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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Nuova Serie(PCI)-Nazionale del 1990»--Id 716616139.

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[...] I sogni di Giovanna erano [...] da re e principesse in una [...] fantastica e magica. Aveva 53 anni e [...] era piccola come tutti quelli della [...] razza e del suo [...] da quelle parti avevano occhi spaventati, timorosi [...] e furbi. La sorella di Giovanna, [...]. Ciò era vero e [...] sognava il marinaio alto e biondo con [...] le scarpe nere e il cappello tondo [...] e tacevano [...] sul letto moderno e [...] sostituito quello alto dalle spesse coperte rosse [...] cuscini su cui avevano danzato gli amorì [...] o improvvisi, veloci -del padre e della [...]. A destra e sinistra [...] lumicini accesi illuminavano ì volti dei genitori, [...] fratello, le amiche, la sorella, i nonni; [...] al di sopra del letto [...] della madonna che allattava Gesù Bambino. La zia di [...] Antonella, viveva insie-,me alla figlia [...] nella Corte di S. ///
[...] ///
[...] anche uh cimitero tra i [...] di sabbia. [...] mia madre sibilava e [...] ed io oscuramente percepivo la presenza di [...] via via [...] pedagogico dei miei familiari [...] forma di un altro ipotetico tizio che [...] quando, adolescente, mi fossi fermata davanti alla [...] gioielliere: «Le piace [...] signorina?. Equi entrava in gioco [...] pedagogia [...] IL MARCIAPIEDE»; La bambina [...] una mamma filiforme e bellissima [...] a rialzarsi: la piccola [...] occhi pieni di sabbia. Altra minaccia di regime [...] lontana maternità di un terroristico alone. Po la mano a mia [...] incontriamo delle sue conoscenti. Come le galline» risponde [...]. Antonella ogni pomeriggio con [...] e vestita di nero andava al cimitero [...] Peppino e gli parlava dei suoi fatti guardando [...] del manto; piangeva e ricevuta la risposta [...] nella Corte S. Pietro Vecchio, percorrendo via Francesco Crispi, [...] Garibaldi, Corso Vittorio Emanuele. A Vittorio Emanuele avevano dedicato [...] una piazza e II vicino viveva Laura una donna [...] piccola, dagli occhi neri e [...] i capelli bianchi e spesso in disordine, i denti [...] e sparsi. Viveva in un appartamento [...] una zona di pensioni per neri e [...] donne etiopi vestite di bianco, tranvieri e [...] spogliarelliste e prostitute malmesse [...] emigrati africani arabi asiatici. Laura [...] camera [...] le altre le subaffittava [...] zona; [...] era molto buio e [...] e di sudore; il bagno era piccolo [...] fioca che illuminava un lavabo utilizzato frettolosamente [...] dei vari [...]. Laura passava la giornata [...] mangiando un po' di pizza o qualche [...] pigra e non le andava di cucinare [...] della casa erano svolte da una donna [...]. Laura da giovane fu [...] affittacamere della zona e le rimasero due [...] ignoto, che lavoravano saltuariamente. Nei giorni caldi fin [...] sulla [...] seggioletta vicino il basso [...] dietro i vetri osservava [...] scorreva aspettando la mattina il saluto di Luigi [...] la canottiera e i pantaloni blù pedalava [...] primitiva, dal suono arrugginito, portando sul capo, [...] da circense, un asse di legno su [...] forme di pane da cuocere. Al vecchio piaceva anche [...] dei bambini che giocavano al monte della [...] monti blù e alla figlia del re, [...] sera che il cielo divenisse di un [...] illuminato dalla luna [...] Sebastiano Centone Mi Ho [...] di un negozio di via Condotti e [...] fare a meno di entrare. Il pizzo di una [...] era identico, ma proprio identico, al vestito [...] comunione. Me lo aveva cucito [...] ogni volta che lo provavo lei mi [...] una sposa. Avevo dodici anni: mia [...] da pochi mesi a causa di una [...] di tre anni, lo ero già sviluppata [...] che dovessi diventare una ragazza alla e [...]. Celebrare una cerimonia come [...] comunione era diventato necessario, se non si [...] miscredenti o, peggio ancora, politicamente sovversivi, lo [...] po' a disagio sia tra i bambini [...] a lezione di catechismo, sia a casa, [...] aumentava la colpa di [...] rimorsi verso chi non [...] più. Abitavamo in Maremma; ma [...] proveniva da una cittadina del Sud. Proprio quando le campagne [...] i contadini preferivano spostarsi in città, noi [...] in un podere. E vivemmo isolati a [...]. I contadini della zona [...] giovedì al mercato che si svolgeva in [...]