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Armerà in libreria tra [...]. Idea Libri», editrice del [...] esclusiva la [...] di [...] Do Filippo, che la [...] volume con il titolo [...]. I [...] 1908 abitavamo [...] in Vico Ascensione a [...]. In questa traversa di [...] Mille, come del resto in tante strade e [...] Napoli, nelle prime ore del mattino si celebrava [...] indispensabile per le famìglie meno abbienti e [...] si abbrustoliva il caffè. Ogni una o due [...] la quantità necessaria, a seconda del bisogno, [...] della golosità di ciascuna famiglia. E poiché, ovviamente, le date [...] «cerimonia» non coincidevano, ogni giorno [...] qualche donna o qualche «nonno», [...] sui terrazzi o seduti in balcone a girare la [...]. Prima di andare [...] questo arnese che oramai per la maggioranza [...] Napoletani [...] diventato soltanto un ricordo. Era un cilindro lungo [...] 60 centimetri, con circa 15 centimetri di [...] lato aveva un lungo perno, [...] una manovella; i chicchi [...] nel cilindro attraverso uno sportellino centrale che [...] chiuso per mezzo di un gancetto. Il fornello consisteva in [...] su piedini, anch'essa di metallo. Sulla griglia del fondo [...] carbonella; al centro [...] parete laterale [...] un buco per alloggiare [...] fronte a questa parete si trovava un [...] inserire la manovella. Fatto ciò, si poteva dare [...] alla tostatura. Una piccola parentesi: perché [...] terrazze e balconi? Perché, durante la cottura, [...] caffè, molto oleosi, sprigionavano un fumo intenso [...] insopportabile in un ambiente chiuso, mentre fuori [...] fastidio, anzi, diffondendosi per [...] e trasportato dal vento, [...] il vicinato una vera gioia. Girando la manovella, i [...] su se stessi, cadendo e ricadendo sulla [...] cilindro. Ogni tanto si toglieva [...] appoggio e lo si scuoteva un paio [...] sentire il rumore degli acini e [...] il peso poiché essi [...] leggeri man mano che si cuocevano. Ma non basta. Bisognava controllare anche il [...] a-prendo ogni tanto Io sportellino centrale e [...] color «manto di monaco» si toglieva immediatamente [...] cilindro e si versavano gli acini bollenti [...] vassoio o su un capace piatto di [...] bene con un mestolo di legno e [...] finché si raffreddavano. Ad ogni colpo di [...] nuvole di fumo che spandevano intorno un [...] irresistibile. /// [...] /// Ecco che, prima ancora [...] DOMENICA 15 MAGGIO [...] cos'è [...] Perché si usava solo in [...] Un libro dedicato al caffè ospita alcune pagine in [...] Eduardo racconta come si preparava a Napoli il rito [...]. [...] in [...] EDUARDO DE FILIP POdi avere [...] il permesso di [...] il caffè mi faceva da [...] ed era diventato il simbolo del giorno che inizia. [...] del caffè appena tostato, [...] più stupendi che esista, mi seguiva mentre [...] vestivo, mangiavo con appetito [...] 'e latte», e mentre [...]. Arrivato in strada [...] si sentiva un po' [...] fumo tende più a salire che a [...] ero egualmente consapevole attraverso le voci che [...]. Una donnina filiforme chiedeva a [...] donna con un gran [...] di capelli neri: [...] fatto il caffè, voi? Teniamo [...] nonno che non lo contenta [...] e [...] lo fa lui personalmente». Dal balcone ai un [...] cameriere vestito da vespa (giacca a righe [...] e basette nere laccate sulle tempie, a [...] accanto: [...] poco vi debbo lasciare, [...] il caffè». E lei: [...] andate. Io [...] faccio di sabato, ma è [...] una grande responsabilità. Ciro mio: basta che ti [...] del [...] ca vuole venire sul palcoscenico, [...]. Nel 1929 queste due paroline [...] una vera e propria frenesia. La gente le usava [...] e a sproposito: per strada, [...] da un marciapiede [...] nei locali pubblici, nelle [...] alla moda. Un giovane adocchiava una bella [...]. Se un ghiottone vedeva arrivare [...] tavola un dolce tentatore. Persino nei bar e nei [...] i camerieri, alla chiamata dei clienti, [...] a passo di bersagliere strillando: [...] io! Tanta popolarità finì per [...] padrone del Bar delle Antille, locale famoso [...] del suo «espresso». Don Ciro mi chiese di [...] esporre in vetrina una foto di [...] possibilmente con [...] di una frase che reclamizzasse [...] suo caffè. Lo accontentai, e sotto [...]. Poi, spesso, prima [...] inghiottito dal portone della scuola, [...] San Pasquale a Chiaia, mi arrivava [...]. Sorbiva una tazzina di caffè [...] il lavoro e [...] era di [...] eccezionale: vi trasparivano piacere, soddisfazione, [...] appagamento. Tutte cose che poi. E fu un bel [...] assieme ai 29 anni, il vero, grosso [...]