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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 2368365237.

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La [...] rivoluzione riguardò [...] o la coscienza degli Stati Uniti? [...] Ma era solo marketing [...] 4. Neanche lui sapeva se [...] fosse il 1928, il [...] o addirittura il [...]. Non è stato mai [...] come lo intendiamo noi, piuttosto un furbo [...] era impadronito tecnicamente degli strumenti per la [...] depliant, allestimenti di vetrine, [...] di moda e costume). In cinque anni -dal [...] compreso -si decide il suo destino di [...] e famoso. La [...] biografia è tutta in queste [...] dal [...] al [...] è al [...] a [...] in qualità di studente lavoratore. Cono-sce Philip [...] un collega di studi. Duran-te le vacanze lavora [...] magazzino. Nel giugno del [...] conclude gli studi conseguen-do il [...] di [...] Fine [...]. Si trasferisce a New York, [...] a vivere assieme a Philip [...] in un appartamento nella [...]. [...] Place, situata nel [...]. Lavora come grafico pubblicitario [...] e [...] e crea i primi [...] la famosa ditta di calzature Miller. Allestisce ve-trine per il [...]. Accorcia il suo nome [...] Andy [...]. Diventa superstar nel mondo [...] commerciale. La [...] filosofia [...] è racchiusa in questa dichiarazione: [...]. Guadagnare denaro è arte; [...] e fare affari è arte per eccellenza». Sebbene durante gli anni Cin-quanta [...] a produrre dise-gni a linea continua con [...] -ciò vale ad esempio per i suoi [...] a carattere sostanzialmente privato -fu la tecni-ca [...] (la stampa su carta assor-bente successiva al [...] imper-meabile), quella cui fece più frequentemente ricorso [...] produzione pubblica. Il pas-saggio alla silografia, [...] impressioni su tela emulsionata con diapositive e [...] per eccellenza), fu brevissimo. Impadronen-dosi della tecnica assieme ad [...] artisti che provenivano [...] astratto [...] dietro committenze più che danarose, [...] il portavoce ufficiale del prodotto industriale americano di consumo. E naturalmente della tecnica [...] il mondo. In poche parole la [...] operazione visiva fu [...] operazione di marketing [...] del [...] etc. ANCHE UN qualsiasi incidente [...] la sedia elettri-ca, per [...] pubblicitario poteva-no diventare business, [...] commerciale. Veicolando con la tecnica [...] che [...] ormai usava in modo [...] assassinii politici, figure carismati-che come Mao, Jacqueline Kennedy, [...] testa di Marylin Monroe imbruttita [...] del volto di Mao [...] per imporre ancor più nel mondo, il [...] accadere tutto e il contrario di tutto, [...] oppure la [...] rifonda-zione attraverso i veicoli [...]. Feroce assertore della riproducibilità tecnica, [...] contrario [...] in fondo [...] nascose il suo dilettantismo arti-stico. Si racconta che, studente della [...] non sapesse disegnare una mela. E che an-dasse in [...] studi dei pittori a chiedere consigli confessando [...] incapace. Dalle parti di New York [...] aggiravano fior di ar-tisti: Marcel [...] Man Ray, [...] Afro, Burri, [...] e non solo, [...] anche artisti americani che attingevano [...] europea il [...] fare un quadro, [...] insomma, che non scalfirono minimamente [...] nostro arti-sta. Nel 1956 [...] intraprende un viaggio in-torno [...] il quale rimane partico-larmente impressionato da Firenze. Comunque non successe nulla. Nel 1964, prima personale [...] Europa [...] dependance parigina della [...] dove vengono presentate le [...] «I fiori». Partì da [...] la coloniz-zazione europea che poi [...] sempre in [...] alla Biennale di Venezia. E fu il trionfo commerciale [...] americana. Mercanti e centri di [...] suon di centinaia di dollari, esportarono nel [...] del prodotto nazionale. A loro esclusivo vantaggio. Non è così che [...] artistici nel mondo? La riproducibilità tecnica [...] non è nata certo [...] Andy [...]