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Per il demografo Massimo [...] inseguendo [...] economica e monetaria, [...] sta ripiegandosi su se stessa. Per [...] si sta-rebbe costruendo [...] economica, della moneta uni-ca, della [...] e [...] ma non delle idee. DALLA NOSTRA REDAZIONE RENZO CASSIGOLI [...] NEI MESI scorsi associazioni ambientaliste (innanzitutto [...] forze sociali e sindacali [...] Re-gioni e autorità di [...] di antiche e recenti allu-vioni hanno chiesto [...] un segnale chiaro e inequivocabile di riassetto [...] con il pro-gramma «scritto» [...]. È vero: non possiamo [...]. Il governo può e [...]. Il Comitato dei ministri [...] è un primo significativo segnale. [...] idrogeologico del paese va [...] grande opera pubblica del governo; un equilibrio [...] costruibile solo assumendo il bacino idrografico, il [...] e secolare dei fiumi, come [...] di [...] intervento [...]. La «manutenzione» del territorio [...] un singolo mini-stero né principalmente allo Stato [...]. Vi sono aspetti storici [...] considerare, valutazioni tecniche e scientifiche, comportamenti pubblici [...]. Ora, prima della fine [...] come giustamente da Fi-renze e [...] viene chiesto, deve giungere il «segnale» politico. La legge sulla difesa [...] un Comitato dei ministri, cabina di regia [...] di vigilanza, indirizzo, coordinamento, presieduto dal presidente [...] Consiglio [...] composto anche dai mini-stri dei Lavori pubblici, Ambiente, Risorse [...] Beni culturali e [...] civile. Ogni anno il Comitato [...] relazione sulle attività svolte per la difesa [...]. In 7 anni non è [...] successo! Ovviamente tale scelta va [...] contesto che coinvolge [...] sistema [...] dobbiamo ripensare concetto e [...] pubbliche», rielaborare la funzione di uno stato [...] e semplificare procedure in nuova occupazione «sostenibile», [...] territo-rio e manutenzione delle città. Sulla base delle indicazioni [...] Comi-tato [...] ministri, attraverso autorità di bacino e Regioni, [...] Enti locali, il Consiglio dei ministri dovrebbe [...] a legislazione vigente, entro i primi mesi [...] Piano [...] nazionale per il riassetto [...] un programma triennale di manutenzione idraulica e [...] idrografici; vincolando (e incrementando con [...] manovra finanziaria) le risorse [...] difesa del suolo e igiene ambientale, adeguando [...] e le tariffe di uso delle risorse [...] in-tegrata del ciclo [...] semplificando (e accelerando) le [...] e autorizzazione, riorganizzando il sistema del-le concessioni [...] degli ambiti fluviali, verificando (e aggiornando) gli [...] criteri per la redazione dei piani di [...] relative autorità. VANNO ANCHE INDIVIDUATE priorità [...] in aree a maggiore rischio di esondazione [...] una gestione coordinata delle banche dati e [...] e di monitoraggio [...] e del territorio. Non si deve partire [...] non ci si può limitare [...]. La pianificazione va connessa [...] a com-pensare i vincoli, ad incentivi per [...] manufatti, a iniziative in campo agricolo e [...] «forestazione compensa-tiva» nei bacini idrografici, in modo [...] finanziamenti verso prevenzione intervento ordinario. E possono infine essere [...] con la Conferenza [...] per lo snellimento e [...] competenze statali e regionali in materia di [...] del territorio, difesa del suolo e delle [...] in relazione alle indicazioni del disegno di [...]. Solo 4 Regio-ni su [...] operanti le autorità di bacino. Solo 4 autorità di [...] 17 sono attive. Il Comitato nazionale è [...] volte in 7 anni. Manca un coordinamento centrale. Tutto ciò non può bloccarsi [...] «rimpallo» delle responsabilità. Ci sono tanti ritardi, [...] competenze; vi è so-prattutto il peso degli [...] malgoverno del territorio, [...] del suolo e della [...]. Un piano nazionale per [...] territorio può essere un programma di interventi [...]