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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 1806266905.

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E, altret-tanto ovviamente, narrare [...] costringere i perso-naggi a [...] -è un gigante-sco esorcismo [...] no-stre paure. Partiamo dal futu-ro più [...] e da un film che va assolutamente [...] interessati al te-ma: «Accadde domani», di René Clair [...]. È la storia di Larry, [...] un tizio morto da [...]. Pop gli fa un regalo [...] ognuno [...] almeno una volta nella vita: [...] dà ogni sera il giornale. Sapendo in anticipo le notizie, Larry di-venta ricco e famoso, finché una volta legge in [...] la notizia della [...] morte. ///
[...] ///
Futuro o passato, fate [...] I viaggi nel tempo, natural-mente, possono andare [...]. Anche da un punto [...] teorico, la cosa più raf-finata che la [...] prodotto in questo sen-so è la trilogia [...] «Ritorno [...] futuro», diretta da Robert Ze-meckis. Nel primo episodio, Marty [...] viaggiava [...] al [...] e correva il ri-schio classico [...] queste av-venture: essere sedotto dalla propria mamma, che [...] prima aveva proprio [...] giusta per [...]. In tutta la fantascienza, [...] comporta sempre il pericolo di interferire negli [...] devastanti. Invece, nel secondo episodio [...] la combinava ancora più [...] passato con un annuario del-le gare sportive, [...] scommettendo a colpo sicuro sulle corse. Quel-lo è il sogno [...] forse. O forse no: perché sen-za [...] del [...] 1999, Marte e L. Quei futuri tutti così [...] La [...] più buffa del futuro è [...] quando diventa pre-sente: spesso [...] gran figura. Siamo nel 1997 che, [...] assai diverso da quello immaginato da John [...] nel film «Fuga da New York». Fra meno di due [...] 1999, altro an-no immaginato dalla fanta-scienza in [...] la serie tv «Spazio 1999» se lo [...] astronavi e di alieni carognoni; Ray Bra-dbury [...] le sue «Cronache marziane»; il film di Kathryn [...] «Strange [...] ce lo racconta invece [...] oggi. Una Los Angeles piena [...] realtà virtuale, di musica rock, di tensioni [...]. ///
[...] ///
Quelle macchine che viaggiano [...] Esiste anche un film tratto dalla «Macchina del [...]. Wells (fondamentale romanzo scritto [...] diresse George Pal, uno dei grandi «artigiani» [...]. Ma [...] ci-nematografico più curioso di questi [...] è forse nel film [...] venuto [...] (di Nicholas Meyer, 1979). Vi si immagina che Jack [...] Squartatore usi la macchina che Wells ha dav-vero [...] dalla Londra ottocentesca arrivi a San Francisco, [...]. ///
[...] ///
[...] da rivedere (tra [...] con un grande Malcolm McDowell). Penso al caso di una [...] che ho [...] vanno economicamente bene, e che [...] è divorato [...] di fi-nire sul lastrico, di [...] avere più la possibilità di una minestra calda. E in effetti, questa [...] di un vuoto angoscioso, nasce per lui [...] staccarsi [...] visto come paradiso terrestre. [...] connessa [...] di un passato quale [...] giocosità e assenza di preoccupazioni, si basa [...] un rifiuto del momento attuale, su un [...] è [...]. Sto ascoltando Romano Màdera, [...] junghiana e docente di Antropologia filosofica [...] di Venezia. Tema del nostro incontro [...] del futu-ro, [...] di fronte a un [...] ci appare spesso minac-cioso proprio in quanto [...]. Conosco Màdera come studioso [...] del rapporto fra identità e società (di [...] uscito un libro sullo straniero e [...] ribelle, edizio-ni [...] e quindi mi è [...] su un proble-ma, come quella del nostro [...] ansie individuali e col-lettive si intrecciano in [...]