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Una doppia sfida: [...] e ad Armando [...]. Fausto [...] apre, [...] di Roma, il «par-lamentino» del [...] partito [...] dire al governo e alle [...] forze di centro [...] chiediamo o [...] dissoluzione del primo governo [...] non pensate di ricattarci con [...] pericolo di elezioni anticipate, Ri-fondazione è pronta a tornare [...]. E a [...] che natural-mente non nomina [...] non sei [...] dillo, e se vuoi [...] vedremo chi ha la mag-gioranza nel partito. È una verifica nella [...] si sta consu-mando dentro Rifondazione comu-nista. Lo scontro politi-co è [...]. /// [...] /// Perché molto dipenderà da [...] succederà al momento di stringe-re sulla «verifica [...] in cui il Comitato politico na-zionale, oltre [...] pro-nunciarsi [...] del-la trattativa con [...] e il governo (il [...] per giovedì 9 lu-glio). Solo allora lo scontro [...] dram-matico. Solo se si dovesse arrivare [...] una rottura nel centro sinistra e se i [...] si dovessero convincere che a [...] la corda fino a farla strap-pare non è stato [...] ma proprio Fausto [...]. In gioco comun-que non [...] solo la collaborazione con [...] o meno del governo Prodi, [...] il futuro stesso del partito. E questo è emerso [...] di ieri. Lo ha pro-posto lo [...] lo [...] opposte alcuni tra gli [...] alle posizioni del presiden-te, come Oliviero Diliberto [...] Marco Rizzo [...] parlerà questa matti-na). Agli oppositori interni [...] ha rivolto un duro [...] «Non [...] può votare tutti insieme un docu-mento e [...] di-versificate [...]. Una [...]. Io sono contro la [...] questo punto, è meglio la conta, meglio [...] che un voto virtuale». Quindi, Ok al dissenso, [...] quello mimetizzato, altrimenti il pe-ricolo «è un [...] che può diventare per Rifondazione un virus [...]. Proprio oggi che, più che [...] bisogno di una forza antagonista. E invece «il rischio [...] come gli altri». Nel passato Rifonda-zione è [...] va-lere la propria autono-mia rispetto alle altre [...]. Mentre ora [...] un esaurimento, nel Paese, della [...] della [...]. Una autonomia che [...] spera di ri-conquistare alzando [...] tavolo della trattativa? Il leader di Rifondazione [...] lui vuole [...] con la maggioranza. Ma chiede una svolta, un [...] indirizzo riformatore. Tut-tavia se [...] imporre una rottura i neoco-munisti [...] pronti a tornare [...]. Che, spiega, «non è [...] niente», ma il terreno da cui ripartire [...] di sinistra». Il [...] non vuole e non [...]. Possono essere evitate. Anche in presenza di una [...] «ci so-no mille soluzioni, tuttavia non pos-sono essere usate [...] a ri-nunciare a una politica [...] del Paese». [...] una ridicola e grottesca [...] lui: «Ci hanno fatto ap-parire come quelli [...] semestre bianco per fare lo sgambet-to al [...] non abbiamo mai avuto». Per questo «ab-biamo accettato [...] un con-fronto ravvicinato. Tuttavia se ci fos-se [...] tempo, se si volesse [...] momento del confronto «noi [...] quella ipo-tesi». [...] che non [...] dai [...]. I quali chiedono sì una [...] del governo, ma insistono molto [...] pericoli che comporterebbe una rottura nel cen-tro sinistra. Di elezioni non vuol [...] Marco Rizzo, della segrete-ria, perché spiega «consegnerebbero il [...]. Non si potrebbe fare [...] e «noi non avremmo nessuna presenza al Sena-to [...] presenza molto ridotta alla Camera. Un partito minoritario po-trebbe [...] ma poi sarebbe triturato». Anche per il [...] Diliberto, le elezioni avrebbero [...]. Con Rifondazione che si [...] di [...] riconsegnato il paese alle [...]