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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1996»--Id 814651845.

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Per il demografo Massimo [...] inseguendo [...] economica e monetaria, [...] sta ripiegandosi su se stessa. Per [...] si sta-rebbe costruendo [...] economica, della moneta uni-ca, della [...] e [...] ma non delle idee. DALLA NOSTRA REDAZIONE RENZO CASSIGOLI [...] NEI MESI scorsi associazioni ambientaliste (innanzitutto [...] forze sociali e sindacali [...] Re-gioni e autorità di [...] di antiche e recenti allu-vioni hanno chiesto [...] un segnale chiaro e inequivocabile di riassetto [...] con il pro-gramma «scritto» [...]. È vero: non possiamo [...]. Il governo può e [...]. Il Comitato dei ministri [...] è un primo significativo segnale. [...] idrogeologico del paese va [...] grande opera pubblica del governo; un equilibrio [...] costruibile solo assumendo il bacino idrografico, il [...] e secolare dei fiumi, come [...] di [...] intervento [...]. La «manutenzione» del territorio [...] un singolo mini-stero né principalmente allo Stato [...]. Vi sono aspetti storici [...] considerare, valutazioni tecniche e scientifiche, comportamenti pubblici [...]. Ora, prima della fine [...] come giustamente da Fi-renze e [...] viene chiesto, deve giungere il «segnale» politico. La legge sulla difesa [...] un Comitato dei ministri, cabina di regia [...] di vigilanza, indirizzo, coordinamento, presieduto dal presidente [...] Consiglio [...] composto anche dai mini-stri dei Lavori pubblici, Ambiente, Risorse [...] Beni culturali e [...] civile. Ogni anno il Comitato [...] relazione sulle attività svolte per la difesa [...]. In 7 anni non è [...] successo! Ovviamente tale scelta va [...] contesto che coinvolge [...] sistema [...] dobbiamo ripensare concetto e [...] pubbliche», rielaborare la funzione di uno stato [...] e semplificare procedure in nuova occupazione «sostenibile», [...] territo-rio e manutenzione delle città. Sulla base delle indicazioni [...] Comi-tato [...] ministri, attraverso autorità di bacino e Regioni, [...] Enti locali, il Consiglio dei ministri dovrebbe [...] a legislazione vigente, entro i primi mesi [...] Piano [...] nazionale per il riassetto [...] un programma triennale di manutenzione idraulica e [...] idrografici; vincolando (e incrementando con [...] manovra finanziaria) le risorse [...] difesa del suolo e igiene ambientale, adeguando [...] e le tariffe di uso delle risorse [...] in-tegrata del ciclo [...] semplificando (e accelerando) le [...] e autorizzazione, riorganizzando il sistema del-le concessioni [...] degli ambiti fluviali, verificando (e aggiornando) gli [...] criteri per la redazione dei piani di [...] relative autorità. VANNO ANCHE INDIVIDUATE priorità [...] in aree a maggiore rischio di esondazione [...] una gestione coordinata delle banche dati e [...] e di monitoraggio [...] e del territorio. Non si deve partire [...] non ci si può limitare [...]. La pianificazione va connessa [...] a com-pensare i vincoli, ad incentivi per [...] manufatti, a iniziative in campo agricolo e [...] «forestazione compensa-tiva» nei bacini idrografici, in modo [...] finanziamenti verso prevenzione intervento ordinario. E possono infine essere [...] con la Conferenza [...] per lo snellimento e [...] competenze statali e regionali in materia di [...] del territorio, difesa del suolo e delle [...] in relazione alle indicazioni del disegno di [...]. Solo 4 Regio-ni su [...] operanti le autorità di bacino. Solo 4 autorità di [...] 17 sono attive. Il Comitato nazionale è [...] volte in 7 anni. Manca un coordinamento centrale. Tutto ciò non può bloccarsi [...] «rimpallo» delle responsabilità. Ci sono tanti ritardi, [...] competenze; vi è so-prattutto il peso degli [...] malgoverno del territorio, [...] del suolo e della [...]