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Varcò il portone di Rebibbia [...] alle [...] da decine di giornalisti. Qualche battuta e, poi, [...] quello che sarebbe diventato il suo luo-go [...] casa editrice «Sensibili alle foglie», fondata in [...]. Il capo delle [...] che aveva rivendica-to, con discorsi [...] di tanti servitori dello stato [...] che, però, non si era mai macchiato di reati [...] san-gue, ricominciava da lì, da Testaccio, [...] di editore, con un sorriso [...] sereno. [...] un Curcio mai pentito, mai [...]. Un Curcio che sconta [...] non chiede la grazia. Un Curcio inflessibile, ma [...] Curcio sensibile, che pubblica i libri impegnati [...] di carcerati e di carcere, di vite [...]. Il terribile capo delle [...] è cambiato, dopo tanti [...] ininterrotti, ed è nientemeno che Ugo [...] a [...] con queste parole: «È [...] ha collabora-to né si è formalmente disso-ciato. Ma da lungo tempo [...] chiusa e storicamente fallita la tragica esperienza [...] e, inol-tre, negli ultimi sei -sette anni [...] ha dato prove non confutabili di una [...] propria persona. In so-stanza ha avuto [...] del condannato che deve costituire la finalità [...]. Chissà se a Curcio [...] «riedu-cato»? Probabil-mente no. Ma che abbia riletto la [...] vita e le sue terribili imprese con un altro [...] è sicuramente vero, tan-to che non ha esitato ad [...] di [...] commesso tragici errori. Ogni volta che, come [...] parla di grazia o di indulto o [...] ultracinquanten-ne finisce sotto i riflettori. La [...] vita viene [...]. Chi è stato e [...] davvero Renato Curcio? Nato a Monterotondo, nei [...] Roma, nel 1941, frequentò la celebre facoltà di Sociologia [...] Trento. Lo studio, la con-versione [...] cat-tolico fervente, [...] per Mara [...] le prime espe-rienze politiche, [...]. Tutto questo accade in [...] vita, la più felice, [...] ricordata nei libri, nelle interviste. Poi nel 1969 a Mi-lano [...] futura moglie Margherita [...]. [...] fonda il «Collettivo politico [...] monta la protesta operaia. Ben presto, [...] si arrivò ad uno scontro [...] ci fu una vera e propria emorragia di militan-ti. Restarono solo Curcio e [...]. Contestualmente iniziò la trasformazione [...] Brigate rosse. Il dibattito teorico si [...] «Sinistra proletaria» la cui re-dazione era composta [...] Re-nato Curcio, Sandro [...] Gaio di Silvestro, Marco [...] e Alberto Pi-notti, mentre [...] spuntava Alberto France-schini. Curcio e Franceschini allora [...] proget-tare azioni di «propaganda armata», non pensavano [...] vero e pro-prio. Il simbolo delle [...] la fa-migerata stella a [...] per la prima volta sotto un volantino [...] nel settembre del 1970. Il 25 gennaio del [...] il primo «salto di qualità» nella lotta: [...] in aria otto auto-mezzi della Pirelli di Lainate, [...] Milano. Da allora i giornali [...] di «sedicenti» Brigate rosse e i protagonisti [...] iniziarono a scri-vere su periodici e volantini [...] teorici, il lo-ro progetto. Parlarono di «guerra contro [...] Stato [...] multinazionali», avvertirono che «senza una reale capacità [...] è possibile sviluppare la lotta politica», minacciarono [...] impunito». La sinistra storica, additata [...] classe operaia, di-ventò sempre più un odiato [...] Il [...] aprile del 1974 arrivò la «seconda svolta» [...] il rapimento del giu-dice Sossi. In cambio della [...] liberazione venne chiesta la [...] gruppo di «prigionieri politici». Nulla fu concesso, ma [...] Brigate [...] decisero comunque di liberare il magistrato: favore-voli Curcio, Franceschini [...] la [...] contrario Moretti che spingeva [...]. Ma il 1974 non [...] un an-no cruciale nella vita del capo [...]. In quel periodo, in-fatti, [...] uccise per la prima volta: toc-cò a [...] Msi che si trovavano nella sezione del [...] Padova. Passò poco tempo e, [...] settembre, Curcio e Franceschini venne-ro [...]