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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 1721903644.

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Solo [...] passato e per effetto delle [...] e vecchie divisioni fra di noi [...]. Così conclude la [...] relazio-ne introduttiva il ministro Giu-liano Amato, al seminario «I ri-formisti al governo [...] promosso dalla Fondazio-ne [...]. [...] del perché questo nuovo mil-lennio [...] è alle porte continua ad avere bisogno [...] so-cialista, oltre che di quella [...] come scriveva Luigi Einau-di, e quindi del riformismo so-cialista. Con le parole di Miche-le Salvati una relazione «piena [...]. Quale riformismo? Un rifor-mismo [...] Amato [...] tanto «fedele ai fini» [...] adeguare i mezzi al [...] sociali». Una lungimiranza che esca dal [...] senza pro-spettive, dalla quotidianità vir-tuosa ma chiusa [...]. In Europa è necessario ridare [...] alla crescita, con le [...] pubblici in reti e in-frastrutture, [...] un gigantesco impegno educativo e avendo il [...]. Un riformismo che affronti [...] i potenziali con-flitti innescati dalla globalizza-zione, la [...] e sottosviluppo, i flussi mi-gratori e le [...] i diritti di cittadinanza a chi ne [...] reti di sicurezza contro i rischi fondamentali [...] milioni di esseri umani, combattendo le esorbi-tanze [...] senza mettere a repentaglio le spinte dinamiche [...] la società ha eguale biso-gno». Perché [...] cornice [...] e le riforme vanno impostate [...] gestite «non contro ma con e [...]. [...] vecchio statalismo che spesso ha [...] la macchina dello sviluppo ed entrando nel-la «cultura della [...]. [...] per [...] uscendo dalla saga dei «né. Rispo-ste che sarebbero non [...] ma «con-servatrici», anche quando è [...] sinistra ad [...]. [...] di questa fine mil-lennio ha [...] tali da non sopportare spese non [...] rigidità non compensabili. E allora il rifor-mismo [...] partita ve-ra trovando risposte [...] prospettive di sviluppo esistenti ma insieme capaci [...]. Dai più deboli, dai [...]. Chi, si chiede Giuliano Amato, [...] non i riformisti possono esse-re chiamati «a dare un [...] a resti-tuire fiducia?» E de-vono [...] parlando con [...] voce europea: la crescita, il [...] la contrat-tazione collettiva, [...] hanno bisogno di azioni co-muni. Una lezione del passato il [...] non deve di-menticare: che non ci si ritira [...] radicarsi nella coscienza collettiva. [...] bisogno di parla-re a [...] rapporto in presa diretta, di fare quel [...] vecchia sinistra: costrui-re valori e coscienza comuni. E invece siamo ancora [...] italiano è un tentativo nella [...] giusta ma [...] bisogno di qualcosa di più [...]. Questo il giudizio di Ama-to. Estendere le proprie radici, [...] benissimo cercare il consenso dei ceti me-di, [...] anche loro, guai a dimenticare però che [...] gli esclusi o chi ri-schia [...]. Come declinare queste po-tenzialità, quali [...] per [...] riformista [...] Le relazioni della mattinata hanno [...] quattro sce-nari fondamentali: la politica estera, la politica economica, [...]. Marta [...] ha perorato la causa di [...] politica estera e di difesa comune, «altrimenti [...] resterà una [...] gestire le crisi che si [...] nel continente, affermando valori unitari. Anche la sinistra deve [...] tentazioni na-zionalistiche, ripensando il rap-porto tra Unione [...]. Co-sì come [...] deve affronta-re [...] ad Est, che in questo [...] più che [...] la divide. [...] ha sottoli-neato la novità venuta [...] recen-te dalla Gran Bretagna di Tony [...] che [...] responsabilità dirette [...]. [...] di esaminare il rapporto [...] sovranazionali e i singoli paesi. [...] ha avuto un effetto [...] fecondità: ha creato le condizioni [...] funzioni fi-nora statali diventassero fun-zioni [...]. La politica monetaria comune sta [...] anche politiche econo-miche di sviluppo e di sostegno [...] comuni e una politica estera [...]. Questo porterà a ridefinire il [...] del Parlamento, della Commissio-ne, dei vertici dei capi di Stato e [...] europea. [...] tutto ciò pone due problemi: [...] stabi-lità della propria rappresentan-za politica, [...] della [...]. Pier Carlo [...] chiede [...] internazionale: in campo eco-nomico [...] e risolvendo la grande questione [...] in campo sociale raccogliendo [...] chi, i giovani innanzitutto, sembrano tagliati fuori [...] ancora oggi sembra dei privilegi; in campo [...] modello di politica economica e sociale che [...] ripetizio-ne di modelli superati. Secondo [...] le sue riflessioni in [...] la sinistra ha perso la bussola e [...] riconoscersi e di farsi ricono-scere in un [...] costruendo un nuovo sistema di regolazione [...] di mercato. Senza regredire verso lo [...] deriva privatistica e mercatisti-ca. ///
[...] ///
