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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Giornale fondato da Antonio Gramsci-Nazionale del 1992»--Id 459221214.

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Domenica 11 ottobre [...] ha [...] violentato, divorato e [...] esseri umani Un giorno di [...] del 1978 il suo [...] una bambina di 9 anni Ora il processo prossimo alla conclusione Strani ceffi offrono i [...] coni corpi straziati delle [...] grafica della toto di [...] durante il processo Il «mostro» [...] accusato di [...] torturato violentato, ucciso e divorato [...] r , -Ho conosciuto il [...] dì [...] conosciuto Andrei [...] la mattina del 12 maggio [...] del tribunale di [...] sul Don, ai confini tra [...] Russia e [...]. [...] era in piedi dentro una [...] gabbia come quelle dei leoni allo zoo. Io mi trovavo seduto [...] dietro un giovane miliziano che, come tutti, [...] labbra. Perché Andrei stava raccontando, [...] e priva di emozione, in che modo [...] attirato nel bosco uno dei 55 esseri [...] violentati, torturati, divorati, e infine uccisi. Mi veniva da ridere. Un riso irrefrenabile. Un riso di follia. Che diamine ci facevo [...] piccolo tribunale con la porta sempre aperta, [...] parenti delle vittime, osservato da un medico [...] addetto ai malori? Non lo so. So soltanto che da [...] non chiudevo occhio. È cominciato tutto una notte [...] Roma. Stavo solo davanti alla [...]. Quando è apparso Andrei. Saliva dal sottosuolo su una [...] di legno. I passi rimbombavano [...]. Quella stessa aula. Dove lo attendeva una [...] Gente che piangeva, gente che spingeva, gente che [...] gridava, gente che gli sputava addosso. [...] non faceva una piega. [...] si guardava [...] del suo collo periscopico. Si limitava a guardare [...] grandi occhi bianchi. Ma ho imparato quella [...] si posa quello sguardo, il cuore si [...]. Ecco, adesso mi sta [...]. ///
[...] ///
È come se dicesse [...] E io scopro improvvisamente di provare uno [...] verso [...]. Il processo è una [...] legale lo ha definito sano di mente. Il giudice non accetta altre [...] psichiatriche. [...] tace e acconsente. La sentenza è girl [...] 14 ottobre. E anche [...] è stabilito: condanna a [...]. Comincio a pensare che [...] farsa a tutti gli effetti. Ma come può un [...] 55 persone [...] di dodici anni e [...] possibile che abbia potuto commettere questi delitti [...] sterminato territorio [...] Unione Sovietica eludendo [...] sorveglianza del famigerato regime [...] Come [...] riuscito a farsi scarcerare per ben due [...] cattura definitiva? No, mi [...] possibile. Questa è veramente una farsa. [...] hanno preso un mito-mane [...] addossato tutti i peggiori delitti insoluti degli [...]. SI, è proprio cosi. Non può essere altrimenti. Quando esco dal tribunale, arriva [...] una conferma. Una donna grida: [...] parlare, [...] dire chi sono i suoi [...] non può [...] fatto tutto da solo! Allora non sono [...] a nutrire sospetti. ///
[...] ///
Ho con me due [...] Lila che mi fa da interprete e [...] Massimiliano che mi segue con la telecamera. Altri ne [...] strada facendo: uno studente [...] e conosce perfettamente la regione e una [...] grande talento. Siamo gli unici stranieri [...] e la gente ci [...] una [...] della Cnn. A bordo di vecchi [...] sbandando su autostrade diroccate, setacciamo tutta la [...] e centinaia di [...] cercando di mettere insieme [...] tutta la vita di Andrei [...]. Gli uffici dove ha [...] dove ha abitato, i colleghi, i vicini, [...] di università. I parenti no. [...] non esistono più. La moglie e i [...] stati trasferiti in Ucraina, e hanno cambiato [...]. Per paura di rappresaglie. O almeno questo è [...]