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Con realtà anche distanti [...] come il «Tupac [...] di Monselice, nella Bassa [...] «Sa-mir» di Rovigo. C SA: Centri sociali [...]. In tutta Italia se ne [...] un centinaio, ma [...] una mappa precisa è assai [...] molte esperienze nascono e muoiono. Ci sono alcune [...] come il «Leoncavallo» di Milano, [...] «Officine [...] di Napoli [...] è sorto il [...] dei «99 Posse»), i [...] di Roma («Forte prenestino», «Vil-laggio Globale», «Cortocircuito»). Nati attorno alla metà [...] soprattutto come appropriazione di spazi urbani nelle [...] parte di giovani su posizioni politiche «radicali» [...] diventati rapidamente un circuito alter-nativo di consumi [...] di una merce rara [...] della «modernizzazione» rampante: una [...] ai soggetti meno integrati. Dagli immigrati ai giovani [...] strati di lavoratori precari, ai cittadini e [...] serie B delle grandi periferie metropo-litane. Dentro e attorno questi [...] Sergio Bianchi, che lavora per la casa editrice Castelvecchi, [...] come animatore della rivista [...] ha spesso avuto contatti [...] dei C SA -«è cresciuta una generazione [...] capaci di inventare e orga-nizzare [...] culturale e sociale originale, [...]. Fruita da decine di [...]. È una ricchezza, un patrimonio, [...] per-corso dal travaglio di come [...] stabilmente nella società». I Centri sociali sono [...] anni di repressione, curiosità, esaltazione, scandalo, sono [...] moda: la loro capacità di attrarre una [...] ma comunque «di massa» delle generazioni più [...] interesse, sia da parte di movi-menti politici [...] sindacalismo di base (Cobas, [...] e le mille sigle [...] verso il sindacalismo confedera-le) sia di Rifondazione, [...] non sempre facili. Ma anche [...] mercato si è rivolto [...] dai Centri sociali: buona birra, buona musica [...] adeguatamente «alternativo» sono diventati ingredienti di floride [...]. Diffusi anche al Sud [...] di provincia, le loro matrici culturali e [...] si può dire, oscillano da un anarchismo [...] esi-stenziale che politico, al legame con posizioni [...] in-transigente e classista (nessuna «trattativa» con istituzioni [...] nessuna concessione a logiche di mercato), a [...] quella avviata dalla «consulta» del Nord-Est, che [...] istan-ze «antagoniste», ha aperto un confronto con [...] e il Co-mune di Venezia) [...] partiti (anche [...] ha citato [...] ieri alla Direzione del Pds [...] a Roma con questi giovani). Que-sta posizione «aperturista» ha [...]. Ci sono, nelle varie [...] indifferenza. Ma anche di ostilità [...]. È il caso del «Leonca-vallo», [...] movimento del Nord Est ha un buon [...] e scambio». [...] nata prima contro il [...] Lega, e che poi ha cercato di [...] nel piatto della discussione precipitata tra partiti [...] movimento sindacale in occasione della crisi di [...] dibattito che serpeggia nei C SA da [...]. Da quando era stata [...] -elaborata dal consorzio di ricerca sociale [...] -di organizzare un convegno [...] Arezzo tra giovani, amministratori, operatori economici, sulla base [...] Centri potessero evolversi verso nuove forme di [...] sociale, un [...] sul modello del «terzo [...]. Progetto che però fallì [...] documentata nel libro «Centri so-ciali: che impresa! Questa tensione tra voglia [...] «antagonista» non appare ancora [...]