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Appello della Protezione civile [...] nelle case Il terremoto non si ferma, [...] Tra gli sfollati arriva la grande paura Nuova [...] ieri alle 10. Un morto e quattro [...] Il [...] «Non usare le scuole per gli sfollati» Il Governo [...] che «le scuole non siano requisite per [...] dei terremotati, per le quali vanno trovate [...] non si può assolutamente permettere che gli [...] anno scolastico». Per il ministro della [...] Luigi Berlinguer [...] emergenza terremoto non può [...] svolgimento delle lezioni nelle Marche e in Umbria. E Berlinguer lo ha [...] agli amministratori marchigiani riuniti con lui a Macerata [...] il punto della situazione. Fra [...] altro il mondo della scuola [...] quello che sta vivendo [...] emergenza [...] emergenza» per i gravi danni [...] dalle strutture. Per gli edifici scolastici [...] compromessi, esiste purtroppo già [...] esigenza di ripartire con [...]. Per le strutture recuperabili [...] lavori di ripristino, facendo appoggiare le classi [...] fortuna. Le scuole che sono [...] attività quando verrà il [...] il ministro. In tutti gli edifici, [...] al presidente della Regione Vito [...] Ambrosio, a quelli delle [...] Ancona e Macerata [...] e [...] «vanno fatti rapidamente gli [...]. Il ministro non ha [...] ce ne fosse bisogno, [...] acquisizione di strutture anche [...] garantire le lezioni. Dati i riscontri che [...] -, riteniamo comunque possibile coprire tutte le [...]. Capisco i problemi delle [...] trovate altre soluzioni». /// [...] /// Il silenzio fa davvero [...]. In via Vittorio Veneto [...] i gatti, che entrano nelle porte socchiuse, [...]. Silenzio perché nessuno, [...]. /// [...] /// Ma stamattina [...] stata [...] scossa, ed è stata una [...] allo stomaco per tutti. Ci ha fatto capire [...] muri, le pietre delle nostre case, ci [...]. [...] anziano che parla è [...] Cesare Federi-ci, dove finisce via Vittorio Veneto. In mano ha un [...]. Non ce la fac-cio». Si gira [...] parte, il vecchio con [...] perché gli viene [...]. La «botta» è arrivata [...] settimo [...] grado della scala Mercalli, [...]. [...] venti centimetri da terra», raccon-ta Luigi Loreti, 71 anni, una volta ca-pocantiere Anas. Cosa vuole, [...] nelle [...] non [...] appena sveglio, dopo la colazione [...] campo di noi terremotati, ti trovi lì davanti senza [...] pensarci. Mia figlia è giovane, [...] ed è svenuta in strada. [...] il tuono, quel ru-more che [...] un [...] male. [...] stessi [...] guerra, quando [...] passavano i tede-schi in ritirata [...] gli alleati li bombar-davano». /// [...] /// Speranza di tornare a [...] alla scuola. Si ricomincia da capo, e [...] diventa sempre più pe-sante. [...] solo nelle Marche (Serravalle, Ca-merino, Fabriano. Chi ci abitava, poteva [...] let-to. La nuova scossa ha [...] si entra in nessuna casa, biso-gna aspettare [...] valutino i [...] danni. La Protezione civile lo [...] comunicati: «Non tornate a casa, nemmeno per [...]. /// [...] /// La [...] è vecchia e tut-ta [...] resistito alle altre scosse. Oggi no, è piena [...] prima non [...]. Ho una grande [...]. La paura [...]. Gior-ni e giorni, con [...] ti trema sotto i piedi, ed alla [...] non resiste. Elvira Angeli, 75 anni, ieri [...] entrata nella [...] casa in una frazione di Foligno, quando è arrivato il terre-moto. Non è stata uccisa dalle [...] ed ha provocato un infarto. Si è fe-rita una ragazza, [...]. In ospedale anche un [...] Marco Ducci, colpito ad un piede da [...] Serravalle. Altri tre suoi compagni [...] a Col-fiorito. Assieme alla paura, anche [...]. Il nuovo colpo fa [...] «normalità» è ancora una speranza lontana. [...] subito i prefabbricati con le [...] dentro, perché [...] è vicino. Si capisce che le tende [...] le [...] non potranno bastare. A Cesi, [...] di una troupe della Rai [...] Ancona è stata presa a calci. [...] è stato individuato proprio al [...] fra [...] e le Marche, come se [...] terremoto avesse seguito [...] della carta geo-grafica. La scossa è partita [...] terra sopra la quale ci sono le [...] Colfiorito e Serravalle. Frazio-ni come Annifo sono [...] non esistono. Trecento abitanti, e so-no [...] soltanto due case, [...]