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Romanzo di Giorgio e Nicola [...] carri armati [...] a [...] Isacco riesce a far fuggirei [...] due gemelli Qualche tempo dopo [...] notizie: [...] a Roma, Beniamino in America La distanza [...] i figli e il [...] passati alcuni [...] a Manhattan Lì in una [...] due [...] in banca, una a teatro Con [...] del primi carri armati sovietici [...] famiglia si scatenò il panico, Nessuno sapeva esattamente che [...] temere. [...] tanto lo spessore del [...] Invadeva [...] i corpi. Selma Gran fu la [...] di casa. Poi le radiche sparate dalla [...] dal letti, consigliarono a tutu di scendere nel [...] come avevano latto durante gli [...] mesi della guerra, [...] studenti verranno deportati, ho II [...] -gridò Selma a [...] figlia [...] fate qualcosa. [...] sempre dello che bisogna vivere [...]. [...] con le sue grosse lucide [...] da diabetico mormorava soltanto . DI chi parlasse non [...] capire esattamente. SI sentiva la vicinanza del [...] ma chi tosse veramente non si riusciva a [...] la prima vòlta dopo tanti [...] svegliandosi una notte, [...] del rifugio sotterraneo, Isacco si [...] «Dove devo mettere I miei [...] Dimmelo [...] Devo [...] via per II mondo, ora [...] i confini sono [...] custoditi, o devo [...] accanto [...] me? evo [...] come una gallina per salvare [...] loro pelle, oppure [...] andare in quella sifilide puzzolente [...] marcia che è II mondo? Dimmi tu, che cosa [...] fan, porco [...] mondo. Hai pure mandato II [...] strombazzare miracoli! Queste parole pronunciò dentro [...] senza consultare nessuno decise di risolvere il [...]. A [...] Isacco [...] si voltò e tempestò II [...] di suo figlio di schiaffi. Po) senta una parola [...] II suo cappello di lepre, e usci dal [...] dove crepitavano I fucili, bruciava lutto e [...] ammucchiavano lungo I marciapiedi. Isacco tornò la sera, [...] II [...]. Ho latto lutto. Non avrete che da arrampicarvi [...] un camion. Uno deve pur dimenticare di [...] generato del figli. E ora, a [...] Domattina sveglia alle cinque! Risalirono [...] rimasto chiuso durante I [...] passati al rifugiò. Prima di prendere sonno, Isacco [...] dentro di sé, bestemmiando In [...] per tutti I sacramenti, [...]. Poi senza una parola, [...] discese nel buio pozzo di un sonno [...] Rachele gemette, pianse, e intanto riempi due [...] di qualche capo di biancheria e di [...]. Si strinse al figli, [...] con il solo amore della carne. Succhiò i loro pesanti [...]. Poi venne [...] e la partenza. Isacco, invece, smise di guardare [...] di sé, attorno a si, alla [...] gentil» concessione dalla Casa editrice Mariani Impaginazione [...] disegni di Ramo [...] Signore. Ma anche li, [...] della casetta gialla di un [...] pubblico, da dove il camion doveva partire, senti ancora [...] forza che nemmeno nei giorni più difficili della [...] esistenza aveva provato. Forse i suoi figli, [...] più avrebbe rivisto, sarebbero arrivati un giorno [...] promessa lontana che in lui ardeva ancora [...] fiammella. Uno squillo in piena [...] Una [...] verso [...] squillò il telefono. Rachele si svegliò di [...] mise subito a piangere, «E la polizia) Che Dio [...] avesse latto crepare come un cane rognoso [...] venuta al mondo! Isacco senti nel ricevitore [...] di donna gridare parole In Italiano. Un attimo dopo Intervenne [...] indefinibile, [...]. Padre, sono Samuele», [...]. Sentiva il sangue salire [...]. Dopo un attimo di pausa, [...] come se II [...] fosse tornato a casa dopo [...] giornata di scuola. Poi Rachele si avventò [...] e In tre minuti, tra [...] e urla riuscì soltanto a dire «Vita mia dolce, [...] mia dolce! Pochi giorni dopo arrivò anche [...] lettera. Samuele si trovava a Roma. Beniamino é andato in America. Penso che lui stessa [...] di più», Rachele piombò di nuovo In [...]. Per giorni non ebbe [...] di alzarsi. Isacco la imboccava come una [...]. Andò nella stanza del [...]. Sul la vecchia scrivania, [...] la guerra, [...] ancora I libri e [...] di scuola del figli. Beniamino e Samuele avevano [...] a chiave 1 cassetti del mobile, uno [...] a sinistra [...] centrale, secondo un tacito [...] rispetto e di comune complici [...]. Ora le chiavi erano [...]. Con un coltello il [...] fragili serrature. E, [...] lo sono il loro [...] di sapere». Quale fosse li cassetto di Beniamino e quale quello di Samuele, non era mai [...] a Indovinare. Gli estranei spesso confondevano [...] prendendo [...] per [...]