. Secoli di incisioni e [...] e statuette, di cartoni da cui ricavare [...] so-no lì a [...]. [...] moderna, sempre alla ricerca [...] -visto che non ci sono più principi [...] da edificare -ha cercato di creare multipli, [...] decine o centinaia di esempla-ri, e cambiare [...] abbassando la [...] soglia di accesso. [...] ha seguito questa strada con [...] intuizione in più. Ha compreso che il [...] quello delle comunicazioni di massa, e chi [...] questa massa, anche se in alcune sue [...] do-veva fare suo quel linguaggio. Ha capovolto le gerarchie [...] visiva era alta cultura, e la televisio-ne [...] sfruttando piuttosto il carattere visivo del lin-guaggio [...] capacità, propria anche della [...] la scrittura e i suoi valori, ri-volgendosi [...] mediata a chiunque abbia occhi abituati alla [...] visione e della televisione. Naturalmente [...] non era il tipo [...] al-le regole del [...] televisi-vo; la [...] operazione culturale fu quella [...] e un piz-zico di trasgressione, alterando gli [...] fi-no a [...] un senso sostanzialmen-te diverso [...] agrodolce, pungente. Per questo la pittura [...] è andata a colpire [...] più feticista della rappresentazione te-levisiva, il trionfo [...] soltanto una scatola di zuppa di pomodoro [...] insistente e un [...] ossessiva. La molteplicità degli oggetti [...] modo acidulo, la stessa ripetitività che chiede [...] e guardata che è propria di quegli [...] essi la pubblicità di oggetti di lar-go [...] «pubblicità politi-ca» dei leader dei grandi movimen-ti, [...] Mao, [...] dei divi come Mari-lyn, o di esponenti [...] vistoso e feticista come i trave-stiti. Allora, come è noto, [...] fece scalpore. Sarebbe stata forse facilmente [...] collaudati per sop-portare trasgressioni [...] ma [...] si trattava di un [...] «pop», popolare. [...] si diffuse in lungo [...] intrecciandosi con un cli-ma di contestazione che [...] percorreva il decennio successi-vo. La cosa interessante è [...] ha avuto la pubblicità di rac-cogliere la [...] e di [...]. È stato come pren-dere [...] bomba a mano che ci è stata [...] al mittente, proprio in tempo perché non [...] le mani. Il linguag-gio pop [...] pittorica media e mediale, [...] da [...] è diventato il nuovo [...]. È servito a svecchiare [...] che provenivano dalla cartellonistica, che animavano immagini [...] essere ferme. Sostan-zialmente è servito alla [...] della pubblicità nel mo-mento in cui cercava [...] storica battaglia sulla parte più enunciativa, predicatoria. Se vedia-mo la pubblicità [...] una grande epopea pop; le co-lorazioni ironiche [...] sono oggi la norma, [...]. [...] è il codice per rendere [...] oggetti percepibili, con quella vena di separazione dal-la massa [...] parte, che è peculiare [...] di [...]. Quando [...] inizia a usare questo meto-do, [...] degli anni [...] è già in atto [...] americana -da parte di pittori [...] dada» come Jasper Johns e Robert [...] -una reazione [...] alla forte emotività e ai [...] filoso-ficamente alti della pittura della ge-nerazione precedente, quella [...] Astratto di Ja-ckson [...] e compagni. La pit-tura di [...] si inserisce nel solco [...] e la conduce al limite estremo. La lettura [...] di [...] come [...] nei contenuti e impersonale nelle [...] è quella che più si lega alla mitologia [...] propagandata in innumerevoli occasioni -una [...] sue frasi più celebri è «Voglio essere una macchina» [...]. Lo stesso hanno fatto [...] critici a lui vicini: ad esempio Gerard [...] il poeta che nel [...] suo assistente, ha sottolineato: «Andy voleva tenere [...] dalla [...] arte». E tuttavia, la quasi [...] eseguite tra il 1962 e il 1965 [...] una lettura diversa. Questi lavori si possono [...] gruppi e comprendono alcune delle opere più [...] quelle dedicate alle celebrità, [...] -a Marilyn Monroe, a Liz Tay-lor, a Jacqueline Kennedy [...] e quel-le dedicate a incidenti stradali, se-die [...] suicidi, violenze razziali [...]