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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1996»--Id 2135337638.

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Donne fatali dalla Liguria al Piemonte Tanto tanto ci avessi preso mo-glie; almeno potrei dire: [...] in fin dei conti mi ci sono spo-sato, i [...] di lei qualcosa ce [...] il vino, quel [...] di [...] non li pago, chi me [...] fa fare di [...] via? Che poi dove vuoi [...] con questi chiari di lu-na? Sì, peccato che io [...] di lì non [...] mai toccata. E anche adesso che certe [...] mi fanno più gola, e forse, col fatto che [...] sanno tutti che scrivo i libri [...] dunque impa-rato che non [...] interesse a [...] con uno così a sistemare [...] fi-glia; ebbene io alla mia età e con tutto [...] appunto mi farebbe an-che più gola che a [...] io una di [...] dicevamo, non la toccherei [...] con un palo della luce. Non è che non ce [...] di belle: di-pende dagli incroci. Questi [...] per mille anni hanno [...] lo-ro, la qual cosa non è che [...] faccia bene alla razza; ma nel corso [...] storia è capitato qua e là per [...] i li-monai che su qualcuna ci mettes-sero [...] i mori, vuoi i sara-cini, vuoi i [...] Tirolo, vuoi qualche cioccolataio ebreo del Giura o [...] Sangallo, [...] qualche genovese un [...] su di famiglia, così [...] dai, a mischiare e rimi-schiare qualcosa è [...] interessante. Volendo potrei fare anche [...] non si trattasse di viventi. E [...] i viventi non si sa [...] come la piglino. E intendo che questa [...] a [...] acremente di qualunque argomen-to [...] personale, al-meno da una prospettiva, diciamo così, [...]. Sono cattive, mi spiego? Cattive [...]. Figlie, sorelle e in [...] con uomini sel-vatici e cattivi. Generati nelle fratte delle [...] di ghiaia, tra i caratelli delle cantine, [...] qualche letto, sebbene non [...] neppure [...] svezzati con [...] salata e la [...] educati a non fare [...] ma-re senza ricordare di portare a casa [...] alzare sul monte [...] vigna, mandati a [...] alla ferrovia, a picchettare [...] navigare in sentina. Ma pochi pochi a [...] paura del lo-ro mare, quel bel mare [...] peggio di un sultano [...]. Come può essere buona la [...] di lì? Come ti potresti fidare a prenderti una [...] altroché a [...] anche solo a [...] Ti strazia coi morsi finchè [...] gli muori tra i denti una di Monterosso, se [...] qualcosa che non è troppo per la quale. ///
[...] ///
Dunque, ricapitolando, come mai sto [...] io, acquartierato alla meno peggio sui rottami di una [...] io che potrei essere ora in qualsiasi altro posto [...] non [...] schiavitù che mi tenga? Perversio-ne, [...]. O [...] debolezza che, questo lo [...] ogniqualvolta nottetempo mi porto alla ferrovia, e [...] ad impigliarmi nella stragrande [...] allupata innanzi al botte-ghino [...]. E vedo sfrecciare il Palatino [...] Sforzesco, e qualcu-no pure si ferma, ma [...]. Che non ho nemmeno [...] obliterare, figuriamoci se trovo quella per salire. E ho un bel dare [...] colpa che digerisco male [...] che non è manco vero. Di certo adoro ingozzarmi [...] forse per questo rimango: a volte svengo [...] dalla [...]. [...] in [...] con ci-polla e patate, [...] anche cru-da o salata, fritta [...] e ripiena, [...] negletta da me preferita [...] anche solo lessata, con olio [...]. Dio, adoro il tanfo [...] stagione dello [...] quando le donne, visto [...] lavoro leggero, salano an-che un barile al [...] sangue di pesce eccita [...] loro mentre lorda il [...]