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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 2895664377.

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Varcò il portone di Rebibbia [...] alle [...] da decine di giornalisti. Qualche battuta e, poi, [...] quello che sarebbe diventato il suo luo-go [...] casa editrice «Sensibili alle foglie», fondata in [...]. Il capo delle [...] che aveva rivendica-to, con discorsi [...] di tanti servitori dello stato [...] che, però, non si era mai macchiato di reati [...] san-gue, ricominciava da lì, da Testaccio, [...] di editore, con un sorriso [...] sereno. [...] un Curcio mai pentito, mai [...]. Un Curcio che sconta [...] non chiede la grazia. Un Curcio inflessibile, ma [...] Curcio sensibile, che pubblica i libri impegnati [...] di carcerati e di carcere, di vite [...]. Il terribile capo delle [...] è cambiato, dopo tanti [...] ininterrotti, ed è nientemeno che Ugo [...] a [...] con queste parole: «È [...] ha collabora-to né si è formalmente disso-ciato. Ma da lungo tempo [...] chiusa e storicamente fallita la tragica esperienza [...] e, inol-tre, negli ultimi sei -sette anni [...] ha dato prove non confutabili di una [...] propria persona. In so-stanza ha avuto [...] del condannato che deve costituire la finalità [...]. Chissà se a Curcio [...] «riedu-cato»? Probabil-mente no. Ma che abbia riletto la [...] vita e le sue terribili imprese con un altro [...] è sicuramente vero, tan-to che non ha esitato ad [...] di [...] commesso tragici errori. Ogni volta che, come [...] parla di grazia o di indulto o [...] ultracinquanten-ne finisce sotto i riflettori. La [...] vita viene [...]. Chi è stato e [...] davvero Renato Curcio? Nato a Monterotondo, nei [...] Roma, nel 1941, frequentò la celebre facoltà di Sociologia [...] Trento. Lo studio, la con-versione [...] cat-tolico fervente, [...] per Mara [...] le prime espe-rienze politiche, [...]. Tutto questo accade in [...] vita, la più felice, [...] ricordata nei libri, nelle interviste. Poi nel 1969 a Mi-lano [...] futura moglie Margherita [...]. [...] fonda il «Collettivo politico [...] monta la protesta operaia. Ben presto, [...] si arrivò ad uno scontro [...] ci fu una vera e propria emorragia di militan-ti. Restarono solo Curcio e [...]. Contestualmente iniziò la trasformazione [...] Brigate rosse. Il dibattito teorico si [...] «Sinistra proletaria» la cui re-dazione era composta [...] Re-nato Curcio, Sandro [...] Gaio di Silvestro, Marco [...] e Alberto Pi-notti, mentre [...] spuntava Alberto France-schini. Curcio e Franceschini allora [...] proget-tare azioni di «propaganda armata», non pensavano [...] vero e pro-prio. Il simbolo delle [...] la fa-migerata stella a [...] per la prima volta sotto un volantino [...] nel settembre del 1970. Il 25 gennaio del [...] il primo «salto di qualità» nella lotta: [...] in aria otto auto-mezzi della Pirelli di Lainate, [...] Milano. Da allora i giornali [...] di «sedicenti» Brigate rosse e i protagonisti [...] iniziarono a scri-vere su periodici e volantini [...] teorici, il lo-ro progetto. Parlarono di «guerra contro [...] Stato [...] multinazionali», avvertirono che «senza una reale capacità [...] è possibile sviluppare la lotta politica», minacciarono [...] impunito». La sinistra storica, additata [...] classe operaia, di-ventò sempre più un odiato [...] Il [...] aprile del 1974 arrivò la «seconda svolta» [...] il rapimento del giu-dice Sossi. In cambio della [...] liberazione venne chiesta la [...] gruppo di «prigionieri politici». Nulla fu concesso, ma [...] Brigate [...] decisero comunque di liberare il magistrato: favore-voli Curcio, Franceschini [...] la [...] contrario Moretti che spingeva [...]. Ma il 1974 non [...] un an-no cruciale nella vita del capo [...]. In quel periodo, in-fatti, [...] uccise per la prima volta: toc-cò a [...] Msi che si trovavano nella sezione del [...] Padova. Passò poco tempo e, [...] settembre, Curcio e Franceschini venne-ro [...]