. Un piano nazionale per [...] territorio può essere un programma di interventi [...]. Si dovrà [...] ripristinare, [...]. Ed è possibile anche [...] si è fatto, premiare autorità e Regioni [...] accelerare le «incompiute» sostenibili, [...] del territorio urbano e [...]. Vi sono piani stralcio [...] e sul rischio idraulico ormai operativi; vi [...] e mappe pronte; vi sono rigorose prime [...] da adottare; [...] un nuovo esercito di [...] che vorrebbe agi-re prima che il fango [...]. Massimo [...] uno dei maggiori demografi [...] non è ottimi-sta. Riflette su una fase che [...] di «eurocentrismo alla rovescia». Una fase in cui [...] voglia affrontare e risolvere i problemi tutti [...]. La speranza è, che una [...] raggiunta [...] su basi più larghe, riacquistando [...] maggiore competitività interna, anche lo sviluppo riacquisti una mag-giore [...]. Per [...] insom-ma: «Stiamo scambiando i [...] due o tre anni, con la spe-ranza [...] dello svi-luppo su basi più sane nel [...]. Al momento le preoccu-pazioni [...] e i suoi impegni col mondo esterno [...] a questo obiet-tivo». Lei parlava di un [...]. In che senso? Rovesciato rispetto [...] cui eravamo abituati che collocava [...] al centro del mondo. Quando tutto, colonialismo compreso, [...] primato di un Occi-dente che si identificava [...]. Quello era un eurocentrismo [...]. Oggi lo vedo invece [...] realizzare un obiettivo in-terno. [...] elemento da considera-re, funzionale [...] su se stessa, è [...] molto restrittiva, tendente a chiudere il continente [...]. Lei dipinge [...] non solo ri-piegata su [...] anche sulla difensiva. Già una volta lei la [...] come una fortezza assedia-ta. Resta dello stesso parere? Vede [...] il mondo occidentale in genere, sono preoccupati [...] dello sviluppo rispetto ai paesi emergenti. Sono preoccupati di una [...] centralità e della loro supremazia. Penso allo sviluppo del [...] rapida crescita. Ecco allora che un [...] gli europei che si chiedono se sarà [...] internazionale o, seppure, non [...] ad un tasso di crescita molto inferiore [...] altri concorrenti internazionali e quindi ad una [...] nel sistema mondiale. [...] in qualche modo, [...] della popolazione? Se-condo gli ultimi [...] in Italia i [...] supereranno or-mai i quindicenni. Si allenta in questo [...] molle del-lo sviluppo? Credo che una delle [...] passo delle economie europee, oltre al tentativo [...] monetaria che implica una politica di sacrifici [...] crescita, sia dovu-ta anche al fatto che, [...] Paesi più dinamici, [...] è costretta ad un [...] più basso. Perché costretta? Perché è [...] non ha spazio. Un continente nel quale [...] per le generazioni di domani che saranno [...] che ha già soddisfatto i suoi bisogni [...] e per questo vede allenta-re la molla [...] interna capace di trainare lo sviluppo. Guardi che [...] di cui parliamo è [...] nella quale i margini per un ulteriore [...] materiali, di strutture e di infra-strutture, è [...] ad altri paesi emergenti e, per di [...] da una crescita demografica. Una Europa che si [...] realtà di un mondo dominato dalla fame [...]. Penso a quel che [...] Ruanda, nel Burun-di. Fra qualche giorno si [...] Roma la conferenza della Fao [...]. Mentre crescono le risorse [...] bam-bini muoiono di fame ogni giorno. Alla fine le contraddizioni cadran-no [...] È vero. [...] deve ritrovare una collocazione ed [...] preoccupazione per il mondo esterno, che non sia uni-camente [...] di non perdere il pas-so economico. [...] deve darsi una politica che [...] sia solo [...] delle politiche nazionali o la [...] delle singole zone di influen-za. Ma non mi sembra [...] di [...] o almeno non credo [...] avvenire nel breve o medio ter-mine. Pensi, ad esempio, alla [...] estremamente protezionistica e proprio per questo nociva [...] europeo e per i produttori dei paesi [...]