. Per questo secondo nucleo [...] ha a che fare con la violenza [...] morte violenta ac-cidentale in America, [...] co-me punto di partenza [...] istantanee pubblicate da riviste di terza categoria; [...] foto scartate dalle redazioni perché troppo sanguinarie [...] scat-tate dalla polizia sulla scena degli incidenti: [...] un cane che lacera [...] un dimostrante nero, una scarpa schiacciata sotto [...]. E Marilyn scompare. Sebbene più paludate, anche [...] celebrità ruotano attorno al tema della morte: [...] comincia a lavorare sulle Mari-lyn [...] dopo il suici-dio [...] è per il carattere [...] nel pannello di sinistra del grande ditti-co [...] lei dedicato, [...] tende [...] a integrarsi con lo [...] scomparire. I nove ritratti che [...] Nine [...] al-ternano il volto felice [...] John Kennedy e quello velato della vedova [...]. La stessa Liz Taylor [...] per la [...] salute [...] a causa di essa [...] in-terrompere le riprese di Cleopatra (nelle cui [...] un lavo-ro di [...] del 1963). In tutte queste immagini [...] fa leva sul complesso [...] attrazione e repulsio-ne, che nella civiltà di [...] intrattiene coi fatti di cronaca nera, con [...] la morte viste sui rotocalchi o in [...]. Sul significato di questa [...] punti di vista. Il primo è in [...] che [...] proponeva di se stes-so, [...] di-stante nelle sue scelte tematiche: «La mia [...] -ha det-to una volta [...] -era divisa in due [...] parlava delle morti famose e la seconda [...] gente che nessuno ha mai sentito nominare [...]. Non è tanto che [...] co-storo, è solo che la gente passa [...] importa nulla che uno sconosciuto sia morto [...]. A me ancora importa [...] è troppo dura: sarebbe più fa-cile [...]. Sono in molti a [...] ripetizione di immagini macabre o luttuose in [...] rifletta [...] che si sviluppa per [...] volta che esse sono inserite nella circolazione [...]. Disumano o inquietante? Tuttavia, [...] pubblica-to dieci anni fa, poco dopo la [...] e riproposto recente-mente come [...] un libro dedicato ai rapporti tra [...] e la cultura di [...] Art in the [...] Culture, Yale, 1996), il [...] Thomas [...] propone [...] diver-sa di questi lavori. Dietro [...] indifferenza [...] per i temi trattati esisterebbero [...] real-tà interesse e coinvolgimento. I soggetti e la [...] cui compaiono mettono in crisi la visione [...] di vivere americano. Come i film noir dei [...] decenni precedenti avevano trasmesso [...] di un uomo moderno dominato [...] impulsi primitivi, oscuri e incon-trollabili, così [...] secondo [...] propone una [...] che trasmette una visione «cruda, [...] e pessimistica della vita americana». Prima che il cliché [...] cinico e indifferente inizi ad [...] davvero, in-somma, [...] avrebbe cercato di recuperare dalla [...] com-merciale americana una possibi-lità di dire alcune verità sulla [...] che lo circondava. Quanti altri artisti pop [...] -pos-sono dire di [...] fatto altrettanto? Che rapporto aveva Andy [...] con i bambini? Indiscrezioni, dubbi e misteri [...] in corso al Castello di Rivoli. È tutto merito del [...] Bruno [...] che chiese a Andy [...] per i propri figli, se abbiamo almeno [...] sapere cosa [...] dipingeva per i bambini. Orsacchiotti gialli e blu [...] tamburo; robot dalla testa simile a una [...] navicelle spaziali in rosso [...]. ///
[...] ///
Orsacchiotti gialli e blu [...] tamburo; robot dalla testa simile a una [...] navicelle spaziali in rosso [...].

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Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro?
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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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