. Era questa [...] che pochi si lasciavano [...]. Essi si ritrovavano per [...] del raccolto, delle bestie. Si formavano gruppetti di [...] di fustagno e di velluto. Si esprimevano con parole [...] ridanciana e pesante; rivolgevano i complimenti alle [...] tono azzardato di chi è sicuro che [...] I [...] sotto la [...] sarebbero stati ben accolti. La risposta delle donne [...] ostentata civetteria, giudicata come sfrontatezza e mancanza [...] chi proveniva dal Sud. Il futuro si presentava [...] della mezzadria era solo nei discorsi dei [...] i padroni e [...] della loro terra che [...] era stata paludosa, malsana, piena di acquitrini [...]. I ricordi, però, appartenevano [...] lontana, a cui si faceva riferimento mentre [...] presente migliore. La terra era aspra, [...] qua e là, e le colline verdi [...] terreno brullo, se ben coltivato, avrebbe potuto [...] avesse curato. Io percorrevo in bicicletta [...] giorno per andare al catechismo. Una mattina don Silverio [...] a Vincenzo perché il giorno prima, durante [...] messa, si era messo in fila dietro [...] preparavano a ricevere [...] e aveva ingoiato [...] benedetta prima ancora di [...] prima [...] di tale singolarità avrei [...] per le fiere), me ne disperai e [...] con gli occhi chiusi, perché nessuno vedesse [...] gialli da gallina. Smisi la volta che, [...] piazza, mangiai il gelato con gli occhi [...] vestito delia domenica e ricevetti da mia [...]. Dicevamo del marciapiede, questo [...] teatro della nostra infanzia e adolescenza, di [...] bambine tra il [...] e il [...]. Profughi [...] a Roma nel [...] avevamo, io e mio fratello, [...] fame. Mia madre e mia [...] era al fronte) governavano con inusitata durezza [...] da governare. Un giorno tornai da [...] consueta lacerante fame. Un odore [...] mi venne incontro: la [...] aveva messo insieme miracolosamente un sugo che [...] celestiale. [...] poco pane razionato era 11 [...] non vigilato. Ne presi un pezzo, [...] sughetto e. Mia nonna assentiva cupamente. Avevo 8 anni e [...] dovuto essermi oscuro: ma avevo già imparato [...] suoni sibilanti, it male, il diavolo. Quello stesso diavolo che [...] nello specchio se mi fossi attardata a [...]. Lo specchio del «guardavi» [...] attraversare come un fulmine la stanza da [...] madre se, per caso, di sera la [...] segnalato lei la presenza [...] specchio, mi ci inviava a [...] bambina gracile, con gli [...] ridenti, tira palettate di sabbia contro la [...] é appena sdraiata, colpendo anche alcuni vicini. Poi, incurante delle proteste, aggiunge [...] secchiata d'acqua, sputa, allarga le gambe e fa una [...] provocatoria. C'è qualcosa di anche [...] mia preistoria? No. Mia madre, la mia [...] mi faceva i vestiti con pezzi di [...] alta borsa nera, non avrebbe allargato le [...] in segno di rassegnazione. Le sarebbe bastato guardarmi [...] nella posizione di Balilla con la paletta [...] storico sasso. È forse per questo [...] cedere il posto in tram alle persone [...] un mese più grandi di [...] Amalia [...] Giulia e Sandro sono [...]. Lei si è tolla il [...] del costume per [...] godere il più possibile di [...] sole di fine estate. Era stata lei a [...] al mare; Sandro aveva nicchiato un po', [...]. Poi, figurati, in un [...]. Sì guardano a lungo [...] dita [...]. Mentre il prete si [...] notato per la prima volta che egli [...] sotto la tonaca e mi affrettai a [...] da quelle larghe sottane che li coprivano. Nei giorni precedenti avevamo [...] della cerimonia ufficiale. Don Silverio ci aveva [...] non benedetta, e ci aveva raccomandato di [...] evitare assolutamente di masticare. Vincenzo non aveva capito [...] i preparativi per [...] al cullo e [...] di iniziazione vero e [...] domenica successiva aveva ripetuto il rito. ///
[...] ///
La natura ha una [...] cui non si deve aggiungere nulla. Al silenzio aggiungevo i [...]. Mi sarebbe piaciuto che [...] madrina avesse posseduto [...] per accompagnarmi in macchina [...] al [...] della chiesa almeno il [...]. Ingoiai le lacrime e [...] a [...] ragazzo che era il [...] madrina e salii dietro di lui sul [...]. La polvere bianca delle [...] formò lo strascico al lungo vestitino di Sangallo. Ho comprato la camicetta. Arrivata a casa [...] stirata e appesa [...]. Non so se la [...] da bambina, ma [...] ci sta bene: dà [...]. Prima di alzarsi si [...] bacio. Poi Giulia indossa il [...] e si avviano al telefono a gettoni [...] dalla porta del bar dello stabilimento. Giulia introduce il gettone, [...] Sandro [...] allontana di un paio di metri e [...] a [...] tavolino del bar. Tesoro, sei già tornato? E [...] prenderti papà?». Domani, te lo prometto, [...] prenderti. ///
