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Era massone [...] de «Il rosso e il [...]. Così come il leggendario Davy [...] eroe un [...] sopravvalutato di [...]. Ma anche il pittore Gustave [...] Orazio Nelson, il trombettista Duke Ellington, [...] condottiero Simon Bolivar. /// [...] /// Ultimo ma non ultimo, il [...] Winston Churchill con [...] sigaro. Fascino senza frontiere di [...] dai tratti misteriosi e dalle [...] più misteriose origini: forse [...] dei faraoni, forse [...] Ermete Trismegisto, forse la corporazione [...] costruttori di cattedrali. Tanti misteri che certo [...] che passa in rassegna nelle sue insegne [...] al museo delle Belle arti di Tours, [...] Francia [...]. Inaugurata venerdì scorso, la [...] europea metterà sotto gli occhi dei visitatori, [...] agosto, qualcosa come quattrocento reperti, molti dei [...] più stati esposti da due secoli e [...]. In primo luogo, tutto [...] massone: alcuni bellissimi grembiuli, come quello della [...] ricamato con fili [...] quelli dei filosofi Helvétius [...] Voltaire, [...] poi ancora astucci da architetto con tanto [...] e altri strumenti, la spada di [...] e un piccolo diorama. Massone, per tornare ai [...] Mozart, che appare nei panni di «muratore» [...] prelevato per [...] dal museo storico di Vienna. E il percorso [...] si snoda davanti agli [...] in un cammino carico di simboli, di [...]. E, sullo sfondo il [...] «Conosci te stesso», primo mattone nella ricostruzione del [...] la massoneria si era votata. Al di là delle [...] nel X VIII secolo che la massoneria [...] fa proseliti con un programma che, insieme [...] simbolico e alla passione per [...] e la magia, ha [...] illuminista, rivendicando la liberazione dai pregiudizi in [...] palingenesi, rimasta però un [...]. Intervista allo storico Pietro Scoppola [...] del vicepresidente del Consiglio Veltroni «Governare da [...] vive la tensione [...] Da [...] può nascere la terza [...] Il [...] del partito ideologico alla base del ragionamento [...]. Le idealità comuni della [...] «principio di non appagamento» di Aldo Moro. Saggi [...] «marxista» che tornò alla [...] E [...] le sinistre fossero tre? Se accanto alla [...] e a quella di [...] ce ne fosse una [...] Walter Veltroni? Perché è pro-prio una terza [...] pare emergere nel libro «Governare da si-nistra» [...] Consi-glio. Un libro che raccoglie [...] Veltroni. Del libro e di [...] di una nuova terza sinistra [...] pare affiorare parliamo con Pietro Scoppola, storico, politologo, tra [...] promotori del referendum sul siste-ma maggioritario. E cerchiamo in-nanzitutto una conferma [...]. Professor Scoppola, nella intro-duzione [...] Veltroni di-ce due cose molto chiare: [...] è il centro sinistra» [...] si-nistra è la nuova sinistra del Due-mila». Due [...] che riassumono il pensiero del [...]. [...] è la nuova sini-stra. E la nuova sinistra è [...] sini-stra che sa coniugare la tensione verso il nuovo [...] il realismo, cioè con la [...] di go-verno. Una sinistra che considera [...] fine, ma mezzo [...]. Una sinistra possibile? Una si-nistra [...] già [...] sia pure divisa e frammentata, [...] proprio [...] sinistra. Che cosa [...] Il concetto di sinistra [...] Veltro-ni [...] con molta forza presup-pone il limite della [...]. Non [...] politica e non sono [...] pos-sono creare nel paese e nelle co-scienze [...] il fu-turo, questa riserva etica. La nuova sinistra che [...] il suo natura-le presupposto in un tipo [...] la politica e i partiti non sono [...] formare. Di [...] ai fenomeni della società civile, [...] sottolineatura del valore del vo-lontariato. Pensi a quello che [...] definiva [...] boo-merang della società industriale, [...] etiche che non riproduce spontaneamente. La nuova sinistra deve avere [...] là dove si formano. [...] e si chiude in se [...] in una sorta di [...] senza riuscire [...]. Invece [...] del Duemila queste radici ha [...] «Il superamento del partito ideo-logico, del partito che interpreta [...] valori della società, è il presupposto di tutti i [...] contenuti [...]