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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 1480040663.

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Con realtà anche distanti [...] come il «Tupac [...] di Monselice, nella Bassa [...] «Sa-mir» di Rovigo. C SA: Centri sociali [...]. In tutta Italia se ne [...] un centinaio, ma [...] una mappa precisa è assai [...] molte esperienze nascono e muoiono. Ci sono alcune [...] come il «Leoncavallo» di Milano, [...] «Officine [...] di Napoli [...] è sorto il [...] dei «99 Posse»), i [...] di Roma («Forte prenestino», «Vil-laggio Globale», «Cortocircuito»). Nati attorno alla metà [...] soprattutto come appropriazione di spazi urbani nelle [...] parte di giovani su posizioni politiche «radicali» [...] diventati rapidamente un circuito alter-nativo di consumi [...] di una merce rara [...] della «modernizzazione» rampante: una [...] ai soggetti meno integrati. Dagli immigrati ai giovani [...] strati di lavoratori precari, ai cittadini e [...] serie B delle grandi periferie metropo-litane. Dentro e attorno questi [...] Sergio Bianchi, che lavora per la casa editrice Castelvecchi, [...] come animatore della rivista [...] ha spesso avuto contatti [...] dei C SA -«è cresciuta una generazione [...] capaci di inventare e orga-nizzare [...] culturale e sociale originale, [...]. Fruita da decine di [...]. È una ricchezza, un patrimonio, [...] per-corso dal travaglio di come [...] stabilmente nella società». I Centri sociali sono [...] anni di repressione, curiosità, esaltazione, scandalo, sono [...] moda: la loro capacità di attrarre una [...] ma comunque «di massa» delle generazioni più [...] interesse, sia da parte di movi-menti politici [...] sindacalismo di base (Cobas, [...] e le mille sigle [...] verso il sindacalismo confedera-le) sia di Rifondazione, [...] non sempre facili. Ma anche [...] mercato si è rivolto [...] dai Centri sociali: buona birra, buona musica [...] adeguatamente «alternativo» sono diventati ingredienti di floride [...]. Diffusi anche al Sud [...] di provincia, le loro matrici culturali e [...] si può dire, oscillano da un anarchismo [...] esi-stenziale che politico, al legame con posizioni [...] in-transigente e classista (nessuna «trattativa» con istituzioni [...] nessuna concessione a logiche di mercato), a [...] quella avviata dalla «consulta» del Nord-Est, che [...] istan-ze «antagoniste», ha aperto un confronto con [...] e il Co-mune di Venezia) [...] partiti (anche [...] ha citato [...] ieri alla Direzione del Pds [...] a Roma con questi giovani). Que-sta posizione «aperturista» ha [...]. Ci sono, nelle varie [...] indifferenza. Ma anche di ostilità [...]. È il caso del «Leonca-vallo», [...] movimento del Nord Est ha un buon [...] e scambio». [...] nata prima contro il [...] Lega, e che poi ha cercato di [...] nel piatto della discussione precipitata tra partiti [...] movimento sindacale in occasione della crisi di [...] dibattito che serpeggia nei C SA da [...]. Da quando era stata [...] -elaborata dal consorzio di ricerca sociale [...] -di organizzare un convegno [...] Arezzo tra giovani, amministratori, operatori economici, sulla base [...] Centri potessero evolversi verso nuove forme di [...] sociale, un [...] sul modello del «terzo [...]. Progetto che però fallì [...] documentata nel libro «Centri so-ciali: che impresa! Questa tensione tra voglia [...] «antagonista» non appare ancora [...]