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[...] 3. Mia madre, invece, mi [...] Roma e mi chiese con de-cisione di [...] a Bergamo, a ve-dere suo figlio. La cosa mi spaventò. Fin dalla [...] prima infanzia, quando aveva perduto, [...] entrambi i genitori, mia madre non aveva certo mai [...] una vita facile. Aveva attraversato due guerre, [...]. Ma era una signora di [...] delicata e fragile, austera, riservata [...] pudica, di grande ri-gore morale. Quale sarebbe stato il [...] il mondo a lei sconosciuto della prigione: [...] file, i controlli mortificanti, i per-messi, la [...] squallidi e maleodoranti? Temporeggiai. Sapevo che mia madre [...] caldo (assai intenso in quei giorni), e [...] questo. Le spiegai che perfino [...] di anni ne avevo allora poco più [...] quei pellegrinaggi al carcere erano continuamente minacciati [...] piccoli collassi. Riuscii per il momento [...] sperai che il discorso si chiudesse a [...]. Ma non fu così. Verso la fine di [...] a rinfrescare, tornò alla carica. Non mi fu più pos-sibile [...] e dovetti [...] di organiz-zare il viaggio. Avvertii, naturalmente, Adriano. Fu un viaggio memorabile. Venne in treno a Bologna, [...] riposò per una notte. La mattina do-po, da [...] in auto a Bergamo un caro amico, Paolo Cesari. Arrivati al carcere, [...] signora superò brillantemente, con [...] le pratiche della visita pa-renti: le attese, [...] e fru-strante dei pacchi dono, [...] e il chiudersi lugubre [...]. Ebbi una prima piacevole sorpresa. Una guardia gentile (e [...] il direttore a [...] ci accompagnò non -come [...] sala generale dei colloqui, quella col classico [...] una sorta di saletta riser-vata, assai sobria. [...] ci fecero sedere su una [...] ad atten-dere, da un lato di un tavolo, mentre [...] testa di una guardia appariva e scompariva dietro una [...]. Passarono po-chi minuti silenziosi, poi [...] sentì uno sferragliare e infine si aprì una porta [...] parte del ta-volo. Adriano entrò con [...] allegra e sorri-dente, e si [...] in un vero e proprio [...] de [...]. Portava con sé alcune [...] quali in un [...] prima che ci potessimo [...] apparecchiò il tavolo fra noi. Erano, per la precisione, [...] plastica di acqua minerale, tre bicchieri di [...] e, soprattutto, un mazzolino di minuscoli fiori [...] lui raccolti, du-rante [...] in quelle striscioline di [...] formano spesso -anche in carcere, pare -alla [...] o negli interstizi del cemento. Per tutto il tempo [...] pare), parlammo del più e del meno, [...] se fossimo in un salot-to. Gli demmo notizie dei [...]. Lui ci rac-contò storie [...] e di come facesse molto sport (tennis, [...] gli capi-tava più da tempo. [...] e [...] ebbi la netta sensazione che [...] e figlio si trasmettessero reciprocamente decisione e vigo-re. Alla fine ci salutammo [...] ciascuno custodendo in sé la propria commozione, [...] a casa i fiorellini preziosi. Io avevo avuto il [...] (lo nascondevo con fatica) prima e durante. Ma mia madre mi [...]. Si sarebbe detto -questa [...] una [...] caratteristica di fronte a [...] -che avesse frequentato carceri per tutta la [...]. Disse di non essere [...] tornare subito a Roma, senza spezzare di [...] per riposarsi. Paolo Cesari la riaccom-pagnò. Nei giorni successivi (me [...] Roma mia sorella, ma lo sentivo io [...] era [...] persona. La si sarebbe detta [...]. Sapeva di avere superato una [...]. Ed era pa-lese che [...] Adriano sere-no e combattivo e fiducioso [...] rinfrancata. Lei stessa tornò serena [...] non era da tempo, incuran-te dei suoi [...] trovato una nuova ragione di vita. Capimmo tutti che aveva chiamato [...] raccolta le sue forze residue per [...] contribuire la [...] parte a libe-rare suo figlio [...] a [...] rendere [...]. Mi fece promettere che [...] di proteg-gere mio fratello (io ci provai [...] non abbastanza; e, come tutti sanno, senza [...] almeno. Poco tempo dopo, Adriano [...] domiciliari, e poi la li-bertà provvisoria. Lei andò a [...] visita più vol-te a Firenze. Verso la fine [...] ci mancò il cuore [...] che il suo amato [...] minore di qualche anno) stava morendo a Trieste. Adriano e io decidem-mo di [...] per [...] saluto. Una sera, Adriano, io [...] anziana madre facemmo le ore piccole camminando [...] di Trieste (la città in cui era [...] quale, per tutta la vita, si era [...]. Cercammo e riconoscemmo, come [...] i luoghi, le case, le scuole del-la [...]. Mia madre, Antonietta [...] morì pochi mesi dopo. Il suo cuore, troppo [...]