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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Nuova Serie(PCI)-Nazionale del 1988»--Id 4238891373.

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[...] giovane zulu immigrato a [...] studia grazie alle fatiche della [...]. Ma viene espulso [...] come leader degli studenti antirazzisti. Così passa molte giornate [...] e [...] proprio sul confine della zona [...] ai soli bianchi», si innamora della giovane Veronica. La [...] è una passione impossibile: [...] verrà condannato a morte [...] della ragazza bianca Pei gentile concessione delle Edizioni Lavoro, [...] pubblicheranno , . Mi ero ripromesso di [...] Iemale [...]. [...] volta per tutte. Ormai non potevo più [...] mio interesse per la ragazza [...] qualcosa di molto più [...] curiosità, qualcosa di più di un semplice [...]. Al contrario, 1 nostri rapporti [...] diventati come una droga che minacciava di sconvolgere il [...] equilibrio mentale, Al culmine di quel processo [...] stata la mia incursióne [...] della ragazza, [...] che, te scoperta, mi sarebbe [...] il carcere. Ormai avevo [...] della mancanza di senso [...] delia svogliatezza, [...] di concentrazione, del [...] ad occhi aperti che contrasta. Sitavano quel periodo della [...] esèmpio non riandavo neppure da quanti giorni [...] un pasto regolare. Prima del mio fortuito Incontro [...] ragazza inglese alla spiaggia, la lettura -non [...] scopo specifico bensì al puro divertimento -aveva [...] della mia vita. A quel punto, invece, [...] di aprire un libro le parole mi [...] le parti. La mente prendeva a vagai» [...] I falli suoi e, Ira me e [...] personaggi che popolavano I romanzi [...] leggevo, veniva a intromettersi, peraltro sènza [...] la [...] a un tempo lubrica e [...] della ragazza incontrata alla spiaggia, che non smetteva di [...] e sulla aiuola, Con gli [...] della mente mi sembrava di rivedere i suol seni [...] che spumavano come bengala dietro alle sue braccia [...]. Impossibile [...] dalla testa. Quando poi arrivava la [...] peggioravano ancora, A volte, nel tentativo di [...] I [...] eccitati fino al parossismo, mi mettevo a [...] della citta. Passavo davanti al deposito [...] alcune dònne avevano piazzato le loro bancarelle [...] al lume di candela, sfioravo I bazar Indiani [...] cui si radunavano i giovani [...] come sdami di mosche, Immobili. [...] strada, con le sue luci, [...] i suol passati e col suo perenne andirivieni, formava [...] lunga catena [...] Ovunque andassi, finivo per incontrare [...] sacco di gente con tanto tempo disponibile senza che [...] avesse [...] dì come [...] Le ione buie del quartiere [...] Calo [...] erano Intristite e deserte, percórre [...] ombre sinistre. Tuttavia, a dispettose! Anch'Io mi fermavo ad [...] ragazzi magri come acciughe che cingevano la [...] languide ragazze e magari le donne di [...] guardare fuori dalla [...] coi seni pesanti appena [...] abiti estivi. Tutto questo pulsare di [...] e molto gradevole; la bellezza delle strade [...] a quella del cielo, che incombeva basso, [...] un rosa [...] a quello di una [...]. In realtà era la [...] nella [...] globalità ad essersi improvvisamente [...] di festoso ed essenziale in un energia [...] carnale e mobile. Ecco perchè, con ogni [...] cuore Infranto per [...] desiderio di rivedere la [...]. Erano [...] tre giorni da quanto avevo [...] II «digiuno. Il giorno dopo sarei tornato [...] una volta alla [...] e mi sarei messo a [...] la zona ove [...] il villino di legno. La caccia sarebbe terminata [...] in cui vi avrei visto entrare e [...] bianca. La mia resistenza, almeno [...] conosce-vo io, era ridotta allo stremo. Lontano dalla spiaggia -in [...] quella ragazza -mi veniva latto di sentire In [...] più lancinante [...] mancanza di un ruolo [...] direzione. Ma, quel che è [...] Inutile nel confronti del mondo in generale, [...] difficile [...] il perché. Invece, quando ero alla [...] della ragazza inglése, anche se non ci [...] una sóla parola, mi sentivo Invaso da [...] che nasceva dalla nostra tacita intesa. In quei momenti la [...] ricca, piena di promesse, un miracolo di [...] dì continua meraviglia. [...] I luoghi che mi [...] assumere, al miei occhi, una loro bellezza [...] un tocco di dignità. Nel sassi, negli [...] e migli angoli nascosti della [...] del misteri di [...] Intelligenza; [...] cantò avevo la [...] I bianchi fossero [...] di un peso e di [...] fona del lutto sproporzionati al loro potenziale individuale, Il [...] fatto che vivessero nello stesso mondo in cui si [...] la lagena Inglese, che andassero a pranzo o a [...] nel suol stessi ristoranti, che prendessero [...] stessi autobus, che respirassero la [...] aria, conferiva loro, almeno in [...] che altrimenti non avrei mal [...]