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[...] per [...] è sbarcato al Lido Bernardo Bertolucci. Gentile e disponibile come [...] Bertolucci [...] fatto due chiacchiere con i giornalisti [...]. Ha ricordato come «Pietrino» Bianchi, [...] la famiglia Bertolucci, fosse grande amico di [...] Attilio, il poeta: «Non si perdevano mai un [...] al cinema Cesare Zavattini, [...] era contrario a quella nuova arte. Lo portarono a vedere [...] febbre [...] e lo conquistarono». A Venezia, Bertolucci ha [...] (e apprezzato) solo [...] di Zhang [...]. Sguardo insolito di tre «troupe» [...] rassegna Per sabato, subito dopo la notizia sul Leone [...] ha preparato una sorpresa di [...] (dalle 18, in chiaro) per chi segue il festival [...] casa. Uno sguardo insolito sulla Mostra [...] tre troupe molto più [...] che televisive. Roberta Torre, che ormai [...] di presentazioni, ha intervistato i lavoratori che [...] dai camerieri [...] al medico del Lido. [...] il regista del «Bagno [...] le disavventure di un collega e connazionale [...]. Fabio Nunziata e Massimo Gaudioso, [...] «Caricatore» ma orfani di Cappuccio, si sono [...] di un improbabile operatore calabrese assoldato da [...] abituato a fare filmini ai matrimoni. IL REGISTA [...] guardate il film e stop [...] 4. Si chiama [...] ma si fa chiamare «Beat». Pare che sia un divo [...] talk show giapponese, una [...] su sette. I suoi [...] nessuno: Sonatine, un cult per [...] festivalieri, ha retto so-lo una settimana. La [...] lo perseguita perché lui la [...] in giro: una volta [...] rapito, [...] in alta montagna, a cena [...] un boss; dopo [...] riaccompagnato regolarmente a casa, ma [...] frattempo se [...] fatta sotto dallo spavento. È indubbiamente un grande [...] uno dei più straordinari [...] festival. Imperturbabile come il suo [...] surreali e spiaz-zanti forse dovute alla traduzione, [...] di stupire a tutti i co-sti. È -in ordine sparso [...] pittore, disegnatore di fumetti, anchor-men, editorialista, ma [...] tutto per caso. Mati-te e pennelli li [...] anni fa, durante la convalescenza da un [...] motoci-cletta che [...] paralizzato per me-si. Al cinema non avrebbe mai [...] di [...] la prima volta che ha [...] un film [...] -è stato per sostituire un [...]. È di Tokyo ma [...] una città piena di gente straniera e [...] che conta so-no i soldi, per questo [...] altrove». E queste sono so-lo [...] plausibili. In al-tri casi il [...] totale. E del resto dice [...] i suoi film vanno visti e basta. A proposito della pittura, [...] chiedi se il film cita la tradizionale [...] e lui risponde che gira in luoghi [...] meno confusione. E aggiunge che il [...] e pericolosità. Oppure, sul personaggio della [...] beata nono-stante sia minata dalla leucemia: «È [...] quello è il suo modo di ringraziare». [...] leoni [...] ruggire [...] pia-cere, liberamente, tanto nessuno ti [...] voli, e sei fuori por-tata, rispetto [...] umano, mentre il tuo, intendo [...] tuo [...]. È da un [...] che faccio [...] è una perversione americana) e [...] il borbottio festivaliero, amplificato su carta, [...] ruggito. Ascoltate: «Il cinema è [...] vediamo sono i fuochi fa-tui che salgono [...] «Il fatto è che non [...] più il cinema, adesso [...] i film» «Certo quando li vedi nelle [...] non te ne accorgi così chiaramente: sei [...] per distrarti, per riposarti. /// [...] /// Continuo a tal-lonare i [...] sale: «Si parla solo delle polemiche. Porzûs ha fatto polemica, Tano [...] ha fatto polemica. Fra un [...] te lo chiederanno in [...] qual-che cazzata che faccia [...] su un [...] di polverone» «E la [...] della musica? Sono tutti pieni di musi-ca», «Musica [...] fuori campo. No dico, ma tu mi [...] rac-contare per immagini, che sono tutte [...] off, over. Andassero a qualche museo, invece [...] in discoteca» «Giri giri, ma poi è il [...] che convince», «A me [...] sembrato un raccontino tolstoiano» «Anche [...] i buoni sentimenti. Chissà perché si saranno incazzati [...] cinesi», «Magari per [...] piace-re, la polemica è [...] del commercio» «Comunque anche sto [...]. Tutti ma-schi adulti, bei [...] grige: «Il cinema era un cor-po vivo, [...] operare. È bello è brutto [...] cambia, si muove. Il cinema era così e [...] noi, tutti gli anni, [...] al Lido [...] un senso, [...] ansia, si odiava si amava, [...] contestava. Adesso, noi abbiamo [...] e lui ne ha fatti [...] scorso. Lui è un cadavere [...] ronziamo attorno, con nostalgia, ecco, si, semmai, [...] tutto». Dio, che de-pressione, provo [...] cerco un capannello di più variopinti, più [...] chissà che non abbia-no colto, loro che [...] nostalgia, qualche gem-ma, una palingenesi, qualche risorgimento» [...] ma che so scemi [...] Jack Daniels al banco? In Giappone, basta la [...]