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Ma non basta più [...] quartiere: occorrono spazi per i culti, il [...]. Susanna Tamaro Niente incontro [...] Milano [...] di Susanna Tamaro, dopo [...] solo di critica, il libro veleggia oltre [...] di Ani-ma mundi . E invece no. Bal-dini [...] Castoldi, editore [...] italiana più vendu-ta nel mondo, [...] annullato [...] a data da [...] con la scrittrice previsto per [...] 10 marzo al Piccolo Tea-tro di Milano. Nessuna motivazione ufficiale è [...] questo rinvio. Che siano state le [...] italiani [...] della [...] intervista allo [...] in cui confessa-va di [...] di spo-stare milioni di voti, ad [...] scoraggiato la scrittrice triestina [...] ha affidato alla sola Famiglia Cristiana (e [...] Radio Vaticana) le proprie opinioni sul mondo? Esposizioni A Siena Andrea Colitti Promossa [...] al-la Cultura del Comune [...] Sie-na, [...] inaugura, sabato prossi-mo alla Galleria di Palazzo Pa-trizi, [...] di Andrea Colitti. Nato a Roma nel [...] e padre italia-no) ha tenuto varie mostre, [...] nelle [...] solo recentemente ha risco-perto [...] italiane, aprendo uno studio nella ca-pitale. Nella introduzione al catalogo della [...] senese, Omar Calabrese, Assessore al-la [...] Palio, sottolinea che il Comune [...] più ragguardevoli [...] contemporanea, ospita le opere di Andrea Colitti per of-frire una testimonianza di [...]. Opere [...] Un microchip contro i ladri Un minuscolo chip, conte-nente tutti i dati [...] e soprattutto il nome del [...] proprietario, per di-fendere dai ladri quadri, scul-ture e mobili [...]. [...] è di un restauratore ed [...] David Webster, che ha lanciato [...] a Londra la [...] invenzione, una sorta che «impronta [...] elettroni-ca» che sicuramente attirerà [...]. Grande come un chicco [...] impossibile da localizza-re, ha un costo non [...]. [...] tempo frastornato dal [...] bat-tente [...] miriade di messaggi invasivi, che [...] corra il rischio di perdersi nel vuoto della generale [...]. La parola è in [...] forse soprattutto quella non urlata o catodica: [...] libri, appunto. Ma per chi -come [...] Ilse [...] -crede ancora [...] della scrittura quale pratica [...] senza retorica la vita, rimane pur sempre [...] esorcizzare questo pericolo mediante il silente tirocinio [...] una scrit-tura icastica, [...] essen-ziale. Allora il compito delle [...] «accedere al si-lenzio» e ciò non sembri [...] proviene dallo sguardo e [...] ossia «da quello che, [...] il modo di osservare più preciso, al [...] insieme [...]. Ciò non comporta che [...] chiamarsi fuori in un isolamento autistico o [...] si-gnifica «giocare lasciando se stessi fuori dal [...]. Vuol dire, oggi in [...] tanto ma non si ascolta, pretendere dalla [...] estremo che la con-duce al confine col [...]. Di Ilse [...] -nata a Vienna nel [...] lo scorso anno del premio dello Stato [...] letteratura -è stato recentemente tradotto a cura [...] Amalia [...] Kleist, il muschio e [...] trilogia di narrativi autobiografici, afori-smi e riflessioni [...] costituisce una summa stringata ma significativa della [...] tanta apparta-ta e schiva narratrice. [...] in cui la scrittura, [...] levare, rifugge dalla ricerca della parola bella. Così la sem-plicità, o [...] spon-taneità si fa [...] con la pro-sa e [...] è «come re-spirare» e la vita stessa [...]. Ma nel medesimo tem-po, [...] di-screta, che implica una sorta di distacco [...] al divenire della cose, vi è quasi [...] esse. Kleist, il muschio e [...] con un ricordo e [...] quella della cucina della [...] Ilse, costruita a per-pendicolo sui binari del treno, [...] magico peri-metro, reso tale dalla meraviglia stupefatta [...] ineffabili, [...] felicità, come quando il [...] pro-duce un piccolo terremoto [...] cose dal torpore della loro immobilità. È laggiù, nel tempo [...] fan-ciullezza e nello spazio del ricor-do che [...] di capire che cosa leghi insieme il [...] Kleist [...] il muschio e i fagiani. E da [...] privilegiato, scaturiscono visio-ni di [...] come quella di un profilo di donna [...] ponticello della ferrovia, mentre esce «da mondi [...] in altri». Altrove il ricordo si [...] tempo ritrovato della giovinezza scorre a ritroso [...] truce del nazismo e [...]. Altrove ancora, il ricordo [...] sola immagine, come nei brevi aforismi degli Appunti [...] in una formula dal [...] ad asseri-re che scrivere è forse solo [...]