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Il film di Joseph [...] (1953) colpì soprattutto per [...] delle capigliature, che Roland [...] nel suo [...] assunse a «segno» della [...]. La storia è una miniera [...] del cinema. Hollywood ha attinto a [...] talora ci riprova, alle origini degli States, [...] di polvere da sparo e scotennamenti i [...] incontaminati dei padri fondatori, raggiungendo vertici di [...] «Passaggio a Nord Ovest» (King Vidor, 1940), [...] da Spencer Tracy annientano grappoli di quelle [...] storia chiamate indiani. La lacrima [...] di «Balla coi lupi» (Kevin Costner, 1990) era lontana non cinquanta, ma migliaia di [...]. Napoleone, a parte il [...] Abel [...] ha assunto le sembianze [...] Marlon Brando o quelle meno seducenti di Herbert [...] o del grave [...] Steiger. [...] non ha potuto dribblare il [...] fondativo del Risorgimento. Anche con qualche buon [...] (1934) di Alessandro Blasetti o la commedia [...] Vittorio De Sica «Un garibaldino al convento» [...]. E la Storia potrebbe [...]. Anzi, è certo che [...]. La chioma di Cesare [...] Napoleone [...] erano Erodoto e Tucidide, [...] tutti [...]. Ma a quale dei [...] della storia attribuire la pa-ternità del [...] inteso come divulgazione popolare. Storia spettacolo, storia racconta-ta, [...] e accademica ma quella, da Omero a Hollywood, [...] mito o anche di [...] che nel bene e [...] sedimentato identità e acceso la fantasia popolare. A chi, dunque, la [...] al «delizioso ragazzo» [...] Erodoto, che volgeva lo [...] inge-nuo alle stranezze, alle particolarità, alle lontananze [...] che mescolava miti e descriveva riti? Oppure [...] Tucidide, riconosciuto fondatore della storia come scienza politica [...] si misurò con la grande cri-si della [...] guerra del Pe-loponneso e, senza alcun imbaraz-zo, [...] a Pericle i senti-menti che egli pensava [...] provato». Il problema, invece, se [...] Simon [...] storico, studioso e [...] del mondo accademico, in [...] sul New [...] nel qua-le ha deciso [...] Holly-wood, fabbrica di miti storici con la vocazione [...]. [...] è il nuovo film [...] Spielberg, [...] che racconta la rivolta [...] su una nave spagnola, di un gruppo [...]. /// [...] /// È pro-prio questa la [...] at-traverso Hollywood che non piace a Simon [...] il continuo bisogno di [...] al presente, di rassicurare lo spetta-tore presentando [...] fami-liari e riducendo quindi ciò che è [...] lontananza di ciò che è passato. Così è anche nel [...] che ha come protagonista, [...] avvocato difensore degli ammutina-ti, [...] presidente degli Stati Uniti John Adams. Troppa venerazione, troppo rispet-to [...] degli antenati. Troppo «buonismo» nel [...] preoccupa-ti, in nome della Dichiarazione [...] di coniugare la libertà con la giusti-zia. Non erano, forse, i [...] americani, a cominciare da Jefferson, schiavisti «non [...] Spielberg, [...] di recente alla venerazione [...] di [...] trovato, in questa nostalgica [...] millennio, il mestiere ta-gliato per lui «e [...] servizio della causa le sue doti di [...]. È vero, dice lo [...] Adams, nella [...] arringa difensiva di fronte [...] citò i grandi del passato. Non lo fece, però, [...] loro amore di giusti-zia. [...] una ragione [...] molto più efficace: «Un giurato, [...] più raz-zista di tutti, era morto nel suo letto [...] il lungo discorso difensivo durato otto giorni». Quello di Adams era [...] ricordare ai giudici che anche loro «sono [...] ad una corte ancor più Alta e, [...] sarebbe stato, se di fron-te a quel Giudice [...] un far-dello piccolo di peccati come fu [...] padri fondatori della nazione» . Il diavolo, certo, si [...]. Ma il vero nocciolo [...] lo studioso, non è in una pedantesca [...] delle vicende del passato. Tanto più che gli [...] non possono permettersi di scaricare tutte le [...] Stephen Spielberg e do-vrebbero [...] se non hanno troppo [...] raccontare sto-rie. Il nocciolo, in realtà, è [...] quasi ossessiva del «noi siamo [...] che era-vamo», il continuo richiamo al passato co-me parte [...] noi che produce, nella [...] ver-sione [...] sul grande schermo una fasulla [...] persino strette di mano e baci ai bambini «in [...] stile [...] compresi. Cosa resta fuori? Resta [...] il gusto per [...] per la stra-nezza del [...]