. Si dovrà [...] ripristinare, [...]. Ed è possibile anche [...] si è fatto, premiare autorità e Regioni [...] accelerare le «incompiute» sostenibili, [...] del territorio urbano e [...]. Vi sono piani stralcio [...] e sul rischio idraulico ormai operativi; vi [...] e mappe pronte; vi sono rigorose prime [...] da adottare; [...] un nuovo esercito di [...] che vorrebbe agi-re prima che il fango [...]. Massimo [...] uno dei maggiori demografi [...] non è ottimi-sta. Riflette su una fase che [...] di «eurocentrismo alla rovescia». Una fase in cui [...] voglia affrontare e risolvere i problemi tutti [...]. La speranza è, che una [...] raggiunta [...] su basi più larghe, riacquistando [...] maggiore competitività interna, anche lo sviluppo riacquisti una mag-giore [...]. Per [...] insom-ma: «Stiamo scambiando i [...] due o tre anni, con la spe-ranza [...] dello svi-luppo su basi più sane nel [...]. Al momento le preoccu-pazioni [...] e i suoi impegni col mondo esterno [...] a questo obiet-tivo». Lei parlava di un [...]. In che senso? Rovesciato rispetto [...] cui eravamo abituati che collocava [...] al centro del mondo. Quando tutto, colonialismo compreso, [...] primato di un Occi-dente che si identificava [...]. Quello era un eurocentrismo [...]. Oggi lo vedo invece [...] realizzare un obiettivo in-terno. [...] elemento da considera-re, funzionale [...] su se stessa, è [...] molto restrittiva, tendente a chiudere il continente [...]. Lei dipinge [...] non solo ri-piegata su [...] anche sulla difensiva. Già una volta lei la [...] come una fortezza assedia-ta. Resta dello stesso parere? Vede [...] il mondo occidentale in genere, sono preoccupati [...] dello sviluppo rispetto ai paesi emergenti. Sono preoccupati di una [...] centralità e della loro supremazia. Penso allo sviluppo del [...] rapida crescita. Ecco allora che un [...] gli europei che si chiedono se sarà [...] internazionale o, seppure, non [...] ad un tasso di crescita molto inferiore [...] altri concorrenti internazionali e quindi ad una [...] nel sistema mondiale. [...] in qualche modo, [...] della popolazione? Se-condo gli ultimi [...] in Italia i [...] supereranno or-mai i quindicenni. Si allenta in questo [...] molle del-lo sviluppo? Credo che una delle [...] passo delle economie europee, oltre al tentativo [...] monetaria che implica una politica di sacrifici [...] crescita, sia dovu-ta anche al fatto che, [...] Paesi più dinamici, [...] è costretta ad un [...] più basso. Perché costretta? Perché è [...] non ha spazio. Un continente nel quale [...] per le generazioni di domani che saranno [...] che ha già soddisfatto i suoi bisogni [...] e per questo vede allenta-re la molla [...] interna capace di trainare lo sviluppo. Guardi che [...] di cui parliamo è [...] nella quale i margini per un ulteriore [...] materiali, di strutture e di infra-strutture, è [...] ad altri paesi emergenti e, per di [...] da una crescita demografica. Una Europa che si [...] realtà di un mondo dominato dalla fame [...]. Penso a quel che [...] Ruanda, nel Burun-di. Fra qualche giorno si [...] Roma la conferenza della Fao [...]. Mentre crescono le risorse [...] bam-bini muoiono di fame ogni giorno. Alla fine le contraddizioni cadran-no [...] È vero. [...] deve ritrovare una collocazione ed [...] preoccupazione per il mondo esterno, che non sia uni-camente [...] di non perdere il pas-so economico. [...] deve darsi una politica che [...] sia solo [...] delle politiche nazionali o la [...] delle singole zone di influen-za. Ma non mi sembra [...] di [...] o almeno non credo [...] avvenire nel breve o medio ter-mine. Pensi, ad esempio, alla [...] estremamente protezionistica e proprio per questo nociva [...] europeo e per i produttori dei paesi [...]