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Ho detto: [...] vorrei fare [...]. Il grande problema è [...] queste donne stuprate era-no rimaste incinte. Venivano cac-ciate da casa. Le vittime erano [...]. [...] non le volevano più. Donne spa-ventosamente traumatizzate. [...] era accettare la loro materni-tà [...] un modo meno traumatico. Io mi sono rivolta [...] ebraiche, alle associazio-ni donne ebree in Italia. Ho detto: [...] si deve intervenire, da-re [...]. Poi sono andata alla [...]. Il direttore ha capito [...] della cosa, anche psicolo-gico, anche morale, anche [...]. Allora, subito, ci sono [...] anche gior-naliere. In pochissimo tempo i [...] dei nascituri, erano arrivati alle [...] islamiche. [...] una rete di interventi diversi. Io credo che la [...] an-che così. [...] in linea retta. È un andare [...] un andare [...] e tornare indietro. Non bisogna ar-rendersi perché non [...] scelta. Quando mi chiedono come vanno [...] alternati-va. [...] qual è? È talmente terrificante [...] dobbiamo [...]. Dobbiamo dire e pensare [...]. [...] fare quello che può e [...] che de-ve, [...] sul [...] ma anche a casa nostra, [...] Italia. Forse [...] sul razzismo. Creare una commis-sione permanente. Prima parlava-mo degli islamici [...] Europa. [...] bianco, relativamente omogeneo da secoli. [...] ora, come la Fran-cia, [...] Germania sta trasfor-mandosi, assorbendo gli extra co-munitari. Quando una realtà cresce bisogna [...]. Bisogna che [...]. Molti anche in buona fede, [...] Italia e in Europa, sembrano rite-nere che gli ebrei [...] abbiano [...]. Se questo fosse vero, [...] dei [...] degli zar, masse di [...] terrorizzati, costretti a fuggire in America? Se [...] fosse così potente, se con-trollasse la stampa, [...] mai sono stati uccisi sei milioni di [...] Europa? Tutta la potenza [...] allora? La verità è [...] di vecchi pregiudizi secolari. Noi siamo stati la [...] per duemila anni. A causa della nostra [...] il capro espiatorio. Quando la collettività sente [...] la miseria, la guerra, cerca subito un [...] come colpevole. Gli ebrei sono stati [...]. [...] teologico ha preparato il razzismo. In questa nuova Europa non [...] mai [...]. /// [...] /// Quale rapporto avere con un [...] che non [...] Si deve assolvere e dimentica-re? «Durante il processo [...] mol-ti ci [...] questo vecchio? Nonè questio-ne di [...]. Non si può perdona-re [...] un altro. Coloro che potevano perdonare [...] sono morti alle Fosse Ardeatine. Non lo possono fare [...] boc-che piene di terra. Io non posso per-donare [...]. Io ho il dovere [...] che è successo, un dove-re verso le [...]. Però [...] un altro argomento. Il perdono della vittima [...] del persecutore. Ora [...] per esempio, dice che [...] agli ordini. E non li ha mai [...]. Se lui avesse almeno [...] processo che aveva visto la gravità delle [...] fatto. Il problema della memoria [...] di trasmettere, non per vendetta, non per [...] passato. Ma noi abbiamo il nostro [...] e dobbiamo trasmettere ciò che aiuta la società a [...] ripetere ciò che ha fatto. Nelle scuole non ci [...] alla prima guerra mondiale, quando si insegna [...]. Bisogna confrontare oggi con [...]. Leggere i giornali nelle [...]. [...] del passato è un fatto [...]. La tra-smissione della memoria [...] lamento. È un contributo affinché [...] giovane possa in futuro [...]. Alice [...] Franz [...] Star [...] vocazione millenaria. E poi [...] della [...]. Una domanda che spesso [...] i sopravvissuti: se lo Stato di Israele [...] 