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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 209777903.

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Insieme al resto della [...] Steno (considerato [...] più potente di Manto-va [...] un grande so-gno: [...] tutta [...] la mamma Mira, il [...] Anto-nio [...] due anni più grande, Emma [...] guida un gruppo imprenditoriale [...] e molto altro) di tut-to rispetto: con [...] insediamenti produttivi, sparsi tra Europa, Usa e [...] Cina, 3 mila miliardi di fatturato. Dopo gli studi alla Bocconi, Emma [...] fatto la gavetta in una delle im-prese [...] il grande salto a occuparsi di finanza [...] come ama dire lei. Imprenditrice per libera scelta [...] di famiglia? «Beh, io ho respirato impresa [...] e quindi non so proprio se sia [...] scelta. Certo è che che [...] soddisfatta di quello che faccio». Come come dire la [...] guidare il Comitato giovani di Confindu-stria. Che potrebbe essere con-siderato un [...] il laboratorio [...] italiana del futuro. Dottoressa [...] anche lei è [...] con chi sostiene che [...] Italia [...] capitalismo fami-gliare, quello delle poche grandi [...] «Dal dopoguerra ad oggi [...] un tessuto di picco-le, piccolissime e anche [...] si è via via raffor-zato e che [...]. Quindi, più che dire [...] il capitalismo delle grandi imprese, io direi [...] noi abbiamo un capita-lismo con poche grandi [...] moltissime piccole e medie aziende. Il punto è capi-re [...] che fino ad oggi è stato capace [...] e ottenere risultati in-teressanti, sarà ancora in [...] di fronte alla sfida delle concorrenza internazio-nale». A proposito di grandi [...] giorni la decisione di Ce-sare Romiti di [...] Fiat nella quale sarà sosti-tuito da un [...] Paolo Fresco. Come valuta questo pas-saggio? «Con [...] di Romiti si chiude una fase di grande [...] e di gran-de sviluppo della Fiat. Ora se ne apre [...] fatto che le aziende non avranno più [...]. La scelta di un [...] Fresco, si sposa bene con le esigenze di [...] quelle dimensio-ni. Sono convinta che il [...] saprà af-frontare bene la [...]. Una sfida che riguarda [...] la Fiat. Ma il capitalismo delle [...] piccole e medie imprese, sarà in grado [...] «Se noi, come rappresentanti del capitalismo famigliare ita-liano, [...] di fare evolvere questo modello, io di-co [...]. A certe condizioni esso [...] ruolo, crescere e creare occupazione. Perché la modernizzazione del Paese [...] la politica, lo Sta-to, ma anche [...]. [...] «Ci sono alcune debolezze importanti [...] vanno affron-tate, velocemente. La prima è quello [...]. Circa metà delle imprese [...] dieci anni dovrà affrontare questo proble-ma. E questo non è mai [...] prima. La dimensione del problema [...] non che ri-guarda la singola azienda, ma [...] di sistema. E deve preoccuparci il [...] una minoranza di impren-ditori ha pianificato la [...]. Non [...] sufficiente sen-sibilità. Il passaggio generazio-nale, se [...] esse-re una grande opportunità di cambiamento, di [...] innovazione. Se gestito male può portare [...] disastro. Pur-troppo gli esempi non [...]. Ma chi è che [...] testimone? I figli? E quando non ci [...] sono interessati [...] «Ogni azienda fa storia [...]. Però, in generale il [...] questo. [...] è che in famiglia ci [...] una persona, o anche più [...] che vuole continuare a fare [...]. Questa rappresenta la conti-nuazione [...] nor-malmente più di successo. Non sempre ciò è possibile. I proble-mi sorgano quando non [...] chiarezza di leadership, i pro-blemi di famiglia si mescolano [...] quelli [...] nascono le faide. Allora può succedere il [...]. Se non [...] continuità allora a volte [...] piuttosto che la-sciare depauperare il capitale. Ancora, si può scegliere la [...] di affidare [...] a un manager e [...] in Borsa. Una soluzione che può [...] ai vari fra-telli o cugini, che magari [...] di essere liquidati in [...]. [...] è pro-grammare il passaggio in [...] avendo il coraggio di una analisi anche spietata della [...] aziendale e famiglia-re». Ci sono in Italia le [...] ca-paci di agevolare questo passag-gio? Le [...] sono po-che, la Borsa resta [...] piccola. [...] «Comincio da noi. Serve un cambiamento culturale [...]