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New York si riveste [...] di Keith [...] Cento opere [...] che fece dei disegni [...] proprio manifesto. Omini che corrono, cuori, [...] per e con i [...]. A sette anni dalla morte, [...] che portò [...] nella metropolitana. Strano [...] di fronte a una retrospettiva [...] Keith [...] che più di ogni altro [...] defi-nito la cultura dei graffiti metropoli-tani negli anni [...]. [...] che aveva ventidue anni [...] della [...] prima mostra nel 1980, ha [...] pubblica, di strada, e le [...] e luminose sale del Whitney Museum devono subire un [...] per ricreare [...] urbano. È appropriato che la mostra [...] davvero per strada -si tratta del boulevard elegante della Park [...] dalla [...] strada -dove sono esposte alcune [...] sculture [...] ispirate [...] passione per il break dancing. È una retrospettiva singolare, [...] opere di [...] -più di 100 -si [...] collezione di vi-deo, fotografie, e oggetti personali [...]. La [...] presenza e il suo [...] anche al di là della forza espressiva [...]. In un servizio televisivo della [...] degli anni [...] lo vediamo men-tre, nello spazio [...] un minuto, dise-gnai [...] sugli spazi neri che [...] i muri della metropolitana [...]. Aveva ventiquattro anni, e [...] e speranza [...] più scuro e triste [...]. Ma [...] del sottosuolo. È anche la cerniera [...] art e il [...] come sostiene Elisabeth [...] curatrice della retrospettiva. È il gio-vane generoso [...] bambini -«come vorrei dei figli» scrive in [...] diario -e lavora su progetti di grandi [...] i bambini [...]. [...] di gioia che rappresenta [...] corpi maschili stilizzati, ma tuttavia esplicitamente sessuali. Ed è [...] periodo, social-mente impegnato nella lotta [...] e [...] esprime tutta la tristezza per [...] perdi-ta di tanti amici e per la [...] stessa [...]. Cresciuto a [...] in Pennsyl-vania, primogenito di [...] era stato incoraggiato a [...] padre. Fu ispirato da Pierre [...] da cui imparò co-me [...] matura i suoi disegni [...] cartoni animati, soprattutto quelli [...]. [...] il suo manifesto, con [...] a [...] non commerciale, non acca-demica. Interessante, perché invece più [...] è diventata un oggetto [...] di massa. Il suo Pop [...] a [...] a Manhattan, una boutique [...] cuscini, stoffe, [...]. Andy [...] e [...] sono solo due degli [...] e famosi che lo hanno formato, con [...] coinvolgimento [...] nel conte-sto urbano. Negli anni di Reagan, [...] con i suoi collage sui muri della [...] improbabili titoli del New York Post da [...] «Reagan assassinato da un poliziotto eroico», «Il Papa [...]. Verso la metà [...] si spostò verso il [...] ma la [...] arte rimase ispirata ai graffi-ti, [...] divennero punk, [...] in un vasto raggio di [...] da omini [...] sessuali. La prima [...] nel 1980 al Club 57, [...] seconda nel 1983 alla galleria [...] dipinse [...] ambiente, [...]. [...] della musica, [...] con i [...] che lavoravano al [...] Garage, un night club gay [...] razzialmente misto, che era il suo preferito. E [...] cominciò a dipingere al [...]. Negli ultimi anni della [...] lavorò ancora più ve-locemente, [...] e per loro, impegnandosi a corpo morto [...]. Quattro mesi pri-ma di [...] Keith [...] con il mandato di [...] trovare fondi per [...]. [...] anni dalla [...] morte è impossibile [...] non solo perché i suoi [...] sono nei musei di tutto il mondo, ma perché [...] di gioia per la vita [...] riprodotto negli oggetti del suo Pop Show, [...]. /// [...] /// Gli anni che lasciano [...] un breve racconto di vita pubbli-cato dalle [...] Abele. Ed è un racconto [...] destinato al-la pubblicazione. Il suo autore An-gelo Dina, [...] recente, è sta-to per anni uno dei [...] capaci ingegneri progettisti della Olivetti che preferì [...] invece che fare carriera in una delle [...] nazionali. Un uomo schivo e profondo [...] ha dedicato la [...] vita alla [...] con una scelta di campo [...]. E in nome di [...] susseguirsi degli anni ha studiato e spiegato [...] fino agli ultimi quegli [...] e [...]