. Tornare [...] «A chi, a quale [...] rapporti di forza?». Ma, aggiunge Diliberto, anche [...] un governo senza Rifondazione, magari con Cossiga [...] un esecutivo istituzio-nale i lavoratori starebbero meglio [...] «Penso che senza la nostra azione di condizionamento [...] avrebbero mano libera. E in-vece, penso che [...] di battaglie sociali che ci potranno esse-re [...] lavoratori sa-rebbe meglio se ci fosse la [...] governo di centro sinistra». Ma anche sul partito, sulla [...] «autono-mia», Diliberto non condivide [...] di [...]. /// [...] /// [...] corre è quello [...]. Di una propaganda che [...]. Oggi si riprende con [...] inter-vento di Armando [...] e [...] del segretario. Si voterà? I [...] vorrebbero mettere in [...]. [...] lavorano invece per un [...]. Armando [...] si pre-para alla [...] ultima battaglia. Oggi dovrà rispondere [...] di [...] che lo ha sfidato [...]. Ieri [...] non ha vo-luto rilasciare [...] giornalisti. [...] alle 11 e 30 e [...] di [...]. [...] ad annullare la mossa di [...]. Ieri [...] ha recitato con molto [...] ruolo [...] presieduto con [...] garbo la riunione del [...]. Vestito blu, aria tranquilla, [...] un pò da sfinge, non diverso dal [...] di [...]. Armando [...] ha più di [...] e tra gli uomini [...] contano è forse politi-camente il più vecchio. La [...] bio-grafia è costellata da grandi [...] interne al suo partito, prima il Pci e poi Rifondazione. Non è né un [...] perdente: ha perduto moltissimo e ha vinto [...]. Da quando, negli an-ni [...] e [...] prese in mano il Pci [...] Milano, prima sconfiggendo la vecchia componente [...] di Alberganti e poi la [...] di Rossana [...]. Fino allo scon-tro feroce con Berlinguer, negli an-ni [...] 80, quando il segretario voleva [...] con Mosca e [...] riteneva un errore spezzare i [...] della tradizione. In quella [...] di organizzare una corrente che [...] opponesse alla linea [...] ma rimase in Comitato Centra-le [...] seguace, Guido Cap-pelloni. Nessun osservatore politi-co, allora, [...] lire sul futuro di Armando [...]. Gli uomini che [...] Ingrao e Napolitano, nel Pci, [...] gli uomini di governo: An-dreotti, Fanfani, De Mita, [...] Cossiga, La Malfa, Zanone. Solo per citare i [...]. Di tutti questi, a [...] Napolitano [...] e ora [...] il ritorno di Cossiga) [...] rimasto in prima linea sulla ribalta è [...] il [...]. [...] battaglia adesso deve [...] contro [...] che è un uomo molto [...] da lui. [...] è un [...] di forte tradizione comunista. [...] è un sindacalista di [...]. [...] è noto per le sue [...] diplomatiche, [...] perché gli piace sempre sfiorare [...] rottura. In realtà, [...] ha al suo attivo [...] di quelle di [...]. Perché [...] alla fine, un accordo [...] sempre, mentre [...] portò fino in fon-do [...] con Berlinguer e poi quella con Occhetto, [...] alla scissione e alla [...]. S Diliberto «Ma se [...] sicuri davvero che i lavoratori starebbero meglio? Io [...] no» Il segretario di Rifondazione comunista [...] e il presidente [...] La vicepresidente del Senato: «Da [...] separano molte cose, però oggi condivido la [...] «Stavolta ha ragione [...] Ersilia Salvato: «Con lo [...] sconfitti, rischiamo [...] ROMA. Ma come fa, dico [...] Luigi Pintor a [...] sul Manifesto: fermi tutti, [...]. [...] da restare senza parole. Pintor che [...] astratta dietro il segretario. È davvero molto preoccupante, [...] lezione ci viene da uno che ha [...] vita politica sulla difesa della libertà [...]. Ersilia Salvato, vice presidente [...] intervento alla tribuna del [...] Rifondazione. Davanti al parlamentino del [...] decidere il da farsi, ha spiegato per-ché [...] segretario non [...]