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Solo [...] passato e per effetto delle [...] e vecchie divisioni fra di noi [...]. Così conclude la [...] relazio-ne introduttiva il ministro Giu-liano Amato, al seminario «I ri-formisti al governo [...] promosso dalla Fondazio-ne [...]. [...] del perché questo nuovo mil-lennio [...] è alle porte continua ad avere bisogno [...] so-cialista, oltre che di quella [...] come scriveva Luigi Einau-di, e quindi del riformismo so-cialista. Con le parole di Miche-le Salvati una relazione «piena [...]. Quale riformismo? Un rifor-mismo [...] Amato [...] tanto «fedele ai fini» [...] adeguare i mezzi al [...] sociali». Una lungimiranza che esca dal [...] senza pro-spettive, dalla quotidianità vir-tuosa ma chiusa [...]. In Europa è necessario ridare [...] alla crescita, con le [...] pubblici in reti e in-frastrutture, [...] un gigantesco impegno educativo e avendo il [...]. Un riformismo che affronti [...] i potenziali con-flitti innescati dalla globalizza-zione, la [...] e sottosviluppo, i flussi mi-gratori e le [...] i diritti di cittadinanza a chi ne [...] reti di sicurezza contro i rischi fondamentali [...] milioni di esseri umani, combattendo le esorbi-tanze [...] senza mettere a repentaglio le spinte dinamiche [...] la società ha eguale biso-gno». Perché [...] cornice [...] e le riforme vanno impostate [...] gestite «non contro ma con e [...]. [...] vecchio statalismo che spesso ha [...] la macchina dello sviluppo ed entrando nel-la «cultura della [...]. [...] per [...] uscendo dalla saga dei «né. Rispo-ste che sarebbero non [...] ma «con-servatrici», anche quando è [...] sinistra ad [...]. [...] di questa fine mil-lennio ha [...] tali da non sopportare spese non [...] rigidità non compensabili. E allora il rifor-mismo [...] partita ve-ra trovando risposte [...] prospettive di sviluppo esistenti ma insieme capaci [...]. Dai più deboli, dai [...]. Chi, si chiede Giuliano Amato, [...] non i riformisti possono esse-re chiamati «a dare un [...] a resti-tuire fiducia?» E de-vono [...] parlando con [...] voce europea: la crescita, il [...] la contrat-tazione collettiva, [...] hanno bisogno di azioni co-muni. Una lezione del passato il [...] non deve di-menticare: che non ci si ritira [...] radicarsi nella coscienza collettiva. [...] bisogno di parla-re a [...] rapporto in presa diretta, di fare quel [...] vecchia sinistra: costrui-re valori e coscienza comuni. E invece siamo ancora [...] italiano è un tentativo nella [...] giusta ma [...] bisogno di qualcosa di più [...]. Questo il giudizio di Ama-to. Estendere le proprie radici, [...] benissimo cercare il consenso dei ceti me-di, [...] anche loro, guai a dimenticare però che [...] gli esclusi o chi ri-schia [...]. Come declinare queste po-tenzialità, quali [...] per [...] riformista [...] Le relazioni della mattinata hanno [...] quattro sce-nari fondamentali: la politica estera, la politica economica, [...]. Marta [...] ha perorato la causa di [...] politica estera e di difesa comune, «altrimenti [...] resterà una [...] gestire le crisi che si [...] nel continente, affermando valori unitari. Anche la sinistra deve [...] tentazioni na-zionalistiche, ripensando il rap-porto tra Unione [...]. Co-sì come [...] deve affronta-re [...] ad Est, che in questo [...] più che [...] la divide. [...] ha sottoli-neato la novità venuta [...] recen-te dalla Gran Bretagna di Tony [...] che [...] responsabilità dirette [...]. [...] di esaminare il rapporto [...] sovranazionali e i singoli paesi. [...] ha avuto un effetto [...] fecondità: ha creato le condizioni [...] funzioni fi-nora statali diventassero fun-zioni [...]. La politica monetaria comune sta [...] anche politiche econo-miche di sviluppo e di sostegno [...] comuni e una politica estera [...]. Questo porterà a ridefinire il [...] del Parlamento, della Commissio-ne, dei vertici dei capi di Stato e [...] europea. [...] tutto ciò pone due problemi: [...] stabi-lità della propria rappresentan-za politica, [...] della [...]. Pier Carlo [...] chiede [...] internazionale: in campo eco-nomico [...] e risolvendo la grande questione [...] in campo sociale raccogliendo [...] chi, i giovani innanzitutto, sembrano tagliati fuori [...] ancora oggi sembra dei privilegi; in campo [...] modello di politica economica e sociale che [...] ripetizio-ne di modelli superati. Secondo [...] le sue riflessioni in [...] la sinistra ha perso la bussola e [...] riconoscersi e di farsi ricono-scere in un [...] costruendo un nuovo sistema di regolazione [...] di mercato. Senza regredire verso lo [...] deriva privatistica e mercatisti-ca. /// [...] /// Eppure convinti che non [...] tantomeno indolore, percorrere il cammino indicato. Che, anzi, gli osta-coli [...] e difficili da scalare di quel che [...]. Ne sono con-vinti sia Michele Salvati [...] Mario Pira-ni. Il primo problema è [...]. Perché il socialismo è [...] più grande che è [...] «Abbiamo [...] di estenderci a tutti [...] di là delle origini ideologiche». Oggi la sinistra ha [...] Europa e, come Faust, anche il progetto, [...] è costo-so, difficile, lacerante perché dovrà in-vadere [...] garantiti». Anche Mario Pirani ha [...] conflittuale e difficile» perché la sini-stra sta [...] riserva di idee che non le è [...]. Ad un armamenta-rio teorico e [...] altrui come le [...] le privatizzazioni, [...] delle capacità individuali, mentre quello [...] nel militante della sini-stra, il [...] il pieno impiego, [...] pubblico, vengono tutti messi in [...]