. Mi sentivo perfino pronto a [...] la loro insipienza. [...] messo ad osservare le [...] dirette In alto mare che solcavano l'acqua [...] sfondo un cielo puro come II sorriso [...] corista, limpido come lo sguardo Assodi un [...] e dilatato. Anche la brezza mattutina [...] concerto di purezza col suo odore salmastro [...] a quello delle alghe. Sullo sfondo del tenue, [...] mare, I rumori dèi traffico cittadino suonavano [...] soffocati. Le palme Immobili, Il [...] dei tetti della città, ancora parzialmente velati [...] le tetre villette a schiera inerpicate sulle [...] mondo Intero, che non pareva intenzionato a [...] dopo un lungo [...] tutto mi sembrava in [...]. Tutto tranne me. Al di sotto del perpetuò [...] delle onde, le [...] orecchie percepivano, a intervalli regolari, [...] metallico delle navi da carico [...] un rumore che tendeva [...] ancora inanimata. Ma ancóra più forte, [...] era li canto [...] del mio cuore palpitante. I minuti scorrevano tenti. Mi ritrovavo ad alternare [...] sorveglianza continua del tratto di spiaggia. Del resto che altro [...] se non [...] ero intento ad ascoltare [...] onde, con la stessa intensità con cui [...] pulsare potente del sangue nel mio cuore, [...] che scendeva dalla duna. Stavolta Veronica si muoveva [...] Incerti, come chi tema [...] di qualche scheggia di [...]. Per [...] indossava un copricostume di [...] a grandi fiori rossi e gialli che [...] spalle nude, oltre a un paio di [...] romano con un lungo cinturino che risaliva [...] polpaccio. Veronica seguiva con la coda [...] il movimento netto delle sue belle gambe tornite. Senza neppure accennare a [...] ad augurarmi a fior di labbra «Buon [...] comunque mi avrebbe colto di [...] passò davanti per raggiungere [...] aveva [...] al sole, a due [...] cartello con al scritta, quanto mai Ironica: Spiassi" [...] bianchi. Una volta arrivata al suo [...] posto per prima cosa stese sulla sabbia [...] prima di passare a [...] con sovrana [...] II copricostume; una volta rimasta [...] si sdraiò [...]. Dopo di che diede [...] consueta operazione fatta di capovolgimenti, ad Intervalli [...] regolari, In modo da [...] a tutto [...] 1 benefici effetti el [...]. Durante la prima [...] completamente. Con sé stavolta aveva [...] settimanali di cui non smetteva di sfogliare [...] pure con fare [...] annoiato. Di tanto In tanto [...] mare come se lo considerasse una possibile [...]. Col suo profilo leggermente [...] atteggiata a una piega amara che la [...] noia che doveva [...] aveva [...] di chi stesse rimuginando [...] allegri. Dopo qualche tempo [...] di scattò con una mossa [...] mi fece venire in mente [...] decisione di un bimbo [...] divertente. Una volta giunta a destinazione [...] a saggiare la temperatura dell'acqua con [...] àlluci [...] con calma. Dopo questo prologo, breve [...] attendere oltre, si lanciò a capofitto Contro [...] per [...] tulle [...]. Veronica era [...] nuotatrice, coraggiosa, veloce, sicura [...] l'acqua fidando sulla [...] da far volare in [...] facciata di perbenismo che, pur valendo per [...] tuttavia a cancellare! Con la (nutazione che [...] che non avrei avuto niente di meglio [...] non continuare a [...] per tutto il santo [...] mai avvicinare, [...] negata solo perché protetta [...] articoli dèi codice penale che dividono la [...] razza da quella della [...] cominciai a almanaccare per [...] il sistema migliòre per [...] attenzione senza però insospettire gli altri bagnati [...] ad arrivare sulla spiagge in gruppetti sempre [...] che, a differenza della ragazza Inglese, si [...] di sicurezza dal settore della spiaggia a [...]. Cominciai a mettere [...] atto tutta una serie [...] un po' di ginnastica, qualche capriola spettacolare, [...] contorsioni stupide nella loro follia, corse a [...] Insomma tutto [...] che [...] in verticale con [...] con cui la ragazza [...] quàndo il giovanotto le aveva domandato se [...] prima di allora: «Non pretenderai mica che [...] I neri che stanno in giro! La [...] era stata una menzogna [...] massima disinvoltura, senza, la più piccola esitazione; [...] consapevolezza che non avrei avuto la possibilità [...]. ///