. È [...] si fa prima a [...] in cui non è attivo. È il regista di Fuochi [...] in concorso), ma è diventato famoso come [...] televisivi, un [...] come se in Italia [...] amato e sofisticato fosse Maurizio Costanzo. Ha scritto romanzi e [...]. Firma articoli per quotidia-ni [...]. Dipinge, e ha rea-lizzato [...] quadri che si vedono nel film. Par-tecipa a 7 programmi [...]. Fa regolarmente [...] con il nome di Beat [...] (e an-che [...] è il protagonista). Insom-ma, approfittando del fatto [...] noto, i giapponesi sono tutti uguali, di [...] ce ne sono almeno [...]. Invece, non è così. Il cinquan-tenne [...] è un uomo di [...] alla [...] e forse la [...] totale inespressività come attore [...] fatto che, quando recita, si sta riposando. Fuochi [...] è il suo settimo [...] titoli di testa, viene definito [...] capitolo 7», anche perché [...] smisurato quanto il [...]. Tut-to ciò potrebbe suonare [...] i film di [...] non fossero spesso belli [...]. Lungi da noi [...] al rango di [...] secondo una di quelle mode [...] estem-poranee che prendono piede di [...] in tanto fra noi critici, però un talentaccio, [...] ce [...]. Al punto che la [...] espressioni, con gli occhiali neri e senza) [...] voluta, in quanto funzionale alla [...] idea di cinema. [...] questa idea? Comincia-mo col dire [...] per la bat-tutaccia -che [...] fa film gialli. Storie di gangster e [...]. Vo-lendo rintracciare modelli noti [...] tema, [...] è un Bogart riletto [...] John [...] i suoi perso-naggi sono [...] ma anche inclini a furi-bonde esplosioni di [...]. Non va confuso con [...] Hong Kong: quanto cineasti come John [...] e [...] sono barocchi e stilisticamente [...] è gelido, stilizzato, essenziale. I suoi film oscillano [...] e [...] alla Tarantino e lunghi, [...]. Ama le inquadrature storte. Fa largo uso di «ralenti» [...] di succo di pomodoro. Insomma, ha tutto per [...]. In Fuochi [...] è [...] uno sbirro sfregiato e [...] a suo modo un eroe, ma con [...]. Deve dei soldi alla [...] la mafia giappo-nese, e la [...] vita è un calvario perché la figliola è morta [...] la mo-glie è in ospedale per leucemia. Un bel giorno, [...] fa la grande scel-ta: [...] salda i conti coi mafiosi e porta [...] per un ultimo viaggio prima della morte, [...] e poi verso il [...]. Ma sia la [...] che la poli-zia sono sulle [...] tracce. Finché si tratta di [...] ne fa fuori a [...] viene rag-giunto dai suoi amici poliziotti, si [...]. Chiede solo di rimanere [...] ancora cinque mi-nuti, sulla spiaggia. Ma noi sappia-mo che [...] pistola ci sono ancora due pallottole. Fuochi [...] in giapponese, si dice [...] e le due parole [...] simbolo di vita, e il fuoco, simbolo [...]. [...] il film racconta una [...] non pochi momenti al limite del ridicolo, [...] realizza un equilibrio addirittura commovente fra violenza [...] romantico della vita. E se la presidente [...] Jane Campion passerà sopra agli schizzi di sangue, [...] sullo stile, [...] potrebbe diventare un serio [...] Leone [...]. Alberto Crespi «Fuochi [...] un «Bogart» figlio del [...] MEZZOGIORNO [...] Familia» diretto da Nouri [...] Donne, vita dura in Tunisia Storie [...] di tre donne strette da maschilismo e [...]. /// [...] /// La vicenda di un [...] «Il figlio di [...] Eroe e non solo Prodotto [...] Tornatore che il 15 inizia le riprese del [...] «La leggenda del pianista [...]. /// [...] /// Che fatica [...] Tunisia (ma sempre meno [...] Al-geria, dove i rigurgiti [...] islamico stanno colpendo a [...] le conquiste femminili). Da Tunisi è [...] Mostra, nella sezione «Mezzogiorno», [...] non stilisticamente importante ma che ci fa [...] ulla condizione delle donne in quel pae-se: [...] Familia e porta la [...] Nouri [...]. Partendo da questa domanda, il [...] «in-venta» sullo schermo tre donne arabe sui [...] anni che condensano, con varie [...] una situazione in bilico tra sedu-zioni occidentali e retaggi [...]. Amina, in apparenza felicemen-te [...] uomo ricco che forse la tradisce, vive [...] «depressione» che una volta si sa-rebbe detta [...]. Ha bei vesti-ti, possiede una [...] e intrat-tiene un discreto rapporto con i fi-gli, ma [...] infelice. Si sente condan-nata a [...] rappresentan-za» e trova un cencio di solidarietà [...] Aida, che ha scelto, [...] generale, di divor-ziare dal [...]