Eppure convinti che non [...] tantomeno indolore, percorrere il cammino indicato. Che, anzi, gli osta-coli [...] e difficili da scalare di quel che [...]. Ne sono con-vinti sia Michele Salvati [...] Mario Pira-ni. Il primo problema è [...]. Perché il socialismo è [...] più grande che è [...] «Abbiamo [...] di estenderci a tutti [...] di là delle origini ideologiche». Oggi la sinistra ha [...] Europa e, come Faust, anche il progetto, [...] è costo-so, difficile, lacerante perché dovrà in-vadere [...] garantiti». Anche Mario Pirani ha [...] conflittuale e difficile» perché la sini-stra sta [...] riserva di idee che non le è [...]. Ad un armamenta-rio teorico e [...] altrui come le [...] le privatizzazioni, [...] delle capacità individuali, mentre quello [...] nel militante della sini-stra, il [...] il pieno impiego, [...] pubblico, vengono tutti messi in [...]. Un salto che per Fassino [...] al supera-mento della cultura protezionista. Più tesi ad analizzare [...] e gli scenari che si aprono con [...] gli interventi di Antonio [...] del ministro per il Commer-cio [...] Piero Fassino, di Silvano An-driani, che ha affrontato [...] sistemi economici in chiave di redistribuzione del [...] Vito Gamberale, che ha chiesto privatizzazio-ni, privatizzazioni [...]. La parità [...] il «quanto do-vrà essere forte», [...] una scelta che spetta ai governi [...] in un rapporto dialettico con [...] banche centrali, questa [...] ministro [...]. Ora si tratta di [...] ruolo per il Parlamento, per-ché si sta [...] delle organizzazioni, un metodo di concertazione con [...] che cambia e rende più complesso il [...] politica. Bene ha fatto [...] a nominare un mini-stro [...] comunitarie. Pen-so però che la [...] in prospettiva, dipendere diret-tamente dal presidente del Consiglio». Per Piero Fassino [...] è [...] di un processo e [...] di una nuova tappa [...] europea». Per-ché porterà inevitabilmente [...] delle politiche fiscali, delle [...] del lavoro, del fun-zionamento del [...] delle strategie che presiedono [...]. Un processo, insieme alla [...] difesa comune, che indurrà un pro-gressivo trasferimento [...]. Ma la globalizzazione porterà [...] contaminazione tra il modello euro-peo del [...] e la flessibilità di [...] asiatica. [...] Up [...] RISPOSTE CONSERVATRICI [...] di questo fine millennio non [...] sopportare spese non [...] e rigidità non compensabili Il [...] generale della [...] Sergio [...] il ministro per le Riforme Giuliano Amato «La concertazione va fatta a tre» [...] bene coinvolgere altri soggetti, ma [...] ruoli distinti Marini: «Prodi? Doveva lavorare con i Popolari» Ivano Pais [...] ORVIETO Una sinistra riformista ed [...] deve trovare una me-diazione tra Marina Salamon e Sergio [...]. Lei, [...] del Nordest che credeva [...] buon esempio di pari opportunità», si trova [...] che «non troveranno il loro posto ad [...] che hanno sfruttato in maniera colpevole la [...] costruita sulle esigenze operaie e che disin-centiva [...] si sono allon-tanate dal lavoro per 18 [...]. Lui, il segretario della [...] elen-cando le coordinate forti [...] mette al primo posto la gerarchia dei [...] del valore sociale e i diritti del [...]. E a proposito della «concertazione [...] che non esiste. La concertazione ha per [...] compiti distinti. [...] invece il coinvolgi-mento di altri [...] e questo è utile. Comunque il patto sociale [...] chiesto al gover-no precedente. Che il governo attuale [...] non può che far pia-cere». È una sessione de-dicata [...] «Sviluppo, [...] e Lavoro», quella del [...] due giorni che la Fonda-zione [...] dedica ai «Riformisti al [...]. Si alter-nano economisti e [...] politici. Giacinto Militello, già presidente [...] e [...] alla centralità dei servizi e [...] questi invita i servizi professionali a non [...] paura del cambiamento della riforma. Ri-forma degli ordini professionali [...] di legge pre-sentato dal governo Prodi e [...] già [...]. [...] Mas-simo Paci si sofferma [...] fatto che la crescita della domanda può [...] della disoc-cupazione perché spesso domanda e of-ferta [...]. Per sanare questo dislivello [...] politiche del la-voro della sinistra». E la sinistra, [...] al lavoro quelli che [...] esclusi cambiando gli ammortiz-zatori sociali [...] avari con altri, potenziando ele-menti che incentivino il rientro [...] lavoro: [...] li chiama. Paci richiama poi la [...] la riforma del collocamento, di varare le [...] del [...]. E conclude con una [...] va nella direzione del de-creto sugli straordinari [...] passare alla Camera: «250 ore co-me tetto [...] sono troppe -dice Massimo Paci -lo straordinario [...] outsi-der». Di parere esattamente opposto [...] Marina Salamon che riconosce alla sinistra «rigore, intelligenza [...] intel-lettuale», ma poi la accusa di [...] conto» tra gente che [...] di non [...] cercato il vero confronto. Il suo dice, sarà un [...] «eretico», ma è [...] di [...] del Nordest che si rapporta [...] una realtà di quasi piena occupazione. Anche la Salamon parla [...] per chiedere la possibilità di fare straordinari [...] delle manager che non troveran-no il loro [...] al termine di 18 mesi di maternità [...] milioni necessari per far firmare con accordo [...]. [...] non ha una relazione scritta, [...] a braccio riprendendo gli spunti della discussione della mattina. Ma ha soprattutto dei [...] quando parla delle «coordinate [...] riformiste». Ne individua quattro di [...]. Gerarchia dei valori e [...]. Qualità del produrre, del [...]. Non si può pensare [...] comunque sia». Poi affronta il tema [...] sembra un invito diretto al go-verno: «Rigore [...] e austerità [...] in-vece capacità di scegliere». Massi-mo [...] gli risponderà [...] Carlo Azeglio Ciampi sta parlan-do [...] investimenti. E poi parla di [...] regole. E anche [...] sembra lanciare un messaggio quando [...] che non è «lecito chiedere di sostenere gli assetti [...] e che [...] una [...] sociale e compiti della politica: «Non è autosufficienza -spiega [...]. NAPOLI Un impegno «più diretto» [...]. [...] partito. Se [...] forte». ///
[...] ///
Se [...] forte».

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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