. [...] è il dio della fame, [...] salamoia il certificato della [...] immortalità. Teorie della salamoia se [...] ogni cantone, ma è pura disinformazione: la [...] saputa nemmeno gli Spa-gnoli quando sono venuti [...] chiedere per piacere e anche un [...] pagando se ci insegnavano. Per pura cattiveria si [...] loro, le donne in [...]. Adorano ammucchiare, le rapa-ci [...] questo è il fatto: sassi e corredi [...] e quote ereditarie in-divisibili, buoni fruttiferi e [...]. Ah, i miliardi che sotto [...] specie di cedoline verdi azzurre e rosa stanno riposti [...] capaci sol-chi tra una bella tetta e [...] ancor più bella! Le più vecchie hanno [...] questo è pur vero, ma una fame [...] pane, di radicchio senza olio, una fame [...] mare che non se la possono imma-ginare [...] po-lenta. [...] che a un certo [...] appostate davanti al casello della ferrovia, magre [...] hanno dato la stura al turismo, portandosi [...] grassi parmigia-ni, [...] dei milanesi e degli [...] meno panzoni. Gli hanno dato tutto quello [...] voleva-no, e non sto [...] a fare [...] completo. Ma certamente le spiag-ge, [...] di [...] e lo scoglio, e [...] mare, e il vino. E le stanze più [...] letti più grandi e i siti più [...]. Tutto gli hanno dato, ma [...] certo [...] loro, sempreché, e non [...] da credere, quelli là gliela [...] mai chiesta. [...] se la sono portata [...] capan-ne delle piane più alte, dove hanno [...] la terra per due limoni, un [...] di albicocche e un [...]. Salvo precipi-tarsi a riscuotere [...] mettersi in coda alla Posta e alla Cassa. E alla stagione, rinchiudersi [...] adorare, scomposte, il dio [...]. Alla mattina sul presto [...] Mesco per patire a fin di bene i [...] separano il Gigante dal Telegrafo. Là mi soffermo a consi-derare [...] riva estrema del mondo, che a me pare [...] leggiadra, in-festata [...] dalla stipa rosa e dal-la [...] ginestra, [...] enor-memente fiorita e dal leccio, [...] e purissimo pino, e, nascosta-mente, dal fico amaro. Poi cerco [...] traccia di qualche messaggio [...] Riva, così, tanto per non [...] poi dire che non ci ho pensato. Poi, naturalmente, da quella [...] abbastanza sicura, volgo lo sguardo al paese, [...] a quello [...] di pietra serena che [...] a fatue illusioni. E in quel-la luce [...] procede-re implacato, il micidiale assetto di guerra, [...] donne di Monterosso, e mi domando, anco-ra [...] nessuna [...] mai voluto. E perché me ne [...] la forza, dico la forza, di obliterare [...] per un altro paese del mondo. MONTEROSSO Maurizio [...] guerre e deserti col [...] Maurizio [...] nato a Castelnuovo Magra, [...] La Spezia, nel 1951, si è fatto [...] nel 1987, vincendo il concorso per la [...]. Nel 1989 presso Editori Riuniti [...] il suo primo romanzo, «Mauri, Mauri». Con Feltrinelli ha pubblicato «Vi [...] tutti sognato una volta» (1990), «Felice alla [...] della [...] esperienza di spettatore della Guerra [...] Golfo dal porto militare di La Spezia. Sempre da Feltrinelli è [...] «Il [...] del pettirosso» con il quale [...] si è aggiudicato nello [...] 