. Francesco [...] ponte di Mostar, i [...] parte croata della città in-fieriscono su [...] arcata or-mai ridotta a [...] di guerra. Poi [...] colpo che fa centro [...] delle pietre [...]. Quel ponte non era [...] e nemmeno più una via di passaggio, [...] simbolo contro cui accanirsi, il segno di [...] tra diversi che si voleva assolutamente cancellare. Forse nel terzo [...] rischieranno di essere solo [...] senza cielo come in [...] ma anche senza ponti, [...] arterie recise, quar-tieri fortilizio. Perchè oggi la città [...] luogo di una trasfor-mazione profonda: i suoi [...] ma non sono «mutanti» bensì uomini e [...] che però pregano, mangiano, abitano in modo [...]. È [...] inarrestabile della città multietnica [...] ci obbliga (pena il rassegnarsi a futuri [...] Fuga [...] New York) a pensare ogni proget-to in [...] e ai contenuti di nuove presenze culturali. La città e i [...] sono stati al centro anche della seconda [...] «Cultura e socializzazione nelle città europee del [...] dalla Regione Lombardia e dal Politecnico di Milano. Ma quali sono i [...] come le ha definite nel suo intervento [...] cardi-nale Martini, delle città contem-poranee? Pierfranco Galliani, [...] architetto-nica al Politecnico milanese (e uno dei [...] ci parla di una «una malattia da [...] dal vive-re una condizione di variazione continua. Viviamo invece in una [...] in un insieme complesso fatto [...] di parti urba-ne, ma anche di territori antro-pizzati più [...]. Le nostre realtà urbane [...] concentrazioni per poli staccati e non come [...] rispon-de ad un disegno unitario. Abbia-mo ad esempio grandi [...] stesse parti antiche delle cit-tà, che sono [...] servite e preziose o molto degradate, e [...] abbandonate e degra-date e [...] la nascita di punti [...]. [...] Charles De Gaulle di Parigi [...] un esempio significativo: si può andare a Pa-rigi [...] convegno senza vede-re la Tour [...] perchè lì [...] trovi tutto: biblioteche, al-berghi, [...]. Si creano in sostanza [...] paesaggi urbani; si pensi ai [...] di Londra o alla Vil-la Olimpica [...] Barcellona, luoghi dove si concentra un insieme [...] di vita. In questi [...] spazi [...] la gente si incontra, seleziona i propri [...] orga-nizzare la propria vita tra lavoro studio [...]. Come si attrezzano [...] alle sfide della immigrazione multietnica? Le faccio [...] della nuova Piazza Duca [...] a Milano, la piazza che [...] trova davanti alla Sta-zione Centrale e che è quindi [...] delle porte tradizionali di una città storica. È il luogo più [...] lì arrivano, lì si in-contrano e da [...] capi-re [...]. Be-ne, la nuova sistemazione della [...] una spianata di granito senza [...] chioschi, panchine. Come porta della città [...] più debole mi sembra una porta sbattuta [...]. Ma il tema della [...] si lega a quello storico [...] riqualificazione delle [...] dove si concentra [...]. Oggi la periferia soffre [...] identità, il suo paesaggio urbano non offre [...] quei servizi che danno la possibilità ai [...] valori e obiettivi di vita condivisibili, di [...] di [...] il futuro. Questa nuova identità da ricostruire, [...] attraverso [...] manufatti, non può non far riferi-mento anche [...] e [...] delle nostre cit-tà. Non basta più costruire una [...] di quartiere o un centro so-ciale; per dare vita [...] diverse peri-ferie [...] esse una [...] centralità. Quindi ac-canto alla residenza [...] di spazi per i culti, la cultu-ra, [...] costituzione di nuclei catalizzatori di occasioni e [...] specie di [...] della [...] e dello scambio colletti-vo». Abbiamo esempi di queste [...]. Là non [...] solo i diversi quartieri, musulmano [...] croato, o la compresenza di chiese, minare-ti e sinagoghe; [...] soprattutto [...] specifico ad [...] o ad una religione. A Sarajevo il luogo [...] le particola-rità delle diverse tradizioni era la [...] la diversità era quin-di vissuta nella famigliarità [...] la città offriva ampi spazi per tutti [...] fre-quentava al di sopra di ogni diffe-renza. Sarajevo, le sue case, i [...] edifici sono stati [...] distrutti perchè il loro stesso [...] il loro aspetto fisico erano rappre-sentativi di una particolare [...] sociale e culturale che si vo-leva distruggere; erano il [...] vivente di [...] urba-na multietnica e [...] da cancellare. Ma non vorrei chiu-dere con [...] così deso-lante. [...] Robert [...] ha realizzato nella capitale inglese [...] London [...] più concreto di uno spazio [...] cit-tà multietnica. Si tratta di un [...] scuola a casa per malati di Aids [...] assi-stenza famigliare. [...] vengono [...] etniche e religiose in una [...] come quella del diverso ap-proccio culturale e religioso al [...] della morte, che è potenzial-mente differenziante e disgregante. Ma la London [...] ha [...] dello spazio è nata da [...]