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Donne fatali dalla Liguria al Piemonte Tanto tanto ci avessi preso mo-glie; almeno potrei dire: [...] in fin dei conti mi ci sono spo-sato, i [...] di lei qualcosa ce [...] il vino, quel [...] di [...] non li pago, chi me [...] fa fare di [...] via? Che poi dove vuoi [...] con questi chiari di lu-na? Sì, peccato che io [...] di lì non [...] mai toccata. E anche adesso che certe [...] mi fanno più gola, e forse, col fatto che [...] sanno tutti che scrivo i libri [...] dunque impa-rato che non [...] interesse a [...] con uno così a sistemare [...] fi-glia; ebbene io alla mia età e con tutto [...] appunto mi farebbe an-che più gola che a [...] io una di [...] dicevamo, non la toccherei [...] con un palo della luce. Non è che non ce [...] di belle: di-pende dagli incroci. Questi [...] per mille anni hanno [...] lo-ro, la qual cosa non è che [...] faccia bene alla razza; ma nel corso [...] storia è capitato qua e là per [...] i li-monai che su qualcuna ci mettes-sero [...] i mori, vuoi i sara-cini, vuoi i [...] Tirolo, vuoi qualche cioccolataio ebreo del Giura o [...] Sangallo, [...] qualche genovese un [...] su di famiglia, così [...] dai, a mischiare e rimi-schiare qualcosa è [...] interessante. Volendo potrei fare anche [...] non si trattasse di viventi. E [...] i viventi non si sa [...] come la piglino. E intendo che questa [...] a [...] acremente di qualunque argomen-to [...] personale, al-meno da una prospettiva, diciamo così, [...]. Sono cattive, mi spiego? Cattive [...]. Figlie, sorelle e in [...] con uomini sel-vatici e cattivi. Generati nelle fratte delle [...] di ghiaia, tra i caratelli delle cantine, [...] qualche letto, sebbene non [...] neppure [...] svezzati con [...] salata e la [...] educati a non fare [...] ma-re senza ricordare di portare a casa [...] alzare sul monte [...] vigna, mandati a [...] alla ferrovia, a picchettare [...] navigare in sentina. Ma pochi pochi a [...] paura del lo-ro mare, quel bel mare [...] peggio di un sultano [...]. Come può essere buona la [...] di lì? Come ti potresti fidare a prenderti una [...] altroché a [...] anche solo a [...] Ti strazia coi morsi finchè [...] gli muori tra i denti una di Monterosso, se [...] qualcosa che non è troppo per la quale. /// [...] /// Dunque, ricapitolando, come mai sto [...] io, acquartierato alla meno peggio sui rottami di una [...] io che potrei essere ora in qualsiasi altro posto [...] non [...] schiavitù che mi tenga? Perversio-ne, [...]. O [...] debolezza che, questo lo [...] ogniqualvolta nottetempo mi porto alla ferrovia, e [...] ad impigliarmi nella stragrande [...] allupata innanzi al botte-ghino [...]. E vedo sfrecciare il Palatino [...] Sforzesco, e qualcu-no pure si ferma, ma [...]. Che non ho nemmeno [...] obliterare, figuriamoci se trovo quella per salire. E ho un bel dare [...] colpa che digerisco male [...] che non è manco vero. Di certo adoro ingozzarmi [...] forse per questo rimango: a volte svengo [...] dalla [...]. [...] in [...] con ci-polla e patate, [...] anche cru-da o salata, fritta [...] e ripiena, [...] negletta da me preferita [...] anche solo lessata, con olio [...]. Dio, adoro il tanfo [...] stagione dello [...] quando le donne, visto [...] lavoro leggero, salano an-che un barile al [...] sangue di pesce eccita [...] loro mentre lorda il [...]