1995, due importanti premi letterari come il Viareggio [...] Campiello. Un romanzo a cui [...] stava lavorando da molto [...] narra la storia di Saverio, figlio di [...] terra [...] che si reca nel [...] per ricostruire la storia [...] e di suo padre, fornaio libertario e [...] poesie di Ungaretti. Maurizio [...] vive tra La Spezia [...] Monterosso. Figlie del dio della fame Come ti potresti fidare a prenderti una ragazza; altroché a [...] anche solo a [...] Ti strazia coi morsi finché [...] gli muori tra i denti una di Monterosso. MAURIZIO MAGG I A NI ASTI Bruno [...] da Celentano ai delitto [...] Torino Dalla collina di Viatosto guar-do giù, in [...] Asti, la mia città natale. Si di-stingue bene la [...] taglia in due da nord a sud, [...] Vitto-rio Alfieri. [...] il percorso, incontro con [...] palazzo Alfieri, dove ha sede la biblioteca [...] Vittorio Alfieri. Poco più in là, [...] ecco [...] in stile pseudo rina-scimentale [...] il gin-nasio e liceo classico Vittorio Alfie-ri; [...] spostarci [...] lato del corso per [...] che ci porta, fatti pochi passi, a [...] del teatro civico Vittorio Alfie-ri. Uscendo dal teatro e [...] si arriva subito in una piazza a [...] la piazza Vitto-rio Alfieri sulla quale si [...] linee mediane, il mo-numento a Vittorio Alfieri. Sotto i portici della [...] Alfieri, un tempo facevano un dolce deli-zioso, [...]. Non mi ricordo più [...] det-to che Vittorio Alfieri, detto [...] il Trageda, è nato [...] Asti. Se [...] già detto pazienza, non fa [...]. Ecco, [...] laggiù, su via Carducci, [...] scuola ele-mentare che, chissà perché, non si [...] Vittorio Alfieri, ma am-miraglio Cagni. Ma mentre su Alfie-ri ci [...] tutto e ci portavano tutti gli anni in fila [...] due a vedere una [...] tragedia che ogni volta cambiava [...] a noi sembrava sem-pre la stessa, [...] Cagni non hanno mai speso [...] parola. Posso solo azzardare che [...] Marina, visto che lo chiamavano ammiraglio. Ci facevano assistere alla [...] gennaio, che era il giorno in cui Alfieri [...]. Il Trageda era morto [...] precisamente dal 1803, ma noi continuavamo a [...] compleanno. In quarta e quinta [...] un maestro molto anziano e malato; gli [...] in bocca e anche quelli ballavano: li [...] e se gli toglieva quando spiegava. Li appoggiava sul bordo [...] quattro torrac-chioni neri e gialli, e dopo [...] li dimenticava; bastava [...] arrab-biare, lui picchiava una [...] i denti cadevano a terra. Tra-scorrevamo il resto della [...] pavimento a fingere di cercare i denti [...] saltavano fuori soltanto quando suonava la campanella [...]. Di quegli anni una sola [...] rimasta in mente, quella che [...] che «soqquadro» è [...] parola italiana che si scrive [...] due [...]. Da allora mi sforzo sempre [...] in ogni articolo per far [...] che so come si scrive. E anche questa volta ce [...] fatta. Scommetto che Alfieri non [...] mai usata. Su questa stessa collina le [...] ci portavano le sere [...] durante gli anni di guerra. Ci dicevano: se state [...] giorno questa sera per pre-mio vi portiamo [...] bombardare Torino. I ragazzi di oggi [...] di pretese, vogliono il motorino, i vi-deo [...]. A noi per divertirci [...] che bombardassero Torino tutte le sere ed [...]. Certo che se poi [...] arriva-vano e noi eravamo stati buoni per [...] ci giravano. [...] vedo [...] di corso Dante; quando [...] li-berato la città ed è finita la [...] fatto uscire prima da scuola raccomandandoci di [...] casa ma noi siamo scesi giù per [...] alla piazza Alfieri dove, tutto attorno al [...] a zero le ausiliarie e le spennellavano [...] catrame. I più fortunati di [...] pri-ma che i genitori venissero a [...] ad arrivare laggiù, in [...] ad assistere, intru-folati fra le gambe dei [...]. Ma dopo qualche giorno, [...] della curia, il plotone di esecuzione si [...] il muro esterno del cimitero e per [...]