. A Fo-ligno [...] già pericolante è sta-to [...] torre civica rischia di cadere da un [...]. Un mira-colo». Sono [...] con maggior crudeltà dal terremoto. [...] lucente, dopo i tornanti sulla [...] ecco un altipiano [...] canne. Quattro baracche, dove si [...] rosse» ed il farro. Ma non ci sono turisti, [...] sol-tanto [...] dei [...] fuoco [...] mezzi degli altri soccorritori. Nel bar appena fuori Colfiorito [...] scritto a mano, annuncia che presso la [...] si orga-nizza anche « [...] per i bambini». Meglio non [...] tutto il giorno assieme [...] parla-no soltanto di scosse e della paura [...]. [...] gente che lavora, vuole [...] tornare in fabbri-ca o in ufficio. Vuole sapere quando potrà [...]. Con la nuova scossa, [...] ballo». Ha ri-schiato la [...] il vi-gile Ceolin. Vede, la gente è legata [...] sue cose. Ci hanno chiesto non [...] casa per prendere i soldi o i [...] re-cuperare un crocefisso al quale sono molto [...] chiesa che era crollata quasi completamente. Siamo riusciti ad entrare, ma [...] il crocefisso [...] troppe pietre. Ab-biamo coperto [...] con un telo, abbiamo [...] della Madonna. [...] arrivato [...] 10,55, e siamo scappati fuori. Ho do-vuto [...] radio ed i fogli di [...]. Sa, in certi momenti. Alle 17 e 30, nel [...] da calcio di Serravalle dove ci sono tende e [...] ancora [...] sole. /// [...] /// [...] venticinque al massimo, il sole [...]. Tornerà soltanto a marzo. E noi, co-me faremo a [...] in [...] che [...]. Nessuno si lamenta, [...] dei soc-corsi. Anzi, vogliono che si [...] tutti sono stati molto [...]. La cucina [...] le toi-lette per donne e [...] con i telefoni e quello dei carabi-nieri, e fra [...] la possibilità di farsi [...]. Sono bravi davvero, [...]. Prima di mezza-notte ci [...] thè. /// [...] /// Resta illuminata solo la [...] che «dicono un tempo [...]. [...] con i [...] giocattoli man-dati [...] Croce rossa. Non perché si abbia [...] sia sorvegliata, ma perché si cerca di [...] no a resistere. Sa, una casa come la [...] ha i muri a sacco. Vuol dire che alla [...] metro e venti, poi mano mano si [...]. E dai un [...]. Io, fino a ieri, [...] piccolo mo-nolocale, accanto alla casa, che ho [...]. Dopo la botta di [...]. Il terremoto, [...] sul [...] sul futuro. Ti toglie le cose [...] quelle piccole, ma alle quali sei abituato. Sembrerà strano, ma [...] in tendopoli ti manca il [...] che è anche fumoso; ti manca il ta-baccaio, dove [...] trovano i cacciatori e [...] sport. /// [...] /// Il maestro spera che [...] Serravalle [...] al più presto, un grande contai-ner. /// [...] /// Mi hanno telefonato sul [...] sera. Ecco, se riapriamo la [...] sarebbe un bel se-gno, un incoraggiamento che [...]. Di crepe e di [...] bambini ne hanno visto an-che troppe. Anche noi grandi, del [...]. Quando arriva la [...] sai come reagire. Stamattina mia moglie [...] mia moglie -sono rimaste [...] sono messe a piangere. Mio suocero, anziano, è [...]. Quando la terra ha [...] in aria -sì, il terremoto fa saltare [...] a vedere la stalle, e le [...]. /// [...] /// Lo hai tu, lo [...] e non sai cosa possa provoca-re. Io mi sono trovato [...] uomo della Protezione civile, per stare in [...] per farmi co-raggio. La scossa di stamane [...] la peggiore di tutte, perché ci ha [...] che tutto questo possa finire presto. E dire che stamat-tina [...]. [...] ho dormito bene, anche se [...] freddo, ma ero tranquillo. Sta per finire, pen-savo. Fra un poco di [...] le case, si riapriranno i ne-gozi. E invece, eccoci [...] e ci reste-remo una vita. Pensare che, nelle pri-me [...] roulotte non sono ve-nuto. Mi sono arrangiato da [...] il posto a chi è più vecchio [...]