. [...] è il dio della fame, [...] salamoia il certificato della [...] immortalità. Teorie della salamoia se [...] ogni cantone, ma è pura disinformazione: la [...] saputa nemmeno gli Spa-gnoli quando sono venuti [...] chiedere per piacere e anche un [...] pagando se ci insegnavano. Per pura cattiveria si [...] loro, le donne in [...]. Adorano ammucchiare, le rapa-ci [...] questo è il fatto: sassi e corredi [...] e quote ereditarie in-divisibili, buoni fruttiferi e [...]. Ah, i miliardi che sotto [...] specie di cedoline verdi azzurre e rosa stanno riposti [...] capaci sol-chi tra una bella tetta e [...] ancor più bella! Le più vecchie hanno [...] questo è pur vero, ma una fame [...] pane, di radicchio senza olio, una fame [...] mare che non se la possono imma-ginare [...] po-lenta. [...] che a un certo [...] appostate davanti al casello della ferrovia, magre [...] hanno dato la stura al turismo, portandosi [...] grassi parmigia-ni, [...] dei milanesi e degli [...] meno panzoni. Gli hanno dato tutto quello [...] voleva-no, e non sto [...] a fare [...] completo. Ma certamente le spiag-ge, [...] di [...] e lo scoglio, e [...] mare, e il vino. E le stanze più [...] letti più grandi e i siti più [...]. Tutto gli hanno dato, ma [...] certo [...] loro, sempreché, e non [...] da credere, quelli là gliela [...] mai chiesta. [...] se la sono portata [...] capan-ne delle piane più alte, dove hanno [...] la terra per due limoni, un [...] di albicocche e un [...]. Salvo precipi-tarsi a riscuotere [...] mettersi in coda alla Posta e alla Cassa. E alla stagione, rinchiudersi [...] adorare, scomposte, il dio [...]. Alla mattina sul presto [...] Mesco per patire a fin di bene i [...] separano il Gigante dal Telegrafo. Là mi soffermo a consi-derare [...] riva estrema del mondo, che a me pare [...] leggiadra, in-festata [...] dalla stipa rosa e dal-la [...] ginestra, [...] enor-memente fiorita e dal leccio, [...] e purissimo pino, e, nascosta-mente, dal fico amaro. Poi cerco [...] traccia di qualche messaggio [...] Riva, così, tanto per non [...] poi dire che non ci ho pensato. Poi, naturalmente, da quella [...] abbastanza sicura, volgo lo sguardo al paese, [...] a quello [...] di pietra serena che [...] a fatue illusioni. E in quel-la luce [...] procede-re implacato, il micidiale assetto di guerra, [...] donne di Monterosso, e mi domando, anco-ra [...] nessuna [...] mai voluto. E perché me ne [...] la forza, dico la forza, di obliterare [...] per un altro paese del mondo. MONTEROSSO Maurizio [...] guerre e deserti col [...] Maurizio [...] nato a Castelnuovo Magra, [...] La Spezia, nel 1951, si è fatto [...] nel 1987, vincendo il concorso per la [...]. Nel 1989 presso Editori Riuniti [...] il suo primo romanzo, «Mauri, Mauri». Con Feltrinelli ha pubblicato «Vi [...] tutti sognato una volta» (1990), «Felice alla [...] della [...] esperienza di spettatore della Guerra [...] Golfo dal porto militare di La Spezia. Sempre da Feltrinelli è [...] «Il [...] del pettirosso» con il quale [...] si è aggiudicato nello [...] 