. Resta fuori Ero-doto «accusato [...] Tu-cidide di poca credibilità per [...] uso indiscriminato delle fonti [...] Il [...] fra familiarità e stra-nezza è [...] della storia, scrive Simon [...] così come sempre è [...] di battaglie acca-nite fra analisti e raccontatori. E Hollywood? Hollywood «non sa [...] di storie [...] in-certo, dove il bello e [...] brutto si confondono», sostiene [...]. Ma ciò che è vero [...] gli [...] sul Pacifi-co non vale per [...] parti del mondo. Cita il Gattopardo di Visconti [...] di Her-zog, [...] di [...] e Il Colon-nello [...] di Yves Angelo. E racconta lo shock [...] di Scorsese, la capacità [...] trascinare lo spet-tatore lontano da ciò che [...]. Jolanda Bufalini Tranfaglia spiega [...] devono accettare i media Eppure ogni [...] un Mito Un fotogramma dal film [...] di Spielberg e al [...] del «New [...] sulla storia secondo gli [...] Hollywood Eric Hobsbawm un paio [...] fa lo disse senza [...] oggi fare il mestiere dello storico è [...]. Attenzione, cari colleghi -osservava il [...] studioso -le nostre ricer-che devono [...] più che mai rigo-rose, altrimenti rischiano di [...] usate da qualche scalmanato nazio-nalista [...]. Quelli che vengono definiti «i [...] di una nazione possono diventare [...] di divisione, anziché di [...]. Ricordare per credere ciò che [...] accaduto in Bosnia. Se ci mettono poi [...] media. Ne parliamo con Nicola Tranfaglia [...] che non ha mai disdegnato il rap-porto [...] con la televisio-ne. Allora Tranfaglia cosa ne [...] fra media e storia? Delle [...] dei registi cinematografici, dei [...] degli storici nel trattare [...] delicati come [...] «Divulgare la storia di un paese è [...]. Far conoscere i miti [...] di una nazione lo è [...] di più. Quindi, ben vengano i [...]. Ci vuole però una [...] gli specialisti: fra storici ed esperti di [...] siano essi registi o giorna-listi. [...] reciproco [...] primi non possono pretendere dai [...] una divulgazione che con-servi integri tutti [...] i secondi debbono evitare le [...] perché a forza di semplificare si [...]. I miti [...] sono utili ad [...] «In un periodo come il [...] di grande secolarizzazione e con cul-ture laiche deboli, incapaci [...] pro-poste forti, [...] bisogno più che mai dei [...]. Naturalmente, [...] mito e mito. Ci sono quelli posi-tivi [...] di sottolineare la capacità di slancio e [...] un [...] e quelli negativi che richiamano [...]. In Italia, [...] un basso tasso di [...] questo noi abbiamo un [...] «Sono certamente utili se [...]. Il mito del Carroccio, [...] propagandato dalla Lega, non è positivo. Risulta infatti assolutamente anacronisti-co: parla [...] una patria che in realtà [...] non è stata tale. [...] di una nazione [...] sempre un mito fonda-tivo, ma [...] mito non basta. Occorre ogni giorno rinnovare, [...]. Torniamo ai rischi di aiutare, [...] la divulgazione distor-ta dei miti [...] forme di [...] e di etnocentri-smo. [...] «Certo, proporre oggi un mito [...] sarebbe molto pericoloso. Ma parliamo di un [...]. Prendiamo un esempio italiano: [...] divulgare la storia [...] della capacità del Nord [...] Sud di stare insieme. Non chiamerei que-sto processo col [...] un [...] ideo-logico di Risorgimento, ma certo [...] ricordando quali sacri-fici ha richiesto la costruzione di una [...] comune [...] vantag-gi ha comportato, tapperebbe la [...] a tanti secessionisti. Questa ricostruzione, naturalmente, do-vrebbe riconoscere [...] i limiti di [...]. [...] «Anche essa può essere [...] un certo distacco, non dimentican-do però il [...] mo-vimento dopo il ventennio fascista. Altro che crisi della [...] settembre! Ma Risorgimento e Resistenza [...] capacità di attra-zione generalizzata come, ad esempio, [...] Usa [...] avuto il mi-to della Frontiera. Dipende dal fatto che [...] ristrette? «Sono stati certamente dei moti che [...] delle [...]. Del resto è molto difficile [...] la storia [...] sempre fatta le minoranze. I miti [...] non so-no stati vissuti [...] unitario e unificante. La ri-voluzione francese e [...] erano mica volute da tut-ti. Le grandi maggioranze, del [...] rimaste passive e non per colpa loro, [...] perché dovevano occuparsi della sopravvivenza, di come [...]