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I medici del carcere [...] Bompressi, digiuno e raccoglimento «Penso solo ai poveri [...] Ha perso 16 chili, oggi un magistrato [...] sorte La Procura preferisce [...] «Con le mezze verità non si fa giustizia» Dopo [...] Pinto Bari si interroga [...] PISA. Raf-faello Cortiana esce dal [...] ferro verde del carcere di Pisa e [...] noti-zie, brutte, sulla salute di Ovidio Bompressi. I medici [...] di pena hanno lanciato [...] deve uscire di [...]. Oggi il magi-strato di sorveglianza [...] pren-dere una decisione [...]. È un problema di [...] morte. Cortiana dopo la visita [...] qualche parola coi gior-nalisti e chiede [...] di [...]. E poi fa qualche [...] diretta agli amici di Bom-pressi, ai [...] di [...] che in giorni come [...] guardia» al circondariale intitola-to a Don Bosco, [...] quello dei poveri. Ma poi [...] senti [...] magro e quella serenità mette [...] più paura». Bompressi non mangia più [...]. [...] cibo solido che ha messo [...] stomaco è una fetta di torta preparata dalle detenute [...] settore femminile. Era il giorno in [...] di Milano decidevano di non riapri-re il [...]. Era il 18 marzo, [...]. Poi più nulla: solo [...] succhi di frutta. Tutte cose che ti [...] per un [...]. Bompressi è uno di quei [...] magri che sotto [...] asciutto nasconde muscoli ed energia: [...] questo il lungo digiu-no [...] un [...] camuffato. Ha perso quindici, sedici [...] è scavata, la stanchezza estrema. No, lui a letto [...] non sopporterebbe di [...] e in fondo stare [...] per fare due passi è un modo [...] cor-po in attività, per «far girare il [...] gli amici altrimenti sarebbe peggio. Le «voci di dentro» raccontano [...] giornata. Un [...] a fatica, magari barcollando, [...] a fare quella decina di metri che [...] stanze degli assistenti sociali, o nel ca-merone [...] del «pe-nale» è destinato alle «attività di [...]. Nome un [...] pomposo che nasconde quel [...] comuni, quelle chiacchiere, quelle partite a carte [...] condivise insie-me. Ma Bompressi, che in [...] nello stanzone ci re-sta poco. Parla, scambia qualche battuta. Non parla di sé, [...] fame che ormai non sen-te nemmeno più, [...] della decisione del medico e del direttore [...] porta-re il suo caso al magistrato di [...]. Gli amici dicono: [...] come sta o che [...] per il futuro è contropro-ducente, è solo [...] chiudere. [...] sopra i quaranta accusato di [...] ammazzato a sangue freddo il commissario Ca-labresi, preferisce parlare [...] pove-ri, di vita, di morte, di una situa-zione che [...] sopporta. Il carce-re è morte, il [...] dentro è estremo. Scherzando qualcuno [...] lo chiama filosofo. Strano pa-radosso questo avvenuto [...]. Paradosso per il quale [...] Adriano [...] e gioca a pallone [...] e il «proletario» Bompressi si but-ta a [...]. Lui ha una vec-chia [...] scalare le montagne, di stare appeso in [...] e in so-litudine [...] ora scrive cose come [...] «Sono, [...] ora, nella mia cella col mio corpo [...] che non è tentato, né tenta il [...] male. Solo tende le mani alla [...] gioiosa che [...] si mani-festa. Dove è ora il [...] io non sono più il mio proble-ma, [...]. Il libro è appe-na [...] il titolo di [...] (edito da Pietro Manni), [...] pas-sate nelle mani di un vecchio amico [...] il muratore e che adesso fa lo [...] Erri De Luca. E [...] che traduce la Bibbia [...] di angeli se ne inten-de [...] se sono quelli severi e terribili [...] testamento più che quelli salvifici [...] conso-lanti della tradizione cattolica. In carcere questo Bompressi [...] limite vive di poco. Gli altri detenuti lo [...] con trepidazione e senza il coraggio di [...]. In que-sta tempesta mediatica [...] anno e passa segue [...] e i suoi compagni [...] figura di Bompressi è rimasta un [...] come il suo angelo. Ep-pure ha inventato un [...] il suo nome, un fondo che ha [...] tra gli amici, finiti ai detenuti più [...]. E i soldi in [...] importanti che fuori. Ci com-pri da mangiare, [...] bar-ba, le piccole cose che distinguo-no un [...] un detenuto senza una lira, un dete-nuto [...] su una fa-miglia lì fuori da uno [...] tremila chilometri dalla [...] casa nel Ghana o [...] Marocco. Con lui del digiuno è [...] parlare: non mangia, beve e anche poco, ma non [...] farne una bandie-ra. I gesti, le decisioni [...] Bompressi e [...] sono state sinora lette [...]