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La [...] rivoluzione riguardò [...] o la coscienza degli Stati Uniti? [...] Ma era solo marketing [...] 4. Neanche lui sapeva se [...] fosse il 1928, il [...] o addirittura il [...]. Non è stato mai [...] come lo intendiamo noi, piuttosto un furbo [...] era impadronito tecnicamente degli strumenti per la [...] depliant, allestimenti di vetrine, [...] di moda e costume). In cinque anni -dal [...] compreso -si decide il suo destino di [...] e famoso. La [...] biografia è tutta in queste [...] dal [...] al [...] è al [...] a [...] in qualità di studente lavoratore. Cono-sce Philip [...] un collega di studi. Duran-te le vacanze lavora [...] magazzino. Nel giugno del [...] conclude gli studi conseguen-do il [...] di [...] Fine [...]. Si trasferisce a New York, [...] a vivere assieme a Philip [...] in un appartamento nella [...]. [...] Place, situata nel [...]. Lavora come grafico pubblicitario [...] e [...] e crea i primi [...] la famosa ditta di calzature Miller. Allestisce ve-trine per il [...]. Accorcia il suo nome [...] Andy [...]. Diventa superstar nel mondo [...] commerciale. La [...] filosofia [...] è racchiusa in questa dichiarazione: [...]. Guadagnare denaro è arte; [...] e fare affari è arte per eccellenza». Sebbene durante gli anni Cin-quanta [...] a produrre dise-gni a linea continua con [...] -ciò vale ad esempio per i suoi [...] a carattere sostanzialmente privato -fu la tecni-ca [...] (la stampa su carta assor-bente successiva al [...] imper-meabile), quella cui fece più frequentemente ricorso [...] produzione pubblica. Il pas-saggio alla silografia, [...] impressioni su tela emulsionata con diapositive e [...] per eccellenza), fu brevissimo. Impadronen-dosi della tecnica assieme ad [...] artisti che provenivano [...] astratto [...] dietro committenze più che danarose, [...] il portavoce ufficiale del prodotto industriale americano di consumo. E naturalmente della tecnica [...] il mondo. In poche parole la [...] operazione visiva fu [...] operazione di marketing [...] del [...] etc. ANCHE UN qualsiasi incidente [...] la sedia elettri-ca, per [...] pubblicitario poteva-no diventare business, [...] commerciale. Veicolando con la tecnica [...] che [...] ormai usava in modo [...] assassinii politici, figure carismati-che come Mao, Jacqueline Kennedy, [...] testa di Marylin Monroe imbruttita [...] del volto di Mao [...] per imporre ancor più nel mondo, il [...] accadere tutto e il contrario di tutto, [...] oppure la [...] rifonda-zione attraverso i veicoli [...]. Feroce assertore della riproducibilità tecnica, [...] contrario [...] in fondo [...] nascose il suo dilettantismo arti-stico. Si racconta che, studente della [...] non sapesse disegnare una mela. E che an-dasse in [...] studi dei pittori a chiedere consigli confessando [...] incapace. Dalle parti di New York [...] aggiravano fior di ar-tisti: Marcel [...] Man Ray, [...] Afro, Burri, [...] e non solo, [...] anche artisti americani che attingevano [...] europea il [...] fare un quadro, [...] insomma, che non scalfirono minimamente [...] nostro arti-sta. Nel 1956 [...] intraprende un viaggio in-torno [...] il quale rimane partico-larmente impressionato da Firenze. Comunque non successe nulla. Nel 1964, prima personale [...] Europa [...] dependance parigina della [...] dove vengono presentate le [...] «I fiori». Partì da [...] la coloniz-zazione europea che poi [...] sempre in [...] alla Biennale di Venezia. E fu il trionfo commerciale [...] americana. Mercanti e centri di [...] suon di centinaia di dollari, esportarono nel [...] del prodotto nazionale. A loro esclusivo vantaggio. Non è così che [...] artistici nel mondo? La riproducibilità tecnica [...] non è nata certo [...] Andy [...]