1995, due importanti premi letterari come il Viareggio [...] Campiello. Un romanzo a cui [...] stava lavorando da molto [...] narra la storia di Saverio, figlio di [...] terra [...] che si reca nel [...] per ricostruire la storia [...] e di suo padre, fornaio libertario e [...] poesie di Ungaretti. Maurizio [...] vive tra La Spezia [...] Monterosso. Figlie del dio della fame Come ti potresti fidare a prenderti una ragazza; altroché a [...] anche solo a [...] Ti strazia coi morsi finché [...] gli muori tra i denti una di Monterosso. MAURIZIO MAGG I A NI ASTI Bruno [...] da Celentano ai delitto [...] Torino Dalla collina di Viatosto guar-do giù, in [...] Asti, la mia città natale. Si di-stingue bene la [...] taglia in due da nord a sud, [...] Vitto-rio Alfieri. [...] il percorso, incontro con [...] palazzo Alfieri, dove ha sede la biblioteca [...] Vittorio Alfieri. Poco più in là, [...] ecco [...] in stile pseudo rina-scimentale [...] il gin-nasio e liceo classico Vittorio Alfie-ri; [...] spostarci [...] lato del corso per [...] che ci porta, fatti pochi passi, a [...] del teatro civico Vittorio Alfie-ri. Uscendo dal teatro e [...] si arriva subito in una piazza a [...] la piazza Vitto-rio Alfieri sulla quale si [...] linee mediane, il mo-numento a Vittorio Alfieri. Sotto i portici della [...] Alfieri, un tempo facevano un dolce deli-zioso, [...]. Non mi ricordo più [...] det-to che Vittorio Alfieri, detto [...] il Trageda, è nato [...] Asti. Se [...] già detto pazienza, non fa [...]. Ecco, [...] laggiù, su via Carducci, [...] scuola ele-mentare che, chissà perché, non si [...] Vittorio Alfieri, ma am-miraglio Cagni. Ma mentre su Alfie-ri ci [...] tutto e ci portavano tutti gli anni in fila [...] due a vedere una [...] tragedia che ogni volta cambiava [...] a noi sembrava sem-pre la stessa, [...] Cagni non hanno mai speso [...] parola. Posso solo azzardare che [...] Marina, visto che lo chiamavano ammiraglio. Ci facevano assistere alla [...] gennaio, che era il giorno in cui Alfieri [...]. Il Trageda era morto [...] precisamente dal 1803, ma noi continuavamo a [...] compleanno. In quarta e quinta [...] un maestro molto anziano e malato; gli [...] in bocca e anche quelli ballavano: li [...] e se gli toglieva quando spiegava. Li appoggiava sul bordo [...] quattro torrac-chioni neri e gialli, e dopo [...] li dimenticava; bastava [...] arrab-biare, lui picchiava una [...] i denti cadevano a terra. Tra-scorrevamo il resto della [...] pavimento a fingere di cercare i denti [...] saltavano fuori soltanto quando suonava la campanella [...]. Di quegli anni una sola [...] rimasta in mente, quella che [...] che «soqquadro» è [...] parola italiana che si scrive [...] due [...]. Da allora mi sforzo sempre [...] in ogni articolo per far [...] che so come si scrive. E anche questa volta ce [...] fatta. Scommetto che Alfieri non [...] mai usata. Su questa stessa collina le [...] ci portavano le sere [...] durante gli anni di guerra. Ci dicevano: se state [...] giorno questa sera per pre-mio vi portiamo [...] bombardare Torino. I ragazzi di oggi [...] di pretese, vogliono il motorino, i vi-deo [...]. A noi per divertirci [...] che bombardassero Torino tutte le sere ed [...]. Certo che se poi [...] arriva-vano e noi eravamo stati buoni per [...] ci giravano. [...] vedo [...] di corso Dante; quando [...] li-berato la città ed è finita la [...] fatto uscire prima da scuola raccomandandoci di [...] casa ma noi siamo scesi giù per [...] alla piazza Alfieri dove, tutto attorno al [...] a zero le ausiliarie e le spennellavano [...] catrame. I più fortunati di [...] pri-ma che i genitori venissero a [...] ad arrivare laggiù, in [...] ad assistere, intru-folati fra le gambe dei [...]. Ma dopo qualche giorno, [...] della curia, il plotone di esecuzione si [...] il muro esterno del cimitero e per [...]