. So che la porterò [...] prima volta che andrò a Pisa a [...] Adriano. I due borsoni è solo [...] a [...] giù [...]. Di-ce che ora li [...] aperti e vuoti. [...] di carcere non so-no un [...] qualsiasi. Deve sce-gliere per bene la [...] è in-deciso sui libri. Poi, certo, lo spaz-zolino, [...] profumo. Le foto delle due [...]. Torna merco-ledì, Giorgio [...]. Ha chiamato [...] e ha prenotato un [...] diretto [...]. Arrivo previsto: ore 13,10. Ha una voce ferma, calma, [...] telefono. È appena rientrato in [...] amici. Magari sono sensazioni da [...] ma racconta che Parigi, in questa domenica [...] sembrata più bella del solito. Non è semplice abituarsi [...] di una cella. Le prime ore sono state [...]. Con Adriano [...] che gli leggeva la [...] che lo ascoltavo cercando [...] in un angolo della [...] la mia età agli anni di reclusione. /// [...] /// Gli avvocati, però, sono [...] subito: la Francia conce-de [...] solo se le indagi-ni [...] dieci anni dal reato. Traduce: «Perciò potrei [...] e nessuno mi tocca. Solo che poi non [...] in galera due amici. E le leggi fran-cesi: [...] la dignità? Così ha preso i borsoni [...] chiamato il papà, che ha 89 an-ni [...] faceva il prefetto: «Guarda papà, vado a Pisa [...]. Raggiungo gli amici. Tu lo sai come [...]. Non scap-po, io. Ci vuole coraggio, [...] a non scappare. Lo faccio per la dignità, [...] per le [...] figlie. La più piccola ha [...] giorno le spieghe-ranno. Ho raggiunto gli amici, [...] lasciati soli. /// [...] /// Con [...] e Bompressi vi siete [...] Pisa. [...] detto lei, seguo il destino. /// [...] /// Evidentemente nel destino [...] scritto che ci saremmo dovu-ti [...] in una cella. Ecco, que-sta adesso è [...] spero almeno il destino mi conceda. Cosa? Di stare in [...] o almeno nello stesso braccio. Quando ha sentito [...] volta [...] e Bompressi? [...] giorno. Comunque gli avevo già [...] «Sto arrivando. In tre siamo finiti dentro [...] e in tre restiamo. /// [...] /// [...] le va di parlare di [...] Era il [...] io frequentavo ingegne-ria. Adriano insegnava a Massa. Avevamo le stesse idee, [...]. Io stavo nel Partito co-munista, [...] nelle fabbriche, volantini, comizi, manifestazioni. Il Pci mi allontanò. Poi arrivò an-che Bompressi [...] gli altri: così facemmo Lotta Conti-nua. E non avrei mai pensato [...] finita così. Secondo lei finisce così [...] Leonardo Marino? Ma no, direi proprio di [...]. /// [...] /// Marino è stato usa-to. Non ho risentimenti nei [...]. Ho pena, eventual-mente. /// [...] /// Anche se? Secondo quanto [...] fidate, la [...] vita negli ul-timi tempi [...]. Stava dicendo che Marino [...] prosegua. Marino ha raccontato menzogne, [...] sono state [...] per confermare la giustizia [...]. Che dice: io ti [...] delle dichiarazioni. Quelle di Marino sono [...]. Non ha fornito alcuna [...]. Non ci sono riscontri. La verità è che [...] gente scomoda come noi. Perché poi la verità [...] che ci han voluto dare per forza [...] voluto punire gli antipatici di quegli anni. /// [...] /// È un identikit già [...]. Sì, ma è davvero [...] ai no-stri volti di quegli anni. Avevamo [...] così saccente, così presun-tuosa. E poi, lo so, [...] un linguaggio inaccettabile, violento. Però, ec-co, eravamo anche [...] grande, direi formidabile e invidia-bile pulsione intellettuale. Erava-mo giovani ed estremisti. Voleva-mo fare la rivoluzione. La rivolu-zione, non è [...]. Abbiamo fat-to cose belle [...] scioc-chezze. Mettiamoci che poi Lotta Continua [...] una campagna durissima contro Calabresi. Eh già! Fu una campagna durissima e [...]. Lui rappresentava lo Sta-to, [...] Polizia, [...] Pinelli era morto precipitando proprio nel cortile [...]. Usammo i toni di [...]. Fummo tremendamente duri pur [...] minima pro-va. Un [...] come accade adesso nei [...] di Adriano e di Ovidio. Il figlio di Calabresi, [...] giorno, commentando la sentenza, ha [...] che lui e la [...] famiglia chie-devano solo giustizia. /// [...] /// Quel delitto lo condanno, [...] sacra. Hanno ragione a parlare [...]. La signora ha perduto [...] figli son cre-sciuti senza padre: fanno bene [...]. Ma noi cosa [...] Noi siamo innocenti. Conferma che non chiederete [...] Presidente della Repub-blica? Non chiederemo alcuna grazia. La grazia la chiedono [...] noi siamo innocenti. Ci de-vono chiedere scusa. Ci hanno ro-vinato la [...]