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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Nuova Serie(PCI)-Nazionale del 1985»--Id 98537570.

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[...] / [...] OGGI un fenomeno che [...] gli occhi di tutti. Un caso di costume, [...]. Mi riferisco alla nascita, [...] di pubblicazioni che hanno per oggetto il [...]. Non come oggetto di studio [...] o antropologico, però. Si tra [...] in vece di ricettari [...] ingannevoli ma ben colorati, oppure di guide [...] pagelle di merito, oppure di riviste settoriali [...] apertamente pubblicitarie. È logico che ci [...] mai, cosa voglia dire un caso di [...] significhi che un evento quotidianamente naturale goda [...] così poco scientifica attenzione. Cosa è? E la [...] se si pensa che [...] prima, la consistenza della -cosa» é [...] e si fonda su [...] di più personale, singolare, incomunicabile e non [...] appunto il piacere della gola. È vero altresì che la [...] in una situazione culturale complessa, [...] che pretende [...] il massimo di incontrollata libertà [...] piace-, -non mi [...] e basta) assieme al massimo [...] coercitivo. [...] gustativo d'oggi, in questa [...] libero e al tempo stesso garantito in [...] gerarchico, promozionale (attraverso regole e leggi che [...] -Nulla-). Un discorso corretto mi [...] conto di entrambi questi [...] due corni divergenti del problema. Mentre del primo, piacere e [...] non c'è molto da dire se non della [...] o della [...] evoluzione storica, [...] corno moltissimo ci sarebbe da [...] e raccontare. Si può anche dire, e [...] naviga [...] che il piacere è individuale [...] appartiene ad un grado progredito di cultura (tende [...] mentre la regola prevede al [...] una massificazione, al meglio una [...] (o mediocrità non sempre aurea). Si dice: devi distinguerti [...] di personalità e di originalità, ma [...] vale solo se è [...] numero di persone, se cioè si annullano [...]. Ecco il meccanismo sotteso [...] in generale e a quella gastronomica in [...] non dissimili da quelle adottate per la [...]. Siccome non sono un moralista [...] lo condanno, ma chiedo solo [...] coscienza del gioco e delle [...] modalità. Così posta la questione, [...] il cibo sono inglobati in uno dei [...] sono diventati uno degli specchi della società [...]. Attengono alla sfera del [...] di tutte le tecniche del sistema produttivistico, [...] del capitalismo. Gioco di specchi, sì, [...] in forma ben più [...] dello sport, per esempio, che pure ne [...] buona dose. Pari alla moda, ho [...] quel [...]. Mi ripeto, su altra [...] più alcun rapporto [...] o elementarmente casuale trà. Ed eccoci tornati ai [...] rubriche specializzate, alla tv, ecc. ///
[...] ///
Semmai ciò dimostra ulteriormente che [...] una diffusa esigenza di essere guidati, garantiti, spersonalizzati [...] nei piaceri. È sempre stato così? Lo [...] bene che no, perché sappiamo [...] cultura, quella del consumo, [...] da quella della fame, come [...] quella del [...] borghese o [...] curtense. È cambiata [...] ed è cambiata la [...] segni anche sul cibo, che sempre meno [...] attorno alle risorse locali: pani [...] a Vercelli, pesce spada [...] Trapani, [...] di farro a Lucca, ecc. A mio modo di [...] grossa non sta negli sconvolgimenti della specificità [...] del paesaggio, dalla velocità dei trasporti e [...] dallo spostamento del punto di riferimento che [...] passato al ristorante. Voglio dire che ogni discorso [...] e ogni inchiesta o con vegno si riferiscono ormai [...] formule dei [...] dalla cucina regionale alla -nouvelle [...] alla dieta mediterranea, fino al [...] Entrano cioè nel meccanismo so. Da quando [...] regola èra [...] quasi inesistente era [...] con tutti i suoi marchingegni, [...] è passati ora [...] completo In [...]. Ciò vuol dire però [...] trasformazione della vita sociale. E della [...] cultura [...] la tv, il computer, ecc. Niente di nuovo né [...] riflettiamo sul fatto che il gusto è [...] natura e conformazione, il [...] alla quale, concorrono vari fattori, ambientali, familiari, [...]. Un contadino mangia diversamente [...] un operaio da un dirigente, un giovane [...] un cinese da un inglese. È banale ma sta [...] il gusto non è, ancora, [...] nonostante i molti ristoranti [...] proliferanti [...]. [...] parte non vorrei che questa [...] venisse scambiata per [...] non vuole essere e perche [...] sottende alcun giudizio mora-le, di bene e di male, [...] positivo e negativo. E piuttosto il rapido [...] di una situazione in movimento, è descrittivo [...] che nón siano quelle, legittime, del proprio [...] propria [...] memoria (in coerenza con [...] piacere). Se me ne occupo [...] sistema del cibo è esemplare e sintomatico, [...]