. [...] nella [...] relazione, ha lanciato una sfida [...] netta a chi nel partito non la pensa come [...]. Ha detto: se serve, [...]. Ma lei dice: attento Fausto, [...] partito rischia [...]. Per-ché? «Sento che [...] una grande inade-guatezza a lavorare [...]. Ci si at-tarda a [...] scelte, sulle proprie ragioni. Le differenze [...] sulle differenze bisogna costruire [...] alti, altrimenti, al di là di chi [...] è il [...]. Ersilia Salvato, lei pensa [...] Ri-fondazione rischia di spaccarsi. Il mio augurio è [...] ma [...] di questo dibat-tito mi [...]. Rifondazione ha una storia breve [...] se densa, e non è ancora riuscita ad approvare [...] percorso di costruzione di una [...]. E una conta, con [...] che essa assume, può allontanare per lungo [...] di [...]. [...] aspetti molto pesanti, forse ci [...] essere qualcuno che fa di questi cal-coli. Ma è un tipo [...] non mi appartiene. Ho sempre messo al [...] libertà di ognuno di esprimere le proprie [...]. /// [...] /// La sfida vera che [...] come partito è quella di mettere insieme [...]. Vice presidente, e se si [...] «Se [...] non si po-tesse evitare, se [...] costretti a [...] spero almeno che [...] su cui si chiede il [...] dei compagni. Sceglierò quelle pro-poste che [...] vici-ne. So che lei rifiuta [...] alle posizioni di [...] o a quelle di [...] È inutile fa-re giri [...] Rifondazione ci sono due posizioni ben chiare [...] tavolo della trattativa interna. [...] mi dividono molte cose. Sono profonde le nostre [...]. E tuttavia in questo [...] alla [...] scelta politica non posso [...] mi sento vicino a lui. Mi convincono i suoi [...] politica, an-che se vorrei una maggiore [...]. [...] ha fatto una doppia sfi-da, [...] quella interna abbiamo parlato. Ma [...] anche quella ri-volta al [...] potrem-mo tornare [...]. E su ciò dobbiamo riflettere. Al tempo stesso, però, se [...] alle elezioni del 21 aprile, alla [...] questo governo ha anche fatto [...] in-vestimento. Ci ha chiesto di [...] affrontare la questione so-ciale, di produrre aperture [...] lavoro. [...] delle politiche [...] e anche sui caratteri stessi [...] destra. [...] svolta, dice una cosa giusta. Anche quando dice che [...] fosse si po-trebbe rompere. Ma come si deve [...] per evitare la rottura? Ci [...] e in-quietudini anche in altre forze. Dai democratici di sinistra [...] positivi che non possono es-sere sottovalutati. [...] in Rifondazione? Noi abbiamo [...] program-matico per la verifica con il governo [...] altro che la riproposizione della nostra piattaforma. Voglio ca-pire come ci [...] ad un ta-volo per costruire un indirizzo [...] tempi, le risorse materiali, ma anche segnalando [...] di Rifondazione. Fi-nora abbiamo avuto troppa [...]. Troppi stop and go. Abbiamo troppo evocato la [...]. Voglio sapere invece se una [...] numerica può diventare una [...]. Nuccio Ciconte [...] davvero tanta arroganza intorno [...] Non si demonizzi la differenza Serve una mediazione [...] nel quale i due lea-der possano verificare [...] rapporti di forza. Stabi-lire chi è il [...] parti-to. Oggi [...] replicherà [...] di [...] vedremo in che forma. Ma la conta, alme-no [...] molto improbabile. I padroni del partito [...] due e nessuno può rinunciare [...] anche se vorrebbe. [...] ha usato la minaccia [...] per rafforzare la [...] posizio-ne politica e mettere [...]. Ma non ha nessun [...] il partito. Neanche [...] ha interessi di questo [...]