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Frassinella Torino, 1932) raccolta [...] guerra civile, pubblicata nel 1924. Col suo tono da [...] suo linguaggio spesso volutamente sgrammaticato (come in [...] il lettore tenga presente che il Babel [...] a scrivere sia un rozzo soldato), col [...] di immagini, sentenzioso, la « Armata a [...] spesso pagine di rara potenza, che ne [...] libri più belli che siano stati scritti [...] della [...] lotta tra i « [...] i bolscevichi. Per notizie [...] rimandiamo a pagina 2383. Io confido che voi, [...] che avete preso [...] vostro notiziario, non abbiate [...] di [...] che si trova al [...] tre per nove terre, in un certo [...] spazio sconosciuto; io fui là chissà quando [...] di contrabbando [...] mi bagnai la bocca [...] mi tocca (1). À proposito della sullodata [...] da scrivere, ma come si dice nel [...] di fai e, è impossibile [...] via tutte le porcherie [...]. Perciò vi descriverò soltanto [...] occhi hanno visto con le proprie mani. Sette giorni fa era [...] cheta piccola notte, quando il nostro ben [...] si fermò lì carico [...]. Tutti noi si bruciava [...] concorrere alla causa comune e [...] la destinazione di [...]. Ma però ci accorgiamo [...] non fa nulla per partire, il nostro [...] (2) non gira, e [...] a dubitare nei loro discorsi: perchè questa [...] Ed [...] questa fermata era tremenda per la causa [...] « portatori di sacchi », questi malvagi [...] si trovava anche un infinito stuolo di [...] sfrontatamente nei riguardi [...] ferroviaria. Senza paura [...] alle maniglie, questi malvagi nemici, [...] sui tetti di ferro dei vagoni, disturbavano e buttavano [...] e nelle loro mani figurava [...] famosissimo sale, che arriva fino a 5 [...] (3) per sacchetto. Ma il trionfo del [...] portatori di sacchi » (4) non durò [...]. [...] dei combattenti scesi giù [...] la possibilità alla vilipesa autorità dei ferrovieri [...] pieni polmoni. Soltanto il sesso debole rimase [...] coi suoi fagotti. Per compassione i combattenti [...] nei [...] ed altre non le [...]. Anche nel nostro vagone del [...] plotone, [...] presenti due ragazze, quando, battuta [...] prima campana (5), [...] una donna di bella presenza [...] un bambino in braccio, e [...] salire, diletti [...]. Ricordate, plotone, la vostra [...] pure voi siete stati bambini presso le [...] ne conclude, per modo di dire, che [...] parlare così. E i cosacchi, dopo [...] parlato fra sè (guarda un [...] come lui [...] cioè io, [...] è di-ventato persuasivo) fecero salire [...] donna nel vagone ed essa salì con mille ringraziamenti. E ciascuno, bollendo della [...] restrinse per [...] posto e le dicono [...] in questo cantuccio, carezzate il vostro bambino [...] le madri, nessuno vi toccherà nel vostro [...] giungerete intatta da vostro marito, come desiderate. E noi confidiamo nella [...] alleverete dei sostituti per noi, perchè [...] e non si vede [...]. Dolore noi se n'è [...] servizio ordinario e straordinario, la fame ci [...] il freddo ci ha bruciacchiato. E voi state [...] pure seduta, donna, senza sospetto. E battuta la terza [...] si mosse. E la bella notte [...] un padiglione. E in questo padiglione [...] una luminaria di stelle. E i combattenti [...] la notte del [...] e la verde stella [...]. Il pensiero volava come [...]. Le ruote rintronavano, rintronavano. Trascorso del tempo, quando [...] il suo posto e i tamburini rossi [...] sui loro rossi tamburi, i cosacchi [...] a me, vedendo che [...] e che ero molto crucciato. E tremando con tutto [...] dal mio giaciglio, da [...] era fuggito via come il lupo da [...] cani malvagi, mi accosto alla donna e [...] bimbo in braccio, gli strappo i cenci [...] vedo sotto le fasce un buon piccolo [...]. Ma rivolgetevi ai cosacchi, donna, [...] esaltata come una madre lavoratrice [...] Repubblica. Rivolgetevi a queste due [...] piangendo per quello che hanno sofferto stanotte [...]. Rivolgetevi alle donne del [...] ricco di grano, che [...] forza di donne senza marito, e i [...] isolati, per malaventura [...] le ragazze che [...] per la loro via. E te [...] non fan-no neppure toccata, [...] mala femmina, bisognava toccare. Rivolgiti alla [...] (7), strangolata dal dolore. E lei a [...] mio sale è andato [...] ho paura della verità. Voi alla [...] non ci pensate nemmeno, [...] giudei Lenin e [...] (8). I giudei [...] non [...]. Del resto, di Lenin [...] è figlio indemoniato [...] governatore di [...] e s'è messo in [...] classe, per la classe lavoratrice. Come condannati [...] essi ci trascinano, Lenin [...] sulla libera via della [...] o sudicia cittadina, siete più reazionaria [...] quel generale bianco che [...] affilata ci minaccia dal. Ma si può [...] questo generale, da ogni parte, [...] ci ha la [...] bella idea sognata di [...] ma voi, disonesta cittadina, coi [...] bambini [...] che non [...] la pappa e non vanno [...] al vento, voi non vi [...] vede, pulce che siete, e rodete, rodete, rodete. Ed io effettivamente riconosco [...] cittadina giù in corsa sulla scarpata, ma [...] stette un po' lì a sedere, scosse [...] se ne andò per il suo vigliacco [...]