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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 4267980136.

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Ché, in altre parole, [...] che dietro a ogni risata si cela [...]. Nel suo nuo-vo libro [...] «Tra menzo-gna e ironia», lo manda in [...] erudizione Umberto Eco ride [...] ai raggiri di Cagliostro, ride com-passato davanti [...] dei «Promessi sposi» di Manzoni, ride sguaiato [...] di Achille Campanile e ride appassionato delle [...]. Affabulatore e lieve [...] quattro testi furono pensati per [...] a convegni) Eco recupera [...] del semiologo che gli è [...] andando alla ricerca della contraddittorietà dei segni lasciati dalla [...] (e dalla letteratura) nei quattro luoghi di ricerca. Il fastidio per la [...] Cagliostro -che puntava a mitizzare se stesso [...] quasi quasi, filosofo -è palese e sorregge [...] smascheramento cui Eco attende. Ma [...] investigativo a svelare menzogne sostiene [...] il [...] e semiosi artificiale in Manzoni («Le relazioni verbali sono per natura in-gannevoli») o la libertà [...] della [...]. Sennonché il gioco si [...] davanti [...] di Achille Cam-panile. Nel senso che poche [...] infide del [...] di un trucco co-mico. E Umberto Eco, viceversa, [...] e con fiera tenacia [...] tecnica sia [...] degli esperimenti di Achille Campa-nile. E cioè: il comico [...] e dalla capacità di far sentire lo [...] lettore) in grado di muovere i destini [...] sta assistendo (o leggendo), men-tre Campanile scioglie [...] in una letterarietà eccessiva e blandisce il [...] patto che egli condivida un insieme di [...]. Per cui, [...] in trattoria» di Campanile chie-de [...] pollo e il cameriere gli risponde che non ce [...] poiché è morto; mentre [...] di Petrolini se fuma un [...] «ci [...]. ///
[...] ///
[...] che [...] in società) non si presta [...] o, peggio, [...] a una spiega-zione, a una [...]. Sapreste immaginare, diciamo, un [...] un vincolo [...] assoluta con gli elettori [...] stesso impossibilitato a «trattare», a cer-care accordi [...] Oppure: [...] siete mai chiesti [...] Iago, una [...] MICROSTORIE PER CAPIRE Attraverso [...] Fondo di Pieve Santo Stefano, i passaggi [...] italiana vista dal basso [...] La scheda Dal Sessantotto [...] Un lungo filo di storia che dal [...] noi, dagli anni della lotta politica a [...] è racchiuso [...] di [...] Gracci, inse-gnante in pensione, [...] carcere Don Bo-sco di Pisa, quello in [...] pena [...] Bompressi e [...]. La Gracci è diven-tata [...] fermo posto: a lei scrivono carcerati di [...] Italia, [...] parenti e amici dei detenuti. E per tutti, lei [...] e una parola di conforto. Con Ovidio Bompressi ha [...] le nuove lettere dal carcere, «Fili blu», [...] di ristrettezze e in-giustizie. Attraverso il suo racconto, [...] di Santo Stefano e [...] scaturisce uno spaccato di vi-ta italiana degli [...] soprattutto il falli-mento della giustizia e il [...] umana. [...] accanto, uno scorcio del carcere [...] Pisa, dove [...] Gracci lavora ogni giorno In [...] a destra, Ovidio Bompressi; a sinistra, [...] Gracci DIARI [...] Dalla scuola al lavoro nel [...] di Pisa, convincendo i detenuti a [...] Storia di [...] dei deboli [...] MARCO FERRARI PONTEDERA «Il disordine [...] meno il potere», firmato Leo Ferré. La dedica del chan-sonnier [...] muro e im-pressa [...] di [...] Grac-ci, professoressa in pensione, [...] spicco del volontariato. Dietro la [...] conforto di mille lettere, [...] tesse il racconto di una [...]. [...] tema in classe [...] Leonardo da Vinci di Empoli, [...] leggermente gli occhiali e pensò: «E adesso che faccio?». Pochi mesi dopo entrava [...] volta den-tro il carcere Don Bosco di Pisa [...] volontaria. Mi era già successo in [...] Vercelli a portare delle maglie [...] partigiano Zucchelli». Davanti al grande cancello di Pisa dimenticò la [...] sicurezza. Stava entrando in un [...]. Si presentò [...] e non sapendo da [...] le braccia e pro-vò a dire: «Comincio [...] studiato da ragazza. Scelgo il reparto femminile [...]. [...] alle carcerate in una stan-za [...] e i loro sguardi si fe-cero [...]. [...] ancora adesso è legata [...] alla settimana alle detenute [...]. Ma ben presto [...] è diventata per tutti [...] in carcere una fama di diarista folle [...] a scrivere sei romanzi. Così, un giorno, [...] buttata giù al primo dete-nuto [...] vedeva un [...] depres-so: «Oh perché non provi [...] scri-vere! Un diluvio di lettere, [...] ha invaso il suo ufficio e la [...]. [...] rimasto depositato nei suoi [...] febbraio del [...] al Don Bosco non [...] Adriano [...] Ovidio Bompressi e Giorgio [...]. [...] Don Bosco» aveva già oltrepas-sato [...] alti muri della prigione [...] per lei parlare con i [...] detenuti del clamoroso caso Calabresi. Lei non li aveva [...]. Il suo [...] lo aveva fatto, o [...] insegnante prendendosi qualche sberleffo ma cercando il [...]. Di col-po il suo [...] vero, quello del ri-scatto, se [...] trovato davanti nel carcere. Ma non era soltanto [...] antiche ferite, quello di tre [...] diverse da quegli anni, no, [...]. ///
