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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 579878752.

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La pro-posta di Marini [...] maggiori consensi né più voti. Si cambia nome per [...] per non essere riconosciuti dai propri persecutori. Il coraggioso dissi-dente politico, [...] prendono altre generalità per sfuggire alle polizie [...] ma resta-no le stesse persone e rischiano [...] catturate. Nel caso dei partiti, [...] si tenta di depistare è [...]. Ma un gruppo di [...] candidati alle elezioni, che nomina ministri, che [...] che propone leggi -comunque lo si chiami [...]. Ed è troppo facile [...] e [...] persino per un ingenuo elettore. Marini lo sa bene, e [...] propone [...] altro. Invita a pensare organizzazioni [...] cittadini. Insomma, [...] si cambia nome per cambiare [...] natura. Gli emigrati negli Stati Uniti [...] i propri cognomi per diventare più americani, [...]. Nel caso in questione, [...] maggior consenso diffuso sa-rebbe [...] ma non è facile [...]. Non credo che la [...] cittadini», seppure si riesce a [...] operativa, risponda del tutto [...]. Se non ha aperto [...] politica italia-na ha comunque subìto un fortissi-mo [...] élite sia parlamentari che di governo, ma [...]. In tutte le democrazie, [...] nord-europee, che un tempo usufruivano di pubblici [...] politica rispetto a quello italia-no, i partiti [...] uomini godono di simpatie decrescenti. In una certa misura [...] fisiologico, la partecipazione scende man mano che [...] meno diversi e nemici tra loro, man [...] cli-ma politico diventa più temperato. Quando la posta in [...] trop-po alta, quando non si tratta di [...] la democrazia, di fare o impedire la [...] ri-fluire nella vita privata. Purtroppo, questa ipotesi [...] non spiega il grosso della [...]. Alla base del disamore [...] la percezione del disinganno. I sondaggi comparati [...] de-gli elettori ci rivelano [...] la principale accusa rivolta ai politici è [...] i propri interessi personali, di rincorrere notorietà [...] di essere sordi e in-differenti nei confronti [...] bisogni della «gente come noi». I cittadini hanno una visione [...] politica che ricorda molto quella de-gli studiosi dei testi [...] di [...] in particolare. [...] della carriera, i fini [...] identifi-cano con quelli del partito, egli sacri-fica [...] specie se si tratta di un partito [...] causa. Poi si assiste a [...] del perso-naggio, che finisce per [...] co-me insostituibile, per far [...] fortune con quelle del par-tito: così avviene [...] fini», il successo individuale si sosti-tuisce a [...]. La base viene compensata [...] ideologica, con la proclama-zione di princìpi, mentre [...] di vantaggi materiali. Questa è ovviamente [...] parziale e cinica della politi-ca. Ma [...] empiricamente e [...] dovrebbe essere [...] primario di qualunque riforma dei [...]. I cittadini tendono a [...] e la dedizio-ne al lavoro di non [...] politica. Ma non credo che [...] lavoro e com-petenze basterebbe a cambiare [...] della politica come at-tività [...]. Oggi la miglior pubblicità [...] è quella in negativo: è costituita dalla [...] novi», dalla constatazione di [...] degli interessi orga-nizzati quando [...] si sfalda. Ma neanche questo mi pare [...] strategia vincente. Se vogliamo riallacciare i [...] partiti e cittadini, occor-re seguire due vie [...] tem-po in inutili alternative. Non credo che i [...] dipen-dano dalla scelta tra confluenze più o [...] i partiti così come sono. Che si scelga di rafforza-re [...] tronco [...] o i suoi rami conta [...] anche se [...] ci insegna che le unificazioni [...] sono quasi mai [...] gratifican-ti. Non è neppure possibile [...] di massa con le sue se-zioni territoriali [...] riti. La pos-sibilità di interloquire [...] mandare fax e messaggi internet ren-de pletorica [...] a riunioni nelle quali comunque si pe-serebbe [...]. Un partito che voglia [...] deve moderniz-zarsi tecnicamente. Ma deve pure ag-giornarsi [...] organizzati-vo. I partiti hanno sempre [...] intermedio di acquisizione del consenso, un intermediatore [...] società civile or-ganizzata. Questa stessa società è [...] bisogna [...] cat-turare i [...] interlocutori: [...] associazioni giovanili e di volonta-riato. Infine occorre, per smentire [...] cinico, una revisione degli sta-tuti [...]