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Le pagine dei libri, [...] non vanno in vacanza, ma vi accompagneranno [...] settembre con inserti speciali dedicati a luoghi [...]. Quelli di casa nostra [...] «Viaggio in Italia» da una trentina di [...] Consolo a Ammanniti, da [...] a Tadini). In queste pagine i [...] Silvana Grasso, Umberto Fiori, Tiziano Scarpa, Gaetano Cappelli, [...] Sicilia, [...] la Basilicata. Ogni inserto sarà aperto [...] storici, storici [...] registi cinematografici) e chiuso [...] «Gran Tour», antologia a cura di Giuseppe Gallo, con [...] e di viaggi di scrittori classici da Dickens [...] Capuana. Intervista a Piero Bevilacqua Il [...] si sta chiudendo è segnato da un [...] ha cambiato i rapporti tra uomo e [...] Vincenzo [...] uno «sguardo» nella cultura Le [...] pubblichiamo in questo inserto sono di Vincenzo [...] che è nato a Brescia [...] e ha svolto come principale attività quella [...]. Fotografa in bianco e [...] vita urbana e di viaggio (Medio Oriente, New York). Dalla metà degli anni Ottanta [...] letterari documentando incontri con intellettuali, di cui [...] vivo, quasi appunti di un diario. Alcuni lavori vengono distribuiti [...] Grazia Neri. Pubblica sulle riviste «Linea [...] «Una Città», sul supplemento libri [...] su «The [...] «La [...] «Corriere della Sera». Ha realizzato copertine per [...] Saggiatore. Nel 1994 ha esposto [...] Milano, Bologna, Modena e Perugia, nel 1995 a Iseo (Brescia), Lecce, Otranto e Vienna. Proprio [...] passato Vincenzo [...] ha pubblicato «Sguardi» (per [...] La Quadra), volume che raccoglie una novantina [...] altrettanti protagonisti della vita culturale italiana, un [...] viaggio che [...] i volti di tanti [...] come Bernardo Bertolucci [...] la foto di copertina), Mario Soldati, Camilla Cederna, Camillo De Piaz, Goffredo Fofi, Vincenzo Consolo, Giulio Einaudi, Emilio Tadini, Mario Luzi, Giovanni Giudici, Cesare Garboli, Carlo Fruttero, Umberto Eco, Grazia Cherchi. [...] è di Lalla Romano, [...] la capacità di [...] di rendere la fisionomia [...] «fraternità» dello sguardo del fotografo, fraternità e [...] il carattere unitario della scelta. Dalle campagne del Mezzogiorno [...] Venezia [...] le sue acque Piero Bevilacqua, nato a Catanzaro [...] è docente di Storia contemporanea [...] di Bari. Uno dei campi principali [...] di studioso è stata la ricerca storica [...] Mezzogiorno [...] tra le sue pubblicazioni [...] ricordiamo «Le campagne del Mezzogiorno [...] e dopoguerra» (Torino 1980), «Breve storia [...] meridionale» (Donzelli 1993) e [...] a A. Placanica, del volume «La Calabria» [...] della «Storia delle regioni» [...]. Ha coordinato i tre [...] «Storia [...] italiana» pubblicati da Marsilio [...] e il 1991. Nel 1986 ha fondato [...] «Meridiana», di cui è attualmente direttore. Di recente per la [...] Donzelli ha pubblicato «Venezia e le acque» (1995) [...] «Tra [...] e storia» (1996). [...] non è un fondale inerte [...] umano È il nostro partner [...] nel processo di produzione [...] CA VA [...] LA La Sila calabra, [...] di oltre 2. Parte da [...] il nostro viaggio immaginario [...] Belpaese [...] com-pagnia di uno storico, il professor Piero Bevilacqua. La Sila dunque, con le [...] specie di pino [...] che superano i 50 metri [...] i suoi abeti secolari, le splendide faggete. Una realtà che da almeno [...] anni appare [...] le po-polazioni contadine e i [...] turi-stici si sono diretti verso le coste [...] e [...] la-sciandoci «intatta» [...] che ci appare come una [...] zone più suggestive dal punto di vista naturalistico. In realtà di fronte [...] stanno operando mutamenti rile-vanti, legati alla profonda [...] rapporto tra uomo e terra. Prima [...] garantiva un rapporto di [...] territorio, delle piante, delle acque da parte [...]