. Tutti ricordano, credo, [...] del prestigiatore: «Se c'è [...]. Davanti alla vetrina, dalla mattina [...] sera, sostavano [...] di persone che [...] i due versi. Il padrone esultava, ma [...] gioia durò solo tre o quattro giorni. Una mattina il messo [...] Curia [...] e. A dire il vero [...] affatto colpevole di irriverenza: pure Di Giacomo [...] il Padreterno e San Pietro fino a Piazza Dante. Perché il limone si [...] no? Ricorda vo la [...] fotografia di trent'anni prima: [...] assente e un po' ironico, baffi corti [...] bianca plissettata e quella cravatta a farfalla [...] distintivo degli architetti, soprattutto di quelli del [...]. Ovviamente ii settantenne che [...] era e non era io stesso. Più di trent'anni passati [...] Stati Uniti avevano lasciato la loro impronta . Non che egli si [...] era invece accaduto a molti altri emigranti. Però il tempo trascorso [...] Io aveva, per cosi [...]. Di lui non si sarebbe [...] dire [...] come Brecht diceva sarcasticamente di [...] altro esule famoso (e come a [...] potuto dire di se stesso) [...] che fosse [...] nella [...] capacità di non adattarsi». No, questa capacità non [...] ma neppure quella opposta. Peraltro, in quel mio [...] sembrava di ritrovare intatta anche la [...] reputazione di uomo saggio, [...] senso. Non so se tale [...]. Non so neppure se [...] ne fosse contento. Egli detestava, in genere, i [...] stereotipati sulla [...] persona. Si ribellava alle etichette che [...] solito gli venivano applicate e che offrivano di lui, [...] sue i-dee e della [...] opera una versione caricaturale. Etichette che servivano solo [...] ossia una [...] alla quale, per esigenze [...] attribuiva (una volta, e per sempre) un [...] uno solo, di pensare e di a-gire. Nulla lo esasperava di più, [...] esempio, che il [...] considerato un esponente dello [...] architettura) o il principale responsabile [...]. [...] piaceva molto essere stimato [...] e per nulla dogmatico. Durante molti anni ho [...] un nutrito scambio di [...] didattica e sui problemi riguardanti alcuni aspetti [...] del [...] soprattutto quelli relativi al [...] Hannes Meyer. In queste lettere, a [...] non sempre viene confermata la [...] reputazione di uomo saggio, [...] senso: e-merge piuttosto una personalità che talvolta [...] ostinato per uomini e avvenimenti anche lontani [...]. Per [...] in breve: il suo [...] a quanto credeva, non è stato sempre [...]. Ma al tempo stesso, [...] testimonianze, egli era spesso disponibile al compromesso [...]. Più del necessario, ritengono [...]. Da [...] le accuse di ambiguità [...] state rivolte, di dissonanza in certi casi [...] suo dire e il suo fare. Ma tale atteggiamento può [...] in parte, mi auguro, giustificato) [...] di fondo della cultura [...] Weimar, [...] cultura che, malgrado il suo indubbio potenziale [...]. [...] infatti cercò di a-deguarsi agli [...] cangianti di Weimar. È quanto fece, tutto [...] Thomas Mann, il cui ruolo nella cultura tedesca [...] più di una somiglianza con quello di [...] rilevato acutamente Argan nel suo libro su [...] del 1951. Come Mann, [...] è stato [...] grande borghese tedesco». Ma, almeno negli anni successivi [...] prima guerra mondiale, [...] si è dimostrato politicamente più [...] di Mann: mentre questi scriveva le sue [...] di un [...] (1918), analisi improntata ad una [...] conservatrice e persino reazionaria della [...] zione tedesca, [...] realizzava a Weimar II Monumento [...] caduti di marzo (1921). Lo sviluppo del pensiero [...] sul rapporto [...] sulla politica e sulla [...] sempre stato lineare. Tuttavia, se si fa [...] periodo che va dal Cent'anni fa nasceva [...] Berlino [...] che fondò il [...] e teorizzò la sintesi [...] della catena di montaggio. Viene considerato il padre [...]. Ed oggi è il [...] Abitare con Walter [...] di riferimento piuttosto costanti, [...] 1934, anno in cui egli lascia la Germania. A [...] e la tecnica non [...] e perse una contrapposizione insuperabile. [...] ritiene che [...] e la tecnica possano costituire [...]. Nel 1913, nel linguaggio [...] di quegli anni, scriveva: [...] possiede la capacità di [...] prodotto inanimato della macchina; la [...] forza creatrice continua a [...] vitale. La [...] partecipazione non è dunque un [...] o una aggiunta benevola, ma deve diventare parte [...] essenziale del processo generale [...]. In altri scritti posteriori, [...] ammette la possibilità seguendo [...] e di Behrens, che [...] i suoi prodotti possano avere, in certe [...] intrinseca, cioè non determina [...] da un intervento artistico [...]