. Ed è importante anche [...] del suo valore economico, sociologico, antropologico, se [...] riempito del suo segno, persistente e primario, [...] della simbologia. [...] dunque è una delle ragioni, [...] letterato professionale, per cui mi occupo di questo fenomeno. Ma [...] e perché. Io ripeto, siamo [...] un meccanismo di mercato, con [...] sue logiche, le sue leggi, i suoi strumenti di [...] i suoi apparati di diffusione e penetrazione capillare, i [...] coinvolgimenti di interessi e [...] i suoi papi, le sue [...] e le sue [...]. Insomma, il cibo mi offre [...] speculare riflessione di un sistema, che è quello [...] un altro punto di vista [...] lettura. Né vorrei [...] di un sotteso moralismo. Mi basta la coscienza [...] la consistenza del fenomeno. E partendo da [...] solo, varrebbe la pena [...] inchiesta sul futuro, incominciando a sapere cosa [...] e perché: qua! Se escludo -La [...] che è [...] giornale serio in materia, [...] gastronomi non se ne occupano, intenti come [...] stelle, cappelli, soli. Cosa significa, per esempio, [...] massiccia dei [...] wendy, quick dai paesi anglosassoni? Nella sola Milano se ne sono aperti una decina in [...] più di un anno e prosperano [...]. Forse converrebbe indagare sul [...]. [...] parte gli [...] gastronomici, come li chiama Massimo Alberini, restano inaccostabili dai giovani per la [...] dei prezzi, ma anche senza [...] cioè educazione, verso la casa, la famiglia, [...] assetto della società. E infine, possiamo dimenticare [...] quotidiano delle mense, praticate da un sessanta [...] questo voglio dire, che la [...] foto di [...] e, in basso, una [...] fine del [...] che raffigura un [...] può essere meno frivola [...] si voglia far apparire, come la moda. Appartiene pochissimo al piacere e [...] e moltissimo al «sistema». Folco Portinarì MILANO [...] «Il bambino della notte»: [...] che emerge nei sogni, nelle fantasticherie, nei [...] fin dalla prima infanzia, e che verrà [...] al momento del parto, con il suo [...] della luce», il figlio vero, reale, messo [...] le doglie e [...] di conforti emotivi, come [...] «Vieni, impara ad [...] madre! Il sapere clinico entra [...] e bandisce questo sapere arcaico del corpo, [...] ai riti, alle [...] delle culture del passato [...] tracce della [...] presènza anche [...] femminile di oggi. Nei giochi delle bambine [...] come emerge dalle ricerche e [...] tutto diventa pretesto per rappresentarsi [...] loro vagheggiato. O ciò che oggi offre [...] dello spettacolo, che sta [...] anche [...] come ha espressamente -dichiarato Douglas [...] uno dei più potenti registi [...]. Basti pensare ad ET, [...] viene da lontano, così prossimo e così [...] del bambino notturno, del figlio concepito solo [...]. E questo impedito sviluppo e [...] esterna di una cultura del proprio corpo, della propria [...] parte delle donne, non si [...] sólo in un impo--verimentò culturale. Ha anche . Se vengono rimossi, manipolati [...] educati e sublimati, i fanta-. Sta [...] oltretutto, il valóre di una [...] capace di [...] restituire [...] donne le [...] rimosse; di [...] rendere consonante la loro attività [...] col loro pia--cere, in modo che il parto cessi [...] essere distinto in cieca riproduzione di corpi e in [...] creazione ai simboli, per assumere il senso complessivo della [...] umana. Sotto accusa in queste [...] infatti il sistema di progressiva medicalizzazione. N'e abbiamo parlato con [...] protagoniste di questo Convegno, relatrice nella sessione [...] del parto nelle diverse culture. Brigitte Jordan, docente di [...] Michigan State University, di cui esce proprio in [...] la Emme Edizioni, La nascita in quattro [...]. Così come [...] occidentale, e specialmente quella [...] via assunto in modo sempre più esclusivo [...] La [...] ha sempre avuto [...] femminile un posto di [...] ha dovuto subire [...] e la «sublimazione» della [...]. A Milano un convegno rida [...] donna ciò che le [...] parto de [...] Giuseppe Gioachino [...]. Nonna, adesso che mamma [...]