[...] ///
Ora, dopo che la Cas-sazione [...] il ricorso, speriamo nella revisione del processo». [...] è depositaria di tante [...] e ingiustizie su-bite dai carcerati, ma è [...] un grande bi-sogno [...]. Di colpo, grazie a [...] delle sbarre è diventato un viscera-le e [...]. Così Bompressi, oggi in semilibertà [...] che nella denuncia della condizione [...] si era im-pegnato al punto di rischiare la morte, [...] è messo a leggere la ca-tasta [...] madre di tutte le madri [...] e lontane. Ne è nato un [...] («Fili [...] Edizioni il Grappolo, pagine 64, lire 10 [...] approdato alla Fiera del Libro di Torino [...] una trentina di storie emblema-tiche della condizione [...]. Una signora della nuova Inghilterra [...] la [...] vita ai derelitti e [...] grazie e intelligenza, con determinazione e tenacia, [...] le [...] delle guardie, le riprovazioni [...]. Coloro che le scriva-no [...] cono-scere bene queste qualità [...]. È forse questa la dimensione [...] È forse questa la nuova [...] della laicità? «Io semplicemente -spiega [...] -credo di [...] trovato un [...]. [...] che in carcere non hanno [...] avuto un colloquio con un parente [...]. [...] scrivono, mi scrivono, attacco a [...]. Sul tavolo della casa di Ponte-dera [...] la quotidiana pila di let-tere, [...] ricevute e da spedi-re, lettere [...]. Ora, tramite [...] epistolare». [...] su questo tavolo compaiono storie [...] figli perduti e di figli creduti morti che [...] riemergono dalla disperazione. Come quel-la del tunisino [...] che si è ri-fatto [...] famiglia dopo tanti anni: «Uscirò nel 2002, [...] ragazzo. Oppure quella di Willy, [...] carcere per droga. Ora questo ragazzo scrive [...] se fossi la [...] mam-ma». Poi [...] Carlo che sta male e [...] non riesce a esprimersi. Dalla bruma dei ricordi [...] Carlo spuntano così i soldati di stagno. È racchiusa in [...] felice [...]. Ma-ria Carla invece le [...] e lei le consegna una mac-china da [...]. Battono e battono quei [...] pisano, anche la not-te. Maria Carla sta raccogliendo le [...] amiche detenute. Ne verrà fuori un [...]. Elena, ragaz-za cilena, lavorava [...] Milano pres-so una famiglia ma un giorno, [...] perché, ha infilato le mani in un [...] sottratto del denaro. Ora racconta la [...] pena, il suo tormento e [...] dolore per [...] degli atti e della vita. Canta invece la felicità il [...] al Don Bosco perché attratto nella [...] incontrati per caso a Pisa [...] ora ritornato a Tirana dove sta per laurearsi. E il francese José scrive [...] suo ritorno alla nor-malità dopo [...] vissuto nelle carceri [...] e di Thailandia. [...] al dolore di tutti. Le [...] dal carcere di Pisa [...] Parma, Roma, Vigevano ecc. La fama di mamma [...] allargando. E lei non ci [...] a rispondere, a telefonare al [...] scrive-re al presidente di Francia [...] Germania, alla Corte [...] o [...] Europea, a portare il [...] di calzini e un li-bro. La [...] giornata comincia alle 13,20 quando [...] tra le [...] affrontare. [...] poi riesco a organizzare [...] colloqui, de-tenuti che già conosco oppure altri [...] avviare un pro-gramma di lavoro. Perché chie-diamo questa insistenza [...] «Perché in carcere il problema principale è la [...]. [...] tormentati anni Novanta, è dalla [...] della solidarietà. Il carcere è stato la [...] troppa gente abbando-nata». Il calvario della detenzio-ne non [...] con [...] della pena. Altre lettere si som-mano sulla [...] scrivania. Sono ex detenuti respinti [...] di reinserirsi, espulsi per sempre dalla società. Qualcuno la notte [...] porta, [...] le sussurra un bisogno infinito [...]. Il ser-batoio della [...] vena amorosa sembra non esaurirsi [...] anzi sembra alimentarsi incessante-mente alla bella età [...]. È una fonte che viene [...] lontano, come narrano i suoi racconti: [...] a Livorno e il Sicilia, [...] spostamenti con il padre fer-roviere, la guerra, il desiderio [...] sposare a tutti i costi il suo [...] della famiglia, [...] in Francia dal 1950 al [...] per seguire il marito [...] della grande fabbrica e la [...] adozione a distanza di un ragaz-zo della Costa [...] che gli valse il soprannome [...] «Mam-ma Italia» che, in fondo, espri-me bene la [...] energia [...]. ///
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È una fonte che viene [...] lontano, come narrano i suoi racconti: [...] a Livorno e il Sicilia, [...] spostamenti con il padre fer-roviere, la guerra, il desiderio [...] sposare a tutti i costi il suo [...] della famiglia, [...] in Francia dal 1950 al [...] per seguire il marito [...] della grande fabbrica e la [...] adozione a distanza di un ragaz-zo della Costa [...] che gli valse il soprannome [...] «Mam-ma Italia» che, in fondo, espri-me bene la [...] energia [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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