. I due avevano preso [...] prece-denti con «frate Mitra», alias Silvano Girotto [...] lavorava per il Sid. Al terzo in-contro arrivarono [...]. Con [...] scattò anche il primo grande [...] su di un membro [...] Mario Moret-ti infatti avrebbe potuto [...] il leader storico delle [...] di quanto stava accadendo, ma [...] fece nul-la. Perché? Fran-ceschini non ha [...] suoi dubbi su questo comportamento di cui [...] diverse, ma mai completamente convincenti. Inizia nel set-tembre del [...] de-tenzione e, con essa, il perio-do più [...] di Curcio. Terribile, ma anche avventuroso e [...] con una sfumatura di romantici-smo. Il 18 febbraio del [...] Mara [...] insieme ad un commando, [...] e libera il marito. Quella trentenne bionda e [...] aveva co-stretto, fucile spianato, un agente ad [...] del-la prigione di Casale. Fu [...] azione militare che fece: [...] infatti, du-rante uno scontro a fuoco con [...]. Curcio, col-pito dal grande dolore [...] scomparsa, venne [...] nel 1976. Da allora la [...] carcerazione è stata senza interruzione [...] 17 anni. Nel 1978, da dietro [...] di Al-do Moro con [...] «È il più alto atto di [...]. E par-lando della mancata [...] dello statista [...] giudicò la scelta come [...] dai bri-gatisti ai servizi segreti». Al-meno in questo aveva [...] sono rima-ste un mistero e, ogni tanto, [...] dubbie confessioni. Nel 1991 si discusse [...] concessione della grazia a Curcio. Cossiga, allo-ra presidente, si [...] ma non se ne fece nulla. Per avere la semilibertà [...] an-ni. Parlando dei morti per mano [...] dei loro fami-liari, e di [...] moglie Mara di-rà [...] «Credo che il dolore sia [...] condizione umana non risarcibile. Ho un rispetto profondo [...] persone che hanno sofferto e che ancora [...]. Ho in-contrato parenti con [...] perdono, altri con quella del rancore. Ho sem-pre cercato di [...]. Sia chiaro, anche io [...] che soffre. Che fosse cambiato [...] dei do-cumenti farneticanti e delle [...] rivendicazioni, non [...] dubbio. /// [...] /// Dopo 20 anni di guer-ra [...] il Paese più [...]. Fra luci e ombre, [...] trage-die africane sta tornando alla norma-lità. Per oltre [...] il villaggio di [...] dal confine col Mozambico) ha [...] una delle frontiere più bollenti [...]. A nord di questo [...] di case [...] una terra di cui nulla [...] sapeva e nulla si doveva sapere. Per oltre [...] le forze governative del [...] che prese il potere nel [...] anno [...] dai portoghesi) e le truppe [...] si confrontarono in una guerra [...] la cui atrocità ha avuto ben po-chi paragoni. E [...] vedeva pas-sare, sulle sue piste [...] asfaltate, co-lonne di camion militari carichi di ar-mi sudafricane [...] ribelle della [...]. Fino a [...] anni fa, sotto [...] delle Nazioni Unite e [...] contributo [...] è stata firmata la [...]. Le pri-me elezioni libere [...] Mozambico [...] nel [...] hanno ripor-tato il [...] al potere e trasformato [...] nel principale partito [...] in Parlamento. Ora [...] su quelle stesse piste, [...] vede passare fuori-strada carichi di turisti in [...] «riconquista» ben più pacifica del Mozambico. Il piccolo villaggio è così [...] il punto di «penetra-zione» [...] (stranieri) a caccia di sensazioni [...]. Sudafricani ed ex rhodesiani [...] a tornare, a vede-re cosa era rimasto [...] che un tempo avvolge-vano Ponta do [...] o la bella spiaggia [...] Ponta [...]. Un tempo [...] lungo le coste a sud [...] Maputo, si respirava aria di Riviera, i «bianchi» arrivavano [...] sui loro fuoristrada per lun-ghe [...] di pesca al [...] tra-monti struggenti [...] alle-gre cene a base di [...] e arago-ste. Il week end trascorreva [...] di Hemingway: stesso spirito, [...] ma-cho. Stessi privilegi di uomo [...] nero. I primi ad avventurarsi [...] a lungo proibita arrivarono quasi in punta [...]