. Nel buio della sera, [...] Vittorio Ve-neto sembra un paese abbandonato dopo una guerra. Solo una luce, quel-li dei [...] del fuoco che cercano di «alleggerire» una casa. [...] casa crolla, rischia di danneggiare [...] vicine». Luci bianche oltre gli [...] alla vallata. Tendo-poli, centri di soccorso, [...] per cercare calore. Poteva essere una notte diversa, [...] passo [...] dove ad abitare le case [...] rimasti soprattutto i vecchi. Ma il boato delle [...] a zero il [...]. /// [...] /// Giusep-pe Antonelli è un [...] anni. /// [...] /// Ha la faccia rivol-ta [...] basso. [...] che continua a [...] e sem-bra [...] parlare. Poi, con voce tremula [...] pieni di lacrime sussurra «perché non la [...] ti fermi, terra maledet-ta». Ne ha sentiti in [...] Giu-seppe di terremoti. Quassù, a No-cera Umbra, dove [...] terra trema or-mai [...] giorni, ogni tanto il terre-moto [...] ma come questa volta non è mai successo. Questa gente non ha [...] fuggire, né dove andare. Così, ieri mattina, la [...] li ha sorpre-si nelle tende, per strada, [...]. Nei loro volti è [...] il terrore, «perché questa è la fine [...]. Ma che sta succedendo [...] piedi, nelle viscere della ter-ra?» si chiede [...]. E Nocera Umbra, scossa [...] ogni giorno di più. A [...] da lontano, se non fosse [...] la torre municipale, che sem-bra essere stata spaccata in [...] da un colpo [...] pare quasi intat-ta. Ma tutte le sue case [...] ormai come tanti gusci [...]. Roberto [...] un ragazzo di 25 [...] mestiere, ci mostra la [...] casa, vicino alla fer-rovia: [...] il terre-moto non [...] toccata», poi aprendo la [...] ci fa vedere quello che è successo [...]. Con lui [...] Michele [...] un suo [...] liceo a Foligno. Ha con [...] fotografica «perché -ci dice [...] foto come ricordo. [...] tutto», ed indica due case [...] fronte che i proprietari, nella speranza di [...] dalle piogge [...] neri. Ma per quelle case, [...] tutta Nocera Umbra, non [...]. Poco più distante [...] la ferrovia. I treni marciano a [...]. [...] il rischio che alcune [...] i binari possano crol-lare a causa degli [...]. Squadre dei vigili del [...] a lavoro per demolire altre case lungo [...] dalla stazione porta in centro, mentre la [...] silenzio le ruspe che abbattono le case. Non hanno voglia di [...]. Hanno i nervi a [...]. Il [...] è ormai im-padronito di loro: [...] come si fa a [...] tv adire [...] rientra [...] è questo quello che la [...] pensa e dice a Nocera [...]. [...] però chi, nonostante tutto, vuol [...] a vivere una «nor-male emergenza». E per [...] basta andare nelle tendopoli. In quella allestita nel nuovo [...] sportivo, dove [...] raccolta quasi [...] Campo». Trasmette musica, annuncia [...] del postino e [...] del pranzo. [...] anche la tenda della parrucchiera [...] del barbiere. Gli sfollati, qualche ora dopo [...] grande scossa, sembrano se-reni. Sembrano, perché non lo [...]. Guardano sempre verso [...]. /// [...] /// Eleonora Broglia, una signora bionda, [...] tra le lacrime «ci piace [...] il nostro paese. Lì [...] la nostra vita, la nostra [...]. In quelle case rotte [...] nostre piccole cose, cose che amiamo e [...] ci sta portando via». Tra le tende incontriamo Giu-seppe [...] parlamentare del Pds, eletto [...] che da [...] dal giorno del terremoto, [...] mosso. E [...] gli [...] chiedono -ma ci sarà la [...] Spe-riamo proprio di no, perché [...] stiamo molto male e senza [...] Go-verno staremo certamente peggio. Veda un [...] lei, onorevole». Una signora, invece, si [...] più nulla. Ho perso tutto. Sono ri-masta con cinquemila [...] che vergogna. Come farò a vi-vere?». Insomma, alla paura, al [...] per un futuro incerto e [...] la-voro. [...] stato però chi, a Nocera Um-bra, sul suo posto di lavoro ha do-vuto [...] nonostante il terre-moto. Sono gli operai della [...] Merloni, [...] in tutto, prima usci-ti di corsa dallo [...] richiamati subito al lavoro dal-la direzione del [...] negato loro qualsiasi permesso «perché la produzione [...]. /// [...] /// Sono gli operai della [...] Merloni, [...] in tutto, prima usci-ti di corsa dallo [...] richiamati subito al lavoro dal-la direzione del [...] negato loro qualsiasi permesso «perché la produzione [...]. (0) (0) ![]()
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