. Sabato scorso, a Roma, [...] dei Centri hanno sfilato insieme ai Cobas [...] di base» convocato da tutta Italia per [...] contro Prodi e la finanziaria, contro [...] e [...] ma anche contro [...] e [...] colpevoli di [...] accet-tato un compromesso. Su posizioni assai diverse [...] Cobas so-no giudicati peggiori e più corporativi [...] giovani verranno sabato prossimo dal Nord Est [...] manifestazione che era stata indetta da Rifondazione. I C SA restano comunque [...] interessante della formazione politica di una parte rilevante delle [...] generazioni. Vi si riproduco-no, a [...] dilemmi tra potere e rappresentanza, tra contestazio-ne [...] politico e personale che travagliano da un [...] pensiero politico, non solo a sinistra. Incluso il fatto che [...] gestito quasi esclusivamente da uomini, mentre le [...] nel «movimento» sembrano preferire la posizione tipica [...] muta». Il nostro silenzio è [...] lo è ancora di più la partecipazione [...]. Anche [...] ragazze più de-dite alle [...] «mediazione» che al protagonismo politico. Oppure «femministe» che hanno [...] i gruppi separatisti: a Roma si chiamano «Speriamo [...] femmina», [...] nel quartiere popolare di S. Basilio, «Le Rosse» ai Castelli, «Le [...] e le altre» accanto al Centro sociale «Auro [...] Marco», a [...]. Il primo è il no-stro [...] di stare e di lavorare insieme, trovato dopo [...] i luoghi misti, dopo [...] conosciuto donne delle altre generazioni. La se-conda è la [...] ci consente di tornare nei luoghi della [...] maschi, ma con autonomia, partendo da sé». Migliora la qualità della vita [...] del lavoro, riduce le distanze, ma fa cala-re [...] perché la macchina sostitui-sce [...] e si porta dietro il [...] della mec-canizzazione [...] e di una cultura che [...] ed è gestita da pochi cervelli. E allo-ra, va messa [...] o tra le speranze del nuovo Millennio [...] porte? Per il so-ciologo Luciano Gallino, che [...] Tori-no, sarà il primo relatore al convegno interna-zionale «La [...] il X XI secolo», è in-dispensabile una [...] rivoluzione concettuale. Finora la tecnologia è [...] suo e ci si è dovuti occupare [...] che provoca. [...] va ri-baltata, bisogna considerare [...] un elemento strutturale dei sistemi sociali e [...] progettazione «che cosa si può fare per [...] umane». ///
[...] ///
Gallino, che novità si [...] «Dobbiamo aspettarci grandi sviluppi [...] relativamente mature sia in tecno-logie che sono [...] potrebbero avere sviluppi rapidi e importanti nei [...] nuovo secolo. Metto in primo piano [...] stanno facendo passi da gigante, e le [...] rappresentare la più grande rivoluzio-ne [...] del prossimo futuro. Vi sarà anche una grandissima [...] del-le tecnologie elettroniche in tutte le loro com-ponenti, con [...] diffusione capillare in molte sfere [...] sociale». Quali interrogativi si pone [...] fronte a [...] «Si tratta di vedere [...] proce-dano in modo del tutto casuale, sotto [...] mercato, degli interventi statali o per le [...] ad hoc come [...] del Congresso statuni-tense oppure [...] modo di inserire nei luoghi in cui [...] obiettivi che mirano a ottenere quanto di [...] può offrire in termini di alleggerimen-to della [...] umana». Ossia uno sviluppo tecnologico [...] «Sì, contrastando e contenendo [...] negativi che sono la riduzione [...] e varie forme di [...]. È be-ne [...] presente che anche nelle [...] dei fenomeni sociali che si van-no manifestando [...] ritorno della po-vertà, intesa sotto due profili: [...] red-dito e la povertà umana, un concetto [...] Nazioni Unite che ha come punti di rife-rimento [...] vita, [...] la qualità [...] la qualità delle cure [...]. Si intravedono pericoli di [...]