[...] ///
Mentre continuavano a non [...] d'occhio nel caldo fulgore del [...] di mezzogiorno, cominciai a [...] un motivetto tra me e [...] non ti piace il mio [...] perché continui a [...]. Il maxiprocesso durò sino il [...] e si concluse con [...] «soluzione [...] che fu però seguiti di [...] ondata repressivi. [...] è tratta di [...] suoi movimenti piuttosto che sulla [...]. L'acqua la sorreggeva come [...] di carne, fòsse fatta di sughero, come [...] legno, lo intanto la guardavo fendere le [...] morto e [...] tuffarsi sotto un cavallone [...] scomparire. Nei punto in cui [...] a un istante prima era rimasta solo [...] mare che si era calmato [...]. Ecco perché trasalii quando [...] improvvisamente dall'acqua, col corpo abbronzato scintillante ai [...] a pochi metri dal posto in cui [...] al sole. Una mossa abilmente calcolata, [...] pensare, sentendosi avvampare di rabbia, mentre continuavo [...]. Questa storia deve finire, [...] Qualcosa [...] pure accadere. La [...] indifferenza cominciava a esasperarmi. Sentivo crescere in me [...] mettermi a fare qualcosa di strano, [...] magari anche di folle, [...] alla sabbia, pur di riuscire a [...] notare la mia presenza. Arrivai al punto di [...] dove cominciai ad eseguire delle manovre assai [...] si sarebbero guadagnate [...] in un concorso di [...]. Malgrado [...] non riuscii a suscitare [...] interesse superiore a quello riservato ad un [...]. Non ci fu un [...] riuscisse a sortire [...] superiore a quella da [...] un cagnolino che prese a nuotare precedendo [...] dietro a una palla di gomma caduta [...] dalla riva, Frustrato, Ingannato e sconfitto, mi [...] sul latto che Veronica fosse una giocatrice [...] quel genere di competizioni. Dopo tutto doveva essere una [...] maestra [...] gli uomini, anche se per [...] aveva scelto la lattica di [...] assurda nella [...] noia mortale, improvvisamente mi tornò [...] mente la faccia ottusa, [...] da perfetto imbecille, del grassone [...] cui [...] vista qualche giorno prima. Anche lui doveva essere una [...] dei capricci di Veronica. Lo capii ricordando la [...] suoi seni sodi incoronati di scuro nel [...] la carne candida formava [...] succulenta dei capezzoli. Una volta completata [...] condotta con la stessa [...] una stella del cinema in passerella, si [...] con i [...]. Solo a quel punto, [...] chi volesse [...] «Che ne pensi dello [...] ho offerto?», si decise a rivolgere [...] interrogativa ai punto in [...] mi avrebbe trovato. Apparentemente questo spogliarello a [...] fatto a mio esclusivo uso e consumo. Me ne convinsi non appena [...] spuntare [...] sorriso agli angoli della [...] bocca molle e sensuale, [...] aria insidiosa ma attraente i [...] seduzione. Quel suo accenno di [...] e inatteso, rappresentò per me un segnale. Nel suo volto abbronzato, [...] nel vuoto, vidi un presentimento del mio [...]. Attonito, osservai il rapido [...] espressione sorrìdente, negligente come un fiammifero rapidamente [...] lanciato in un angolo buio, un sorriso [...] parti uguali, furbizia e [...]. Notai i suoi occhi [...] un istante vennero attraversati da screziature gialle [...] le pupille rimanevano fisse quasi che, al [...] avesse provveduto a fissare due monetine luccicanti. Con quei suoi occhi [...] a fissarmi come se tossi [...] un verme che guizza [...] in cui è finito trafitto. Sentendomi attaccato, sostenni il [...] sentendomi [...] come se fossi stato [...] petto da quel suo sguardo (isso ma [...]. MI sentii impossibilitato a [...] non fosse quella di [...] a mia volta, Mi [...]. Anche la calura contribuiva [...] II mio nervosismo, aggiungendo eccitazione a eccitazione. Per un tempo che [...] d cercammo con gli occhi, fissandoci. Sembrava ovvio ad entrambi [...] ricorrere alle parole, dovevamo accontentarci degli sguardi. ///
[...] ///