. [...] questo superamento perché nasce [...] di esperienze e tradizioni culturali e politiche [...] alla nuova realtà della democrazia bipolare. Su questo [...]. Ma nel suo discorso al [...] del Pds dice «al governo [...] è mancato [...]. E allora come si [...] a [...] crescere? A questa domanda [...]. Veltroni non dà [...] risposta al problema [...]. E lei che risposta dà? O meglio quale risposta vorrebbe da Veltroni? [...] ha biso-gno di organizzarsi con [...] visibilità e con una [...] autonomia perché non è solo [...] coalizione di partiti, ma anche ade-sione di individui che [...] hanno [...]. [...] che emerge anche dalle [...] ci sono mol-tissimi che hanno votato per [...] che esprimeva la coalizione e non hanno [...]. [...] è del trenta per cento [...] alla somma dei voti di li-sta. A Torino supera il [...] in altri centri è giunto a 40 [...]. [...] quindi una grande quantità di [...] che ragiona in termini di coalizione. E allora come pesano [...] Questa è la domanda alla quale dobbiamo rispondere. Non contano nulla fin-che [...] cui si prendono le decisioni è quello [...] vertici di partito della coalizione. Si può dire che [...] ci sono valori comuni che [...] la creazione di [...] « Ci sono delle idealità [...]. Chi si riconosce [...] ha una tensione ideale verso [...] di giustizia e di solidarietà, di progres-so sociale e [...]. Unifica [...] quel che Aldo Moro [...] di non appagamento», la tensione utopica verso [...] è già dato. Veltroni parla giu-stamente di [...] del Duemila «attenta al dolore di chi [...] alle aspirazioni di chi ha ta-lento e [...]. Per far questo la [...]. Han-no bisogno di dati [...] etiche della società, dalle chiese alle organizzazioni [...]. Questo distingue [...] destra. Lei interpretando Veltroni di-pinge una [...] nuova ma mol-to idealista. Il libro in discussione [...] due del governo. La sinistra che lui [...] deve fare la riforma [...]. Si deve misurare con le [...] di mercato, con le compatibilità [...] col dato che vita umana [...] per cui [...] di pensionamento non può più [...] la stessa. Que-sto è il realismo, ma [...] un realismo che non [...] non [...]. La nuova sinistra prospettata da Veltroni può diventare euro-pea? [...] importante in questo volume. [...] socialista non può più essere [...] resta-re legata in modo [...] socialista. [...] le componenti riformiste e [...] esperienza politica europea. Il partito laburista inglese [...] perchè è quello che me-glio interpreta questa [...] più legata alla ideologia e alla cultura [...] ma è capace di interpretare di-verse comportamenti. Il laburismo [...]. Professore, ma tutto questo [...] e che dice anche Veltroni non riporta [...] fare [...] un partito, un partito [...] «nuova [...] Non si può trasformare [...] in un partito, ma bisogna che il [...] nuova organizzazione rimanga aperto. Ed è necessario che [...] si riprendano tutti gli spazi. In-vece ho la sensazione che [...] di [...]. Sono quindi i partiti [...] e della nuova sinistra del Duemila che Veltroni [...] «Certo. E tutto questo si [...] discute di riforma isti-tuzionale e si chiede [...] visibilità alle forze politiche. Il si-stema elettorale che [...] la Camera, con il doppio voto, è [...] per garantire [...] di tutti i partiti; [...] incentivo alla moltiplicazione dei partiti. Ab-biamo fatto [...] un [...] e ce ne troviamo ancora [...]. [...] non [...] ma a tutti quelli che [...] supe-rato una certa soglia, ci sarà spazio per una [...] fra i partiti che ri-creerà tutti i vizi della [...]. Invece noi abbiamo fatto i [...] per far contare i cittadini. E questo può avvenire solo [...] prevale [...]. [...] forma di partecipazione politica. [...] «Ma i partiti, dice Veltroni, [...] sono più quelli di una volta. La for-ma partito non [...] quel-la di quaranta anni fa. Il partito di domani [...] la semplifi-cazione del sistema politico. E le re-sistenze a [...] chiaramente vengono dal Pds, dai Popolari e [...] gruppi costituiti. Non dimentichiamo che la [...] significa la so-pravvivenza e la continuità dei [...] loro autoconser-vazione. Ritanna Armeni [...] Nella celebre conferenza tenuta [...] Monaco [...] 