. Lei pensa che [...] stia attra-versando una crisi molto [...] E, basterà il traguardo [...] a farla [...] È una domanda difficile, perché [...] che si sta costruendo è [...] della funzionalità, [...] delle regole, della moneta uni-ca. Non è [...] delle idee. Non mi sembra che [...] sulla scena europea sia animato da motiva-zioni [...] là della fiducia che [...] sia un buon affare. La storia ci insegna, [...] momenti di crisi più acuta le società [...] anche le ragioni per reagire, la forza [...]. Credo che noi sia-mo [...] nel quale si stanno cercando le possibilità [...] go-vernare la nostra vita civile, la nostra [...] governare i rapporti con gli altri paesi, [...]. Non si può stare [...] Il suo è un giudizio molto duro. In questa Europa sembra [...]. Non credo che scomparirà [...] non mi sembra che al centro della [...] siano idee, fer-menti che vadano al di [...] che è puramente economico. E questa è una grossa [...]. Ci si può doman-dare se [...] necessario passare per questa tappa per [...] altre, o se invece [...] europea sia destina-ta ad essere [...] un buon affare per una parte delle popolazioni [...] a basta. Lei professore è un sostenitore [...] come risorsa. Non crede che questa fase [...] di-fensiva alla fine sia contraria agli interessi stessi [...] Le conseguenze di una politica [...] guardi [...] come ad una risorsa, si [...] solo nel lungo ter-mine. Credo che la chiusura [...] e che la forza delle cose imporrà [...] certe prese di posizione. Prendiamo il caso [...]. Si dovrà pure decidere se [...] una qualche apertura [...] o se chiudere gli spazi [...] legale. E, riaprendo le por-te, [...] chi accettare, per fare quali lavori, e [...]. Dovremo insomma definire [...]. [...] diventa una risorsa se [...] ha di fronte a se [...] orizzonte che lo porta [...] completa, anche politica. Allora [...] lavora per se e [...] nella quale è inserito. Bisognerà deci-dere su che [...] quale tipo di im-migrazione aprire. Esistono qualifiche, professioni, gradi [...] adatti per [...] in un dato paese, [...]. E questo è un [...]. Sono scelte spinose che [...] solo con una legislazione adeguata, ma de-finendo [...] sta dietro que-sta legislazione. Le sembra che siamo [...] strada? Credo ci si stia avviando. Credo, però, che il [...] vada di pari passo con una politica [...] meno difficili i requisiti della legalità. Più nu-merose e restrittive [...] tanto più frequenti saranno i tenta-tivi di [...] di illegalità. Dopo la vicenda di Lampedusa [...] molto discusso su come chiudere i flussi [...] clandestini. Lei che ne pensa? Ciò [...] è che, allo stato at-tuale, si è [...] più su come rimpatriare i clandestini che [...] regole anche per [...]. Questo non vuol dire che [...] volta stabilite le regole non si debba poi essere [...] con [...] clandestina. Anche per impedire che [...] prosperi la criminali-tà organizzata. Non credo che [...] sia alla ra-dice della [...] spes-so ne è un attore. Le grandi organiz-zazioni criminali [...] paesi erano costituite da una immi-grazione perfettamente [...]. È il sistema che dà [...] al crimine, non è [...] che lo crea. [...] è che in questa fine [...] siano arrivati al pettine una serie di nodi storici. Sapremo [...] Non mi faccia fare la [...] del profe-ta. Posso [...] che una delle parole che [...] descrivono la nostra epoca, è la parola «emergenza». Da [...] non parliamo [...]. ///
[...] ///
Guar-dare al futuro sempre [...] è una delle manifestazio-ni [...] di governare la so-cietà. E infatti non la [...]. È il momento di superare [...] per entrare nella norma-lità. Gianni Pasquini Direttore responsabile: Giuseppe Caldarola Condirettore: Piero Sansonetti Direttore editoriale: Antonio Zollo Vicedirettore: Marco Demarco [...] Giancarlo Bosetti Redattore capo centrale: Luciano Fontana Pietro Spataro [...] 2) [...] Società Editrice de [...] S. ///
[...] ///