. I meccanismi di recluta-mento, [...] candida-ti, di assegnazione di incarichi, van-no codificati, [...] e controllabili da parte degli iscritti, devono [...] capacità che le cordate. Come dimostra il modello [...] regole chia-re e palesi non solo migliora [...] presso i cittadini, ma consente di pescare [...] idonei, di aprire alla società civile. Insomma, se Marini vuol [...] e i partiti [...] con lui, quel-lo che [...] un duro lavoro, non un ritocco nominale. Perderà la prima P [...] Partito [...] i popolari -che a conservare la di-zione [...] soltan-to noi e il partito della rifondazione [...] Il [...] è stato girato a tutti i dirigenti [...] nazionale del [...] ottobre. Sergio [...] tiene ad avvertire: [...]. ///
[...] ///
Sappiamo be-nissimo che una società [...] partiti dà spazio a logge massoniche, lobby [...]. Perché cancellare la parola [...]. [...] uno stimolo provocatorio per riflettere [...] partito del futuro. Ci [...] termine partito? Poniamo una [...]. ///
[...] ///
Il [...] e prezioso nei 50 anni [...] si è esaurito. Occorrono una formula più [...] meno formalismi, più rispetto sostanziale [...]. ///
[...] ///
In questi decenni sono [...] e la capaci-tà di contare dei cittadini. Si sono moltiplicati i [...] sedi in cui ci [...]. È sotto [...] organizzazioni culturali e di [...] cui ci si occupa di tut-to. È il frutto di [...]. Questa realtà non va [...] nè contro i partiti o contro la [...] un successo della democrazia cui i partiti [...]. [...] formula nuova, adeguata alla [...] matura e moderna, capace di coinvolgere e [...] modo meno frantumato i citta-dini. Meno da militanti, ma conser-vando [...] ispirazione di convivenza [...]. Scusi, [...] del termi-ne partito non [...] anche una mo-tivazione più modesta? La paura di dover fare i conti con la scarsa [...] dei cittadini, [...] «Può darsi che [...] ci sia anche questo, nella [...] di [...]. ///
[...] ///
La nostra ricerca di [...] non nasce da motivi patologici. La struttura dei partiti [...] in crisi perché è cambiata la so-cietà. Come ogni struttura che [...] avuto fatti generativi. Tutto questo non ha niente [...] che ve-dere con il sentimento qualunquisti-co, [...] più accentuato, [...]. Lei parla di una crescita [...] del-la politica e dei partiti. Non è in contraddizione con [...] «I fenomeni sociali non sono [...] privi [...]. Però anche le astensio-ni [...] fatto che è entrato in crisi il [...] il partito garantiva tra i cittadini e [...]. Questo non si-gnifica che [...] la funzione dei partiti, ma che è [...] il loro modo [...]. Qual è il punto vero [...] sofferenza, dal versante dei partiti, e [...] persone capaci, di valore, [...]. [...] «No, no,è che [...] contrarie alla concezione [...]. Bisogna [...] un diverso rac-cordo più maturo [...] meno formale. Non so qual è. Ci stiamo interrogan-do». Nei cattolici il senso [...] ha resistito. Non è curioso che [...] poniate questo problema? «È vero, abbiamo una [...] appartenenza. Sturzo, De Gasperi, Moro non [...] però mai [...] bensì i cattolici democratici. Quel patrimonio per noi [...]. Non abbiamo perduto i [...]. Va cam-biato il modo di [...] nella poli-tica. Noi siamo convinti che [...] a salvare il ruolo dei [...]. Il [...] ritiene che vi sia [...] prospettiva che si coltiva [...] contro i partiti. Meno partiti significa più [...] interessi poco trasparenti. La [...] era soprattutto questo: un [...] dello stato e dei punti vitali della [...] la politica. Era contro i partiti. Nella somma di tanti [...] su singole questioni, su singoli temi, [...] singoli referendum su singole questioni, e a [...] spariscono i [...] priorità valutando [...] delle questioni per conciliare [...]. Guai se viene meno il [...] della [...]. [...] Un [...] visto nel tempo [...] della politica a favore della [...]. [...] stato uno spazio maggiore per [...] di logge, lobby e consorterie. È come se avessi-mo [...] tanti refe-rendum tanti personaggi, tanti nota-bili o [...] ma nessun luogo in cui i cittadini [...] di esprimersi su tut-to». Aldo Varano [...] 2. Parlano [...] Galli Della Loggia, Pasquino «Quel [...] non è mai piaciuto» Altre sei aree [...] Province Erano arrivate a quota 103 nel [...] nascita delle ultime otto: e già altre [...] Province [...] alla Camera di essere riconosciute. Sono [...] Cassino, Civitavecchia, il Cilento, Bassano [...] Grappa e la Brianza: in totale due milioni [...] 310 comuni. Per i parlamentari di [...] che «sponsorizzano» [...] queste fette di territorio [...] storica, sociale, economica e per questo reclamano [...]. Spetterà alla commissione Affari Costituzionali [...] Montecitorio decidere se inserire il tema nel [...]. ///
