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[...] solo il dialogo, artico-lato in [...] contesti». Anticipiamo la parte finale [...] uscirà sul prossimo numero di «Reset». [...] mai visto un difensore [...] della [...] ar-ringa chiede la condanna [...] E magari in ragione degli [...] esposti? È [...] fatto do-menica sul «Corriere» il giurista Pietro [...]. Il quale, dopo [...] spiegato per benino come [...] sia fondamentale per gli svantaggiati, alla fine [...] così: e per questo, per quello e [...]. Ed ec-co lo «snodo» [...] mirabile conclusione: poiché [...] scuola pubblica è ormai [...] poveri la possibilità di sce-gliersi le «private»! Già, proprio come il [...] a Bertoldo la scelta [...] a cui impiccarsi! E non trovò mai [...] giusto. E come potrebbe [...] giusto [...] delle «private», per un non [...] Lui dovrebbe comun-que pagare. Senza dire che a [...] delle scuole pubbliche sa-rebbe meno rigoglioso. Più misero e con [...]. A meno di non [...] liberista. Per cui «concorrenza» e potature [...] la scuola pubblica. Ci credeva la [...]. Poi per fortuna sono [...] e [...]. /// [...] /// Sempre domeni-ca Scalfari si [...] 1789 è esaurita o no? E il [...] tra fase liberale e fase giacobina della Rivoluzione, [...] col buttare a mare tutto [...] In verità [...] voleva proprio salvare tut-to [...] però del «Ter-rore», il cui fantasma redivivo [...] nei totalitarismi del seco-lo XX. Ciò detto, non si [...] in cui Scalfari argomenta contro [...] sul punto delle «due [...]. Da un lato Scalfari [...] storia è «casuale» e che non ci [...] ascendenze». Benissimo, ma allora aveva [...] quando di-ceva che Robespierre [...] uno «slittamento», storicamente per nulla necessario! Bene, ma allora tutto [...]. Ce lo chiede garbatamente Mario Ali-ghiero Manacorda, storico [...] che ci ha scritto, [...] articolo sul tema uscito su questa pagi-na. Già, quel titolo era [...] «Il profeta che vide più in là [...] Marx. E tuttavia, almeno sul [...] diritti democratici, Mazzini vide effettivamente più in [...] Marx, che pensava a una [...] e spregiava il «diritto [...]. Quanto al socialismo, non [...]. Se è socialismo democratico. [...] filosofia se essa è solo [...] altro genere letterario, una particolare forma di «grande narrazione» [...] tante altre, come lei sostiene nei suoi scritti? Quali [...] può risolvere la filosofia che le altre [...] di una scienza con una [...] di problemi da risolvere non si adatta a quello [...] fanno i fi-losofi. I giornalisti chiedono sem-pre: [...] il compito [...] Qual è il contributo [...] A me sembra che questa do-manda sia insensata [...] epocale su cosa possa darci la [...]. [...] filosofia è quello che [...] i pensatori di volta in volta interessanti. [...] e Jacques [...]. [...] è la discussione delle idee [...]. /// [...] /// [...] è discutere il rapporto [...] di questa o di quella [...]. Tutto questo a poco [...] con la soluzione di problemi». [...] causa della [...]. Ma come si può [...] se non si crede più nella [...] «Temo che nessuno tranne [...] tanto [...] di verità. Concetti come libertà e [...] conseguenze poli-tiche, con il concetto di verità [...] hanno bisogno, altri ne [...]. Recentemente lei ha scritto [...] i filosofi un giorno possano fare della [...] e della natura quello che gli illuministi [...] Dio. Come [...] «Vede, nel diciassettesimo secolo [...] essere filosofi senza avere precise opinioni circa [...] Dio e il suo rappor-to rispetto alla [...] o la rivelazione come strumento per ac-cedere [...] Dio [...] così via. [...] compie una svolta: dimen-tichiamoci di [...] questioni, cambiamo tema, lasciamo perdere [...]. Ad esempio, la questio-ne [...] meno senso distingue-re tra essere e apparire [...] cui questioni simili sono importan-ti, proprio come [...] furono lasciate ai teologi. Per le nostre considerazioni politiche [...]. Jürgen [...] le ha recente-mente rimproverato [...] «naturalizzazione della ra-gione»: lei in sostanza limitereb-be [...] funzione di uno strumento pragmatico. [...] teme un perdita deleteria [...] potenziale di differen-ziazione, se, come lei propone [...] più distinguere tra uso strategico o non [...] tra vincere e convin-cere. [...] uno spettro fluido di diverse [...] comunicative. Da una parte quel [...] che a volte si conduce con i [...]. [...] situazioni in cui si [...] estranei, che si cerca disperata-mente e con [...] trucchi e bugie -di convincere a fare [...]. Il nostro incontro ad esempio [...] parte tra [...]