. Un salto che per Fassino [...] al supera-mento della cultura protezionista. Più tesi ad analizzare [...] e gli scenari che si aprono con [...] gli interventi di Antonio [...] del ministro per il Commer-cio [...] Piero Fassino, di Silvano An-driani, che ha affrontato [...] sistemi economici in chiave di redistribuzione del [...] Vito Gamberale, che ha chiesto privatizzazio-ni, privatizzazioni [...]. La parità [...] il «quanto do-vrà essere forte», [...] una scelta che spetta ai governi [...] in un rapporto dialettico con [...] banche centrali, questa [...] ministro [...]. Ora si tratta di [...] ruolo per il Parlamento, per-ché si sta [...] delle organizzazioni, un metodo di concertazione con [...] che cambia e rende più complesso il [...] politica. Bene ha fatto [...] a nominare un mini-stro [...] comunitarie. Pen-so però che la [...] in prospettiva, dipendere diret-tamente dal presidente del Consiglio». Per Piero Fassino [...] è [...] di un processo e [...] di una nuova tappa [...] europea». Per-ché porterà inevitabilmente [...] delle politiche fiscali, delle [...] del lavoro, del fun-zionamento del [...] delle strategie che presiedono [...]. Un processo, insieme alla [...] difesa comune, che indurrà un pro-gressivo trasferimento [...]. Ma la globalizzazione porterà [...] contaminazione tra il modello euro-peo del [...] e la flessibilità di [...] asiatica. [...] Up [...] RISPOSTE CONSERVATRICI [...] di questo fine millennio non [...] sopportare spese non [...] e rigidità non compensabili Il [...] generale della [...] Sergio [...] il ministro per le Riforme Giuliano Amato «La concertazione va fatta a tre» [...] bene coinvolgere altri soggetti, ma [...] ruoli distinti Marini: «Prodi? Doveva lavorare con i Popolari» Ivano Pais [...] ORVIETO Una sinistra riformista ed [...] deve trovare una me-diazione tra Marina Salamon e Sergio [...]. Lei, [...] del Nordest che credeva [...] buon esempio di pari opportunità», si trova [...] che «non troveranno il loro posto ad [...] che hanno sfruttato in maniera colpevole la [...] costruita sulle esigenze operaie e che disin-centiva [...] si sono allon-tanate dal lavoro per 18 [...]. Lui, il segretario della [...] elen-cando le coordinate forti [...] mette al primo posto la gerarchia dei [...] del valore sociale e i diritti del [...]. E a proposito della «concertazione [...] che non esiste. La concertazione ha per [...] compiti distinti. [...] invece il coinvolgi-mento di altri [...] e questo è utile. Comunque il patto sociale [...] chiesto al gover-no precedente. Che il governo attuale [...] non può che far pia-cere». È una sessione de-dicata [...] «Sviluppo, [...] e Lavoro», quella del [...] due giorni che la Fonda-zione [...] dedica ai «Riformisti al [...]. Si alter-nano economisti e [...] politici. Giacinto Militello, già presidente [...] e [...] alla centralità dei servizi e [...] questi invita i servizi professionali a non [...] paura del cambiamento della riforma. Ri-forma degli ordini professionali [...] di legge pre-sentato dal governo Prodi e [...] già [...]. [...] Mas-simo Paci si sofferma [...] fatto che la crescita della domanda può [...] della disoc-cupazione perché spesso domanda e of-ferta [...]. Per sanare questo dislivello [...] politiche del la-voro della sinistra». E la sinistra, [...] al lavoro quelli che [...] esclusi cambiando gli ammortiz-zatori sociali [...] avari con altri, potenziando ele-menti che incentivino il rientro [...] lavoro: [...] li chiama. Paci richiama poi la [...] la riforma del collocamento, di varare le [...] del [...]. E conclude con una [...] va nella direzione del de-creto sugli straordinari [...] passare alla Camera: «250 ore co-me tetto [...] sono troppe -dice Massimo Paci -lo straordinario [...] outsi-der». Di parere esattamente opposto [...] Marina Salamon che riconosce alla sinistra «rigore, intelligenza [...] intel-lettuale», ma poi la accusa di [...] conto» tra gente che [...] di non [...] cercato il vero confronto. Il suo dice, sarà un [...] «eretico», ma è [...] di [...] del Nordest che si rapporta [...] una realtà di quasi piena occupazione. Anche la Salamon parla [...] per chiedere la possibilità di fare straordinari [...] delle manager che non troveran-no il loro [...] al termine di 18 mesi di maternità [...] milioni necessari per far firmare con accordo [...]. [...] non ha una relazione scritta, [...] a braccio riprendendo gli spunti della discussione della mattina. Ma ha soprattutto dei [...] quando parla delle «coordinate [...] riformiste». Ne individua quattro di [...]. Gerarchia dei valori e [...]. Qualità del produrre, del [...]. Non si può pensare [...] comunque sia». Poi affronta il tema [...] sembra un invito diretto al go-verno: «Rigore [...] e austerità [...] in-vece capacità di scegliere». Massi-mo [...] gli risponderà [...] Carlo Azeglio Ciampi sta parlan-do [...] investimenti. E poi parla di [...] regole. E anche [...] sembra lanciare un messaggio quando [...] che non è «lecito chiedere di sostenere gli assetti [...] e che [...] una [...] sociale e compiti della politica: «Non è autosufficienza -spiega [...]. NAPOLI Un impegno «più diretto» [...]. [...] partito. Se [...] forte». /// [...] /// Se [...] forte». (0) (0) ![]()
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