[...] ///
Sorpresa: nessun politologo [...] il termine partito dalle sigle [...] forze politiche. Anche il professo-re Domenico Fisichella, [...] An, che pur si vanta di avere [...] Alleanza naziona-le per il partito di Fini, [...] rico-nosce: «Non è una questione nomi-nalistica. Non sono i partiti [...] crisi. La crisi è più [...] democrazia». Più netto Ernesto Galli Della Loggia, [...] ed editorialista del Corriere, avverte: «I partiti [...] cioè la possibilità per i cittadini di [...] in libere elezioni. Sono [...] del-la democrazia. Se poi si chiamano [...] la cosa inte-ressa poco». Polemico, addirittura, il professor Gianfranco Pasquino: «In tutta [...] ci sono fior di [...]. In Italia curiosamente si [...]. È come se dicessero: [...] tanti screditati da cam-biare nome, da [...] dei pezzi per assomigliare [...] par-tito non è. Credo che non sia una [...]. Ironico infine Giovanni [...] ordinario di storia contempora-nea alla Sapienza e commentatore del Messaggero: «Mi pare una vicenda futile. Quelli che hanno eli-minato [...] non sono certo me-no partiti degli altri. Non credo che chi [...] guadagnerà, per que-sto, un solo voto. Che poi [...] è curioso tentare di [...] per sembrare [...]. Ma se le cose stanno [...] perché mai il termine partito provoca [...] ai leader del nostro paese? So-stiene Galli Della Loggia: «Nella no-stra cultura [...] una forte vena di ostilità [...] partiti. Ha una origine di destra, [...] ma [...] diffusa anche in formazioni non [...] destra. Per esempio, il Partito [...] era diffidente. Oggi, però, [...] un pro-blema contingente. Per bipolari-smo e legge [...] tradi-zionali non vanno bene. Se nel mo-mento cruciale, [...] bisogna raggrupparsi, allora si pensa: [...] stabilmente. Na-scono da [...] le discussioni di Ulivo, Polo [...] dicendo». E Fisichella: [...] pubblica avverte i par-titi con [...] disincanto. I cittadi-ni sentono la [...] politiche che esprimono, perchè hanno anche una [...] par-tecipazione, salvo poi trovare difficoltà a [...] impegno, pre-senza, studio dei [...]. Tutte cose diffi-cili per [...]. Per Pasquino «la per-cezione del [...] da parte [...] pubblica è [...] negativa. I partiti appaiono come [...] scelgono i candidati per le cariche a [...] di interpretare gli elettori e quindi evitando [...] primarie. Strutture che si fi-nanziano [...] qualcosa che si frappone tra i citta-dini [...] che dovrebbero essere invece prese in modo [...]. Insomma un vero e proprio [...] della demo-crazia. Ta-glia corto [...] «I cittadini , se [...] primi anni del dopo-guerra [...] avuto diffi-denza per i [...]. Ma questo ha a [...] il loro modo di essere e non [...]. Tan-gentopoli pare abbia dato un [...] decisivo ai partiti ma a [...] me-glio si scopre che ha [...] reso [...]. [...] popolari che vogliono eliminare [...] P, [...] boccerebbe: «Per quanto mi ri-guarda, ci sono [...] di cui occuparsi», conclude. Brutto voto anche del [...] Pasquino: «Nel togliere il termine partito, e va-le per [...] furbizia che non risolve il problema. È sbagliato an-dare incontro [...]. Sarebbe meglio dire: citta-dini [...] noi ci riformia-mo». Come la chiamerebbe Pasqui-no [...] Non ha dub-bi: «Partito della sinistra europea». Galli Della Loggia [...] di più prima di giudicare [...] il [...] chiarire meglio. Per ora le moti-vazioni appaiono [...] fumose. Credo vogliano avere più [...]. Cancellare la P consente [...]. [...] ci ha rinunciato per unirsi [...] altri». [...] «Non mi capiterà mai -scherza [...] poi il problema non è il nome ma quello [...]. Per Fisichella [...] «An si chiama così perchè [...] chiamata così. Ma devo aggiungere che [...] già suggestioni di que-sto tipo. [...] già chi parlava di [...]. ///
[...] ///
[...] già chi parlava di [...].

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(271)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(264)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(228)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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