. Lei pensa che [...] stia attra-versando una crisi molto [...] E, basterà il traguardo [...] a farla [...] È una domanda difficile, perché [...] che si sta costruendo è [...] della funzionalità, [...] delle regole, della moneta uni-ca. Non è [...] delle idee. Non mi sembra che [...] sulla scena europea sia animato da motiva-zioni [...] là della fiducia che [...] sia un buon affare. La storia ci insegna, [...] momenti di crisi più acuta le società [...] anche le ragioni per reagire, la forza [...]. Credo che noi sia-mo [...] nel quale si stanno cercando le possibilità [...] go-vernare la nostra vita civile, la nostra [...] governare i rapporti con gli altri paesi, [...]. Non si può stare [...] Il suo è un giudizio molto duro. In questa Europa sembra [...]. Non credo che scomparirà [...] non mi sembra che al centro della [...] siano idee, fer-menti che vadano al di [...] che è puramente economico. E questa è una grossa [...]. Ci si può doman-dare se [...] necessario passare per questa tappa per [...] altre, o se invece [...] europea sia destina-ta ad essere [...] un buon affare per una parte delle popolazioni [...] a basta. Lei professore è un sostenitore [...] come risorsa. Non crede che questa fase [...] di-fensiva alla fine sia contraria agli interessi stessi [...] Le conseguenze di una politica [...] guardi [...] come ad una risorsa, si [...] solo nel lungo ter-mine. Credo che la chiusura [...] e che la forza delle cose imporrà [...] certe prese di posizione. Prendiamo il caso [...]. Si dovrà pure decidere se [...] una qualche apertura [...] o se chiudere gli spazi [...] legale. E, riaprendo le por-te, [...] chi accettare, per fare quali lavori, e [...]. Dovremo insomma definire [...]. [...] diventa una risorsa se [...] ha di fronte a se [...] orizzonte che lo porta [...] completa, anche politica. Allora [...] lavora per se e [...] nella quale è inserito. Bisognerà deci-dere su che [...] quale tipo di im-migrazione aprire. Esistono qualifiche, professioni, gradi [...] adatti per [...] in un dato paese, [...]. E questo è un [...]. Sono scelte spinose che [...] solo con una legislazione adeguata, ma de-finendo [...] sta dietro que-sta legislazione. Le sembra che siamo [...] strada? Credo ci si stia avviando. Credo, però, che il [...] vada di pari passo con una politica [...] meno difficili i requisiti della legalità. Più nu-merose e restrittive [...] tanto più frequenti saranno i tenta-tivi di [...] di illegalità. Dopo la vicenda di Lampedusa [...] molto discusso su come chiudere i flussi [...] clandestini. Lei che ne pensa? Ciò [...] è che, allo stato at-tuale, si è [...] più su come rimpatriare i clandestini che [...] regole anche per [...]. Questo non vuol dire che [...] volta stabilite le regole non si debba poi essere [...] con [...] clandestina. Anche per impedire che [...] prosperi la criminali-tà organizzata. Non credo che [...] sia alla ra-dice della [...] spes-so ne è un attore. Le grandi organiz-zazioni criminali [...] paesi erano costituite da una immi-grazione perfettamente [...]. È il sistema che dà [...] al crimine, non è [...] che lo crea. [...] è che in questa fine [...] siano arrivati al pettine una serie di nodi storici. Sapremo [...] Non mi faccia fare la [...] del profe-ta. Posso [...] che una delle parole che [...] descrivono la nostra epoca, è la parola «emergenza». Da [...] non parliamo [...]. /// [...] /// Guar-dare al futuro sempre [...] è una delle manifestazio-ni [...] di governare la so-cietà. E infatti non la [...]. È il momento di superare [...] per entrare nella norma-lità. Gianni Pasquini Direttore responsabile: Giuseppe Caldarola Condirettore: Piero Sansonetti Direttore editoriale: Antonio Zollo Vicedirettore: Marco Demarco [...] Giancarlo Bosetti Redattore capo centrale: Luciano Fontana Pietro Spataro [...] 