. Perché la verità è [...]. Ma è una scoperta [...] tardi, Abbiamo visto anche il penitenziario dove [...] ha trascorso tre mesi [...] di un furto sul posto di lavoro. Un reato che non ha [...] commesso. Un espediente per cercare [...] i delitti del Mostro di [...]. In questi penitenziari, che [...] gergo «la chimica», i detenuti sono costretti [...] sostanze tossiche e dormono anche in dieci [...] di tre metri per tre, Pochi sopravvivono. [...] è uscito con le sue [...] e non ha confessato un bel niente. Questa ricerca ha dato [...]. Risalendo la corrente, sono [...] della pazzia di [...]. Ho trovato [...] dove [...] ha insegnato lingua e [...] il 1967 e il 1971, Non è [...]. La polizia non era [...]. Aveva cambiato sede, e [...] burocratico veniva indicato con [...] di un altro orfanotrofio. [...] ho avuto la fortuna di [...] una collega di [...]. ///
[...] ///
La donna era molto [...] Sperava ormai di non essere coinvolta. Mi ha descritto [...] come un uomo intelligente [...]. Era un [...] del Partito. Era il capo degli [...]. Una carica più importante [...] può sembrare. Gli orfanotrofi, [...] Unione Sovietica, sono scuole speciali. Sono «le fabbriche dove [...] comunisti», diceva Stalin. Comunisti privi di ingombranti [...]. Comunisti [...] dello Stato. ///
[...] ///
[...] era dunque un intellettuale organico [...] e [...]. Fino a una mattina di [...] del 1971, Quel giorno, accadde qualcosa [...] e imprevedibile. Finita la lezione, [...] rimase solo in classe con [...] alunna. Una bambina di 9 [...]. [...] cercò di [...]. ///
[...] ///
La bambina fuggi terrorizzata. Tornò a casa, e [...] genitori. [...] ultimi sì recarono a [...] al direttore [...]. [...] ovviamente negò. Il direttore non ebbe il [...] di [...] Si limitò a [...] un consiglio: rassegnare Te dimissioni. [...] lasciò [...] e intraprese [...] studi. Prese un diploma di [...]. Cominciò a lavorare presso [...] Stato, dove era già impiegata [...] moglie. Ma cambiò continuamente sede [...]. Perché la [...] inefficienza era cronica e i [...] superiori cercavano di [...] appena potevano. Un giorno di maggio [...] primo appuntamento col delitto. La prima vittima. Una bambina di 9 [...]. Violentata, divorata e uccisa [...]. Per quel delitto, un [...] stato processato, condannato e fucilato. Si chiamava [...]. Anche [...] era indiziato. Ma gli inquirenti scelsero [...]. Perché non era iscritto [...] Partito, [...] aveva dei precedenti. [...] venne torturato e confessò, ritrattò, [...] ritrattò ancora. Fu [...] nel 1984. A quella data, [...] aveva ucciso già 22 [...]. La madre di [...] ha saputo della morte [...] mesi fa. Quando [...] del ministero degli Interni [...] a casa [...] la riabilitazione del figlio [...] s intende), la donna lo ha accolto [...] «Che [...] ha combinato mio figlio?». Questa era [...] Sovietica. Niente notizie sui giornali. Solo musica classica in [...]. Il tassista ha spalancato [...] si viaggia a cento [...]. Si è lanciato con tutto [...] corpo [...] butterato. Voleva controllare se aveva [...] Sciami di cornacchie grosse come avvoltoi ci [...] deserta. Spaventarsi non serve. In questo straordinario paese [...] sovrano. Sto rimuginando le scoperte [...]. La cosa che mi [...] é la contraddittoria immagine di [...] che si ricava dalle [...] che lo hanno conosciuto. La collega [...] lo descrive come un uomo [...] e altezzoso. I colleghi delle ferrovie [...] un povero scemo, sempre sporco e trasandato. Raccontano che Andrei non [...] da un notes, perché non riusciva a [...] incarichi che gli venivano affidati. Chi è [...] il primo o il [...] O [...] e [...] prima mattina, rieccoci in [...]. Nuova udienza del processo «Striscia [...]. SI, questo processo ha [...]. Titolo molto russo. ///