. [...] che si stia alla [...] universale quando si agisce [...] e che si perse-gua [...] quando si agisce strategicamente mi sembra erroneamente [...]. Per que-sto propongo di [...] validità universale quale segno [...]. Distinguerei invece tra quei [...] in cui si è più o meno [...] e sugli oggetti della situazione dialo-gica, e [...] essere aperti a tutte le possibilità, e [...] cui semplicemente non ci si può per-mettere [...]. Allora [...] non è imparare qualcosa, ma [...] un risultato preci-so. Ma queste sono le [...] professori di filosofia [...]. È per concludere la [...] recentemente ha definito [...] «A mio parere si [...] si rinuncia [...] che la verità corrisponda [...] al co-rollario secondo cui la realtà ha [...] oltre la lingua che ci serve per [...]. [...] rinuncia a queste certezze e [...] que-sto credo di [...] definire un pra-gmatista. [...] parte però i pra-gmatisti [...] con-cetto di validità universale. Nella predilezione [...] per queste pretese di validità [...] allo-ra [...] spicchio di Kant da cui [...]. Ciò che sorprende nei [...] al dibattito filosofi-co è il rapporto con [...] profonde degli intellettuali. Ri-nunciare al controllo sugli stan-dard [...] ricerca di verità, di-menticarsi delle pretese di validi-tà, eliminare [...] distinzione tra [...] e [...] tutto ciò non significa un [...] perdita di so-vranità intellettuale? Lei però sembra [...] rilassatevi, non sarà [...]. Il progetto [...] di-ceva: la verità, la [...] la natura sono dalla parte dei po-veri [...] degli oppressi contro gli oppressori. Chi ora tradi-sce queste [...] contempo gli oppressi. Non esisto-no enti [...] come la verità, la [...] natura schierati dalla parte del bene. Il destino degli oppressi dipende [...] dalla forza della nostra iniziativa [...]. E visto che il discorso [...] del genere ci si può [...] risparmiare ogni domanda su cosa sia vero, razionale o [...] e [...]. La filosofia non ha [...] riguardo al [...] «Arte e politica hanno [...] preso il posto della filosofia. Dopo la rivoluzione francese [...] pubblica è diventata maggio-renne. Esagerava certo Tocqueville [...] americana diceva che da [...] di politica. Ma coglieva sicuramente nel [...]. E parallela-mente a questo [...] molte persone è diventato più [...]. Ma se, come avviene [...] un pubblico di massa segue la produzione [...] dibattito politico, allora teologia e filosofia sembrano [...] di quanto dovevano sembrare an-cora ai filosofi [...]. [...] e la letteratura esclusiva-mente per [...] nostra educazione privata. Ma ciò non significa neu-tralizzare [...] culturale di [...] mi [...] parte [...] è infatti interesse eminentemente pubblico. Roman-zi come quelli di Dickens, Zola, Twain, ma anche le [...] del-la televisione, che per lo [...] pubblici. [...] una sfera del tutto inin-fluente [...] loro opinioni politi-che. Alcune opere artistiche vengo-no [...] contempla-zione privata, come una volta nel profondo [...] si rivolgeva ai san-ti. Proust è il mio [...] questo senso. Non che io voglia [...] non ancora privato. Uno dei meritori obiettivi [...] sinistra delle pari oppor-tunità consiste proprio nel [...] spazi privati a più persone. Prima solo [...] aveva diritto a questi piccoli [...] di bellezza. La mia distinzio-ne tra privato [...] pubblico viene spes-so fraintesa, quasi volessi dire che [...] è una faccenda solamente pri-vata. Al contrario, io credo [...] al novantanove per cento politi-ca. Ma il rimanente uno [...] importantissimo! Uno [...] sinistra degli [...] privato è politico: lei sembra [...]. Prendiamo il caso paradigmati-co [...] sinistra allora si ri-voltava: la polizia che [...] i mariti violentavano le [...]. Ciò mosse le femministe [...] questo cosiddetto priva-to. E io mi trovo [...] ovvio che in questo caso si sostenesse [...] è [...]. Il mio concetto di privato [...] per [...] sé, per una nuova definizione [...] sé, non comprende ovviamente casi di violenza domestica. La vedo invece così: la [...] ci [...] su quale equilibrio mantenere [...] poli della responsabilità per noi [...]. [...] è [...] non [...]. [...] totalitari sono [...] negativo di un ordine in [...] si vieta ogni di-stinzione tra privato e politico e [...] responsabilità per noi stessi cede completamente alla responsabilità [...]