[...] ///
Baci baci baci baci». A proposito, è inutile [...] Il dove sono non c'è il telefono. Una noia! Perché Luigino è [...]. Non [...] quando è uscito da scuola? Come se non fosse [...]. ///
[...] ///
Tu invece prendi il [...] paura di non fare in tempo. ///
[...] ///
Un bacione». Giulia appende la cornetta [...] il tavolino dei bar. Sandro si è già [...] di avviarsi a [...] volta al telefono, bacia Giulia [...] vicino [...]. ///
[...] ///
Che hai? Hai mangiato almeno? Mangia qualcosa! Non posso proprio lasciarti [...]. Si può dire che [...]. Ricordi che te ne [...]. Sei una stupidina a pensare [...]. Dopo che lavoro come [...] ci metti anche tu con queste [...]. ///
[...] ///
E mangia, mi raccomando, [...] e io ci vado davvero con le [...]. E Sandro riattacca la [...]. Tenendosi per mano, Giulia [...] Sandro [...] verso gli asciugamani e le borse lasciati [...]. Si stendono di nuovo, le [...] intrecciate, [...] visi [...]. Sandro soffia leggermente a [...] sulla fronte di Giulia. Lo sguardo di lei [...] quello pieno di amore di lui. ///
[...] ///
O Luisa Puliti Sei [...] sei storie da leggere tranquillamente il giorno [...] Ferragosto [...] monti, al mare, in collina, o tra [...] della città [...] Eravamo soli su di [...] siamo spogliati completamente e abbiamo [...] sulla radura erbosa, molti [...] sono stati calpestati, come anche muc-chietti di [...] giocato girando, il pene dondolava naturalmente, il [...] naturalmente, abbiamo girato, girato tanto fino a [...] stanchi e affamati, il cuore ci batteva [...] acceleratamente, muoveva la testa, con le due [...] i capelli, in decrescente agitazione sorrideva e [...] le dita del piedi [...] velocemente, divertita, si stringeva [...] e rannicchiandosi strofinava lentamente le spalle e [...] occhi guardavano, partivano da dentro con le [...] e il sorriso, attraversavano Varia ed entravano [...] passando velocemente per la fluida membrana del [...] guardavo, sorrideva, le guance tirate e gli [...] testa poggiata con il mento sulle ginocchia, [...] le gambe, la testa di sbieco c [...] un breve attimo e poi aperti, i [...] pelle e tiravano delicatamente i peli asciugando [...] II [...] la saliva che si depositava, gli occhi [...] I piedi si strofinavano tra loro muovendo [...] secca, i lati delle caviglie erano segnati [...] sentivo sotto i glutei il [...] della terra e [...] la schiena un po' [...] i capelli pungevano leggermente le spalle, una [...] scendeva lentamente dalle ascelle, la pelle si Aspettando [...] sulla [...] leggermente [...] il corpo nel suo [...] la leggerezza che lo colpiva e lo [...]. Eravamo nudi su di [...] siamo [...] completamente e abbiamo pensato [...] radura erbosa, ci siamo [...] e molti sassi bianchi [...] come molti mucchietti d'erba sono stati visti [...] a distruggerci, il pene è stato colpito, [...] stato colpito, abbiamo colpito tanto, colpito tanto [...] a terra stanchi e disperati, il cuore [...] e respiravamo acceleratamente, aveva la testa poggiata [...] più grande, i capelli arruffati, le due [...] strappavano steli di margherite ed uccidevano formiche, [...] piangeva, piangeva piano, muoveva le gambe battendo [...] terreno, insistente, sdraiata in terra con il [...] seno schiacciati dal corpo, guardava [...] quel che facevano le [...] lacrime strofinando le guance e gli occhi [...] io piangevo, le labbra [...] e gli occhi bassi, [...] il mento in terra, le braccia una [...] abbandonata vicino al fianco, la testa ritta [...] gli occhi rialzati un attimo e poi [...] I [...] mordevano delicatamente la pelle sanguinante dentro la [...] saliva con il sapore sanguigno, i piedi [...] i glutei sporchi di fili d'erba rinfrescati [...] vento che passava [...] anche sulla schiena dolorante, [...] e sudaticci, il corpo nel suo insieme [...] pesante, schiacciante, ci lasciammo cosi aspettando la [...] lentamente strisciando sulla terra bagnata, con i [...] il corpo sporco di fango e vivo [...] ci stringemmo le mani, ci abbracciammo, i [...] eravamo nudi e soli. ///
[...] ///