. Da qualche settimana i [...] spenti, i giornalisti sono tenuti lontani: non [...] i media, [...] una cautela le-gata anche [...] sa-lute di Bompressi. E non è un [...] non abbia mai parlato di «sciopero della [...] digiunare non è una protesta mi-rata ad [...] una testimo-nianza di sé, del proprio star [...]. E ora il limite [...] lo smagrimento è diventato peri-colo imminente, rischio [...] le autorità carce-rarie. In questi venti giorni [...] Bompressi si sa che [...] ha continuato a mangia-re, [...] ha accompagna-to [...] Ovidio senza spingersi fino [...]. Anche [...] il comportamento differente non indica [...] differenza di ve-dute, ma segnala una scelta deli-cata: Ovidio [...] male, mettere in primo piano il caso [...] farebbe scen-dere [...] il caso di un detenuto [...] che si chiama Ovidio Bompressi, che non sopporta la [...] che dietro le sbarre finisce per morire. Som-messe le voci di [...] qualcosa si muova. Per [...] prima ancora [...]. /// [...] /// Palazzo di giustizia, 24 ore [...] la sentenza che ha con-dannato Ferdinando Pinto per [...] del teatro Petruzzelli, bocche cucite [...] Procura. A [...] di logica [...] tutti dovrebbero es-sere contenti e [...] di una sen-tenza che dà ragione [...] su una delle indagini più [...] e contrastate mai passate per questi corridoi, invece tutti [...] zitti. Non commentano la sentenza [...] mini-steri che hanno seguito il dibat-timento: Francesco Giannella [...] dietro il fatto che con la sentenza [...] applicazio-ne alla Direzione di-strettuale [...] rientro alla procura circondariale; [...] Carlo Maria [...] è addirittura da ieri [...] Siena, dove era stato trasferito su [...] richiesta ap-pena prima che [...] del Csm concludesse un pro-cedimento a suo [...] ambientale. Non commenta neanche il [...] Riccardo Di Bi-tonto, che con i suoi collabora-tori [...] sentenza si sarebbe lasciato andare ad un «È [...] finita bene, e ora non voglio sentire [...] que-sto processo». E così la città [...] i suoi dubbi, che il processo e [...] han-no sciolto: lo dicono bene titoli e [...] e dei te-legiornali locali: il [...] Puglia ieri titolava il [...] apertu-ra «Soddisfatti e sconcertati»; Enzo [...] direttore di [...] ha fatto in video [...] la sentenza «la peggiore possibile in questa [...] «fotografa e sottoscrive uno scenario nel quale [...] si riconosce». Simili i commenti di Mimmo Pavone, [...] del giovane e combattivo quotidiano Bari Se-ra: «Sono [...] e registrate mezze verità. Ma con le mezze [...] fa giustizia» scrive nel suo editoriale, prima [...] sospetto che ci sia chi gioca «a [...] per coprire di terra anni [...] di malaffare». La Gazzetta del Mez-zogiorno [...] e del suo establishment è la voce [...] invece a guardare [...]. Il direttore Lino Patru-no [...] «emancipare Bari anche dal rudere del teatro: [...] a un nuovo teatro visto che la [...] tra pro-prietari e Comune sembra al momento [...] di lasciare ai successivi gradi del giudizio [...] verità proces-suale: «Ora la città può liberarsi [...] giudiziaria». Sembra la linea della Procura, [...] a caso forse il maggiore quotidiano pugliese [...] lunga intervista ad Alber-to Maritati, procuratore nazio-nale [...] ri-vendicava al suo ufficio la spin-ta decisiva [...] in-dagini su Pinto e, a sorpresa, an-nunciava [...] una guerra senza quartiere tra magistrati che [...] dilaniato il pa-lazzo di giustizia. Luigi Quaranta Ovidio Bompressi Adesso [...] passa al giudice di sorveglianza [...] di Ovidio Bompressi. Questa mattina, infatti, visti i [...] che si sono [...] precedenti [...] sarà il magistrato pisano chiamato [...] intervenire con procedura [...]. Che cosa può accadere? Che [...] accolga la richiesta di sospen-sione della pena [...] condannato per [...] Calabresi, vista [...] del caso, lette le [...]. A quel punto [...]. [...] sorveglianza di Firenza che, [...] ha la competenza per la [...]. Al Tribunale di Firenze [...] di [...]. [...] punto non un [...] di tre [...] a una decisione più «argomentata». In questa sede, infatti, [...]. /// [...] /// In questa sede, infatti, [...]. (0) (0) ![]()
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