. Eravamo ragazzi ingenui, semplici, [...] brutture della vita; non come i ragazzi [...] crescono davanti alla tivù e assor-bono tutti [...] violen-za. Noi eravamo buoni: ecco, [...] il nostro cortile; quando ve-nivano a chiedere [...] noi ragazzi chie-devamo sempre alle nostre mam-me [...] prima di [...] con le tena-glie, la [...] sulla fiamma del gas; se era estate [...] si produceva in grazio-sissimi saltelli e se [...] monetina incandescente penetra-va nella neve sfrigolando ed [...]. Volevano [...] Che almeno se la gua-dagnassero. Sempre a proposito di [...] stati più [...] le sere [...] si aspettava che il [...] a corso Dante chiudes-se, poi, con santa [...] rotolare giù dal-la discesa, [...] che decorava-no il dehors, [...] tutti attor-no al bar [...] Alfieri, che ne era privo. Così il mattino do-po, [...] alle scene feroci dei padroni dei bar [...] di loro e si davano dei nomi [...]. Però non siamo mai riusciti [...] far sì che si picchiasse-ro. Da [...] dalla collina di Viatosto, [...] il parco che una volta si chiamava Sbocchi Nord [...] che poi si chiamò dei Partigiani. Anda-vamo lì a passeggiare [...] il filo alle nostre coetanee. Ma erano tempi duri [...] con [...] sesso, non come i [...] che godono di tutte le libertà. [...] modo lecito di dialogare [...] era il gioco di sguardi e il [...] per [...] era in chiesa durante [...] Messa [...] do-menica. Io ero un [...] balbuziente e certe volte, [...] discorso, arrivavo a prendere anche otto messe [...]. Il mio parroco riponeva [...] me. Un bel giorno arrivò [...] Tosca-na Maria Grazia, bella da levare il fiato e [...]. Tutti i ma-schi della [...] di via Roero si innamorarono di lei. Tenendo a braccetto le [...] belle di lei, andava a passeggiare per [...] parco. E noi maschietti, a [...]. Un giorno ci siamo [...] spaiati, cioè [...] tre femmine davanti e [...]. A un certo punto Maria Gra-zia [...] è fermata, il più audace di noi [...] incontro e hanno par-lottato. Poi lei ha raggiunto [...] lui è venuto a riferirci il risulta-to [...] ha battuto amichevolmente sulla spalla e mi [...] «Maria Grazia ha deciso che te ne devi [...]. In quel preciso momento [...] fatta vedere io, che [...] diventato qual-cuno, così Maria Grazia si sarebbe [...] cacciato. [...] ritrovata più di [...] dopo, ancora bella come me [...] ricordavo, già vedova e tre volte nonna. Dopo che ci siamo [...] rispettive famiglie e discendenze, Maria Gra-zia mi [...] «E tu? Cosa fai di bello nella vita?». Bruno [...] è stato funzionario della Rai [...] noto soprattutto per la [...] partecipazione come conduttore in [...] televisive, dove ha avuto un notevole successo [...] che ha sempre contraddistinto [...] sul piccolo schermo. A cominciare dal «Fantastico» [...] la spalla a Adriano Celentano fino alla [...] «Lascia o raddoppia». Bruno [...] è anche però uno [...] teatrali, ma anche di romanzi. Con Garzanti ha pubblicato [...] primo «Torino, [...] Napoli», lo sfondo è [...] città [...] è nato a Asti) [...] di delitti compiuti da mafiosi arrivati sotto [...] Mole. Più di recente è [...] «Tutte [...] scuse sono buone per morire», dove ci [...] nel quale la morte, più che una [...]. Tutti e due questi [...] tradotti [...]. Il fattore Maria Grazia [...] modo lecito per dialogare [...] era il gioco di sguardi e il [...] per [...] era in chiesa durante [...] Messa [...] domenica. Io ero un [...] balbuziente. /// [...] /// Io ero un [...] balbuziente. (0) (0) ![]()
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