. Probabilmente [...] cercherà di continuare a [...] ha fatto fino ades-so: lasciare al segretario [...] nel confronto interno, ma tenere intatta e [...] propria capacità di [...] le scelte politiche. Resta il fatto che [...] le due anime di Rifondazione esiste e [...] di questa lunga fase politica -quella [...] -si accentua. Non che la dif-ferenza [...] posizioni sia [...] da spiegare, anzi, ascol-tando [...] interventi che si susseguivano alla riunione del Comitato [...] non si capiva dove fosse il dissenso. I [...] dicevano che la verifica [...] rigore, cer-cando di evitare la rottura ma [...] rottura è possi-bile. I [...] replicavano che la verifica [...] rigore, nella consapevolezza che la rottu-ra è [...] decisi ad [...]. [...] la differenza: nel-la sfumatura, [...] delle parole? Tra i membri del comitato [...] qualcuno che di-ceva che la differenza non [...] la chiave dello scontro, come spesso avviene, [...] degli anni novanta, è sempli-cemente «personalistica». Cioè sta tutta nella [...] due leader e in una incompatibili-tà di [...] giorno au-menta e si fa più spigolosa. Può darsi che esista [...] anzi è probabile, ma non basta a [...]. La diffe-renza tra [...] e [...] -e soprattutto la diffe-renza tra [...] due leader -sta nello sbocco politico che immaginano. [...] non vede per Rifonda-zione [...] da quello di coscienza critica [...]. Capace di pesare nelle [...] su alcune decisioni politiche, di contare, ma [...] maggioranza. Magari anche compiendo il passo [...] e cioè quello [...]. [...] ha una grande nostalgia [...] e farebbe anche subito la [...] della rottura, perché sente il biso-gno di una opposizione [...] sinistra e ritiene che solo [...] si può condizionare davvero e [...] a sinistra [...]. Però si sente legato, [...] da considerazioni tattiche: una usci-ta dalla maggioranza [...] drammatiche per tutti, mandare [...] in mi-noranza, portare alle [...] a un successo della destra. Che non sarebbe un [...]. Per questo, probabilmente, [...] vorrebbe tenere aperta [...] di una rottura ma senza [...]. Forse sperando che tra qualche [...] quando ci sarà il semestre bianco, [...] po-litica e [...] di sciogliere le Camere consentano [...] di allargare la [...] maggioranza al centro e a [...] di [...] libero di scorrazzare nella vasta [...]. Il dissenso tra le [...] è tutto [...]. Diciamo pure che è [...]. Oggi diventa più drammatico [...] di decidere con quale atteg-giamento andare alla [...]. [...] per tenere sempre aper-ta [...] rottura, de-ve mettere in conto il rischio [...] avvenga prima di quan-do lui prevede. [...] vuole as-solutamente evitare questo ri-schio, [...] anzi vorrebbe già oggi as-sicurazioni ragionevoli sulla sta-bilità [...] anche oltre novembre. Come si vede è una [...] «tattica». E il dibattito al [...] Rifondazione ha molto risentito del fortissimo «tatticismo» [...]. Gli interventi si sono [...] con un linguaggio ci-frato, molto rivolto [...] e senza nessuno sforzo [...] situazione politica di questo momento, delle prospettive [...] economiche , dei problemi generali che vanno [...]. In questo modo Rifonda-zione [...] di rinuncia, cioè di [...] a svolgere il ruolo più importante che [...] di fare pesare nella trattativa politi-ca gli [...] rappre-senta e i punti di vista della [...]. Questa situazio-ne probabilmente sta [...] in gran parte del quadro intermedio, che [...] fuori dal duello tra i due leader, [...] con [...] o con [...] lo fa senza gran-de [...] fondo desidera una mediazione. Il fatto è che [...] passa più una mediazione diventa im-possibile. E alla fine, forse [...] uno dei due -o [...] o [...] -perderà la partita. /// [...] /// E alla fine, forse [...] uno dei due -o [...] o [...] -perderà la partita. 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