. Isacco no: ma [...] del due figli impediva [...] in fondo alle loro anime, capire quali [...] sentimenti di ciascuno e quali fossero soltanto [...] ciò che [...] pensava o suggeriva. Nel cassetto di destra [...] una macchina da scrivere da lui stesso [...] prima, alcune poesie, se cosi si potevano [...]. Una era intitolata «Inno [...] con parole solenni rendeva omaggio alla materia [...] mondo, provoca le gioie più lievi e [...] profondo. I fogli cominciavano già [...] che la poesia era stata scritta tempo [...]. Altre [...] erano indirizzate verso oggetti [...] materno, la primavera, la [...] erano più solenni e più false ancora [...] alle feci che l'autore aveva posto in [...] tutti gli altri logli. In un quaderno, le [...] esercitazioni scolastiche come «il destino umano In Dante [...] Milton» e [...]. [...] cassetto [...] ancora meno: due quaderni posti [...] sopra [...] scritti con una calligrafia distorta, [...] al padre. Erano le pagine di [...] un anno prima. Con [...] a Isacco quasi incomprensibili [...] di delirio e di rivolta su lutto. Perché voli, piccola scintilla? Dove [...] E cosa ti attrae verso le tenebre [...] col fuoco?». Isacco sbarrò gli occhi. Samuele? Beniamino? Quale dei [...] sé il fuoco della follia? [...] è fetido [...] -lesse nella pagina successiva [...] hanno le piccole carni marce, I piccoli [...] la finzione. Non sopporto questa puzza. Via, via da questo [...]. Il giorno dopo [...] estensore del diario se [...] se stesso: «Tu che vomiti sul mondo, [...] di tanto eletto e degno di lode? Il viandante è già [...] cammina, Agli estremi confini! [...] lembo della terra e del [...]. Ma paura di che?». Poche pagine più [...] «Perché [...] in faccia nemmeno la paura? Come fare a [...]. Come fa il padre, [...] madre! Era questa la [...] era stupito dì quelle [...]. Ma dunque, come [...] le cose? L'autore delle [...] dovuto essere Benia-mino, più esperto di belle [...]. Ma il saggio sulla [...] non era forse più di competenza di Samuele? E [...] parte, se il primo cassetto era di Beniamino, [...] quello che conteneva il diario, avrebbe dovuto [...] Samuele. Questi però non aveva mai [...] pensieri cosi foschi. A rabbuiarsi e a [...] era stato negli ultimi tempi [...] mai Beniamino. Isacco si sentiva colpito [...] che alludeva a lui. Un padre che si [...] Questo pensavano di [...] i suoi figli? Questa [...] Se fossero stati 11, accanto alla vecchia [...] Isacco [...] avrebbe picchiati finché non fosse sbollito tutto [...]. Ma non potè [...]. Prese i fogli e [...] per uno, fino a fare di tutto [...] fiocchi di carta. Buttò il mucchio in [...] la legna. Il giorno dopo però la [...] ira e le sue perplessità erano sbollite. Cosa vuoi da loro? [...] anni della giovinezza sono [...]. È dopo che bisogna [...]. Scrìsse una lettera ai suoi [...]. Ne fece due copie identiche, [...] per Beniamino una per Samuele. Li implorò di non [...] che li attendeva. Ricordò loro di farsi [...] circostanza e di dimostrare a tutti I [...] per coronare i sogni [...] loro padre. Esitò prima di scrivere [...] nel timore che la censura segreta, la [...] lui era un fatto incontrovertibile, trovasse nelle [...] oscure e illegali. Ma poi pensò che [...] di lui cedere a simili timori e [...] con i figli fosse cosa ben più [...] eventuale vessazione. Perciò Isacco, dopo un [...] Insistenze, smise di scrivere delia cosa e [...] divennero [...] elencazione degli avvenimenti familiari. Dopo tre anni, durante I [...] Isacco continuò a fare la [...] spola quotidiana fra lo scantinato [...] suo ufficio e ì [...] affidati alla [...] cura, badando scrupolosamente ai sorrisi [...] donne quanto [...] delle cifre, fu Samuele a [...]. Era di nuovo inverno, [...] la lettera davanti al [...] Isacco canticchiò, come sempre quando voleva ricacciare [...] «Mia cara signora Sibilla, [...]. TU sicuramente crederai che [...] abbiano tenuto completamente in dispregio le [...] raccomandazioni e siano andati [...] la strada che preferiva. Ti chiedo scusa, e [...] nome di mio fratello, il quale ha [...] me e perciò scrive meno lettere, per [...] di questo rendiconto. Ma comprenderai quanto abbiamo [...] se ora ascolterai ciò che è successo [...] questi anni. Non spaventarti! Ti aspetta -almeno così [...] delusione! Caro babbo, devi sapere [...] parole non sono state gridate nel deserto! Scherzo, naturalmente, ma non [...] lontano dalla verità: la carriera [...] è aperta a tutti [...] insegnamenti avuti da te -tu mi capirai [...] arrivare con la mente prima degli altri [...] problemi che si presentano con grande prontezza. Tutto ciò non resta senza [...]