. Ma questo libro non [...] per il sindacato, ma per il fi-glio Claudio [...] il padre ha voluto raccontare i suoi [...] di vita. Era un uomo molto [...] Angelo Dina, e non ave-va mai raccontato al figlio [...] di bambino ebreo al tempo del nazifascismo. Claudio gli aveva rimproverato quella [...] reticenza e quella [...] chiusura. E lui allora poco [...] aveva deciso di scrivere questo breve libro: «Uno [...] di formazione», lo definisce nella [...] introduzione Vittorio Foa. E que-sto è effettivamente [...] «anni che lasciano il segno». Un bambino ebreo povero [...] vita dura, difficile in un periodo in [...] fascismo e iniziano le persecuzioni razziali. Angelo si crede balilla, [...] dalla scuola dalle leggi razziali del 1938; [...] a cominciare da suo padre, perenne-mente alla [...] lavoro, su-bisce tutte le angherie piccole e [...] famiglia di ebrei poveri torinesi può subire. E racconta come da solo, [...] errori, false informa-zioni, confusioni, deragliamenti, cerca la [...] verità, le sue verità e [...] senza incer-tezze che il movimento [...] lavora-tori ha conosciuto. Un uomo che di [...] conquistate tante da decidere di non diventare [...] dirigente sindacale. Ma perchè un uomo [...] Ange-lo Dina, così abituato ad analizzare e a raccontare, [...] par-lato a suo figlio di quegli anni? La [...] Marina, in una bella intro-duzione al racconto di Angelo, [...] figlio Claudio e a tutti noi il [...] difficoltà, da par-te di due ebrei, a [...] razziali. La spiegazione è complessa [...]. Noi sopravvissuti avevamo il [...] la mentalità di chi è morto nelle [...] pogrom?, si sono chiesti. E quei sentimenti contra-stanti [...] silenzio. Un silenzio che Angelo [...] mese prima di morire scri-vendo un libro [...] reticenze e finalmente con tutte le sue [...]. Ritanna Armeni Keith [...] «nascosto» in una [...] opera Roberto Tomasin Nella [...] suo disegno senza titolo Shakespeare? In realtà [...] di «Amleto», «Macbeth», «Romeo [...] Giulietta» [...] chiamava in realtà Roger Manners, era conte [...] ed era sposato alla [...] Philip Sidney. È la conclusione a [...] Ilia [...] storico della letteratura russa, [...] studi dei documenti e dei ritratti [...] di Shakespeare. [...] ha raccontato il risultato delle [...] ricerche nel libro «Gioco su William Shakespeare. Il mistero della grande [...] questi giorni a Mosca. Secondo lo studioso russo, [...] la [...] vera identità dietro un [...] un piccolo proprietario terriero di nome William Shakespeare [...] di «Amleto» evidentemente conosceva. /// [...] /// Parla Aldo Rossi, autore di [...] delle proposte per il Coro di Santa Maria del Fiore «Il mio progetto per Firenze, contro ogni amnesia» Le [...] «disumana» delle città. /// [...] /// In uno scritto su [...] italiana oggi», Aldo Rossi [...] il tempio di [...] in [...] realtà, si tratta di [...] ed eguali, la cui antichità esiste unicamente [...] di uno dei due. Ogni 25 anni il [...] distrutto mentre è [...]. [...] possiede solo un pezzo di [...]. Il brano ci è [...] quando, iniziando questa conver-sazione sul suo progetto [...] del Bandinelli nella cattedrale di Fi-renze, Aldo Rossi [...] con qualche amarezza [...] «Vede -ha detto -negli [...] passare degli anni e la gloria, gli [...] e anche do-po un certo disamore per [...] di essere invitato anche soltanto a proporre [...] coro della cattedrale di Firenze, mi ha [...] sforzo particolare. Credo di [...] cercato di esprimere [...] mi ha francamente spaventato. Vi sono poche occasioni in Europa e nel mondo che consentano ad un architetto di [...]. Disamore è una parola forte. La [...] è una carriera [...] «Perché credo che, nonostante gli [...] dei migliori architetti, del-le facoltà di architettura, dei miglio-ri [...] si vada perdendo qual-cosa. Nella ricca tradizione [...] non solo italiana, vedo [...] periferie e credo sia difficile tentare di [...] con una bella opera [...]. Ma non è solo [...]. Le faccio un esempio. Trovo che a Ber-lino, [...] abbastanza, vi siano degli ottimi architetti che [...] nuova città. Ma non [...] nuova Gerusalemme. Si va caratterizzando come [...] con pochi spazi cele-brativi umani. E già da questo [...] del mio disamore per [...]