[...] ///
[...] del tribunale, veniamo avvicinati da [...] uomini. ///
[...] ///
Si qualificano come agenti [...] degli Interni. Quello che mi parla, con [...] circospetto, ha uno sguardo che pare una fiamma ossidrica. Un po' come lo [...]. Anche lui si chiama [...]. Mi sta offrendo qualcosa. Tutto il [...] « materiale che riguarda il [...]. Tutte cose coperte da [...]. Tutte cose che non potrei [...] portare fuori dal paese. Lo sguardo di questo [...] mi gela il sangue. Gli chiedo comunque quanto [...]. ///
[...] ///
Dice che devo vedere, [...]. Lo costringo a sputare [...]. Resto senza fiato. Con ottantamila dollari, oggi, [...] città di [...]. Mi hanno offerto di [...] giorni, scoop sensazionali veri o presunti, ma [...] chiesto più di qualche centinaio di dollari. La cosa mi spaventa, Con [...] a che fare? Gli dico che non [...] somma simile. La cosa non lo [...]. ///
[...] ///
Ammesso e non concesso, [...] porto fuori questa roba? «Tutti i documenti [...] tranquillo. ///
[...] ///
Al centro di ogni [...] del nostro materiale. I doganieri non guardano mai [...] la videocassetta». ///
[...] ///
E io mi sto [...]. Taglio corto, dico [...] ci penserò. Lui mi vuole dare [...] di telefono, lo faccio per prendere la [...]. Lui mi ferma la [...]. Lui ricorda e racconta [...] mente un numero di telefono?», [...] dice guardandomi fisso negli occhi. Quel numero di telefono, va [...] sé, non potrò mai [...]. ///
[...] ///
[...] è più surreale che [...]. La Corte non c'è, [...]. C'è solo qualche parente [...] in prima fila. [...] è seduto nella gabbia. Nella foga di [...] mio cognato è aggrappato [...] pochi centimetri da lui. [...] fissa [...] con un ghigno. ///
[...] ///
[...] ora guarda me e fissa [...]. I suoi occhi, [...] in modo indipendente dal [...] possono guardare due cose [...]. Non ho [...] visto nulla di simile. ///
[...] ///
Si chiama lo [...] del camaleonte». Se ne può trovare [...] e nella psichiatria. Si avvicina [...] difensore. Mi informa che ha chiesto [...] nuova perizia psichiatrica. [...] sobillato tanto in questi [...]. Gli ho detto che [...] questo paese, si deve sentire un libero [...]. Ha preso coraggio, [...] uscito allo scoperto. Finalmente, entra il giudice. Apre e chiude [...] in un minuto. Li seduta è tolta. Perché? Per la malattia [...] parente di un giurato. Tipica scusa d'altri tempi. Scusa tipicamente [...]. Esco dal [...] con mia cugina. ///
[...] ///
I gelati russi sono [...] del mondo. Ci incamminiamo lungo la [...]. Ad un tratto, una macchina [...] affianca. Due uomini balzano fuori. Uno è [...] quello con la fiamma [...]. [...] è alto due metri, [...]. Non dicono una parola. Ci prendono sottobraccio. Ci costringono a salire. Mentre la folla ci [...] e muta. ///
[...] ///
[...] e King Kong non dicono [...] parola. Mia cugina è pallida [...] Gli dico di stare tranquilla, che non [...]. ///
[...] ///
Il gelato si scioglie [...] camicia e non posso farci niente, Penso [...] e ai miei figli, al [...] a Sean Connery, a Woody [...] a mio nonno fondatore [...] Pei, [...] quanto sono stronzo quando mi fisso su [...]. Nato a Roma e [...]. ///
[...] ///
[...] imbocca una stradina deserta e [...] uscita. ///
[...] ///
Ci fanno scendere. Ci indicano una porticina. Veniamo inghiottiti da un [...] oscuri. Siamo già morti. Quando si spalanca una porta. Ci ritroviamo in una sala [...] pranzo. La tavola è imbandita. Ogni ben di dio. ///
[...] ///