1919, «La scienza come professione», Max Weber [...] gli studenti che lo ascoltava-no come dinanzi [...] prospettas-se non una «primavera in fiore, bensì [...] tenebre impenetrabili». Li ammonì a non [...] mondo del disincanto profeti che ci dicessero [...] fare», ma a impegnarsi nel «sem-plice e [...] per sfuggire al «duro destino del tempo», [...] configurando e su cui aleggiavano [...]. Tra gli studenti [...] alla conferenza [...] Karl [...] per lui quelle parole «furono [...] una re-denzione» e squarciarono «tutti i veli al mondo [...] desideri». Ma [...] esperienza segnò il percorso intellet-tuale [...] giovane filosofo: [...] di [...] nel 1924, per redigere sotto [...] guida la tesi di abilitazio-ne, [...] nel ruolo del prossi-mo». In quel crogiolo straordinario [...] insegnavano Auer-bach e [...] e Hartmann, [...] ebbe come compagni [...] e i più giovani Hans Jonas [...] Han-nah Arendt. Da [...] ricevette una straordinaria lezione [...] un inatteso tradi-mento in seguito alle prime [...] 1933 che lo costrinsero ad emigrare. Il contrasto cominciò a [...] si accorse che il [...] non solo lo spirito antiaccademico che li [...] creato, con «Essere e tempo», un vero [...] che il suo concetto di «storicità» preludeva [...] esplicito al regime nazista. Domande con le quali [...] a Ro-ma nel 1936 [...] si era rifu-giato -, [...] «che la [...] presa di posizione a [...] fosse insita nella [...]. [...] anche se il percorso di [...] siera ormai [...] fenomenologico e dal radica-lismo astratto [...] Nietzsche, per indi-rizzarsi verso la saggezza scettica di [...]. Proprio il «relativismo esistenziale» di Weber e [...] del saggio che gli diede [...] fama, «Max Weber e Karl Marx», del 1932, oltre [...] come «acceso [...] di [...] e della [...] compiuta attenzione alla politica [...]. Un percorso che diventerà [...] più critico, che non significa una visione [...] della storia, bensì una scettica indi-pendenza verso [...] che lo condurrà a un ritorno alla [...] in cui alla cen-tralità di Dio non [...] o del nulla. Insomma, il tenta-tivo di restituire [...] natura delle cose le prerogative che il creazionismo [...] affidato a Dio o [...] un varco tra Dio e [...] in cui [...] da [...]. Che è [...] più rilevante di tutta la [...] opera, ben nota anche in Italia, come «Da Hegel [...] Nietzsche» (1941), «Significato e fine della storia» (1949), e [...] esemplare lezione sempre tesa a [...] il rapporto con [...] naturale del mondo. Ma altri ancora sono [...] interesse della [...] filosofia, che adesso Orlan-do Franceschelli [...] cura nel suo saggio «Karl [...]. Le sfide della modernità tra Dio e nulla», che [...]. [...] accompagna a una vicenda [...] drammi di questo secolo e le di-sillusioni [...] un tra-vaglio in cui il sereno scetticismo [...] ha mai tradito la [...]. Carlo Carlino Una manifestazione dei [...] Pais Karl [...]. Le sfide della modernità [...] Dio [...] nulla di Orlando Franceschelli Donzelli 1997 [...]. Un pensatore che sa [...] di oggi e che indica la strada [...] «nuova grande trasfor-mazione» (dopo quella che ci [...] Karl [...] studiando il nesso che [...] del merca-to tra [...] e la resistenza del-le [...] Antonio [...]. Nato a Orune, nella [...] nel 1922 e [...] stato sempre scandito dalla storia [...] «isola», che mutava sotto la [...] pe-sante proprio negli anni centrali [...] esperienza. [...] per av-vicinarsi alla [...] figura ciè ora offerta dalla [...] biografia intellettuale di [...] Puliga: Antonio [...]. Cosa vuol dire essere [...] i tipi delle Iniziative culturali/ Edizioni Ets [...] Sassari [...] cui [...] svolse gran parte della [...]. Ma in Lui non [...] di provinciale. Il saldo rapporto intel-lettuale [...] Giuseppe Capograssi, uno dei più importan-ti interpreti [...] la tradizione rinnovata della filosofia del diritto, [...] nel pieno del dibattito [...]