. [...] Lau (Traduzione di Raffaele Oriani) [...] Marcel Proust in un ritratto del 1902. In alto a destra [...] Richard [...] De Bellis Esce il [...] poderosa opera che il teorico francese del X VI [...] dedicò al tema dello Stato [...] non [...] «sovrano» che non sia [...] Partendo [...] premessa della coincidenza tra sovranità e singolo [...] celebrò [...] e respinse la democrazia. Ottocento italiano Tutti i [...] secolo [...] ai politologi per i [...] politica si riduce alla costru-zione di astratti [...] ogni tempo e in qualsiasi luogo. Si tratta della famosa [...] Jean [...] «I sei libri dello Stato», [...] la Utet, con la cura di Margherita Isnardi Parente [...] Diego [...] ha appena pubblicato il [...]. Sin [...] del libro quinto, [...] alcuna attenzione alla diversità [...] sociali, e anzi «sforzandosi di [...] soggiacere la natura ai loro editti, hanno portato disordine [...] spesso rovina in grandi Stati». [...] che [...] è anche [...] intitolata [...] in politica non domini tanto [...] «ra-gione universale» che trascende ogni differenza ed è insensibile [...] tempo, quanto una «ragione parti-colare», che suppone [...] di [...]. Questa attenzione per la storia, [...] le caratteristiche particolari, gli [...] un regime a seconda della [...]. [...] fanno come [...] re [...] il quale scelse fra i [...] popoli [...] per il suo modo [...]. Ma, dice [...] «il politico non può [...] a suo piacimento». Deve operare [...] contesto che gli è dato [...] deve accettare. Per questo lo statista [...] un architetto «che adatta la [...] costru-zione al materiale che [...]. [...] riflette è quello che, [...] X I II secolo, vede la costruzione [...] Europa [...] entità politiche [...]. [...] giusto che si eserci-ta con [...] sovrano su diverse fa-miglie». Il tema è tipicamente [...] in [...] si riscon-trano degli irrisolti [...] quali diedero risposte più [...]. Una prima difficoltà risiede [...] conciliare sovrani-tà e legge, per cui il [...] decisione viene po-sto al di sopra e [...] del diritto. Se-condo [...] che [...] nonè fat-ta per quelli che [...] in mano la sovra-nità». Una ulteriore insi-dia si [...] di [...] diverso da quello spettante [...] con un organo colletti-vo di decisione. Più che la legge, [...] ha in mente il comando. Per questo non un [...] un singolo capo può essere il [...]. [...] di vedere «il punto principale [...] Stato, [...] il diritto di sovranità, [...] con esattezza, se non nella [...]. Nessuno può essere sovra-no [...] Stato se non uno solo». Un capo, non [...] può avere autentica e irresi-stibile [...]. Sulla base di questa [...] sin-golo detentore del pote-re, [...] celebra [...] la democrazia. La de-mocrazia è non [...] disper-de il potere («la maestà sovrana vie-ne [...] riposta nel [...] ma è anche rischiosa [...] progetto egualitario che la ac-compagna («non [...] odio più gran-de né [...] più radicali di quelle che si creano [...]. [...] elettivo può [...] più autentica [...] che è quella per cui [...] possa [...]. Il nesso tra sovranità [...] «il più grande inconveniente è che abolendo [...] e [...] si rovinano le fondamenta [...] Stati,che furono stabiliti so-prattutto per rendere a [...] gli appartiene e proibire il latro-cinio». In uno Stato che rende [...] il mio [...] strumenti di accertamento fiscale, andrebbe [...] cariche («vendono anche la cosa più sacra al [...] vendono lo Stato stesso»), chiusi [...] teatri e vietati gli intrattenimenti comici, proibiti gli «eccessi [...] lusso [...]. Tra pubblico e sfera [...] non si apprezza una accettabile demarcazione. Se la [...] fare [...] salvaguardia del mio e del [...] «è possibile cacciare dallo Stato le ve-spe che mangiano [...] miele delle api, e bandire i vagabondi, i fannulloni, [...]. I rapporti tra Stato e [...] an-drebbero inquadrati entro la corni-ce [...] della giustizia ar-monica capace di [...] alla [...] la forma della [...] per tutti i piedi, se [...] non sono tutti della stessa grandezza, grossezza, larghezza?». [...] da apportare a una legge [...] e inflessibile [...] i moventi [...] circostanze particolari entro cui [...]. [...] può incamminar-si verso condizioni di [...] e di giustizia. Postulando una indiscuti-bile «armonia del [...] è sicuro che «il bene [...] sempre più po-tente del male e gli accordi [...]. Michele Prospero Giuseppe Musolino [...] del crimine», Giuseppe Tallarico il «brigante che [...] Antonio [...] «imperatore delle Alpi». [...] in cui nel Sud venivano [...] 80. Raccontando le storie mozzafiato [...] Domenico [...] di [...] e Mammone, Fra Diavolo, Carmine Crocco. Non rinunciando ad una scorribanda [...] Roma, alla ricerca delle radici del fenomeno. I sei libri dello Stato [...]. III di Jean [...] Utet [...]. /// [...] /// III di Jean [...] Utet [...]. (0) (0) ![]()
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