. [...] ancora resi-stenza ad aprirsi al [...] di rischio. Anche se non è [...] lo debbano fare. Però è chiaro che [...] fa-re il salto dimensionale che non può [...] con [...] o [...] è necessario quotarsi. Per [...] gli impren-ditori devono cambiare. Cosa non facile soprattutto [...]. E al sistema finanziario [...] «Ci vuole uno sviluppo del [...]. Fino a ieri [...] un solo operatore impor-tante, [...] comincia a vedere, ma è ancora poco. [...] molto da fare anche per [...] crescere la Borsa. Anche se non dobbiamo [...] mercato azionario ha sofferto fino a poco [...] dei titoli pubblici. Il risparmiatore preferiva la [...] Bot al rischio della Borsa. Oggi [...] spazio per uno sviluppo, [...] i fondi pensione». Possibile in Italia lo [...] company sul modello an-glosassone? [...] company vere, alla [...] credo ce ne potranno [...]. Penso invece che in Italia [...] aziende piccole e medie nel cui capitale [...] altre in cui interviene il fondo chiuso. Altre ancora che si [...] Milano, o a New York. Tra [...] famigliare [...] e la [...] company [...] uno spettro di possibilità che [...] più adatte al caso italia-no». Insomma, una pluralità di stru-menti. Che ruolo possono [...] «Fondamentale. Il tema [...] al capitale di rischio [...] generazione so-no temi che stiamo trattando da [...] sotto la mia presidenza. Partirà una ricerca specifica su [...] due temi. Sentiamo di essere coloro [...] protago-nisti del capitalismo di domani e quindi [...] a questi [...] è fon-damentale». Recentemente il presidente del Consiglio [...] che [...] potrà avere un ruolo [...] senza alcuni grandi grup-pi finanziari e industriali, [...] «Noi abbiamo bisogno di fa-re diventare grandi [...] perché sono ancora poche quelle capaci di [...]. Però non possiamo pensare [...] imprese, che per [...] per cento fatturano 10/20 [...] a [...] mila miliardi. Non è neanche quello [...]. Accanto alle imprese leader [...] si costi-tuiscono in distretti che si or-ganizzano [...]. [...] è che siano aziende che [...] qualità e innovazione. Questo conta nel mercato [...]. [...] «Arrivare impreparati al passaggio generazionale [...] portare al disastro» [...] precedente, chia-mando nel massimo ruolo [...] un manager di una gran-de multinazionale Usa. Ma la strada per [...] italiane a competenze esterne, [...] come dice Corbetta, appare [...]. Naturalmente, non è solo [...]. In causa [...] la struttura del sistema [...] e il suo rap-porto con il sistema [...]. La Borsa, che pure [...] più di quanto non sia ora, uno [...] lo sviluppo delle impre-se, non è considerata [...] di aprire le aziende al capitale di [...]. Purtroppo in Ita-lia le [...] sono an-cora poche. Mentre il sistema creditizio [...] rappor-to con le piccole e medie im-prese [...] intermediazione crediti-zia. Esiste una disponibilità cre-scente [...] da destinare alle imprese come ca-pitale di [...]. Non è ancora molto [...] cultura, sia nelle imprese [...] che negli operatori finanziari [...] efficaci per rende-re reciproci i vantaggi» nota Corbetta. La Borsa, che comun-que [...] strumento importante per lo sviluppo delle imprese [...] da molte aziende con diffidenza. Così, ad esem-pio, la Barilla [...] ha di-mensioni ragguardevoli, la considera [...] cui fare ricorso soltanto [...] progetti di espansione di di-mensioni tali da [...] sostenuti [...]. Di analogo tenore la [...] Sonia Bon-figlioli. Abbiamo valutato che non [...] sufficiente, perciò abbiamo pre-ferito concentrarci sulla strut-turazione [...]. La Borsa potrà servire, [...] a grossi pro-getti di sviluppo, non realizza-bili [...] col credito». ///
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La Borsa potrà servire, [...] a grossi pro-getti di sviluppo, non realizza-bili [...] col credito».

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(266)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(264)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(228)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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