. E io, a vedere [...] e intorno a lei la [...] che non si può [...] campi dei contadini senza una spiga e [...] e i compagni che molti vanno al [...] ritornano, mi venne voglia di [...] giù dal vagone e [...] o con me o con lei. Ma i cosacchi ebbero compassione [...] me e dissero [...] una fucilata! E noi combattenti del [...] dinanzi a voi, caro compagno redattore, e [...] cari compagni della redazione, di agire senza [...] i traditori che ci tirano nella fossa [...] far tornare indietro la corrente e ricoprire [...] di cadaveri e di [...]. Che [...] fosse figlio di un [...] messo in testa [...]. Tutti [...] MICHELE [...] « Novelle moscovite » (edizione Longanesi, Milano, 1950) riprendiamo questo breve raccontino dalle evidenti allusioni. Esso è esemplare, per [...] stile dello scrittore, sempre impregnato di un [...] una ironia tagliente. Nella prefazione al volumetto [...] « Il cane poliziotto » si dice [...] Zoscenko [...] in Siberia dopo la « grande epurazione [...] e ivi «vive tuttora». Il che è [...] nel 449 Zoscenko pubblicava [...] alle famose riviste duramente attaccate da [...]. Vedi quanto scritto a [...]. Cominciò a gridare perchè [...]. Non mi importa della [...] il ladro. Voglio [...] in un occhio! [...] fece venire un cane poliziotto. Il cane era accompagnato [...] in chepì, con le fascette intorno alle [...]. Era un animale imponente, [...] di castagno, il muso affilato e [...] antipatica. [...] cominciò a [...] annusare le tracce lasciate dal [...] davanti alla porta del commerciante; disse [...] e lo lasciò andare. Il cane fiutò, diede [...] che nel frattempo [...] radunata, e si diresse [...] che abitava al numero [...] strada. La comare cercò di [...] folla, ma il cane le addentò la [...]. La comare cercò di [...] ci fu verso. [...] cadde in ginocchio davanti [...] Si », esclamò, « non lo nego. Ho fatto [...] contro la legge. Ne ho cinque secchie [...] il distillatore è nel bagno. /// [...] /// La gente era meravigliata. Il resto è vero. Merito di essere punita. [...] via ». Portarono via la comare. Allora [...] prese il suo cane, tornò [...] alla porta, fece annusare [...] le tracce, disse [...] e lo lasciò andare. Il cane, si guarda [...] poi si avvicina al cittadino amministratore. Questi impallidisce, si getta [...]. Il denaro per la [...] speso per bere e [...]. Gli inquilini della [...] casa lo legano. Il cane, intanto, si [...] del numero sette e gli addenta i [...]. Io, che Dio mi [...] fare il soldato, difendere la mia patria. Invece abito come se [...] numero sette, sfrutto [...] elettrica ed altri servizi [...]. /// [...] /// La gente non sa [...]. Il commerciante, sbalordito, tira fuori [...] denaro e vuol [...] del cane. Dimentichiamo la mia pelliccia [...]. Ma il cane gli [...] scodinzola. Il commerciante si perde [...]. Io sono un ladro. La pelliccia [...] presa a mio fratello [...]. A questo punto, tutti [...] a gambe. Il cane, senza [...] tempo a fiutare [...] ne immobilizza due o [...] confessano. Uno ha speso il [...] al gioco; [...] ha usato il ferro [...] battere la moglie; il terzo dice [...] fatto delle cose che [...] pubblicare. La gente corre via; [...] vuota. Rimangono soli il cane [...]. Il cane gli [...]. Anche [...] diventa pallido come un [...] sulle ginocchia:« [...] cittadino », lo scongiura: [...] Per [...] mi passano tre monete al giorno e [...] tengo io ». Cosa sia successo dopo, [...]. [...] me [...] svignata. Michele [...] DELLE VEDOVE DI [...] Brecht, oltre che drammaturgo, fu [...] poeta. Per il grande critico [...] Lukacs, anzi, egli va [...] poeta che la Germania abbia avuto da [...] questa parte. La produzione poetica di Brecht [...] ed è tutta legata ad un preciso [...] politico. Dalla bella antologia, curata [...] Roberto [...] e pubblicata nelle Edizioni [...]. [...] vedove di [...] in [...] venute a Praga, a [...] farete per i nostri figli, [...] gente? Cosa faremo, hanno chiesto [...] Praga, Cosa faremo delle vedove di [...] Le vedove di [...] in [...] incontrato i soldati di [...]. Cosa farete per i [...] gente? Questo, hanno detto i [...] Questo vogliamo fare per le vedove di [...] Le vedove di [...] in [...] sono spinte innanzi al Parlamento. Cosa farete per i [...] gente? Questo, hanno detto i [...] Questo possiamo fare per le vedove di [...] Le vedove di [...] in [...] la notte rannicchiate sulla [...]. Qualcuno deve pure aiutarci [...] Praga Era un giorno di novembre [...] E la neve era [...] umidi bioccoli. /// [...] /// Qualcuno deve pure aiutarci [...] Praga Era un giorno di novembre [...] E la neve era [...] umidi bioccoli. (0) (0) ![]()
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