. Oggi [...] delle macchine agricole ha reso [...] rapporto episodico, stagionale, in un certo senso nomade: il [...] e la pro-duzione agricola non comporta-no più [...] costante [...] e quindi scompare anche [...] di controllo del territorio [...] svolta per secoli dalla comunità [...]. Ci sono in-tere zone agricole [...] segnate da una forte emigrazione verso il Sudafrica. Sono restati solo i [...] i giova-ni emigrati tornano per seminare o [...] operazioni che, grazie alle macchine, svolgo-no in [...]. È una campagna certo molto [...] ma deserta, senza uomini. Questo può dare [...] di una conservazione degli antichi [...] tradizionali del territorio e [...] ma in realtà siamo di [...] ad un cambiamento epocale che coinvolge il rapporto [...] con la natura. È scomparsa la mil-lenaria [...] comunità umana, a cui do-vrebbe subentrare [...] e la progettazione politica [...] Stato per la conservazione [...]. E invece siamo il Paese [...] disastrose, delle frane im-provvise, delle colline che [...]. Intere zone sono interessate, [...] oggi, da fenomeni di ab-bandono di vaste [...]. Ma da noi continua [...] osservazione costante e quotidia-na sulle dinamiche del [...]. La nostra penisola è [...] appenni-nica e [...] naturalmen-te, tende a scendere [...] mari. È un fenomeno questo [...] non può esse-re contrastato, deve almeno esse-re [...] dal controllo tecnico [...]. Gli esperti di idraulica [...] sapevano benissimo che [...] era una realtà dina-mica e [...] che «tende ad an-dare giù», determinando ad esem-pio [...] della gran parte dei corsi [...] cen-tro-meridionale. Questa realtà, il cui [...] affidato spontaneamente al lavorìo mille-nario delle comunità [...] essere difesa dallo Stato at-traverso progetti e [...]. Lasciamo ora la campagna [...] realtà urbane. [...] i disastri ambientali sono [...] se non si mani-festano in modi apocalittici. Le nostre città si [...] i secoli tramite demolizio-ni e incorporamento di [...] ciò è avvenuto sia [...] nel tempo che attraverso [...]. Ogni città è stata [...] sugli stessi impianti urbani; abbiamo centri con [...] romane, [...] ecc. Ora noi dobbia-mo ritornare [...] città come manufatti [...] ed avere il coraggio [...] brutto e tutto quanto condiziona negativamente la [...] persone. Pensiamo ai tanti quartieri [...] dove i ragazzi non hanno la possibilità [...] strada e di stare in-sieme, non ci [...] mar-ciapiedi, [...] solo lo scorrimento veloce [...]. Gli assetti citta-dini vanno [...] dei [...] bisogni e culture: dello spazio, [...] a piedi, dei rapporti sociali. Noi che abbiamo la [...] ur-bana [...] dobbiamo riflette-re sulla possibilità [...] altro spazio verde, ma di rifor-mulare lo [...]. Nelle nostre città abbiamo [...] quartieri che impediscono lette-ralmente [...] di vivere in so-cietà. Se il rapporto [...] è a fondamento di [...] ti-po di società stiamo costruendo e con [...] valori la stiamo alimentando? Prendiamo un ragazzo [...] città; gli alimenti che consuma li vede [...] chiusi in vaschette di poliestere e [...] sotto forma di pro-dotto [...]. Tutto quanto si riferisce alla [...] si presenta in forma tecnicamente rielaborata, passata attraverso [...] della fabbrica e [...] umana. [...] naturale dei pro-dotti quasi [...] smarri-sce alla vista del ragazzo inducen-do in [...] solo la fab-brica produce. Non è più la [...] un contributo fondamenta-le alla nostra esistenza, ma [...] magica a cui noi [...]. Si gene-ra un pericoloso [...] nei nostri mezzi, che non so-lo è [...] nello stesso tempo priva tutti noi di [...] meccanizzato e la natura viene deprivata di [...] produttività e mistero. Lo stesso atto primige-nio [...] il gu-stare il cibo, smarrisce questo rap-porto [...] dentro cui sia-mo immersi. Nel suo ultimo lavoro «Tra [...] storia», lei sostiene la necessità di ricollocare [...] il mondo fisico, al centro della vita [...]