Infilo la camicia e [...]. Il cielo è coperto [...] il tramonto. Penso a quelle persone [...] superano i confini del tempo, presenze costanti [...]. Dentro di me conservo [...] sei distesa in terra, avvolta nel tuo [...] silenzio e dai miei occhi, il colore [...] debole lega II tuo volto alla vita [...]. Ti incontrerò? o attenderò [...] sciolga questo inseguire il perdurare perduto?. Vado ad aspettare la [...] a! Ricordo ancora il mio [...] stupore misto a paura; ed intanto, nel [...] accarezzava i miei piedi con una dolcezza [...] regalandomi [...] sensazione che il caldo [...]. Contemplavo quella facciata timida, [...] e le [...] alte con I vetri [...] opachi. Non riuscivo neanche a [...] sentivo magneticamente catturata da quella casa, che [...] in un sogno; ed io con lei. Mi sembrò di non [...] più sottrarmi a [...] quasi amabili presenze, ma proprio [...] questo temibili e pericolose, mi [...] ammaliando affinché io, dimentica, mi [...]. In quel giardino, piccolo [...] incredibilmente profumato e brillante, tutto era possibile: [...] incline sarebbe stato indotto alla meditazione, ad [...]. Poi una musica lontana mi [...] impietosamente al luogo e al [...] reali. Ed allora ricordai; tu [...] quel cancello che ora a malincuore mi [...] varcare. Eri là infatti: impaziente, [...]. Troppo pigra per entrare, [...] io, attratta da tanta delicata bellezza, mi [...] prometterti un [...] immediato. Avevi elargito il tuo [...] in anticipo (come sempre facevi per non [...] troppo buona), di [...] che dilatandosi nella tua [...] più lunga ed insopportabile. Giardino dei miei ricordi Dopo [...] ristorante, ridevi e parlavi [...] fiumi di parole inutili, [...] dicevano quello che avrebbero dovuto. O, forse, quello che [...] sentire. Cosi non ti ascoltavo, [...] pigra illusione appena trascorsa. Quel giardino era divenuto [...] di una distanza ormai impossibile a nascondersi. Ma come parlarti? Tu, [...] quel periodo, reagivi sempre con esagerata violenza [...] critica o considerazione, senza riflettere non lasciavi [...] le prime poche parole, ai tuoi interlocutori. Ti sentivi sempre aggredita, [...] tua vita era costellata di presagi che [...] rendevano irragionevole. Quel giorno in me [...] capacità di sopportare quel legame, forte perché [...] ormai di insensate abitudini. Sembravamo una coppia stanca, consumata [...] una sorta di routine psicologica: avevamo imboccato strade diverse [...] non volevamo arrenderci [...]. Bruscamente, ricordi?, mi alzai; ti [...] che stavo male, che volevo rientrare [...] e tu mi hai guardata [...] fossi una bambina capric-ciosa, col tuo sorriso bonario, privo [...] ogni ironia. E questo, ora più [...] ciò che detestavo in te: il candore, [...] volevi celare il tuo rifiuto di essere [...] patetici. Lentamente ci separammo, cessarono [...] le telefonate. Poi più nulla: un [...] dissolto come non fosse mai esistito ed [...] me ne ero accorta. Non soffrivo, non pensavo [...] al passato: a volte ti sognavo ma Fingevo [...] ricordare la tristezza che sempre, dopo, mi [...] infastidendomi. Tutto questo fino a [...] ho vista e. ///
[...] ///
Avevo sottovalutato [...] che avevi nella mia [...] allontanata senza cercare un rimedio, ed ora [...] occhi una rassegnazione che io non conoscevo. Mi ero nascosta dietro [...] ed ora avrei voluto tornare al punto [...] ristorante, quella valutazione errata della tua eccessiva [...] la realtà ingigantendo il malessere fra noi [...] insanabile. Ma tu ora non [...] lo sentivo. Eri altrove e neanche [...] il tuo sguardo mi scrutava severo. Per cortesia ti eri [...] altro. Le [...] speranze, riemerse insieme al rimpianto [...] non [...] più e al rimorso di [...] provocato una fine brusca e forzata, erano vane. Nel tuo giardino eri [...] volevi che nessuno ti aspettasse oltre i [...]. ///
[...] ///
Nel tuo giardino eri [...] volevi che nessuno ti aspettasse oltre i [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

(313)
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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


(287)


(193)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(266)

Città & Regione [1975-1976*]

(260)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(216)


(272)

Interstampa [1981-1984*]

(270)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(265)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(254)

L'Orto [1937]

(229)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(266)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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