. Perciò bisogna [...] se la tecnologia del X XI secolo può avere in se fini di questo ti-po: [...] del lavoro piuttosto che [...] favorire la libertà di scelta, [...] combattere il rischi del ritor-no [...] povertà. Se aumenta il prodotto [...] anche [...] mente da molti anni [...] che [...] del Pil non corrisponde [...] posti di lavoro». Ma come si può arrivare [...] una politica delle tecno-logie che, mi si passi [...] un [...] abusata, [...] «Non è facile, lo so. Occorre una visione del-la tecnologia [...] diversa. Uscire assolutamente, cioè, [...] delle conse-guenze sociali della tecnologia. Non [...] più perniciosa di questa [...] tec-nologia [...] a se stante, autonoma, [...] nelle aziende, nei centri di ri-cerca, nei Politecnici: [...] questa entità piom-ba sulla società e la [...] qualche modo farvi fronte. No, fin dal momento [...] concepita e progettata, la tecnologia è elemento [...] sociale. Chi costruisce progetta tecnologia, [...] la intro-duce, introduce anche quel che si [...] vale a dire un [...] strettamente correlate con la tecnolo-gia. Il che significa che [...] tutto il sistema sociale, o [...] e non soltanto [...] o sulla macchina in [...]. Lei, quindi, suggerisce di adottare [...] regole che governino tutto il ciclo delle nuove tecnologie, [...] progettazione alla diffusione e [...] per [...] compatibili e coerenti con [...] «Direi, soprattutto, delle competenze, perché [...] regole le introduce la Stato o in America [...] poi però non si sa [...] cosa fare. Vanno messe in campo [...]. Fino ad oggi [...] stata una sorta di [...] tecnologia, che appare intrinse-camente positiva, valida, creativa, [...] è, e le altre discipline, per cui [...] diventano responsabilità dei cattivi inse-gnanti, dei cattivi [...] imprendi-tori. La gestione della tecnologia [...] comune di tecnologi, inge-gneri, insegnanti, imprenditori, scienziati, [...] quali tutti insieme de-vono elaborare una politica [...] problema: che cosa può fare la tecnologia [...] povertà umane?». La questione più scottante [...]. Ritiene che a breve [...] dei posti di lavoro utilizzando nuove tecnolo-gie? «Ho [...]. Comunque, per creare occupazione [...] quelle tecno-logie che permettono di produrre molto [...] al tempo stesso di utilizzare molto lavoro. Queste tecnologie esistono. La costru-zione di un sito [...] mondo delle reti che porta le informazioni a [...] a un quotidia-no o a [...] è [...] assai intel-ligente e qualificante che [...] tecnologie avanzate e che parallelamente richiede [...] intensità di lavoro. Appartengono a questo ti-po [...] quelle del restauro. Insomma, alta tecnologia non significa [...] tagli [...]. Anzi, ci so-no settori in [...] può crescere». In questi anni il [...] e quelli per-si non [...] pareggio. Le cose potranno andare [...] «Il [...] è risultato negativo non solo e non [...] delle tecnologie elettroniche, ma perché quelle tecnologie [...] combi-nate con determinati modelli organizzativi, [...] e [...] in primo luo-go. Un dato di ci [...] poco è che da una quarantina [...] siamo fermi at-torno ai [...] attivi, mentre la popo-lazione è cresciuta di [...] milioni. Lei chie-de cosa potrà [...] Guardi, [...] saldo occu-pazionale delle nuove tecnologie potrà essere [...] si cammina piuttosto in fretta, cioè se [...] le tecnologie mature, le produzioni standard, di [...] ci si sposta sulle tecnologie innovative». Quali sarebbero le tecnologie [...] «Quelle che altri paesi stanno adottando per [...] e richiedono sem-pre più di andare a [...]. Frigori-feri, automobili, maglieria, anche [...]. Il domani sta invece [...] nella farmaceutica, nelle reti di re-stauro e, [...] nelle biotecnolo-gie e [...]. Lei, professor Gallino, è ottimista [...] quello che ci [...] «No, affatto. Ma lo sarei ancora [...] vedessi che qua e là sta emergendo [...] politica tecnologica che può essere indiriz-zata, appunto, [...] e sociali. Segnali in questo senso [...] Germania, dagli Stati Uniti. Da noi, purtroppo, poco». ///
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Da noi, purtroppo, poco».

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Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro?
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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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