. /// [...] /// La scelta di [...] che ha dedicato saggi [...] temi quali il dono, la testimonianza e [...] «simpatia» con [...] di [...] al tema [...] che riguarda innanzitutto la [...] soggetto ha di se stesso prima ancora [...]. [...] dunque non è un [...] dare quello che si ha, ma inizia [...] un altro che va al di là [...] di accoglienza, che so che deformerà il [...] mia casa, la mia città. Ed è disponibilità a mettere [...] discussione se stessi: [...] o lo scontro con [...] con il diverso, spiazza gli [...] e i popoli [...] a [...]. Quindi chi ospita è [...] della propria casa e della propria terra. [...] in [...] si manifesta quindi come [...] va oltre il diritto cosmopolita affermato da Kant, [...] legato alla cittadinanza; per [...] è invece asilo, accoglienza [...] offerto allo straniero. Gli influssi [...] romana «rivisitati» da una tendenza [...]. Assai prima che il pallido [...] teatri [...] i biondi capelli di Danimarca [...] già di gran moda. Le signore romane facevano [...] avere una bella parrucca di capelli dorati, [...] terre di Amleto. Piaceva anche [...] che mercan-ti ambulanti, varcando i [...] e spingendosi, a loro [...]. [...] loro capi consideravano un privilegio, [...] specie di [...] avere un oggetto [...] romana o an-che un pezzo [...] o un vasetto di vetro. Piaceva an-che il modo [...] romani e [...] degli animali domestici. È da loro che [...] nei cor-tili le galline o le oche [...]. E anche il gatto fece [...] romane. [...] del Baltico a confronto. Un confronto, che, da [...] vista etico, per ammissione degli stessi romani, [...] tutto favore dei «barbari», ritenuti onesti e [...] tutto agli antichi romani, mentre i mo-derni, [...] vizi della decadenza, mostravano una [...]. La mostra presenta un [...] perché è la prima volta in assoluto [...] questa [...]. La [...] tanto lontana può essere arrivata [...] romana. [...] in mostra, che fa una [...] differenza. È importante, inoltre, per [...] dei pezzi, molti dei quali di qualità [...] prima. Anche gli esemplari di [...] compaiono o ricompaiono per [...]. [...] esempio, è collocata la [...] marmo, di severa bellez-za, di Dace, che [...] Foro romano, custodita nel [...]. [...] e nella produzione «barbara» vengono [...] a confronto le due culture, mettendo gli [...] accanto agli altri oggetti [...] di comune provenienza [...] in oro e argento o [...] bronzo o di vetro. I prodotti romani arrivavano [...] donati-vi o anche come [...]. I barbari offrivano pellicce, [...]. Ricevevano prodotti lavorati e [...] proprie opere [...]. Articolata in sette sezioni, [...] gli aspetti della vita di tutti i [...] di comunicazione alle attività domesti-che, alla moda, [...] alla superstizione, agli armamenti, [...] ai simboli del [...] bracciali, anelli, ritratti marmorei, [...]. [...] fra le due culture [...] crogiolo, dal quale inizia il cammino verso [...]. Un crogio-lo nel quale [...] la loro visione della realtà. [...] resta quella romana, ma gli [...] nordici tendono sempre più ad imbrigliare le forme in [...] geometriche, [...] tanto da legittimare [...] che «in questa produzione -come [...] legge nel sag-gio di Luisa Franchi [...] -si fondono e si compene-trano [...] creazione di una forma artistica del tutto nuo-va le [...] tendenze di fondo [...] preistorica, [...] avvenire solo in questo ambito [...] per molti versi conservatore di [...]. I territori scandinavi, peraltro, [...] vichinghi, possedevano una condizione culturale di tutto [...]. Il periodo [...] aspetti che adesso fanno parte [...] vita quotidiana: una [...] eccetera. Sul «limes» (confine), gli [...] soldati romani e guerrieri barbari avevano carattere [...] secoli della nostra era. Ma [...] comples-siva era sostanzialmente pacifica. È il periodo in cui [...] romano aumenta [...]. La mostra, promossa dalla Regione Lombardia, [...] Provincia di Milano e dalla Fondazione «Arte [...] Civiltà», [...] aperta fino al 1 giugno tutti i [...] alle [...]. /// [...] /// Figura maschile in bronzo, I-II [...]. /// [...] /// Figura maschile in bronzo, I-II [...]. (0) (0) ![]()
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