. Sabato scorso, a Roma, [...] dei Centri hanno sfilato insieme ai Cobas [...] di base» convocato da tutta Italia per [...] contro Prodi e la finanziaria, contro [...] e [...] ma anche contro [...] e [...] colpevoli di [...] accet-tato un compromesso. Su posizioni assai diverse [...] Cobas so-no giudicati peggiori e più corporativi [...] giovani verranno sabato prossimo dal Nord Est [...] manifestazione che era stata indetta da Rifondazione. I C SA restano comunque [...] interessante della formazione politica di una parte rilevante delle [...] generazioni. Vi si riproduco-no, a [...] dilemmi tra potere e rappresentanza, tra contestazio-ne [...] politico e personale che travagliano da un [...] pensiero politico, non solo a sinistra. Incluso il fatto che [...] gestito quasi esclusivamente da uomini, mentre le [...] nel «movimento» sembrano preferire la posizione tipica [...] muta». Il nostro silenzio è [...] lo è ancora di più la partecipazione [...]. Anche [...] ragazze più de-dite alle [...] «mediazione» che al protagonismo politico. Oppure «femministe» che hanno [...] i gruppi separatisti: a Roma si chiamano «Speriamo [...] femmina», [...] nel quartiere popolare di S. Basilio, «Le Rosse» ai Castelli, «Le [...] e le altre» accanto al Centro sociale «Auro [...] Marco», a [...]. Il primo è il no-stro [...] di stare e di lavorare insieme, trovato dopo [...] i luoghi misti, dopo [...] conosciuto donne delle altre generazioni. La se-conda è la [...] ci consente di tornare nei luoghi della [...] maschi, ma con autonomia, partendo da sé». Migliora la qualità della vita [...] del lavoro, riduce le distanze, ma fa cala-re [...] perché la macchina sostitui-sce [...] e si porta dietro il [...] della mec-canizzazione [...] e di una cultura che [...] ed è gestita da pochi cervelli. E allo-ra, va messa [...] o tra le speranze del nuovo Millennio [...] porte? Per il so-ciologo Luciano Gallino, che [...] Tori-no, sarà il primo relatore al convegno interna-zionale «La [...] il X XI secolo», è in-dispensabile una [...] rivoluzione concettuale. Finora la tecnologia è [...] suo e ci si è dovuti occupare [...] che provoca. [...] va ri-baltata, bisogna considerare [...] un elemento strutturale dei sistemi sociali e [...] progettazione «che cosa si può fare per [...] umane». /// [...] /// Gallino, che novità si [...] «Dobbiamo aspettarci grandi sviluppi [...] relativamente mature sia in tecno-logie che sono [...] potrebbero avere sviluppi rapidi e importanti nei [...] nuovo secolo. Metto in primo piano [...] stanno facendo passi da gigante, e le [...] rappresentare la più grande rivoluzio-ne [...] del prossimo futuro. Vi sarà anche una grandissima [...] del-le tecnologie elettroniche in tutte le loro com-ponenti, con [...] diffusione capillare in molte sfere [...] sociale». Quali interrogativi si pone [...] fronte a [...] «Si tratta di vedere [...] proce-dano in modo del tutto casuale, sotto [...] mercato, degli interventi statali o per le [...] ad hoc come [...] del Congresso statuni-tense oppure [...] modo di inserire nei luoghi in cui [...] obiettivi che mirano a ottenere quanto di [...] può offrire in termini di alleggerimen-to della [...] umana». Ossia uno sviluppo tecnologico [...] «Sì, contrastando e contenendo [...] negativi che sono la riduzione [...] e varie forme di [...]. È be-ne [...] presente che anche nelle [...] dei fenomeni sociali che si van-no manifestando [...] ritorno della po-vertà, intesa sotto due profili: [...] red-dito e la povertà umana, un concetto [...] Nazioni Unite che ha come punti di rife-rimento [...] vita, [...] la qualità [...] la qualità delle cure [...]. Si intravedono pericoli di [...]