. Il nodo centrale della riflessione [...] pensatore sas-sarese nasce [...] sulla questione [...] oppure della pluralità [...] giuridi-co e quindi del porsi [...] Stato nei confronti della società e [...]. E [...] in quanto persona, in-fatti, che [...] società in [...] preforma e precostituisce con la [...] volontà e il suo agire. E nel suo agire [...] umana costituisce la comunità come ordi-namento giuridico [...]. [...] è la prova più evidente [...] possi-bilità rivoluzionaria di una lettura [...] come filosofia del-la [...]. Se Gramsci aveva decli-nato [...] istanza liberatrice e volontaristica [...] della politica di massa [...] sullo sfondo della riflessio-ne [...] la decli-na nel rapporto [...] Stato. E così facendo diviene [...] e del cambiamento che oggi scorre sotto [...]. Per [...] infatti, la relazione tra so-cietà [...] Stato vive [...] anzi-ché [...] tra questi due poli del [...] politico moder-no. Il fatto che tale [...] virtuosa oppure viziosa e di-sgregante è la [...] del rapporto: della [...] organicità, della [...] non meccanicità. Per il pensatore sassarese [...] quella della [...] incivilente della società: così [...] si rafforza e lo Stato insieme si [...] separata e astrat-ta, che opprime e che [...]. Il processo di civilizzazione [...] dello Stato, che include [...] delle relazioni sociali, anzi-ché [...] e [...]. Ed è questa la via [...] nelle sue lezioni [...] dello Stato. Questo il problema che [...] crisi di uno Stato assistenziale e di [...] Stato [...] (perché [...] senza [...] non si pone) che [...] il cittadino inteso come suddito anziché come [...] stessa e quindi della [...]. Solo con lo Stato [...] lo Stato ci si incivilisce e si [...] solo in questa prospetti-va si può ricostruire [...] dello Stato che ci guidi nella riforma [...] del rap-porto tra [...] e cittadinan-za. La spinta alla statalizzazione [...] forte e perenne. [...] ne disvela il farsi anche [...] essa pare più compromessa. E la scopre nella [...] scri-vendo quel capolavoro di [...] è La vendetta barbaricina, edito nel 1959 [...] ripropo-sto da Giuffré Editore. In questo libro [...] raggiun-ge [...] della [...] antiveggente modernità, laddove dimostra [...] ordinamenti a parti-re dalla coesistenza del soggetto [...] per essi. [...] è «soggetto di più [...] vite, ma di una sola e unica [...] tra pluralità e unicità degli ordina-menti è [...] del molteplice» e quindi come dilatar-si [...] della [...] a partire dalla stessa [...] che, mentre appartengono alla comunità, possono riformulare [...] lo Stato. È la questio-ne che [...] la ri-produzione del pluralismo è la dif-ficoltà [...] la quale è posta la politica moderna. Solo [...] del molteplice, dalla [...] ordi-namenti può [...] un «bene comune» che, [...] distruttrice dei cor-porativismi, si propone come un [...] riporta a [...] il vivere associato. [...] non parla mai del prin-cipio [...] sussidiarietà come elemen-to costruttore di una relazione vir-tuosa fra Stato e società. Ma il suo insegnamento [...] questo senso: la comunità barbari-cina si spoglia [...] solo se se ne rispetta la storicità [...] se ne propone [...] in un dialettico rap-porto, [...] e quindi con la [...] deca-dere tanto della vitalità della co-munità quanto [...] Stato. Ed è quanto [...] sto-rica, non solo sarda, [...] questo proposito ci inse-gna. Questo intreccio tra riflessione [...] e universalità dei problemi è il punto [...] teorica di [...]. E dob-biamo augurarci che [...] -i privati hanno già ini-ziato a far [...] -diano il loro contributo per la valorizzazio-ne [...] grande che, dopo Antonio Gramsci, la Sarde-gna [...] una «edizione critica» delle [...] un dovere. /// [...] /// E dob-biamo augurarci che [...] -i privati hanno già ini-ziato a far [...] -diano il loro contributo per la valorizzazio-ne [...] grande che, dopo Antonio Gramsci, la Sarde-gna [...] una «edizione critica» delle [...] un dovere. (0) (0) ![]()
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