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[...] per il cinema italiano: [...] un crollo di [...] Hollywood viaggia già a [...] Italia tre libri diversi tra loro ma [...] protagonisti: gli immigrati nordafricani che girano [...] cercando fortuna Espressione della [...] il razzismo oggi si [...] cercare nemmeno più [...]. Coloro che [...] alla gerarchia delle razze [...] del sangue non si danno più la [...] il loro comportamento latto di repulsione e [...] qualche ragione [...] 11 loro razzismo basta [...]. [...] il razzismo ha [...] di star bene. É [...] aggressivo e promette un [...] miscugli e senza speranze, senza quelle facce [...] facce e sguardi venuti da chissà dove, [...] terra prosciugata o importati», come cassette di [...]. [...] che si sta facendo, che [...] di esistere, è [...] del capitale e [...] bianca, [...] del valore di mercato e [...] bisogno per la coerenza e [...] il consolidamento del suo progetto -per una certa [...] della [...] Identità -di fare pulizia e [...] Sbarazzarsi di tutti questi corpi stanchi, spezzati, diventati inservibili [...] senza avvenire. Se [...] approfittando [...] si sbarazzerebbe anche dei suoi [...]. Immigrai e poveri! La stessa [...] la stessa lotta! E una [...] appena appena esagerata. Perché [...] è il fatto estetico a [...]. Gli immigrati non sono fotogenici, [...] in caso di di-, [...] quando le loro [...] I giornali. Il loro aspetto non [...]. Nemmeno in Italia, paese [...] di ogni tipo, paese che conosce II [...] sradicamento della terra e il dolore [...]. Forse [...] sta perdendo la [...] e [...] un inferno chiamato [...] «Nel sogno, io denuncio la [...] del bar di via Gioberti che non ha voluto [...] sedere al tavole. Ci sono poliziotti e giudici [...] sul principio, mi giordano con una certa benevolenza Io [...] le [...] ragioni, ma le [...] ragioni si confondono. Di colpo, non sono in [...] di parlare italiano. Un [...] ha una busta in mano [...] è scritto: "Vietato fumare". Dalla busta, escono dei [...] di carta. /// [...] /// I poliziotti allora cominciano [...]. Sento le loro nani toccarmi [...] mi strattonano». La realtà degli incubi di Salah [...] 6 migliore di quella [...] vita. Della [...] vita In giro per [...] in cerca di un se [...] perduto molti anni prima, [...]. /// [...] /// Importante perché racconta la [...] ragazzo tunisino in [...] forse, effettivamente, egli i [...] Immigrato, [...] no. Tutto sommato, il posto [...] mi dicevo eh; 11, in qualche modo, [...] ancora a casa, vicino mia madre. Avevo un po' di Midi: [...] come [...] lire. Misi in una borsa [...] di Jeans, un pullover e [...] camicia. Erano i primi di [...]. Mi domandavo: sto parendo come [...] emigrate [...] o come un qualsiasi [...] vuol conoscere 11 mondo? Quel [...] non [...]. Comincia cosi il viaggio [...] Salah [...] nel purgatorio italiano. Un viaggio a proprio [...] miserie, disoccupazione, [...] spaccio di droga, [...]. Un viaggio nulla [...] principalmente. E il sto diario si [...] attraverso [...] sentimentalismi, senza moralismi, senza ombre [...] stese con sapienza da Mario Fortunato. Il linguaggio è scarno, [...] se in realtà si parlasse di qualcosa [...] storia, già reso [...] dalle voragini della nostra [...]. [...] di uno spacciatore vale [...] amore: questa è la quotidianità e [...] è sempre costretto a [...] Inseguendo [...] passaporto umano che non si sa bene [...]. E Intanto si incrociano [...] parole, i ricordi: Salah abbandona sempre qualcosa [...]. Se ne accorge, lo [...] diario, ma non ha parole [...] amare per [...]. La realtà che lo [...] caratteristiche: ci si abitua a tutto, anche [...]. I marocchini lavoratori. I tunisini spacciatori. E i senegalesi (anno [...] puttane». Visto da dentro, il [...] molto speciali. Non sempre si riesce [...] siano, in verità. Prendiamo, ad esempio, il [...] pensa subito alle mille violenze che gli Immigrati [...] caccia [...] alle spedizioni punitive per [...] Firenze o alle [...] date alle fiamme a Bologna. Ma nella storia di Salah [...] c'è anche un altro [...] «Come sempre dopo una not-tataccia. Il peggio è passato. Per strada, vicino [...] un ragazzo che lavora [...] chiede se voglio donare un po' di [...] di una bistecca. Dice: "I tuoi connazionali [...]