. Comunque, un grande evento [...] mito fondativo della nazione nel momento in [...] come costitutivo della storia comu-ne. I media fanno bene [...] rafforzano così il processo di identificazione. /// [...] /// Non dimentichiamo [...] e semplificatori dei miti [...] Hitler, Mussolini e Giuseppe Stalin». Gabriella Mecucci Trovata una lettera [...] inviata nel 1925 [...] ministro Casati. Il poeta chiedeva un [...] per carità, un lavoro». Firmato Ungaretti La missiva [...] dei rapporti, noti, tra il poeta e [...] Duce. Parla [...] il romanziere che ha [...] amicizia. È lo stesso uomo [...] Mussolini aveva garantito un sussidio di mille lire [...] tra giugno 1924 e aprile 1925? Sì, [...]. Il tormentone sui rapporti [...] di Allegria di naufragi e il fa-scismo [...] ritrova-mento di un lettera inedita a opera [...] di letterature mo-derne comparate, Francesca Pe-trocchi. Petrocchi da tempo è im-pegnata [...] studiare il rapporto tra scrittori e regime durante il [...] e, si direbbe, a [...] in anticipo i frutti (già [...] «filtrò» la notizia del ritrovamento [...] lettera, [...] inedita, di Ungaretti a Mussolini. Ora sem-bra comunque che [...] pubblicazione, per [...] Gui-do Izzi). [...] di oggi, dun-que, è [...] poeta scrisse il 18 aprile 1925 ad Alessandro Casa-ti, [...] ministro della Pubblica Istruzione, personaggio influente in [...] Italia-na, per [...] un posto alla [...] «nella propaganda, o in [...] o [...] per la correzione di [...] la raccolta e [...] delle schede». Con aprile quel sussidio [...] Mussolini si era inter-rotto, aggiunge, e spiega: «Ho [...] messo in grado di [...] come ho il do-vere di non [...] patire la mia bambina. Un artista vero non [...] né lusso, ma nep-pure vuole elemosine». Gli [...] di fronte a questa [...] ciò che sottin-tende -la richiesta, precedente, [...] al Duce -si sentiranno [...] Maurizio [...] autore di un gran [...] poche stagioni fa, Il co-raggio del pettirosso, [...] ambientata tra Alessandria [...] e la Garfagnana, tra [...] piazzò come una strava-gante, imponente e suggestiva [...] di Ungaretti. Amici veri» ribatte [...]. Quando, nel [...] gli chiese il sussi-dio, gli [...] anche simpatica-mente, sul tono [...] beccati [...]. La lettera sarà inedita, ma [...] succo è noto». [...] conser-va in libreria [...] Ungaretti edito da Mondadori, [...] pubblicate le lettere tra i due che [...] documentano, anche sotto questo profilo alimen-tare, il [...]. E ricorda che lì [...] a La Spezia, dalle Edizioni Apuane fu [...] edizione di Il porto sepolto, la raccolta [...] dedica del Duce. Sarebbe un bel colpo, [...] un altro scritto di Ungaretti, un bigliettino [...] una notte in Questura: «Tornato dal Brasile, [...] una sera in trattoria cominciò a inveire [...] razziali. Fu arrestato e rilasciato [...]. Quello che non è [...] è che a [...] liberare fu Mussolini stesso, [...] chiesto, e ottenuto, di mandare un messaggio». Sul rapporto tra i [...] il Duce, e il [...] il Poe-ta -è stato [...]. /// [...] /// Si sa del fascino [...] di Mussolini esercitò su Ungaretti, come su [...] di Pa-pini, nel primo dopoguerra e nei [...] regime, si sa della difficoltà tremenda a [...] scrittore, con moglie e figlia a cari-co, [...] benché or-mai noto [...] per la [...] speri-mentazione sulla parola poetica. [...] alla [...] -stando a questa lettera ritrovata [...] un posto qualunque, anche da usciere; [...] in gattabuia [...] finito perché protestava con-tro le [...] del [...]. [...] che lui suscitava nel Duce, Ungaretti provò, anni dopo, a darsi una spiegazione: « Non [...] perché, ma gli ero apparso come un mito del [...] del-la credulità, se si vuole, o [...] sincerità negli slanci [...] senza mai calcoli» spiegò un [...] Leone Piccioni. Maria Serena [...] La lunga lista dei [...] È [...] nota quella degli intellettuali «compromessi» da rapporti [...] autorità fasciste. Stretti dalle necessità della [...] convinta adesione negli anni della giovinezza, alcuni [...] antifascisti sono stati rimproverati di opportunismo. Nel mirino sono finiti [...] Bobbio e Moravia, Bilenchi, Pratolini, Vittorini, e [...] Ignazio Silone, ricattato dalla polizia per via del fratello [...]. Situazioni diverse, [...] di una [...] che alternava la forza alla [...]. Dalla quale però gli [...] antifascista si riscattarono pagando anche forti prezzi [...]. /// [...] /// Dalla quale però gli [...] antifascista si riscattarono pagando anche forti prezzi [...]. (0) (0) ![]()
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