. A volte non credo che [...] sublime possa riscattare una [...]. La città non è [...]. Un piano mediocre che, [...] ordine alla città, in un insieme da [...] grandi monumenti. Oggi, purtroppo, non è [...]. Io ho lavorato a Perugia, [...] città più belle del mondo. Prima di arri-vare a [...] però, si incontra un tale [...] che è ancora un con-tributo al disamore per [...]. Il male della città è [...] suo [...] «Non [...] profeta [...]. Credo però che, forse, il [...] della città sia [...] artico-larsi in tanti centri con [...] loro vita ed una possibilità di comunicazio-ne sociale. Invece assistiamo alla proliferazione [...] più si allontana dal centro storico, più [...]. Lei ritiene che interventi [...] Santa Maria del Fiore possano in qualche [...] «Credo di sì. [...] sempre creduto e [...] affermato anche in [...] in cui altri non lo [...]. Oggi penso che questo [...] agli architetti pensanti e agli stessi cittadini. Ci sono capolavori, monumenti, opere [...] che dan-no [...]. [...] tutto, quando vengo a Firen-ze, [...] alla periferia, penso a Santa Maria del Fiore, [...] Battistero, agli Uffizi. Certo, Firenze è una città [...] poche al mondo. Però, anche altre città, [...] Milano, [...] subìto uno sviluppo industriale, ve-dono ancora la [...] dal centro storico e da al-cune istituzioni. Per quel che mi ri-guarda, [...] che [...] e doveroso, ma mi ritengo [...] di [...] avanzare una pro-posta come quella [...] il coro del [...]. Sono interventi importanti per [...] perdendo. [...] è come difendere questa me-moria [...] come costruire quella che sarà la nuova memoria. Penso pro-prio che, comunque, [...] con lo sviluppo incontrollato e senza limiti [...] nella quale [...] non si ritrova. Credo che uno dei grandi [...] moderna [...] Le [...] che ha messo in-sieme un [...] di politica, [...] in residenza e fabbriche. Pre-ferirei abitare in un [...] di una città e lavorare nella bottega [...] farmi tutte le mattine decine di [...]. [...] telematica può [...] «Ho esperienze frammentarie. Ho un amico che ha [...] casa a Long [...] dove [...] un principio di città telematica [...] quale, tra le dune e [...] lavorano alcuni [...] o broker che consumano la [...] vita a combinare affari. Il paesaggio è bel-lissimo, [...] alluci-nante, al di fuori di ogni contatto [...]. Non è una bella espe-rienza. /// [...] /// Direi che è [...] di una speranza. Credo che per ogni architetto [...] sia [...] unica. [...] contesto di tale forza che [...] può che sollecitarmi. Anche se, per ra-gioni [...] non sarà attuato, resta comunque un contri-buto [...] città. Non è [...] seppur importante, su una facciata. È il misurarsi con uno [...] punti più alti [...] entrando [...] dentro uno dei grandi monumenti [...]. Malgrado tutto, insomma, [...] città? «È una domanda difficile. Non credo che [...] rinascerà dalle discussioni infinite. Né [...] né la forma della città [...]. Una volta si indicava [...] Principe, [...] può essere anche il comune più democratico [...] è importante che prenda delle decisioni e [...]. Non ci può essere [...] ci dica come vivere. La forma sociale e fisica [...] città dipende dalle [...]. Per esempio, [...] del cardi-nale di Firenze è [...] è [...] che vuol modificare una disfun-zione. Ha deciso di chiedere agli [...] fatto. Poi de-ciderà lui. Ma intanto quel gesto [...]. Renzo Cassigoli [...] 1. /// [...] /// Intervista con Alfonso Amatucci, Franco Ferrarotti, Paolo [...] Luigi Malerba, Giacomo Marramao, Alberto Michelini, Mario Monicelli, Guglielmo Negri, Luciano Pellicani, Pietro Scoppola, Tullio Tentori, Mila [...] Valentina Finetti Pensieri [...] Aldo Rossi N. /// [...] /// Intervista con Alfonso Amatucci, Franco Ferrarotti, Paolo [...] Luigi Malerba, Giacomo Marramao, Alberto Michelini, Mario Monicelli, Guglielmo Negri, Luciano Pellicani, Pietro Scoppola, Tullio Tentori, Mila [...] Valentina Finetti Pensieri [...] Aldo Rossi N. (0) (0) ![]()
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