. A La tipizzazione e [...] secondo [...] sono più adatte a [...] delle classi popolari di quanto non lo [...] esasperata di nuove forme. /// [...] /// In un suo testo del [...] si legge: «Va rifiutata la ricerca, a qualsiasi costo, [...] nuove forme, in quanto non derivano [...] al 1922, in cui [...] assume una posizione di assoluto [...] con tutto ciò che egli ha sostenuto prima e [...] quel periodo, si possono identificare [...] comincio con una fabbrica. /// [...] /// Terminati gli studi, entrò [...] rimanervi fino al 1910 [...] di Peter Behrens. Nel 1910 [...] apri un suo studio [...] Berlino [...] fino al 1925 collaborò con lui [...] Adolf Meyer. Le sue opere più [...] primo periodo sono le fabbriche [...] ad [...] an der [...] (1911) e la fabbrica [...] e capannoni presentata alla mostra del [...] di Colonia nel 1911. Allo scopo di abbassare i [...] di fabbrica» zione ed elevare invece la qualità degli [...] ideò ancora prima della grande [...] mondiale una normalizzazione e una tipizzazione [...] abitativa. Si dedicò inoltre alla [...] (locomotive e vetture ferroviarie, e più tardi [...] mobili e porcellane). Il suo risultato più [...] pedagogico è stato la creazione del [...] di cui [...] è stato il primo [...] al 1928. E un periodo molto [...] architetto: Teatro di [...] (1922). Edifici del [...] a [...] (1925-1926). Nel 1934, dopo [...] di Hitler, [...] dovette lasciare il paese, [...] impegno democratico. Andò in Inghilterra, dove [...] con [...] Fry [...] College, e nel 1937 [...] Stati Uniti, dove insegnò alla [...] University di Cambridge. A partire dal 1945 [...] realizzò una serie di [...] architettura con il gruppo da lui fondato, «The [...] Collaborative». Significativi cono soprattutto il [...] Baghdad (1957), [...] della Pan [...] di New York (1958-63), [...] porcellane Ro» [...] a [...] in Baviera (1965-66) e [...] a Berlino Ovest. E così pure si [...] ornamenti puramente decorativi [...] siano essi storici o [...] Invenzione. La creazione di "tipi" per [...] oggetti di uso quotidiano e una necessità sociale. Casa e oggetti per [...] un problema di bisogno generale, e la [...] più la ragione che il [...]. La macchina che produce [...] serie è un mezzo efficace di liberazione [...]. E non si tema [...] possa coartare [...]. Questi due aspetti del suo [...] come si può facilmente intuire, condizionano la didattica i [...] progettuali del [...] soprattutto dal [...] 1928, [...] durante la seconda fase della [...] direzione [...]. Molti dei luoghi comuni [...] il razionalismo ad oltranza, [...] della tecnica, il cosiddetto [...] prendono spunto in gran [...] rilievi concettuali di [...]. Va detto subito però [...] teorica degli anni della emigrazione, appare evidente [...] di rendere più sfumata [...] originaria. [...] modo particolare, e-gli sente [...] le idee piuttosto riduttive che si erano [...]. Appena tre anni dopo la [...] partenza dalla Germania, scrive: [...] scopo del [...] non consisteva nella divulgazione di [...] qualche [...] sistema o dogma, ma [...] attiva sulla progettazione nel suo [...]. Uno "stile [...] sarebbe stato una ricaduta [...] non creativo, proprio per vincere il quale [...] a suo tempo al [...]. E non si ferma [...]. Nel 1953 egli cerca [...] sottilmente di prima, senza escludere persino degli [...] sulle tematiche relative alla razionalizzazione, tipizzazione e [...] «Così la nostra generazione, afferma [...] ha prodotto dei veri [...] abitativi che, sebbene siano sorti su base [...] fare concorrenza, nella loro mortale uniformità, a [...] di prefabbricazione che moltiplicano industrialmente la stessa [...] di [...] alle sue sole componenti; [...] una maggiore flessibilità. E la colpa non [...] ma di una teoria sbagliata». Tuttavia, al di là [...] di ridefinire le proprie posizioni alla luce [...] sempre positive) raccolte nel misurarsi con la [...] rimane fedele al [...] moderno». E agli attuali nostalgici degli [...] del passato, al teorici del [...] di cartapesta, è opportuno ricordare [...] sue [...] ti parole: [...] possiamo continuare a fare del [...] di rianimazione. [...] si deve sviluppare, oppure [...]. La [...] nuova vita deve nascere [...] delle due ultime generazioni in campo [...] tecnico ed estetico. Non c'è stile del [...] rispecchiare la vita degli uomini del XX [...]. In architettura non c'è [...] solo un costante cambiamento». /// [...] /// In architettura non c'è [...] solo un costante cambiamento». (0) (0) ![]()
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