. Tu quando hai mangiato [...]. Ha [...] arrogante. Gli rispondo: "Ieri sera. /// [...] /// Il dubbio iniziale di [...] continua a girare per la [...] può un giovane tunisino girare il mondo per [...] che pubblichiamo [...] di seguito (per gentile concessione [...] Einaudi) è [...] italiana de Le pareti della [...] nuovo libro dello scrittore Tahar Ben [...] che sarà pubblicato [...] torinese. Si tratta di [...] analisi della condizione [...] arabo in Europa. Scrìtto tra il 1975 e [...] 1976, questo libro segue una ricerca compiuta [...] fra i lavoratori maghrebini in Rancia, intitolata [...] solitudine. TAMAR BEN [...] cerca di dimenticare che [...] mezzo secolo 6 stata un paese di [...] Vuole [...] strappare qualche pagina della [...] storia recente di cui [...] nella pattumiera del malintesi? Vuole [...] in Francia gli Italiani -soprattutto quelli del Sud [...] con violenza e disprezzo? La parola [...] è un insulto, una [...] volgare ricoperta da risate grasse e bavose. La povertà è sempre stata [...] accolta. Motivo di repulsione e [...]. Al limite si accetta [...] condizione che sia ricca, a condizione che [...] mezzi per [...] e farla passare inosservata. Siate diversi, ma ricchi! Danno anche fastidio. La loro presenza è [...]. Per loro 11 viaggio [...] legata con lo spago, pacchetti di roba [...] un pugno di terra o di menta [...] fazzoletto. Con la terra si [...] quando tutto va male e la nostalgia [...] rifugio, [...] consolazione. [...] è [...] dei tempi moderni. É un errore della [...]. Una sbavatura della storia. Non ha altro da [...] forza lavoro e I [...] spaesati, quelli di uno che ha [...] di scusarsi in continuazione. Gli si chiede di [...] come uomo dal momento in cui smette [...]. Non lo si vuole [...]. Non è carino da [...]. Non ci tiene nessuno a [...] deambulare per le belle strade di [...] o di Roma. Quelle strade sono fatte [...] I [...] che spendono, non per uomini che ingombrano. Certamente, alcuni di essi [...]. Vanno e vengono per [...] nessuna vergogna, con tappeti di pessima qualità [...]. Altri stendono sul marciapiede [...]. Qualche volta cantano. Qualche volta sprofondano nel [...]. Disturbano i negozianti nei [...] si. Di [...] a [...] via come bestie impazzite il [...] è breve, presto fatto per i sostenitori di un [...]. La Francia, il paese della [...] dei diritti [...] registra una media annuale di [...] aggressioni a sfondo razzista. I morti si contano [...] anno. Ci sono settimane con [...] settimane senza. La seconda settimana del [...] stata particolarmente [...]. Omicidi gratuiti: delitti »esemplari». Si ammazza perché il [...] non si ammazza per conflitti personali. Il crimine razzista si bea [...] questa caratteristica: aggredisce il simbolo, la faccia [...] che rispecchia tutte le altre [...]. Su di lui si [...] per se stessi, la propria miseria, e [...] sente meglio. Dietro questa meccanica c'è [...] movimento. La Francia è [...] un problema di cui [...] vedere soluzioni vicine. Perché è questione di [...] storia. Nella memoria collettiva del [...] coloniale è ancora viva. Per qualcuno la guerra [...] non è ancora finita. E per costoro [...] per [...] arabo resta legato alla [...]. Ma [...] Dove va a [...] della tentazione razzista? Che [...] del giorno per diventare [...] Che sia una componente di questa idea [...] che sta cercando di [...] Sud per rivolgersi verso Est [...] non ha diritto di [...] anima in modo cosi idiota, è un [...] convivialità, ospitalità, calore umano hanno un senso [...] spontanei e naturali. Sui muri di Firenze e [...] Torino ho visto [...] i, [...] » [...] orI. Si accennava [...]. Dice Salah [...] che 11 sulle coste [...] paese è visto come un paradiso, un [...] negozi di [...] e magliette capaci di [...] (o la fantasia, o la voglia di [...] occidentali») di ognuno. Ma poi, giunti in Sicilia, [...] scoprono rapidamente la verità: un inferno da [...]