E in fondo alla [...] ultimo tipo con videoregistratore. Sembra di essere a Montecarlo. Solo i commensali lasciano [...] desiderare. Omoni caucasici, grugni di pietra, [...] per fortuna c'è una donna, [...] grassa, non è una bellezza. Ma se ora mi chiedesse [...] non esiterei. E il guaio è [...] verità. Perché questa allegra combriccola [...] della famigerata Malia Russa. Rapinatori di professione, poliziotti, [...] ex agenti del [...]. Tutti insieme [...]. Si accende la tv. ///
[...] ///
E scorre dinanzi ai [...] film più sconvolgente della mia vita. Si comincia con la [...]. ///
[...] ///
Si lascia esaminare accuratamente [...]. Sembra felice, [...] Perché forse è la [...] qualcuno si occupa del suo pene senza [...] la forza. Poi, si passa alle [...]. Sono immagini che non [...] voglio descrivere. Ora vengono i sopralluoghi. Vedo [...] camminare lungo il greto [...] Don, [...] fitto dei boschi, in mezzo a steppe [...]. È legato con una [...] (le manette [...] è un uomo piccolo [...]. E lui che ha [...]. Lo ha inseguito per 12 [...] manette potevano dare [...] agii eventuali passanti) ad un [...] molto basso e robusto, il suo esatto contrario, [...] il poliziotto che lo ha [...] dopo [...] dato la caccia per anni [...] anni. [...] contrario dello sguardo di [...]. Ha un nome impossibile. Si chiama [...] . [...] cammina, [...] parla in un microfono e [...] per filo [...] e per segno come ha [...] le sue vittime a [...]. Perchè erano loro a [...]. Lui camminava sempre [...] rischi. Ma era sicuro che [...]. [...] ricorda ogni minimo particolare. Come si chiamavano, come [...] cosa è stato detto e fatto. Poi si ferina in [...] punto qualsiasi di 55 immensi paesaggi simili, [...] loro migliaia e migliaia di chilometri, e [...]. I poliziotti cominciano a [...] fuori mani, piedi, gambe, piccole scarpe, cappellini, [...] o semplicemente ossa. [...] si sbaglia raramente. F, sempre di pochi [...]. Quando non trova i [...] bot-tiglie. Bottiglie vuote, con dentro [...]. La polizia russa le [...]. Venivano sepolte nei posti [...] rinvenuti i cadaveri, con dentro la data [...] il nome della vittima. Perché il Mostro di [...] è stato accusato «soltanto» [...]. Gli altri 19 li [...]. A cominciare dal primo. Quello che ha portato [...]. Dopo i sopralluoghi, le [...]. La polizia russa ha [...]. Armato di un coltello [...] ha rivissuto tutti i [...] 55 manichini corrispondenti alle caratteristiche fisiche di [...] vittime. Quei manichini, [...] li ha tagliati, mangiati, [...]. In questo rigoroso ordine. Mentre i nostri commensali [...] caviale e champagne. Non so dove ho [...] di fare domande. Una la ritenevo indispensabile. Volevo sapere se i [...] e in particolar modo [...] o addirittura sapevano qualcosa della doppia vita [...]. I mafiosi hanno detto [...] sapevano. Ma come è [...] -ho insistito [...] si deve essere sempre sporcato [...] sangue. E gli altri lo [...]. ///
[...] ///
Ecco perché la famiglia [...] vive ora in Ucraina [...]. La notte, in albergo, [...]. Perché ciò che mi fa [...] orrore, non è [...] stesso. Ciò che mi fa [...] la spaventosa rivelazione della doppia personalità di [...]. [...] tanto debole, tanto mediocre, tanto [...] nella [...] vita normale è stato in [...] nella [...] schizofrenia, di fare e ricordare [...] di cui nessun essere umano sarebbe capace. Starei per dire che [...] è [...]. Ma forse è più esatto [...] le sue abnormi capacità una forma di «istinto computerizzato». Certo è che le [...] nostra epoca, stanno facendo passi da gigante. E noi, a Est come [...] Ovest, stiamo facendo poco per [...]. [...] Unione Sovietica, poi. [...] mattina, avevo un solo [...]. Dovevo assolutamente parlare con [...]. [...] che ha catturato [...] sta in una stanzetta al [...] piano del tribunale, lontano dalla vetrina del processo, [...] diffidente. Non vuole essere filmato. Non vuole rispondere alle [...]