In più, si sen-tono minacciati [...] di im-migrazione dei [...] futuri bene-ficiari delle azioni positive. Alcuni membri della borghesia [...] cresciuta dai tempi dei diritti civili anche [...] ac-cesso di ragazzi poveri [...] universitaria, e fiera della [...] competere nel mercato senza [...] delle azioni positive, hanno [...] per [...]. La maggioranza di queste [...] bene la posta in gioco: la gra-duale [...] che li hanno sempre esclusi [...] e dal mercato del [...] da una base di potere e influenza [...] sociali e eco-nomici che li avrebbe potuti [...] di recessione economica e di riflusso sociale. [...] che hanno fatto [...] manifestazione a favore delle azio-ni [...] il mese scorso. Il grande neo della [...] sempre stato il tratta-mento riservato agli [...] gruppo sociale da tempo [...] America [...] cui non è stato mai per-messo di [...] del lavoro. [...] non ha mai fatto una [...] elaborazione degli effetti della schiavitù prima e del razzi-smo [...]. E, al di fuori [...] anni 60, non ha mai affron-tato in [...] ef-fetti della discriminazione sociale e lavorativa. Con il loro voto, [...] cittadini della Califor-nia ha detto molto chiaramente [...] sacrificare i suoi interessi [...] per benefi-ci di maggior [...] di maggiore pace sociale, nel futuro. Il messaggio mandato dagli [...] Clinton è altrettanto netto. [...] emerso molto chiaramente dai [...] exit [...] gli hanno detto: «Noi [...] capi-sca i problemi che affrontiamo nel-le nostre [...] che tu, più di altri, abbia indicato [...] per [...]. Ma non ci fidiamo [...] te, della tua mo-ralità e della tua [...]. Perciò fare-mo come ci [...] Pa-dri Fondatori, non concentrando troppo il potere [...] gli attacchi martellanti di [...] e Perot sul [...] (il problema del carattere [...] non li hanno aiutati a vincere, ma [...] i [...] repubblicani. Del resto tutti i [...] tempi in-dicavano che la maggioranza degli americani [...] di partito diverso da quello del pre-sidente, [...] vittoria non è mai stata seriamente in [...]. Il messaggio che gli [...] alla maggioranza repubblicana è più sfumato ma [...]. Lo vediamo nelle ragioni [...] candi-datura di [...]. Nella scelta tra un Clinton, [...] e Prodi, ha capito [...] Stato sociale assistenziale non è sostenibile per [...] ma che si è impegnato a difendere [...] si-curezza sociale [...] e un [...] che, nel programma, è [...] del liberismo di [...] gli americani hanno scel-to [...]. Che questa era la [...] diventa evidente se si considera il fatto [...] forte del programma di [...] era una ri-duzione secca [...] allettante per chiun-que che [...] con-sensi istantanei. Diceva [...] «Voi sapete spendere i [...] dei burocrati dei ministeri. Se sarò eletto, vi [...] è vostro». La maggioranza degli ame-ricani [...] convinta dalla prospettiva di un incremento im-mediato [...] per due motivi. [...] ragionavano, do-vrà pagare questa riduzione [...] tasse. Lo potrai fare in [...] facendo esplodere il deficit (come ha fatto Reagan) [...] un ta-glio al già massacrato Stato sociale. E in tutti e [...] ne va del futuro del paese. Se non riduciamo il [...] del futuro [...] del paese che lasceremo [...]. Se non manteniamo la [...] sociale ne va del nostro futu-ro, perché [...] forti og-gi, basta una malattia, un incidente, [...] progressione degli anni a renderci bisognosi del-la [...]. In-somma il futuro va [...] costo di sacrifici [...]. [...] uno scontro in atto [...] Ameri-ca [...] come tutelare meglio gli in-teressi degli americani, [...] dato questo round a Clinton ai punti, [...] visione di un futuro solidale. Ma lo scontro continuerà [...] perché gli interessi in gioco sono alti. Ne ve-dremo delle belle [...] parte [...]. ///
[...] ///
Ne ve-dremo delle belle [...] parte [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(264)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(228)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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