. Perciò bisogna [...] se la tecnologia del X XI secolo può avere in se fini di questo ti-po: [...] del lavoro piuttosto che [...] favorire la libertà di scelta, [...] combattere il rischi del ritor-no [...] povertà. Se aumenta il prodotto [...] anche [...] mente da molti anni [...] che [...] del Pil non corrisponde [...] posti di lavoro». Ma come si può arrivare [...] una politica delle tecno-logie che, mi si passi [...] un [...] abusata, [...] «Non è facile, lo so. Occorre una visione del-la tecnologia [...] diversa. Uscire assolutamente, cioè, [...] delle conse-guenze sociali della tecnologia. Non [...] più perniciosa di questa [...] tec-nologia [...] a se stante, autonoma, [...] nelle aziende, nei centri di ri-cerca, nei Politecnici: [...] questa entità piom-ba sulla società e la [...] qualche modo farvi fronte. No, fin dal momento [...] concepita e progettata, la tecnologia è elemento [...] sociale. Chi costruisce progetta tecnologia, [...] la intro-duce, introduce anche quel che si [...] vale a dire un [...] strettamente correlate con la tecnolo-gia. Il che significa che [...] tutto il sistema sociale, o [...] e non soltanto [...] o sulla macchina in [...]. Lei, quindi, suggerisce di adottare [...] regole che governino tutto il ciclo delle nuove tecnologie, [...] progettazione alla diffusione e [...] per [...] compatibili e coerenti con [...] «Direi, soprattutto, delle competenze, perché [...] regole le introduce la Stato o in America [...] poi però non si sa [...] cosa fare. Vanno messe in campo [...]. Fino ad oggi [...] stata una sorta di [...] tecnologia, che appare intrinse-camente positiva, valida, creativa, [...] è, e le altre discipline, per cui [...] diventano responsabilità dei cattivi inse-gnanti, dei cattivi [...] imprendi-tori. La gestione della tecnologia [...] comune di tecnologi, inge-gneri, insegnanti, imprenditori, scienziati, [...] quali tutti insieme de-vono elaborare una politica [...] problema: che cosa può fare la tecnologia [...] povertà umane?». La questione più scottante [...]. Ritiene che a breve [...] dei posti di lavoro utilizzando nuove tecnolo-gie? «Ho [...]. Comunque, per creare occupazione [...] quelle tecno-logie che permettono di produrre molto [...] al tempo stesso di utilizzare molto lavoro. Queste tecnologie esistono. La costru-zione di un sito [...] mondo delle reti che porta le informazioni a [...] a un quotidia-no o a [...] è [...] assai intel-ligente e qualificante che [...] tecnologie avanzate e che parallelamente richiede [...] intensità di lavoro. Appartengono a questo ti-po [...] quelle del restauro. Insomma, alta tecnologia non significa [...] tagli [...]. Anzi, ci so-no settori in [...] può crescere». In questi anni il [...] e quelli per-si non [...] pareggio. Le cose potranno andare [...] «Il [...] è risultato negativo non solo e non [...] delle tecnologie elettroniche, ma perché quelle tecnologie [...] combi-nate con determinati modelli organizzativi, [...] e [...] in primo luo-go. Un dato di ci [...] poco è che da una quarantina [...] siamo fermi at-torno ai [...] attivi, mentre la popo-lazione è cresciuta di [...] milioni. Lei chie-de cosa potrà [...] Guardi, [...] saldo occu-pazionale delle nuove tecnologie potrà essere [...] si cammina piuttosto in fretta, cioè se [...] le tecnologie mature, le produzioni standard, di [...] ci si sposta sulle tecnologie innovative». Quali sarebbero le tecnologie [...] «Quelle che altri paesi stanno adottando per [...] e richiedono sem-pre più di andare a [...]. Frigori-feri, automobili, maglieria, anche [...]. Il domani sta invece [...] nella farmaceutica, nelle reti di re-stauro e, [...] nelle biotecnolo-gie e [...]. Lei, professor Gallino, è ottimista [...] quello che ci [...] «No, affatto. Ma lo sarei ancora [...] vedessi che qua e là sta emergendo [...] politica tecnologica che può essere indiriz-zata, appunto, [...] e sociali. Segnali in questo senso [...] Germania, dagli Stati Uniti. Da noi, purtroppo, poco». /// [...] /// Da noi, purtroppo, poco». (0) (0) ![]()
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