse riservato a lei sola! In modo palesemente insolente, [...] che lei stessa aveva cominciato, infilai la [...] labbra dischiuse, poi la feci girare lentamente, [...]. Veronica, che mi fissava [...] cogli occhi che si facevano più grandi [...] ad ogni istante che passava, prese a [...] lentamente, come una danzatrice del ventre che [...] rispondendo così ai suggerimenti osceni di un [...]. La ragazza continuò a [...] con un atteggiamento impudico ma, [...] stesso tempo, con tale abilità che, se qualcuno ci [...] tenuti sott'occhio [...] a una ventina di metri [...] distanza, non avrebbe mai potuto intuire il significato del [...] teatrino. Veronica [...] messa distesa su un [...] a me, mentre io, sempre fermo nella [...] neri, [...] imitata. Mentre era impegnata a [...] dello stomaco non staccava mai gli occhi [...]. Ormai gli occhi le [...] liquidi e sembravano avanzare verso di me, [...]. Aveva avviato uno spettacolo [...] a dura prova la resistenza di chiunque [...] al mio posto. Indecoroso, eccitante, maliziosamente tormentoso, [...] definire quello spettacolino. Dalla fronte presero a [...] rivoli di sudore mentre la schiena mi [...] come quella di un serpente boa pronto [...]. La bocca ai Veronica [...] un sorriso radioso di una sensualità maligna [...] passava e ripassava la punta della lingua [...] splenden-te. La ragazza sembrava non [...] di smettere nel SUO movimento rotatorio che [...] un tempo solenne e provocante, dell'alto sessuale, [...] rotazione polente che mi proiettò [...] di un desiderio demenziale. A Volte le sue [...] Ungevano [...] una mosci noiosa dalla [...] di-varicate coperta dal bikini, vi indugiavano, dopo [...] ragazza prese ad accarezzarsi, In un moto [...] delicatezza, tempre roteando il bacino, lo atomico, [...] strano nella [...] indolente Ipnotica. La [...] era [...] danza sensuale. A quel punto [...] assalire dal delirio. Per la prima volta da [...] ci conoscevamo, la [...] mi faceva dono del Suo [...] con la stessa esplicita semplicità con cui avrebbe [...] di donarsi [...] a voce. Dovevo essermi Imbattuto in [...] di grande classe. Lo dimostrava ampiamente [...] con cui [...] metodicamente, con studiata [...] partendo dalle braccia [...] poi proseguire lungo le [...] che provvide [...] una dopo [...] con quelle ila . Non riuscii più a [...]. /// [...] /// Oh, vizi contro [...] Oh, vanita [...] vanità! Oh, vergogna e [...] Mi ritrovavo col membro teso [...] una corda di violino [...] stupida e inutile! Un istante più tardi [...] da una deflagrazione che mi scosse [...]. Allo stesso tempo Veronica [...] con un suono dì gola, come quello [...] strangolato, col bianco degli occhi che le [...] come due uova al tegamino, mentre il [...] scuoteva in un fremito prolungato. Venimmo insieme, spinti dal [...] attraverso lo spazio di proibizioni e di [...] separava. Fu proprio lo stravolgimento [...] dì Veronica a [...] la forza dèi suo [...]. Lo notai dal modo [...] senza preavviso, appoggiando le [...] e contorcendosi come per liberarsi da un [...] sembrava [...] mollare la presa su [...]. Finalmente, dopo un periodo [...] lungo quanto tutta [...] giacque immobile, rìgida, come [...] a morte, mentre i suoi occhi le [...]. Gradatamente, quasi [...] dalla calura e dagli eccessi [...] del nostri giochi animaleschi, Veronica [...]. Per quel che mi [...] fatica a rendermi conto [...] stato vìttima dì un [...]. Ne avevo una prova [...] io stesso mi fossi procurato un orgasmo [...]. Ecco a che punto [...] cose Ira me e Veronica. /// [...] /// Ma se noi avevamo trovato [...] sistema per [...]. /// [...] /// Ma se noi avevamo trovato [...] sistema per [...]. (0) (0) ![]()
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