. Al presente mi occupo [...] molto importante. Quanto a Beniamino, la [...] strada è stata più faticosa [...] "alte sfere [...]. Dopo qualche esitazione si [...] teatro. Scrive, recita, fa il [...]. Se tu potessi [...] con la faccia truccata! Ed è forse ciò che [...] vuole. Per ora le parti [...] non sono le più importanti ma egli [...] del direttore del teatro e non è [...] o poi venga rapp [...] un suo dramma. So che queste poche parole [...] ti basteranno e che [...] sapore molto di più ma [...] caro padre, la vita [...] in silenzio, senza parole». Isacco per poco non [...] foglio. Così sono fatte dunque [...] destino: si avverano quando meno te [...]. Nelle successive lettere non [...] ai figli la perseveranza. A nessun costo avrebbero [...] dalla strada intrapresa. Né donne né illusioni [...]. Sono contento per loro. Lo so io quanto [...] in fondo al calderone, essere cotto insieme [...] resto, come un pezzo di patata, e [...] dal nulla. Per me i tempi [...]. Lo so io, quanto [...]. Ma quale dei due [...] i prodigi promessi? Isacco tentò invano di [...]. Vecchio o nuovo purché [...] Furono necessari altri cinque anni perché potesse [...] conto di persona. [...] naturalmente c'è posto per te. E altrettanto naturalmente penserò [...] costo del viaggio». Sei mesi dopo arrivò [...] per il volo in aeroplano. Gli occhi della ragazza [...] attimo. Non é come fare una [...] a Buda». [...] di New York si [...] parole inglesi imparate per [...]. Poi vide Beniamino al di [...] di una porta a vetri. Si fecero cenno. Beniamino lo liberò dalle [...] di dogana. Si abbracciarono, piangendo si [...]. Come va ii teatro? C'è [...]. Beniamino arrossì: «No, stasera [...]. A casa ti dirò [...]. [...] in giro con [...] gli fece vedere le [...] grattacieli, Manhattan. Mi risulta che [...] le donne ce [...] uguale come in Europa». Arrivarono in un piccolo [...] di viaggio da Manhattan, «È la strada [...] i giorni due volte», disse Beniamino. Tu non reciti a [...]. Domattina ti larò vedere [...] mia parte tutti i giorni». In casa Beniamino servi [...]. Poi mise sul tavolo una [...]. Giocarono per [...] il decimo compleanno dei [...] Isacco [...] prodigo di doni. Due vestiti [...] con [...] studenti per ciascuno e una gita sul Danubio, [...] nave, per tutta la giornata». Dopo gli anni della [...] schiuderai per il figlio [...] distretto di Budapest un [...]. Ma la Storia non [...] sogni. Col nuovo regime comunista [...] viene confiscato ogni suo avere [...] in più, accusato di [...] da una ex amante, rischia [...] anno di carcere. /// [...] /// Anche Beniamino e Isacco [...] padre. Fu chiaro tutto [...] quando Beniamino portò il [...] di una grande banca. Salirono al quinto plano. Da una Balconata guardarono giù, [...] immensità [...] brulicante di uomini e donne, «Babbo, questo [...] Il mio teatro -disse Beniamino [...] un sorriso imbarazzato -, lo lavora [...]. /// [...] /// E Samuele che si è [...] non io». Ora Beniamino rideva apertamente. Tu volevi che io [...] Samuele un uomo ricco. E accaduto proprio il contrario, [...] non abbiamo voluto mai [...] sapere, per non [...]. La tua volontà per [...] sempre sacra. Non [...] lino in fondo è [...] per me e per Samuele. Ma non abbiamo potuto [...]. Per me erano (avole [...]. Beniamino condusse il padre [...] lavorava. Attorno a un grande [...] telefoni sedevano uomini scambiando messaggi in varie [...]. I telefoni squillavano senza [...] si incrociavano. Salutò alcuni colleghi. [...] ogni giorno io sposto tanto [...] quanto tutta [...] messa Insieme non ha mai [...]. /// [...] /// Sai cosa sono? Milioni [...] dollari con una soia telefonata, capisci? Una [...] Londra e una montagna di denaro, cambia destinazio-ne». Più che [...] fu una domanda. Beniamino non seppe cosa [...]. Il figlio guardò davanti [...]. Altro che [...] tra le mani. Quando vendo un milione [...] succede nulla, non viene spostata nemmeno una [...]. Semplicemente su un certo [...] risulterà debitrice di questa somma e su [...] una banca che è [...] parte del mondo, risulterà [...]. Ogni tanto si fanno [...] crediti e dei debiti, si Urano le [...]. Passò un superiore del [...] dagli occhiali dorati e le spalle della [...] misura. Strinse a lungo la [...] Isacco, sorridendo e gridando qualche cosa. Sul palcoscenico Samuele declamava [...] queste catene o vi [...] potente, la più crudele maledizione». Una recita straordinaria del suo [...] per gli [...]. /// [...] /// Una recita straordinaria del suo [...] per gli [...]. (0) (0) ![]()
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