. Secoli di incisioni e [...] e statuette, di cartoni da cui ricavare [...] so-no lì a [...]. [...] moderna, sempre alla ricerca [...] -visto che non ci sono più principi [...] da edificare -ha cercato di creare multipli, [...] decine o centinaia di esempla-ri, e cambiare [...] abbassando la [...] soglia di accesso. [...] ha seguito questa strada con [...] intuizione in più. Ha compreso che il [...] quello delle comunicazioni di massa, e chi [...] questa massa, anche se in alcune sue [...] do-veva fare suo quel linguaggio. Ha capovolto le gerarchie [...] visiva era alta cultura, e la televisio-ne [...] sfruttando piuttosto il carattere visivo del lin-guaggio [...] capacità, propria anche della [...] la scrittura e i suoi valori, ri-volgendosi [...] mediata a chiunque abbia occhi abituati alla [...] visione e della televisione. Naturalmente [...] non era il tipo [...] al-le regole del [...] televisi-vo; la [...] operazione culturale fu quella [...] e un piz-zico di trasgressione, alterando gli [...] fi-no a [...] un senso sostanzialmen-te diverso [...] agrodolce, pungente. Per questo la pittura [...] è andata a colpire [...] più feticista della rappresentazione te-levisiva, il trionfo [...] soltanto una scatola di zuppa di pomodoro [...] insistente e un [...] ossessiva. La molteplicità degli oggetti [...] modo acidulo, la stessa ripetitività che chiede [...] e guardata che è propria di quegli [...] essi la pubblicità di oggetti di lar-go [...] «pubblicità politi-ca» dei leader dei grandi movimen-ti, [...] Mao, [...] dei divi come Mari-lyn, o di esponenti [...] vistoso e feticista come i trave-stiti. Allora, come è noto, [...] fece scalpore. Sarebbe stata forse facilmente [...] collaudati per sop-portare trasgressioni [...] ma [...] si trattava di un [...] «pop», popolare. [...] si diffuse in lungo [...] intrecciandosi con un cli-ma di contestazione che [...] percorreva il decennio successi-vo. La cosa interessante è [...] ha avuto la pubblicità di rac-cogliere la [...] e di [...]. È stato come pren-dere [...] bomba a mano che ci è stata [...] al mittente, proprio in tempo perché non [...] le mani. Il linguag-gio pop [...] pittorica media e mediale, [...] da [...] è diventato il nuovo [...]. È servito a svecchiare [...] che provenivano dalla cartellonistica, che animavano immagini [...] essere ferme. Sostan-zialmente è servito alla [...] della pubblicità nel mo-mento in cui cercava [...] storica battaglia sulla parte più enunciativa, predicatoria. Se vedia-mo la pubblicità [...] una grande epopea pop; le co-lorazioni ironiche [...] sono oggi la norma, [...]. [...] è il codice per rendere [...] oggetti percepibili, con quella vena di separazione dal-la massa [...] parte, che è peculiare [...] di [...]. Quando [...] inizia a usare questo meto-do, [...] degli anni [...] è già in atto [...] americana -da parte di pittori [...] dada» come Jasper Johns e Robert [...] -una reazione [...] alla forte emotività e ai [...] filoso-ficamente alti della pittura della ge-nerazione precedente, quella [...] Astratto di Ja-ckson [...] e compagni. La pit-tura di [...] si inserisce nel solco [...] e la conduce al limite estremo. La lettura [...] di [...] come [...] nei contenuti e impersonale nelle [...] è quella che più si lega alla mitologia [...] propagandata in innumerevoli occasioni -una [...] sue frasi più celebri è «Voglio essere una macchina» [...]. Lo stesso hanno fatto [...] critici a lui vicini: ad esempio Gerard [...] il poeta che nel [...] suo assistente, ha sottolineato: «Andy voleva tenere [...] dalla [...] arte». E tuttavia, la quasi [...] eseguite tra il 1962 e il 1965 [...] una lettura diversa. Questi lavori si possono [...] gruppi e comprendono alcune delle opere più [...] quelle dedicate alle celebrità, [...] -a Marilyn Monroe, a Liz Tay-lor, a Jacqueline Kennedy [...] e quel-le dedicate a incidenti stradali, se-die [...] suicidi, violenze razziali [...]