. Trovarono solo una gran-de desolazione. I campi erano in-colti [...] le capanne di paglia dei contadini erano [...] edifici sventrati. La guerra civile aveva [...] cor-so. In compenso erano ri-maste [...] anti-uo-mo, dappertutto. I sudafricani sono dunque [...] «Ponta». Hanno rimesso in sesto alla [...] meglio [...] storico, allestito due campi [...] riacce-so lo spirito della Riviera [...] a sei ore di fuoristrada da [...]. Ma, negli investimenti, non [...]. Perlomeno fino a quando [...] Governo [...] manterrà la politica attuale, che per il [...] in questa come in altre zone partico-larmente [...] proprietà (per gli stranieri così co-me per [...] il sem-plice usufrutto su licenza; nella maggior [...] con obbligo di partnership statale. Eppure James [...] il magnate americano che [...] occhi sulla «Riviera» a sud di Maputo, [...] molti problemi. Proprietà privata o no, [...] di investire 800 milioni di dollari per [...]. Gli ecologisti sono già partiti [...] il Governo inve-ce pare indeciso sul da farsi, alletta-to [...] dalle dorate promesse di un multimilionario americano che ha [...] il business. [...] il primo robusto piano di [...] di aziende statali è già parti-to: 700 imprese sono [...] messe [...] e gli effetti benefici, confer-ma [...] Primo ministro [...] si sono già fatti sentire. Il Paese più dipendente [...] nel mondo, con un debito estero di [...] dollari e due milioni di mine anti-uomo [...] oggi può of-frire ai potenziali investitori stra-nieri [...] prima banca privata nazionale, la Commercial [...]. Entro la fine [...] inoltre, prevede di [...] inaugurare il primo tratto di [...] rete per la telefonia cellulare instal-lata dalla compagnia francese [...] te-lecomunicazioni [...]. A Ponta tutti non [...] di Ma-puto (i portoghesi [...] chia-mata [...] Marques). E in effetti si [...] la capitale non è stata di-strutta dai [...] colpi di mortaio. È praticamente intatta ma [...] bella donna che si è lasciata andare [...]. [...] ha lasciato il segno. I rampicanti crescono ovunque, [...] i cumuli [...]. Gli edifici, però, hanno [...] loro sonnolenta aria coloniale. Le insegne ingiallite o [...] portano ancora i nomi dei titolari di [...] se nel frattempo sono passate di ma-no [...]. Sono nomi di coloni [...] spazzati via dal vento della liberazione, da [...] mozambicani ormai chiamano in breve [...] del «24/20» (24 ore [...] la-sciare il Paese, 20 chili di bagaglio [...]. Molti di loro non [...] in tempo, in-trappolati in lunghe code sulle [...] alla frontiera: morirono bruciati dentro le loro [...] guerri-glieri che gettavano le molotov di-rettamente [...] della vettura. [...] il padre del nuovo Mozambico, [...] a evitare [...] di coloni bianchi, di [...] capitali. /// [...] /// Memore di ciò, quando il [...] Robert [...] liberò [...] Rhodesia e divenne presidente del [...] Zimbabwe, caldamente offrì un consiglio: [...] (tieniti i tuoi bianchi). [...] se-guì il consiglio, evitò una [...] ci-vile e il dissanguamento finanzia-rio. A Maputo incontri, più che [...] anche gli occhi neri, profon-di e sgomenti dei [...] i bambini della guerra. Centinaia di orfani, centinaia di [...] spezzate, senza più una famiglia, né una fis-sa dimora. Vivono alla giornata, fra [...] immondizia delle periferie, trascinandosi dietro i lo-ro [...] più subdola delle armi «adulte»: la mi-na [...]. È a loro che Graça [...] la vedova del padre [...] Mozambico [...] ora compagna di Nelson Mandela, dedica le [...] i suoi sforzi. Da quando [...] segretario generale [...] le affidò uno studio globale [...] effetti dei conflitti armati sui bambini. Abbiamo [...] morale di [...] dalla barbarie e di ricreare [...] loro una cultura dove i bambini siano degli [...] anche in tempo di guerra. Il dato più sconcertante [...] in 24 Paesi in situazio-ne di crisi [...] regolarmente inseriti nelle forze [...] drasti-camente. Bisogna fermare a tutti [...] pazzia». /// [...] /// Bisogna fermare a tutti [...] pazzia». (0) (0) ![]()
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