. Ma quando gli dico [...] è un uomo malato, [...] non va esposto e non va fucilato [...] improvvisamente si apre. Anche lui è contrario [...] porte aperte. Anche lui vorrebbe per [...] una perizia psichiatrica degna di [...] nome. Anche lui chiede che venga [...] vita [...] durante per [...] prevenire altri casi del genere. Occorre far qualcosa al più [...]. Ci sono più di [...] attualmente in circolazione nel paese. [...] è un grande uomo piccolo, [...] e leale. È stato un atleta olimpionico [...] lotta libera, [...] uno degli ultimi superstiti di [...] gli [...] i, sterminata da Stalin. Questo poliziotto ha una sensibilità [...] pochi psichiatri posseggono. Ed è veramente [...] e speculare di [...]. [...] ha convissuto con [...] di [...] per dodici anni e non [...] mai confidato nulla alla [...] famiglia. Lo ha sognato innumerevoli notti, [...] un volto. Lo vedeva accatastare cadaveri. Oppure sognava la moglie, [...] volto, che gli diceva: «Per favori-, [...] te presto. Mio marito adesso è [...] voi lo state braccando e non gli [...] i suoi omicidi. ///
[...] ///
Ho paura che prima [...] anche me». [...] non prova alcun odio per [...]. Prova una sincera e profonda [...]. Gli chiedo perché, secondo [...] 0. Mi dice che oggi [...] malate e nascondono la loro malattia perché [...]. Mi parla dei possibili [...] devastanti [...] atmosferico e delle [...] nucleari. [...] non è poi cosi lontana. E infine mi rivela [...] era afflitto da una [...] sessuale. Quando tentò di violentare [...] vittima, quella bambina di nove anni, riuscì [...] soltanto quando vide sgorgare il sangue. Gli chiedo come ha [...]. [...] mi risponde che [...] è stato per lungo tempo [...] numero uno. Ma quando è stato [...] riuscito a resistere agli interrogatori e ai [...]. In mancanza di prove, [...] rilasciato, Finché un giorno, il 2(1 novembre [...]. [...] è stato visto da un [...] uscire da 1111 bosco, sporco di sangue e con [...] sul volto. [...] lo [...] fermato, gli ha chiesto [...] ha annotato il nome. Poi In ha lasciato [...]. Cinque giorni dopo, in quel [...] è stata [...] una giovane donna massacrata. Li [...] vittima del Mostro di [...]. Esaminato il [...] il medico legale è [...] del delitto. [...] ha interrogato tutti i [...] di guardia a quel bosco il 20 [...]. [...] aveva fermato [...] si è fatto [...]. Ha riferito ciò che [...] pronunciato quel nome ormai celebre. ///
[...] ///
[...] lo ha guardato sbalordito -Ma [...] hai potuto [...] andare? E il giovane ha [...] «Non [...] so. Perché quegli occhi mi [...] a [...]. Saluto [...] prima di andare via. E seduto nella [...] gabbia. Non parla più. Provo ima terribile pena [...] quelli come lui che [...] chiunque di noi. Lo so, sembrerà assurdo, [...] farci niente. Mentre il taxi ci accompagna [...] guardo 1 bambini che giocano spensierati nei cortili, nei [...] e nelle strade [...] i bambini vivono all'aperto e [...] può [...] del male. I miei, invece, stanno [...] casa. Lo so, sembrerà [...] ma un po' mi dispiace. ///
[...] ///
Lo so, sembrerà [...] ma un po' mi dispiace.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

(312)
(1)



La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


(286)


(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(266)

Città & Regione [1975-1976*]

(260)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(271)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(264)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(228)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(265)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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