. La natura è stata troppo [...] considerata, anche dagli storici, come il fondale inerte di [...] sce-na il cui solo protagonista è [...] con le sue gesta. [...] inve-ce va considerato come [...] soggetto, il partner attivo, insie-me [...] lavoro umano, nel proces-so di produzione della ricchez-za. E riconoscere anche che [...] uomo e le risorse va ben al [...] produzione di beni e merci; è un [...] le culture delle popo-lazioni, le loro relazioni [...] che ne regolano i rap-porti, la politica. Nella Pianura padana, ad esempio, [...] fisi-che quali [...] e lo spazio so-no state [...] con il lavoro [...] nel creare una cultura [...] e della comunicazione collettiva ben [...] e radicata. An-che se, va aggiunto, [...] civiltà non è mai data una volta [...] va ali-mentata sempre di nuove spinte materiali [...]. Come è possibile per [...] un rapporto con la natura non schermato [...] Non certo buttando a mare la tec-nica, che [...] da lasciare alle generazioni future. Il nostro rapporto con [...] esse-re necessariamente mediato dalla cultura, è impensabile [...] origini con [...] vergine dei primitivi. Tramite la cultura tornia-mo [...] è la natura che crea le arance, [...] nutria-mo di prodotti del supermercato [...]. Tornare ad avere questa [...] cultura che mira alla protezione della na-tura [...] anche la realtà tecnica è [...] che na-tura trasformata. È un modo mo-derno [...] natura, sa-pendo che noi [...] mani-polata profondamente (e con [...] stessi) e oggi ci tocca tenere sotto [...] consape-volezza questo livello del nostro dominio sa-pendo [...] questo equilibrio. Noi stessi [...] parte siamo natura, una [...] speciale che trasforma il mondo cir-costante, ma [...] solo quando andiamo oltre nella manipolazione del [...] ne subiamo le conseguenze: non riusciamo più [...] pura nelle città e, siccome siamo esseri [...] di ossigeno, solo [...] ci ac-corgiamo che [...] di manipolazione tecnica poi [...] di noi. Credo nella necessità di [...] che ci faccia riappropriare del nostro essere [...] vivere, al livello raggiunto del-la tecnica contemporanea, [...] il mondo esterno. Uno sforzo culturale che [...] ha già rilevato, anche un «poderoso salto [...] nostro tempo. Si è creata una profonda [...] tra evoluzione tecnologica e evoluzione morale [...] moderno. Ci siamo fermati, se non [...] tornati indietro. Si pos-sono intanto segnalare [...] di questa morale da ri-trovare. Innanzitutto che [...] ha pari diritti sulla [...] gli altri [...] viventi; siamo un pro-dotto [...] riusci-to ad affermarsi sugli altri esseri, ma [...] abbiamo il di-ritto di [...]. Conservare, e non far sparire [...] nostra colpa, il più gran numero possibile di spe-cie [...] è un dovere di chi si sen-te parte inter [...] di [...] vita sulla terra: [...] di tutti che in tempi [...] si è rivelata come una realtà minacciata che va [...] conservata. Il se-condo cardine coinvolge [...] gli uomini. Oggi quando un individuo [...] un atto socialmente ininfluente, perchè il suo [...] rifiuto, discarica, spazio occupato, produzione di inquinamento, [...]. Non esiste oramai un [...] che sia ininfluente nei con-fronti [...] lo stesso gesto in-dividualistico [...] la vita umana, consumare per sopravvi-vere, ha [...] eti-ca implicita. Le società moderne reclamano [...] e quelle del futuro saranno quelle in [...] più varranno le re-gole, la concertazione degli [...] e il rispetto [...] umano e non. È sempre di più la [...] che viene esaltata, e quindi il valore del governo [...] dei comportamenti umani, lo sforzo di una razionalità che [...] gli interessi, e non la libertà sfrenata [...] che decide tutto [...] o nella pretesa che poi, [...] una mano invisibile viene a ricreare [...] sociale perduta. /// [...] /// È sempre di più la [...] che viene esaltata, e quindi il valore del governo [...] dei comportamenti umani, lo sforzo di una razionalità che [...] gli interessi, e non la libertà sfrenata [...] che decide tutto [...] o nella pretesa che poi, [...] una mano invisibile viene a ricreare [...] sociale perduta. (0) (0) ![]()
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