2) [...] Società Editrice de [...] S. /// [...] /// In più, si sen-tono minacciati [...] di im-migrazione dei [...] futuri bene-ficiari delle azioni positive. Alcuni membri della borghesia [...] cresciuta dai tempi dei diritti civili anche [...] ac-cesso di ragazzi poveri [...] universitaria, e fiera della [...] competere nel mercato senza [...] delle azioni positive, hanno [...] per [...]. La maggioranza di queste [...] bene la posta in gioco: la gra-duale [...] che li hanno sempre esclusi [...] e dal mercato del [...] da una base di potere e influenza [...] sociali e eco-nomici che li avrebbe potuti [...] di recessione economica e di riflusso sociale. [...] che hanno fatto [...] manifestazione a favore delle azio-ni [...] il mese scorso. Il grande neo della [...] sempre stato il tratta-mento riservato agli [...] gruppo sociale da tempo [...] America [...] cui non è stato mai per-messo di [...] del lavoro. [...] non ha mai fatto una [...] elaborazione degli effetti della schiavitù prima e del razzi-smo [...]. E, al di fuori [...] anni 60, non ha mai affron-tato in [...] ef-fetti della discriminazione sociale e lavorativa. Con il loro voto, [...] cittadini della Califor-nia ha detto molto chiaramente [...] sacrificare i suoi interessi [...] per benefi-ci di maggior [...] di maggiore pace sociale, nel futuro. Il messaggio mandato dagli [...] Clinton è altrettanto netto. [...] emerso molto chiaramente dai [...] exit [...] gli hanno detto: «Noi [...] capi-sca i problemi che affrontiamo nel-le nostre [...] che tu, più di altri, abbia indicato [...] per [...]. Ma non ci fidiamo [...] te, della tua mo-ralità e della tua [...]. Perciò fare-mo come ci [...] Pa-dri Fondatori, non concentrando troppo il potere [...] gli attacchi martellanti di [...] e Perot sul [...] (il problema del carattere [...] non li hanno aiutati a vincere, ma [...] i [...] repubblicani. Del resto tutti i [...] tempi in-dicavano che la maggioranza degli americani [...] di partito diverso da quello del pre-sidente, [...] vittoria non è mai stata seriamente in [...]. Il messaggio che gli [...] alla maggioranza repubblicana è più sfumato ma [...]. Lo vediamo nelle ragioni [...] candi-datura di [...]. Nella scelta tra un Clinton, [...] e Prodi, ha capito [...] Stato sociale assistenziale non è sostenibile per [...] ma che si è impegnato a difendere [...] si-curezza sociale [...] e un [...] che, nel programma, è [...] del liberismo di [...] gli americani hanno scel-to [...]. Che questa era la [...] diventa evidente se si considera il fatto [...] forte del programma di [...] era una ri-duzione secca [...] allettante per chiun-que che [...] con-sensi istantanei. Diceva [...] «Voi sapete spendere i [...] dei burocrati dei ministeri. Se sarò eletto, vi [...] è vostro». La maggioranza degli ame-ricani [...] convinta dalla prospettiva di un incremento im-mediato [...] per due motivi. [...] ragionavano, do-vrà pagare questa riduzione [...] tasse. Lo potrai fare in [...] facendo esplodere il deficit (come ha fatto Reagan) [...] un ta-glio al già massacrato Stato sociale. E in tutti e [...] ne va del futuro del paese. Se non riduciamo il [...] del futuro [...] del paese che lasceremo [...]. Se non manteniamo la [...] sociale ne va del nostro futu-ro, perché [...] forti og-gi, basta una malattia, un incidente, [...] progressione degli anni a renderci bisognosi del-la [...]. In-somma il futuro va [...] costo di sacrifici [...]. [...] uno scontro in atto [...] Ameri-ca [...] come tutelare meglio gli in-teressi degli americani, [...] dato questo round a Clinton ai punti, [...] visione di un futuro solidale. Ma lo scontro continuerà [...] perché gli interessi in gioco sono alti. Ne ve-dremo delle belle [...] parte [...]. /// [...] /// Ne ve-dremo delle belle [...] parte [...]. (0) (0) ![]()
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