. Aida è tosta e [...] lei deve fare i conti con le [...] figlio la rimprovera perché fa salire in [...] degli uomini, il vi-cinato la tratta da [...]. Poi [...] Fatiha, [...] a Tunisi dopo [...] assistito a uno sgozzamento perpetrato [...] fonda-mentalisti islamici: ancora sotto botta, aspetta un visto per [...] emigrare in Europa. Alla maniera del cinema [...] intreccia le tre vi-cende, [...] di «sorellanza» che si crea tra le [...] ipocri-ta atteggiamento del mondo circo-stante. La storia culmina in una [...] dalla quale ciascuna delle tre aspetta qualcosa: un segnale, [...] svolta. È lì che Amina, la [...] fragi-le ed esposta, sarà corteggiata da un violinista che [...] innamorato di lei. Ma, a un passo [...] ri-trae, proprio mentre il marito (pentito?) bussa [...] casa per [...] le chiavi della macchina [...]. Più che di lieto [...] parla-re di finale «aperto»: trovata la for-za [...] tre donne resta ancora molta strada da [...]. Il film di [...] emotivamente forte ma un [...] messa in sce-na, sfodera una certa sensibilità [...] tre personaggi, [...] i bei visi e [...] risaltare il grumo di ma-schilismo («Le donne [...] macchine, prima di [...] bisogna provare il motore [...] che avvelena la loro vi-ta. Le tre interpreti rendono bene [...] tra [...] e il rasse-gnarsi. Peccato che i sottotitoli [...] disastro. /// [...] /// Gianfranco [...] è il regista, Giuseppe Tornatore [...] pro-duttore, e [...] che [...] Figlio di [...] quasi tutte le domande [...] secondo. Probabilmente [...] messo in conto. Tra [...] il regista siciliano parte il [...] set-tembre con le riprese del nuovo, atteso film La [...] del pianista [...] e [...] a Venezia è passa-ta anche [...] star, [...] inglese Tim Roth. Nel cast, che è [...] anche [...] Taylor Vince, La-wrence [...] e la giovane francese Melanie Thierry, [...] dopo [...] snocciolato questi nomi Tor-natore [...] si cuce la bocca: «Non devo dire [...] no [...] stampa mi sgrida». E passiamo dunque al Figlio [...] selezionato [...] fa-mosa sezione «Cronaca e [...] quale ieri è passato da Vene-zia anche Antonino [...] a ricordare con parole [...] Ri-ta [...] alla quale era dedicato [...] Diario di una sicilia-na ribelle, di Marco Amenta. Im-perniata su film magari [...] perché altrimenti, come ha ribadito più volte, Felice Laudadio [...] avrebbe messi in con-corso), ma tutti di [...] la sezione ha trovato alla fin fine [...] identità. Due temi hanno dominato [...] Sud, che emergeva anche nel concorso grazie [...] Gaudino [...] ai Ve-suviani, e la memoria -orgogliosa e [...]. Il figlio di [...] ambientato in Sardegna dal [...] nostri, riu-sciva a [...]. Ispirandosi a un bel [...] Ser-gio [...] alla cui memoria il [...] ci racconta la Storia [...] Tullio Saba, minatore e sindacalista (ma anche cantante ai [...] altre cose) nella Sardegna dagli anni [...] agli anni [...]. Quella di Saba è una [...] alla [...] Kane, ricostruita at-traverso testimonianze, e [...] parte [...] è un suo figliolo illegitti-mo, [...] non [...] mai conosciuto, a [...] scoprire chi era questo pa-dre [...]. Scoprirà che Tullio Saba [...] stesso, un eroe e un uomo controverso, [...] dei diritti dei lavo-ratori e un irresponsabile [...]. Un ritratto sfaccettato, insom-ma, [...] il fatto che ogni testimone ha conosciuto [...] Saba, e può raccontare solo un pezzettino della [...]. Ha ragione il produttore Tornatore: «Più [...] sappiamo, su Saba, più si infittisce il [...]. Mi sembra [...] mol-to moderna. Oggi, se si vuole [...] di ciò che succede, ba-sta guardare sette [...]. Un [...] debole nelle parti moder-ne, [...] non sempre [...] il film è toccante [...] anni [...] soprattut-to nel personaggio di Renato Car-pentieri, [...] di Tullio, ricco cia-battino che si rovina [...] idee anarchiche (è lui, il [...] del titolo). Anche le parti gi-rate [...] una loro forza, mentre qua e là [...] me-no convincente. [...] e Torna-tore, comunque, ne [...] amici da molti anni («Ci lega lo [...] sbarcati a Roma per fare cinema», dice [...] di Cagliari) e da tempo cercavano un [...] insieme. [...] aveva pensato anche a un Macbeth contempora-neo ambientato in Sardegna, e alla fine [...] «locale» ha prevalso. È così che il cinema [...] opporsi alla disgrega-zione, e difendere [...] nazio-nale che oggi viene [...] messa in discussione». /// [...] /// È così che il cinema [...] opporsi alla disgrega-zione, e difendere [...] nazio-nale che oggi viene [...] messa in discussione». (0) (0) ![]()
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