. La difficoltà a progettare [...] uno dei [...] nostra epoca. Ma se è così, che [...] si è spezzato nel nostro [...] «La modernità aveva pensato se [...] in modo messianico, come la [...] il mutamento storico. Attraverso vie diverse, che fossero [...] so-cialiste, scientiste, progressiste, la [...] di [...] usci-re da una fase storica [...] entrare in [...] non in modo catastrofico, [...] consapevole. È proprio questa fede [...] realizzabile, questa convinzione di [...] padroneggia-re il cambiamento, a [...]. Noi oggi ci troviamo, [...] tutti gli altri periodi [...] casualmente, [...] non sappiamo come uscire-mo [...] così co-me non lo sapevano le epoche [...]. Ma con un aggravante [...] nostro senso di insicurezza [...]. [...] «Perché [...] sono venute meno una serie [...] sicu-rezze legate alla tradizione. Le co-munità cosiddette naturali, le [...] predeterminati fra i sessi, come pure la certezza del [...] a vita, costituivano una serie di garanzie, una sorta [...] bagaglio di esperienze con cui entrare nella vita e [...] mutamento. Si è [...] paradossale: partendo dalla esal-tazione [...] il futuro come la negazione della tra-dizione [...] come un peso da cui ci si [...] moderni-tà ha interrotto la possibilità di fare [...] ha di-strutto [...] del tempo ciclico, in [...] che gli eventi possa-no susseguirsi in modo [...] quindi [...]. Così oggi dobbiamo affrontare [...] appoggi, senza la tutela delle [...] e del-la tradizione. Ed ecco che la [...] cresce in modo epidemi-co» Ma dobbiamo allora [...] ritorno al tempo ci-clico della tradizione sarebbe [...] appropriato per [...] come dicevo a proposito [...] che ho [...] blocca la possibilità di [...] così come la fede asso-lutistica in un [...] dalla modernità, non ci ha preservato [...] per il prossimo millennio. Quel che dob-biamo innanzitutto [...] passato, presente e futuro sono tre dimensioni [...] la presenza del presente. Quel che conta è [...] il quale è costituito proprio da queste [...] tempo. Questo però significa che [...] il presente senza abitare anche [...]. Ma se questa immagine [...] interviene lo sguardo anali-tico, [...] di vedere il futuro, individuare la possibilità [...] di un percorso là dove tutto in [...] stagnante. È stato questo il [...]. A differenza di [...] psicosi in modo [...] cioè come effetti di cause [...] nel passato [...] osserva le manifesta-zioni [...] anche come se-gni che indicano [...] possibilità per [...]. [...] cioè la prosecuzione nel futuro [...] una situazione presente insoppor-tabile, [...] e [...] ci suggerisco-no in modo indiretto, [...] i sogni, i sintomi, delle vie [...] delle nuove possibili organizzazio-ni di [...]. Riuscire a cogliere, attra-verso [...] queste immagini del futuro, significa [...] una possibi-lità di scorrimento [...] ferma. Il fine della cura [...] in questa restituzione di pro-gettualità». Viene da [...] se un simile sguardo, in [...] di scorgere im-magini latenti di un futuro possi-bile, là [...] sembrerebbe esserci [...] che stasi, possa essere applicato [...] solo agli individui, [...]. Secondo me, certi feno-meni tipici [...] nostra epoca, co-me il diffondersi in Occidente di [...] grandi tradizioni religiose, o [...] o certi aspetti del mon-do [...] essere [...] segni che ci indicano [...] idea di futuro, come nuove [...] utopiche, messianiche. Per-ché [...] grandi narrazioni -si pensi [...] al marxismo o al buddhi-smo [...] sempre la speranza, una conclusione positiva. Ma [...] dobbiamo operare una correzione. La vittoria del futuro [...] non va considerata un esito certo, che [...] in [...]