Non avevamo altro. Avremmo anche potuto farà [...] con gli occhi come apparve [...] di lì a qualche istante. Cogli occhi eravamo anche in [...] di [...] delle storie. Cogli occhi [...] le nostre Infedeltà reciproche, [...] separazione, la lontananza forzata. TUtto a un tratto accadde [...] una cosa che Veronica osava [...] per la prima volta. Sempre tenendo lo sguardo [...] me, la [...] bocca prese a schiudersi, [...] movimento lento, esitante, poi in maniera sempre [...] lu subito chiaro che lo faceva per [...] da parte mia. Atteggiò la bocca in [...] imitare gli spasimi di un coito in [...] di fondere la tensione suprema delle membra [...] al culmine [...]. Quel suo messaggio esplicito [...] Rato. Le sue labbra dipinte, [...] forma di un uovo, di uno zero, [...]. Spinse [...] le [...] con [...] intenzione di lanciarmi un [...] suoi occhi scintillavano in preda a quella [...] nel momento [...] trasforma una donna in [...]. Anch'io, [...] tratto, mi sentii [...] a rompere gli indugi imposti [...] timore. Non era mica obbligatòrio [...] fosse riservato a lei sola! In modo palesemente insolente, [...] che lei stessa aveva cominciato, infilai la [...] labbra dischiuse, poi la feci girare lentamente, [...]. Veronica, che mi fissava [...] cogli occhi che si facevano più grandi [...] ad ogni istante che passava, prese a [...] lentamente, come una danzatrice del ventre che [...] rispondendo così ai suggerimenti osceni di un [...]. La ragazza continuò a [...] con un atteggiamento impudico ma, [...] stesso tempo, con tale abilità che, se qualcuno ci [...] tenuti sott'occhio [...] a una ventina di metri [...] distanza, non avrebbe mai potuto intuire il significato del [...] teatrino. Veronica [...] messa distesa su un [...] a me, mentre io, sempre fermo nella [...] neri, [...] imitata. Mentre era impegnata a [...] dello stomaco non staccava mai gli occhi [...]. Ormai gli occhi le [...] liquidi e sembravano avanzare verso di me, [...]. Aveva avviato uno spettacolo [...] a dura prova la resistenza di chiunque [...] al mio posto. Indecoroso, eccitante, maliziosamente tormentoso, [...] definire quello spettacolino. Dalla fronte presero a [...] rivoli di sudore mentre la schiena mi [...] come quella di un serpente boa pronto [...]. La bocca ai Veronica [...] un sorriso radioso di una sensualità maligna [...] passava e ripassava la punta della lingua [...] splenden-te. La ragazza sembrava non [...] di smettere nel SUO movimento rotatorio che [...] un tempo solenne e provocante, dell'alto sessuale, [...] rotazione polente che mi proiettò [...] di un desiderio demenziale. A Volte le sue [...] Ungevano [...] una mosci noiosa dalla [...] di-varicate coperta dal bikini, vi indugiavano, dopo [...] ragazza prese ad accarezzarsi, In un moto [...] delicatezza, tempre roteando il bacino, lo atomico, [...] strano nella [...] indolente Ipnotica. La [...] era [...] danza sensuale. A quel punto [...] assalire dal delirio. Per la prima volta da [...] ci conoscevamo, la [...] mi faceva dono del Suo [...] con la stessa esplicita semplicità con cui avrebbe [...] di donarsi [...] a voce. Dovevo essermi Imbattuto in [...] di grande classe. Lo dimostrava ampiamente [...] con cui [...] metodicamente, con studiata [...] partendo dalle braccia [...] poi proseguire lungo le [...] che provvide [...] una dopo [...] con quelle ila . Non riuscii più a [...]. ///
[...] ///
Oh, vizi contro [...] Oh, vanita [...] vanità! Oh, vergogna e [...] Mi ritrovavo col membro teso [...] una corda di violino [...] stupida e inutile! Un istante più tardi [...] da una deflagrazione che mi scosse [...]. Allo stesso tempo Veronica [...] con un suono dì gola, come quello [...] strangolato, col bianco degli occhi che le [...] come due uova al tegamino, mentre il [...] scuoteva in un fremito prolungato. Venimmo insieme, spinti dal [...] attraverso lo spazio di proibizioni e di [...] separava. Fu proprio lo stravolgimento [...] dì Veronica a [...] la forza dèi suo [...]. Lo notai dal modo [...] senza preavviso, appoggiando le [...] e contorcendosi come per liberarsi da un [...] sembrava [...] mollare la presa su [...]. Finalmente, dopo un periodo [...] lungo quanto tutta [...] giacque immobile, rìgida, come [...] a morte, mentre i suoi occhi le [...]. Gradatamente, quasi [...] dalla calura e dagli eccessi [...] del nostri giochi animaleschi, Veronica [...]. Per quel che mi [...] fatica a rendermi conto [...] stato vìttima dì un [...]. Ne avevo una prova [...] io stesso mi fossi procurato un orgasmo [...]. Ecco a che punto [...] cose Ira me e Veronica. ///
[...] ///
Ma se noi avevamo trovato [...] sistema per [...]. ///
[...] ///
Ma se noi avevamo trovato [...] sistema per [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

(310)
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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


(284)


(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(264)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(262)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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