. Per questo secondo nucleo [...] ha a che fare con la violenza [...] morte violenta ac-cidentale in America, [...] co-me punto di partenza [...] istantanee pubblicate da riviste di terza categoria; [...] foto scartate dalle redazioni perché troppo sanguinarie [...] scat-tate dalla polizia sulla scena degli incidenti: [...] un cane che lacera [...] un dimostrante nero, una scarpa schiacciata sotto [...]. E Marilyn scompare. Sebbene più paludate, anche [...] celebrità ruotano attorno al tema della morte: [...] comincia a lavorare sulle Mari-lyn [...] dopo il suici-dio [...] è per il carattere [...] nel pannello di sinistra del grande ditti-co [...] lei dedicato, [...] tende [...] a integrarsi con lo [...] scomparire. I nove ritratti che [...] Nine [...] al-ternano il volto felice [...] John Kennedy e quello velato della vedova [...]. La stessa Liz Taylor [...] per la [...] salute [...] a causa di essa [...] in-terrompere le riprese di Cleopatra (nelle cui [...] un lavo-ro di [...] del 1963). In tutte queste immagini [...] fa leva sul complesso [...] attrazione e repulsio-ne, che nella civiltà di [...] intrattiene coi fatti di cronaca nera, con [...] la morte viste sui rotocalchi o in [...]. Sul significato di questa [...] punti di vista. Il primo è in [...] che [...] proponeva di se stes-so, [...] di-stante nelle sue scelte tematiche: «La mia [...] -ha det-to una volta [...] -era divisa in due [...] parlava delle morti famose e la seconda [...] gente che nessuno ha mai sentito nominare [...]. Non è tanto che [...] co-storo, è solo che la gente passa [...] importa nulla che uno sconosciuto sia morto [...]. A me ancora importa [...] è troppo dura: sarebbe più fa-cile [...]. Sono in molti a [...] ripetizione di immagini macabre o luttuose in [...] rifletta [...] che si sviluppa per [...] volta che esse sono inserite nella circolazione [...]. Disumano o inquietante? Tuttavia, [...] pubblica-to dieci anni fa, poco dopo la [...] e riproposto recente-mente come [...] un libro dedicato ai rapporti tra [...] e la cultura di [...] Art in the [...] Culture, Yale, 1996), il [...] Thomas [...] propone [...] diver-sa di questi lavori. Dietro [...] indifferenza [...] per i temi trattati esisterebbero [...] real-tà interesse e coinvolgimento. I soggetti e la [...] cui compaiono mettono in crisi la visione [...] di vivere americano. Come i film noir dei [...] decenni precedenti avevano trasmesso [...] di un uomo moderno dominato [...] impulsi primitivi, oscuri e incon-trollabili, così [...] secondo [...] propone una [...] che trasmette una visione «cruda, [...] e pessimistica della vita americana». Prima che il cliché [...] cinico e indifferente inizi ad [...] davvero, in-somma, [...] avrebbe cercato di recuperare dalla [...] com-merciale americana una possibi-lità di dire alcune verità sulla [...] che lo circondava. Quanti altri artisti pop [...] -pos-sono dire di [...] fatto altrettanto? Che rapporto aveva Andy [...] con i bambini? Indiscrezioni, dubbi e misteri [...] in corso al Castello di Rivoli. È tutto merito del [...] Bruno [...] che chiese a Andy [...] per i propri figli, se abbiamo almeno [...] sapere cosa [...] dipingeva per i bambini. Orsacchiotti gialli e blu [...] tamburo; robot dalla testa simile a una [...] navicelle spaziali in rosso [...]. /// [...] /// Orsacchiotti gialli e blu [...] tamburo; robot dalla testa simile a una [...] navicelle spaziali in rosso [...]. (0) (0) ![]()
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