. I due avevano preso [...] prece-denti con «frate Mitra», alias Silvano Girotto [...] lavorava per il Sid. Al terzo in-contro arrivarono [...]. Con [...] scattò anche il primo grande [...] su di un membro [...] Mario Moret-ti infatti avrebbe potuto [...] il leader storico delle [...] di quanto stava accadendo, ma [...] fece nul-la. Perché? Fran-ceschini non ha [...] suoi dubbi su questo comportamento di cui [...] diverse, ma mai completamente convincenti. Inizia nel set-tembre del [...] de-tenzione e, con essa, il perio-do più [...] di Curcio. Terribile, ma anche avventuroso e [...] con una sfumatura di romantici-smo. Il 18 febbraio del [...] Mara [...] insieme ad un commando, [...] e libera il marito. Quella trentenne bionda e [...] aveva co-stretto, fucile spianato, un agente ad [...] del-la prigione di Casale. Fu [...] azione militare che fece: [...] infatti, du-rante uno scontro a fuoco con [...]. Curcio, col-pito dal grande dolore [...] scomparsa, venne [...] nel 1976. Da allora la [...] carcerazione è stata senza interruzione [...] 17 anni. Nel 1978, da dietro [...] di Al-do Moro con [...] «È il più alto atto di [...]. E par-lando della mancata [...] dello statista [...] giudicò la scelta come [...] dai bri-gatisti ai servizi segreti». Al-meno in questo aveva [...] sono rima-ste un mistero e, ogni tanto, [...] dubbie confessioni. Nel 1991 si discusse [...] concessione della grazia a Curcio. Cossiga, allo-ra presidente, si [...] ma non se ne fece nulla. Per avere la semilibertà [...] an-ni. Parlando dei morti per mano [...] dei loro fami-liari, e di [...] moglie Mara di-rà [...] «Credo che il dolore sia [...] condizione umana non risarcibile. Ho un rispetto profondo [...] persone che hanno sofferto e che ancora [...]. Ho in-contrato parenti con [...] perdono, altri con quella del rancore. Ho sem-pre cercato di [...]. Sia chiaro, anche io [...] che soffre. Che fosse cambiato [...] dei do-cumenti farneticanti e delle [...] rivendicazioni, non [...] dubbio. ///
[...] ///
Dopo 20 anni di guer-ra [...] il Paese più [...]. Fra luci e ombre, [...] trage-die africane sta tornando alla norma-lità. Per oltre [...] il villaggio di [...] dal confine col Mozambico) ha [...] una delle frontiere più bollenti [...]. A nord di questo [...] di case [...] una terra di cui nulla [...] sapeva e nulla si doveva sapere. Per oltre [...] le forze governative del [...] che prese il potere nel [...] anno [...] dai portoghesi) e le truppe [...] si confrontarono in una guerra [...] la cui atrocità ha avuto ben po-chi paragoni. E [...] vedeva pas-sare, sulle sue piste [...] asfaltate, co-lonne di camion militari carichi di ar-mi sudafricane [...] ribelle della [...]. Fino a [...] anni fa, sotto [...] delle Nazioni Unite e [...] contributo [...] è stata firmata la [...]. Le pri-me elezioni libere [...] Mozambico [...] nel [...] hanno ripor-tato il [...] al potere e trasformato [...] nel principale partito [...] in Parlamento. Ora [...] su quelle stesse piste, [...] vede passare fuori-strada carichi di turisti in [...] «riconquista» ben più pacifica del Mozambico. Il piccolo villaggio è così [...] il punto di «penetra-zione» [...] (stranieri) a caccia di sensazioni [...]. Sudafricani ed ex rhodesiani [...] a tornare, a vede-re cosa era rimasto [...] che un tempo avvolge-vano Ponta do [...] o la bella spiaggia [...] Ponta [...]. Un tempo [...] lungo le coste a sud [...] Maputo, si respirava aria di Riviera, i «bianchi» arrivavano [...] sui loro fuoristrada per lun-ghe [...] di pesca al [...] tra-monti struggenti [...] alle-gre cene a base di [...] e arago-ste. Il week end trascorreva [...] di Hemingway: stesso spirito, [...] ma-cho. Stessi privilegi di uomo [...] nero. I primi ad avventurarsi [...] a lungo proibita arrivarono quasi in punta [...]