. Quella, appunto, che si accende [...] individuale e collettivo. Oltre al fantasma del «bambino [...] notte», quali altre figure e situazioni è dato scorgere [...] scena del parto che si [...] dentro i [...] e in rapporto [...] la cultura del tempo, coi [...] con cui essa dà forma, in particolare, a una [...] del corpo [...] parto de mamma», il sonétto [...] Belli riprodotto [...] a fianco, ci mostra [...] grande forza sintetica alcune di [...] situazioni e figure con cui il parto si configura [...] individuale e collettivo. Vediamo di [...] aiutati dal commento diene ha [...] Silvia [...] Fin-zi. Il parto ha luogo [...] è immediato oggetto di discussione tra la [...] nonna, con la prima che interroga, formulando [...] in base [...] collettivo. C'è innanzitutto la risposta [...] la donna, cioè col «fiato del [...] col soffio vitale che, [...] greca, con Aristotele per esempio, e attributo [...] donna essendo pura materia inerte, contenitore ricettivo, [...] di molle cera su cui [...] scrive i propri caratteri [...]. E poi la risposta [...] «dove» è uscito il pupo, da un [...] che da subito idea di come [...] reale del corpo femminile [...] essere sostituita, com'è propria di moltissime culture, [...] che tende a rendere la donna cieca [...] corpo, a far sì che Io conosca [...] fuori anziché dal di dentro, interrogando lo [...] una esteriorità che copre il vuoto di [...] non si rappresenta. Anche la risposta della [...] uomini, sia pure «qualche volta», partorirebbero, ci [...] culture del parto siano sempre state improntate [...] punto di vista degli uomini, che non [...] ad attribuirsi anche questa capacità ed hanno [...] del parto per capire se stessi. Una metafora ostetrica è [...] da Platone che attribuisce a Socrate [...] maieutica di far partorire [...] a quei discepoli che, inclini alla meditazione, [...] «pregni» delle soluzioni da dare alle questioni [...] dibattito. Un modo [...] in forma simbolizzata, delle possibilità [...] del parto. La donna, invece, è [...] questo processo di sublimazione e trasformazione dei [...]. C'è poi, nel sonetto [...] Belli, [...] quel cupo ruotare di domande della nipotina [...] della nonna intorno al tema del bambino [...] morta per parto e di quella che [...] un insieme di motivi che rimandano, per Silvia [...] del «bambino della notte» [...] e tremori che accompagnano [...] di un suo concepimento [...] notturne. Anche nelle altre culture [...] notte» e il suo viaggio fra le [...] che prende spesso forme [...] morte, proprio in quanto rappresentazione non socializzata, [...] logos, alla -discussione ed elaborazione razionali [...] più singolare e sbalorditivo [...] ciò, il fermo proposito, quasi gridato dalla [...] «Nonna [...] vedo [...] di fare un pupo! Come [...] Si rivelano [...] tutte le astuzie e seduzioni [...] presenta, come fosse una favola, [...] le cose [...] se e di morte. Ma esso si rivela [...] un progetto istintuale attraversato dalla esigenza riproduttiva [...]. Se i tempi ciclici della [...] ha detto Silvia [...] a conclusione della [...] relazione [...] attraversano il corpo femminile senza [...] alcuna soggettività li riconosca, che alcun pensiero li rappresenti [...] immagini, allora vediamo [...] emergere [...] della specie, che persegue indifferente [...] suoi fini in un corpo spossessato. Piero [...] è [...] o se invece adottiamo una [...] dei parto come evento familiare e naturale. C'è, infine, la differenza di [...] che ha portato, [...] del modello medico, ad una [...] più sofisticata, a volte inutilmente tale, [...] di analgesici (antidolorifici) e [...] (la sostanza che aumenta la [...] delle contrazioni uterine) di cui sono dubbi e forse [...] gli effetti, [...] ricorso ai parto cesareo e [...]. Invece, nelle altre situazioni [...] parto è gestito [...] della famiglia e della [...] è presa [...] della consultazione familiare e [...] centro la donna». [...] del [...] aspetta davanti [...] scendo massaggi alla schiena della [...]. Nelle ore del travaglio [...] vicine [...] madre della donna sono [...] lunghi racconti delle loro analoghe esperienze. Via via che il [...] si avvicina, vengono scandite le "parole del [...] le spinte in modo ritmico e rituale. Il resto è silenzio, [...] donna ha partorito ed è uscita la [...] si rilassano e sorridono, scherzano, mentre la [...] ridendo e piangendo, alle sue emozioni e [...]. Di più: vuoi ripropone [...] modo di affrontare il processo del parto, [...] chiuso nello specialismo e arrogante, pratiche diverse [...] essere assunte, in modo nuovo, senza minimamente [...] i risultati del progressivo abbassamento della mortalità [...]. ///
[...] ///
Di più: vuoi ripropone [...] modo di affrontare il processo del parto, [...] chiuso nello specialismo e arrogante, pratiche diverse [...] essere assunte, in modo nuovo, senza minimamente [...] i risultati del progressivo abbassamento della mortalità [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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