. Passo dopo passo, maschere [...] ricacciare giù I «dannati», ma alla fine [...] spazio: qualche clandestino ce la fa, qualcuno [...] comprensione, qualcuno amici. Il capolinea è un [...] tutti, noi compresi) per entrare nel quale [...] passaporto. O più semplicemente un [...]. Gli spacciatori [...] trovata a disposizione sul [...] identità; che comunque consente loro di entrare [...]. Questa è [...] di Salah [...] del suo veloce passaggio nel [...] «Non laccio niente di preciso. Cammino tutto il giorno [...] chi mi capita. Mi muovo con [...] tipica dei tossici: a [...] e saltellanti. Anch'io sono un tossico, [...]. Un tossico clandestino. /// [...] /// Che mi dice come [...] voce parlare, quali sentimenti avere. Tutti quelli che incontro [...] a me. Niente differenze, nessuna esclusione». È una verità amara, rna [...] In considerazione. [...] accanto e in basso due [...] di immigrati in [...]. Il discorso è pressappoco [...] «Gli [...] tornino a casa, per il loro bene: [...] nei loro paesi, non barboni da noi». Li si vuole produttivi [...] lontano possibile [...] laggiù dove la terra [...] calamità naturali, dove i pozzi sono asciutti, [...] arriva al potere con [...] esercita la dittatura. Questa campagna ricorda quella [...] Ottanta dalla nuova destra francese che faceva [...] e Incoraggiava gli immigrati a vivere secondo [...] e I loto costumi, per meglio [...] di integrarsi e per [...] i loro stracci e [...] al paese. La differenza diventa cosi [...] cemento per separare le comunità, perché ognuno [...] porte e finestre ben [...]. [...] del [...] avrà di nuovo bisogno di [...] straniera. Tutti [...] esperti io prevedono. [...] è oggi una componente necessaria [...] la costruzione [...]. [...] è stata (atta, in [...] manodopera importata dai paesi poveri [...] del secolo. La Francia reclutava nelle sue [...] senza [...]. [...] forniva anche alla Francia [...] di seconda mano. Gli europei adesso vorrebbero [...] tra loro, soli. Perché non provano a [...] tutti quelli che non sono europei [...] Non ne resterebbero molti [...] Europa bianca, perché la [...] identità è il risultato [...] c di molti incroci. È questa la [...] ricchezza. E questo è il [...]. Ripiegarsi su se stessi [...] paura e disagio. [...] non ha bisogno di [...] con quelli che arrivano di fuori. Più di qualsiasi altro Stato [...] dovrebbe perorare la causa [...] perché gli italiani sanno [...] essere strappati dalla propria terra e vivere [...] esilio reso obbligatorio dalla povertà. Il razzismo non è [...] affare, né per il prestigio, né per [...]. Le pareli della solitudine, [...] 1975 e il 1976, non è un [...]. È venuto fuori da una [...]. Come psicologo lavoravo in [...] medicina psicosomatica a Parigi Per un periodo [...] ho osservato e ascoltato più di un [...] nordafricani che venivano al consultorio per turbe [...]. Ho testimoniato su questo [...] solitudine. Avevo bisogno di andare [...]. Volevo soffermarmi su [...] quella di un essere [...] che sopravvive grazie alla capacità di [...] una vita anche se [...] e di nostalgia. Quello che ha destato [...] non è 11 lavoratore nella fabbrica o [...] quello stesso uomo fuori delle ore di [...] le domeniche e i giorni festivi. Tempo che pesa, difficile [...] angoscioso. È allora che la [...] il suo posto, si appropria degli oggetti [...] corpo di un velo di umidità. [...] viveva in un baule, una [...] oscura e stretta: confortevole, luminosa e aerata come una [...]. [...] potrebbe essere nato In qualsiasi [...] sotto qualsiasi orizzonte dove [...] si riduca ciò che può [...]. Poco importa la [...] nazionalità: [...] da solo, è di per [...] una ferita. Una ferita che ci [...] la nostra tranquillità e la nostra buona [...]. Al fondo del suo [...] certezza, quella donna sognata: reale o Immaginaria [...] donna esiste, perché, anche se è soltanto [...] patinata di una rivista, lei gli paria, [...] e diventa complice della [...] follia. Quella immagine tirata in [...] non è forse una eco appena sfasata [...] miseria? In capo a tutto veglia la [...]. Sola via [...] da questo incubo che dura [...] secoli, che una volta era chiamato schiavismo, oggi invece [...]