. [...] conclusione vanno viste piuttosto quali [...] per parlare di tutti i buoni momenti che possiamo [...] nel presente. [...] di luce che ci aiutano [...] e [...] luce che persiste anche nei [...] di tormento. [...] pensato sempre come una [...] come un molti-plicatore di energie inerente al [...] ogni volta di [...] Giampiero Comolli [...] e il futuro Un [...] è spezzato? Il racconto Quel tempo non [...] il futuro si poteva scorgere a occhio [...] Lui, [...] scooter che doveva portarci nel Duemila La [...] cibo in pillole e bolidi volanti, la [...] avveniristici. Che cosa è sopravvissuto? Fino [...] o forse ai tredici anni, devo [...] il solo pensiero del [...] paura, mi faceva pensare a una scatola [...] in realtà, [...] nascosta la morte. Immaginavo la fine nelle sue [...] più dolorose e strazianti: [...] il [...] delle autopsie mentre fuori in [...] la vita continua a mostrarsi li-beramente, [...] al dolore di chiunque. Il motivo [...] pensavo soprattutto a Gilda, [...] a ventitré anni, e mi ri-petevo questa [...] Gilda, [...] dei vampiri le ballavano già intorno, deve [...] la vita, il mondo, i pianeti morissero [...] a capofitto nel nul-la. Macché, sbagliavo, non era [...] bastava la morte di una mia zia [...] il mondo a chiudere definitivamente i [...]. Comunque, a suo tempo, [...] soprattutto osservando le linee delle automobili appena [...] che correvano un [...] dappertutto, linee che mutavano [...] con la curva che poco per volta [...] spezzata, e quindi tutti noi eravamo certi [...] poi, grazie al [...] disposizione un bolide volante [...] grado [...] dentro la grazia lieve [...] dove non avremmo più sentito neppure il [...] al pa-ne di sempre, perché la scienza [...] genere di mangime per [...] sintetico: pillole, forse. Sem-pre in quei giorni, [...] perfino delle immagini convincenti, penso, chissà perché, [...] manifesto che pubblicizzava uno scooter. Il manifesto del «Lui», [...] non ebbe nessuna fortuna benché lì, sulla [...] che sa-rebbe stata la moto degli anni [...]. Il «Lui», ora che [...] pro-prio quella moto che doveva portarci sani [...] nuovo secolo, lo ac-quistò Ezio, il più [...] incapace compagno di [...] mai avuto. Me lo ricordo come [...] Ezio che arriva a scuola col suo «Lui» [...] di pioggia, e poi, senza dire in [...] ci comunica che quel tra-biccolo lo salverà [...] forse, nei giorni [...] tempo, lo porterà an-che [...] mite, che non fa male. Tutte bugie, Ezio, al [...] suo «Lui», riusciva a rag-giungere [...] che gli vendeva la [...] Ezio [...] fine se ne andrà dritto [...]. Non so più nulla [...] «Lui», [...] se ne vedono più per strada da [...] ma quel che peggio ignoro la sorte [...] Ezio, [...] perfino se sia ancora vivo, le ultime [...] vi dico, me lo danno alla [...] (sarà vero?) come gestore [...] italiana, come dire, alterna-tiva, [...] pessimo il servizio, e [...] cibo è meglio non [...]. Di Ezio, adesso, a [...] pallottoliere del tempo, so appena che non [...] a raggiungere il futuro, ammesso che lui, [...] «Lui», allora, pensasse a questo in [...]. Quanto a me, quanto [...] consapevolezza -al di là [...] lontano degli obitori e [...] al gelo con gli scheletri che solleticano [...] ha finalmente rinunciato a tutti [...]. [...] nelle sue forme concrete, mi [...] an-nuncia proprio come non [...] mai voluto, ma non è [...] del-le spinte ideali e inquietarmi [...] nep-pure il fatto che sia venuta meno [...] del progetto. Mi sa che forse [...] trasmutare in oro la pau-ra, [...] resa concreta e quindi [...] nonostante le pessime nuove. Certi giorni, ancora adesso, [...] inaccessibile ai vampiri e ai pipistrelli, provo [...] e scorgo soltanto delle figure lontane e [...] in-comprensibile, una confusione che [...] dentro il mio sguardo. Tuttavia [...] sulla natura di quelle ombre [...]. Mi basta coltivare soltanto [...] che si siano salvati soltanto i peggiori, [...] ne importa nulla [...] perduto la fan-tasia che [...] aspet-tare il ritorno festante di Ezio. Voglio [...] pessimo oste, ma incolume. ///
[...] ///
Voglio [...] pessimo oste, ma incolume.

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Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro?
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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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