1938 forse [...] non avrebbe potuto avere [...] ha avuto. Io ricor-do, quando eravamo [...] Parigi, le scene di disperazione nei vari Consolati. Era difficile andare ovunque. Lo Stato di Israele rispon-de [...] una invocazione millenaria, e anche aduna [...] e reale. Quasi ogni famiglia ha [...] andati in Israele. [...] dunque un legame molto forte. Quando si parla di [...] viene sempre voglia di citare la frase [...] mi pare del primo se-colo, Filone, un [...] Alessan-dria, che duemila anni fa, andava ogni anno [...] suo obolo al tempio di Gerusalemme. Per questo [...] di scarsa lealtà alla [...] patria, Alessandria [...]. Allora lui ha ri-sposto: [...] il padre e la madre. [...] che porto [...] nulla sottrae [...] che porto [...]. Il fondamentalismo islamico. Come valutare questo grande [...] Si [...] o sta cambian-do? «Una cosa non esclude [...]. Ho avuto [...] interessante. Eravamo a Padova ad [...]. /// [...] /// [...] la presidente del mo-vimento mondiale, [...] una [...] italiana. [...] di [...] presidente [...] del giornale La Nazione una [...] eroina. La donna velata, la [...] ha parlato con grande [...] umani, della lotta comune di donne laiche [...] religiose, un immenso lavoro comune da fare. Dalla bocca di un [...] Parlamento iraniano uscivano parole di giustizia. Io dico che bi-sogna [...] di Islam come se fosse solo fonda-mentalismo [...] errore. Ci sono elementi moderati. La pa-rola [...] intesa in senso creativo. Bisogna trovare una al-leanza [...] che vedono le religioni come un fattore [...]. Non bisogna identificare na-zionalità [...]. Bisogna sa-pere gestire la [...] Europa. O viene gestita in [...] sarà lasciata in ma-no a demagoghi che [...] fattore distruttivo». Il processo in corso [...] alla Francia di [...] ci ri-corda che la [...] raz-zismo non è [...]. È stato il silenzio. Può [...] «Io ricordo che due [...] fa mi trovavo a Berlino per un [...]. E [...] una manifestazione di naziskin che [...] contro gli stranieri. [...] molto grande ma faceva impres-sione. Questi ragazzi, teste rasate, la [...] nero. Ma lo spettacolo non [...] erano i marciapiedi. Io guardavo i borghesi [...] manifestazione, estranei, im-passibili. /// [...] /// Ma la borghesia continua [...] indifferenza. [...] che si trasmette attraverso le [...]. Chi, che cosa può aiutare [...] «Quando [...] un intervento chi-rurgico importante nel [...] uma-no bisogna allacciare le vene, allac-ciare le arterie, bisogna [...] una rete di nessi comuni. Io penso che se le [...] imparano a lavorare insieme, se sviluppano in-teressi comuni, economici, [...] commerciali, industriali, [...] di palestinesi e israeliani [...] comune delle acque. La pace si costruisce [...]. Pezzo per pezzo. Se due diventano fratelli, [...] quattro. [...] possibilità di lavorare insieme. Una volta mi ricordo, [...] in Libano, dopo Sabra e [...] un bisogno disperato di [...] palestinesi. [...] un blocco e non si [...] a passare. Io allora andai in Israele [...] Israele può fare questo gesto, deve far [...]. [...] sono passati. Vedi, ciascuno deve fare la [...] parte. Io ho avuto [...] esperienza proprio [...] in questa stanza in cui [...] parlan-do. [...] la guerra in Bosnia. Saraje-vo era sotto assedio. [...] stato un incontro fra medici [...] italiani e [...] in Italia. Si sono uniti. Il programma era di [...] Sarajevo. Erano tutti [...] Italia. In breve tempo hanno raccol-to [...] che serviva. Allora ci siamo messi [...] il sindaco di Venezia. /// [...] /// [...] disposizione una parte dei magazzi-ni [...]. [...] espe-rienze, sempre durante la [...] Bosnia, fra coloro che sono [...] come dicono alcuni, o [...] io, a vivere insieme. È venuta una donna, [...] delle donne stuprate della Bosnia. /// [...] /// È venuta una donna, [...] delle donne stuprate della Bosnia. (0) (0) ![]()
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