. [...] ha ritrovato la [...] (eufemismo altrettanto triste che [...] in questi giorni in libreria con ben [...] razzismi possibili (Feltrinelli), che comprende due saggi [...] Laura Balbo e di Luigi Manconi; Immigrato (Theo-ria) , [...] Mario Fortunato e del nordafricano Salah [...] e lo, venditore di [...] (Garzanti), [...] anch'esso di una laboriosa collaborazione fra colui [...] copertina come «autore» (il giovane senegalese [...] e un cosiddetto «Curatore» [...] Oreste Pivetta. Mi limiterò a dire [...] soltanto perché ne ho avuto una qualche [...] soprattutto per alcune considerazioni che il carattere [...] propone, [...] con nostalgia a un Walter Benjamin [...] quasi trent'anni fa: «La traduzione della lingua [...] quella degli uomini» scriveva Benjamin -non è [...] muto nel sonoro, è la traduzione di [...] ha nome nel nome». E subito dopo: «È [...] una lingua imperfetta in una lingua più [...] può fare a meno di aggiungere qualcosa, [...] la conoscenza». Con ciò non voglio, [...] ex venditore di elefanti, [...] La-coste, accendini e altra paccottiglia e oggi [...] «muto». Egli paria, infatti, ben [...] senegalese, il francese, [...] lo spagnolo e (per [...] e come può) l'italiano. In [...] lingua ha raccontato al «Curatore» Pivetta la storia delle vicissitudini sue e delle sue problematiche [...] di questi anni: dalle spiagge [...] ai [...] della metropolitana milanese, dagli alberghetti [...] fortuna ai commissariali di polizia e alle stazioni dei [...] (gli [...] dove i clandestini collezionano a [...] «fogli di via». Non mancano, nelle avventure [...] anche un poco fortunato [...] Parigi (i senegalesi, cittadini di una ex colonia, [...] Francia senza bisogno di visto), un fallito [...] nella Legione Straniera e quello, altrettanto fallito, [...] una Germania che, nel racconto, si percepisce [...] di Terra Promessa. [...] non è solo: è [...] una schiera di connazionali con i quali [...] lame, momenti di quasi gioia e momenti [...] squallide (e respinte) occasioni di più facili [...] una vecchia [...] perennemente assetata di benzina [...] suoi passeggeri, sensibile ai rigori [...]. Nel suo intimo lo accompagnano [...] immagini culturali della terra [...] dominano, in esse, gli affetti [...] una vita quotidiana dove la penuria non pare [...] ostacolo a una tenace volontà [...] bene o (quanto meno) [...] tran-tran, un mai reciso legame [...] le antiche usanze. Non so immaginare quale [...] e come si sia svolto il racconto [...] raccolto dal registratore, dalla [...] sentimento di Oreste Pivetta. Il fatto è che, [...] brade testimonianze di «vita vissuta» che finiscono [...] di nulla e di [...] giù pertanto come acqua [...] impegno di questo «Cura-tore» che pare abbia [...] cinque volte il «suo» libro è riuscito [...] di letteratura e dunque capacità di durata [...] destinata altrimenti a restare [...] e «senza nome», come [...] che in treno si metta a [...] la [...] vita e poi te [...] volta sceso. Credo, invece, che lo, [...] sia destinato a iscriversi nel ricordo dei [...] grazie a quel [...] che, in un positivo [...] può andare disgiunto dalla semplice materia trattata [...] tornando a Benjamin) è un pio di [...]. Perché? Perché ci rende [...] campioni di [...] che la nostra abitudine [...] a considerare «diversi», mentre sono di fatto [...] loro che da noi e, come noi, [...] con il suo se stesso e la [...]. E perché poi è un [...] libro, non privo di una [...] episodica e spavalda allegria pur [...] tanto stentare la vita: [...] del poveri diavoli che nessuna [...] riuscirà mai del tutto a domare, a cancellare. E non privo, alla [...] suo esile e problematico segno di speranza, [...] (come leggiamo nelle parole di congedo) che. Ci sono matrimoni, e [...] e divorzi. E poi ancora altri [...]. Nasco no bambini». Ora mi domando se [...] fortuna [...] a incontrare Oreste Pivetta [...] vero fortunato (a nascere come scrittore) non [...]. /// [...] /// Ora mi domando se [...] fortuna [...] a incontrare Oreste Pivetta [...] vero fortunato (a nascere come scrittore) non [...]. (0) (0) ![]()
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