. Trovarono solo una gran-de desolazione. I campi erano in-colti [...] le capanne di paglia dei contadini erano [...] edifici sventrati. La guerra civile aveva [...] cor-so. In compenso erano ri-maste [...] anti-uo-mo, dappertutto. I sudafricani sono dunque [...] «Ponta». Hanno rimesso in sesto alla [...] meglio [...] storico, allestito due campi [...] riacce-so lo spirito della Riviera [...] a sei ore di fuoristrada da [...]. Ma, negli investimenti, non [...]. Perlomeno fino a quando [...] Governo [...] manterrà la politica attuale, che per il [...] in questa come in altre zone partico-larmente [...] proprietà (per gli stranieri così co-me per [...] il sem-plice usufrutto su licenza; nella maggior [...] con obbligo di partnership statale. Eppure James [...] il magnate americano che [...] occhi sulla «Riviera» a sud di Maputo, [...] molti problemi. Proprietà privata o no, [...] di investire 800 milioni di dollari per [...]. Gli ecologisti sono già partiti [...] il Governo inve-ce pare indeciso sul da farsi, alletta-to [...] dalle dorate promesse di un multimilionario americano che ha [...] il business. [...] il primo robusto piano di [...] di aziende statali è già parti-to: 700 imprese sono [...] messe [...] e gli effetti benefici, confer-ma [...] Primo ministro [...] si sono già fatti sentire. Il Paese più dipendente [...] nel mondo, con un debito estero di [...] dollari e due milioni di mine anti-uomo [...] oggi può of-frire ai potenziali investitori stra-nieri [...] prima banca privata nazionale, la Commercial [...]. Entro la fine [...] inoltre, prevede di [...] inaugurare il primo tratto di [...] rete per la telefonia cellulare instal-lata dalla compagnia francese [...] te-lecomunicazioni [...]. A Ponta tutti non [...] di Ma-puto (i portoghesi [...] chia-mata [...] Marques). E in effetti si [...] la capitale non è stata di-strutta dai [...] colpi di mortaio. È praticamente intatta ma [...] bella donna che si è lasciata andare [...]. [...] ha lasciato il segno. I rampicanti crescono ovunque, [...] i cumuli [...]. Gli edifici, però, hanno [...] loro sonnolenta aria coloniale. Le insegne ingiallite o [...] portano ancora i nomi dei titolari di [...] se nel frattempo sono passate di ma-no [...]. Sono nomi di coloni [...] spazzati via dal vento della liberazione, da [...] mozambicani ormai chiamano in breve [...] del «24/20» (24 ore [...] la-sciare il Paese, 20 chili di bagaglio [...]. Molti di loro non [...] in tempo, in-trappolati in lunghe code sulle [...] alla frontiera: morirono bruciati dentro le loro [...] guerri-glieri che gettavano le molotov di-rettamente [...] della vettura. [...] il padre del nuovo Mozambico, [...] a evitare [...] di coloni bianchi, di [...] capitali. ///
[...] ///
Memore di ciò, quando il [...] Robert [...] liberò [...] Rhodesia e divenne presidente del [...] Zimbabwe, caldamente offrì un consiglio: [...] (tieniti i tuoi bianchi). [...] se-guì il consiglio, evitò una [...] ci-vile e il dissanguamento finanzia-rio. A Maputo incontri, più che [...] anche gli occhi neri, profon-di e sgomenti dei [...] i bambini della guerra. Centinaia di orfani, centinaia di [...] spezzate, senza più una famiglia, né una fis-sa dimora. Vivono alla giornata, fra [...] immondizia delle periferie, trascinandosi dietro i lo-ro [...] più subdola delle armi «adulte»: la mi-na [...]. È a loro che Graça [...] la vedova del padre [...] Mozambico [...] ora compagna di Nelson Mandela, dedica le [...] i suoi sforzi. Da quando [...] segretario generale [...] le affidò uno studio globale [...] effetti dei conflitti armati sui bambini. Abbiamo [...] morale di [...] dalla barbarie e di ricreare [...] loro una cultura dove i bambini siano degli [...] anche in tempo di guerra. Il dato più sconcertante [...] in 24 Paesi in situazio-ne di crisi [...] regolarmente inseriti nelle forze [...] drasti-camente. Bisogna fermare a tutti [...] pazzia». ///
[...] ///
Bisogna fermare a tutti [...] pazzia».

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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