. Eravamo ragazzi ingenui, semplici, [...] brutture della vita; non come i ragazzi [...] crescono davanti alla tivù e assor-bono tutti [...] violen-za. Noi eravamo buoni: ecco, [...] il nostro cortile; quando ve-nivano a chiedere [...] noi ragazzi chie-devamo sempre alle nostre mam-me [...] prima di [...] con le tena-glie, la [...] sulla fiamma del gas; se era estate [...] si produceva in grazio-sissimi saltelli e se [...] monetina incandescente penetra-va nella neve sfrigolando ed [...]. Volevano [...] Che almeno se la gua-dagnassero. Sempre a proposito di [...] stati più [...] le sere [...] si aspettava che il [...] a corso Dante chiudes-se, poi, con santa [...] rotolare giù dal-la discesa, [...] che decorava-no il dehors, [...] tutti attor-no al bar [...] Alfieri, che ne era privo. Così il mattino do-po, [...] alle scene feroci dei padroni dei bar [...] di loro e si davano dei nomi [...]. Però non siamo mai riusciti [...] far sì che si picchiasse-ro. Da [...] dalla collina di Viatosto, [...] il parco che una volta si chiamava Sbocchi Nord [...] che poi si chiamò dei Partigiani. Anda-vamo lì a passeggiare [...] il filo alle nostre coetanee. Ma erano tempi duri [...] con [...] sesso, non come i [...] che godono di tutte le libertà. [...] modo lecito di dialogare [...] era il gioco di sguardi e il [...] per [...] era in chiesa durante [...] Messa [...] do-menica. Io ero un [...] balbuziente e certe volte, [...] discorso, arrivavo a prendere anche otto messe [...]. Il mio parroco riponeva [...] me. Un bel giorno arrivò [...] Tosca-na Maria Grazia, bella da levare il fiato e [...]. Tutti i ma-schi della [...] di via Roero si innamorarono di lei. Tenendo a braccetto le [...] belle di lei, andava a passeggiare per [...] parco. E noi maschietti, a [...]. Un giorno ci siamo [...] spaiati, cioè [...] tre femmine davanti e [...]. A un certo punto Maria Gra-zia [...] è fermata, il più audace di noi [...] incontro e hanno par-lottato. Poi lei ha raggiunto [...] lui è venuto a riferirci il risulta-to [...] ha battuto amichevolmente sulla spalla e mi [...] «Maria Grazia ha deciso che te ne devi [...]. In quel preciso momento [...] fatta vedere io, che [...] diventato qual-cuno, così Maria Grazia si sarebbe [...] cacciato. [...] ritrovata più di [...] dopo, ancora bella come me [...] ricordavo, già vedova e tre volte nonna. Dopo che ci siamo [...] rispettive famiglie e discendenze, Maria Gra-zia mi [...] «E tu? Cosa fai di bello nella vita?». Bruno [...] è stato funzionario della Rai [...] noto soprattutto per la [...] partecipazione come conduttore in [...] televisive, dove ha avuto un notevole successo [...] che ha sempre contraddistinto [...] sul piccolo schermo. A cominciare dal «Fantastico» [...] la spalla a Adriano Celentano fino alla [...] «Lascia o raddoppia». Bruno [...] è anche però uno [...] teatrali, ma anche di romanzi. Con Garzanti ha pubblicato [...] primo «Torino, [...] Napoli», lo sfondo è [...] città [...] è nato a Asti) [...] di delitti compiuti da mafiosi arrivati sotto [...] Mole. Più di recente è [...] «Tutte [...] scuse sono buone per morire», dove ci [...] nel quale la morte, più che una [...]. Tutti e due questi [...] tradotti [...]. Il fattore Maria Grazia [...] modo lecito per dialogare [...] era il gioco di sguardi e il [...] per [...] era in chiesa durante [...] Messa [...] domenica. Io ero un [...] balbuziente. ///
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Io ero un [...] balbuziente.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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