. [...] in Italia [...] scatenata una straordinaria campagna di [...] nei vostri confronti. Se [...] Speravo non fosse necessaria. Se solo la Corte [...] atten-ta, se solo avessero letto meglio le [...]. Non chiederete la grazia. Allo sta-to attuale vi [...] che vada [...] di Brescia. Allo stato attuale, certo, resta [...] speranza. Una richiesta di rin-vio [...] il giudice Della Torre potrebbe portare ad [...] dei fatti. Se poi dovesse essere accertata [...] responsabilità. Lei a Parigi [...] rifatto, come si dice, una [...]. Butto tutto, adesso. Sono [...] da cinque anni, stavo per [...]. Avevo provato in Italia, [...]. Parigi [...] sembrato il posto giusto per [...]. Ero amico di Rostagno, [...] Abbiamo [...] su una comunità, figlia di [...]. Oggi sono andato a [...] tutti, e ai [...] che abbiamo in cu-ra, ho [...] se vi riesce, fate come me. Non scappate mai. Vannino Chiti a [...] «intervenga subito» «Su un [...] di Adriano [...] deve intervenire [...]. Il presidente della Regione Toscana Vannino Chiti ha chiesto al presidente della Repubblica, in [...] suo «intervento diretto» nella vicenda del processo Calabresi. [...] intervento del capo dello Stato, [...] presidente della Regione Toscana, dovrebbe mirare a [...] che venga messa in discussione quella fiducia [...] giustizia, che costituisce uno dei capisaldi di [...] Stato [...]. Una sentenza che arriva [...] afferma ancora Chiti nella lettera a [...] «non può che lasciare [...] bocca, essendo la spia di qualcosa che [...] nostro ordinamento. Lo ha riconosciuto -ricorda [...] Regione Toscana -con nobili espressioni anche la [...] Calabresi». Per questo, signor Presidente [...] -anche di fronte [...] atto di dignità con [...] rifiutano di chiedere la grazia, ribadendo così [...] innocenza, chiedo a Lei un intervento [...] ambito delle Sue alte [...]. [...] torno dagli amici «Anche [...] Calabresi senza prove» Intervista a Giorgio [...] che, mercoledì prossimo, lascia Parigi [...] in Italia, per raggiungere, nel carcere di Pisa, [...] amici Adriano [...] e Ovidio Bompressi. Torna per «una questione di [...]. Di Leo-nardo Marino dice: «È [...] serviva uno che raccon-tasse menzogne. FABRIZIO RONCONE Maddalena Rostagno: Adriano, [...] disse. Anche la figlia di Mauro Rostagno, Maddalena, si è [...] al coro degli amici [...] Lotta Continua che in questi giorni sono vicini a [...]. Ieri, ha preso carta [...] scritto [...] di suo padre. Non una semplice lettera, [...] che riporta parole dello stesso Rostagno. Si lamenta, Maddalena Rostagno, [...] abbia privato il padre «anche della possibilità [...] suo amico, una fetta della [...] vita». Nella lettera vengono riferite [...] Mauro Rostagno disse in televisione il 26 [...] mese prima di morire, subito dopo [...] ricevuto una comunicazione giudiziaria. Rostagno parla [...] della paura di finire [...] come [...]. Cioè quello di stare [...] di dover leggere sui giornali, come ho [...] questi occhi, che il giudice dice e [...] che: no, non deve uscire di galera, [...] suo carico non ce ne sono. Non solo: non ce [...]. Che bestemmie! In coda al teatro Puccini [...] di Staino. Lo storico Cardini: «Non [...] ma giustizia» E da Firenze partono mille [...]. Lo chiamano «il [...]. Normal-mente, però, è invisibile, [...] sotto forma di quella strana carta patinata [...] macchinette sembrano nutrirsi [...]. Ieri pomeriggio, invece, il [...] si è visto, in carne ed ossa. Si è visto afflui-re [...] di più al Teatro Puccini di Firenze, [...] ha come suo direttore artistico Sergio Staino, [...] più il connotato di luogo di ag-gregazione [...] che di uomini e donne con la [...] sentire la propria voce. Erano in tanti, ieri, [...] foyer del teatro, ad accalcarsi intorno ad [...] collegato col colle più alto [...] il Quirinale: centinaia di [...] di cena forse erano un migliaio), rigorosamente [...] appello al presidente della Repubblica Oscar Luigi [...] affinché intervenga «per porre [...] decisione che ha condannato per [...] del commissario Calabresi tre [...]. Tre cittadini che rispondono [...] Adriano [...] Ovi-dio Bompressi, Giorgio [...]. Ci sono intellettuali, gente [...] sono i comici Riccardo Pangallo e David [...] ma [...] anche tanta gente cosiddetta [...]. Certo, pure i [...] della generazione di [...] ma anche i figli, [...] nipoti, tra i quali si fa largo [...] ultraottantenne, come tutti alla ricerca del tavolino [...] fax oramai caldissimo. [...] gli «amici di [...] come li chiama in [...] a Staino lo storico Franco Cardini, notoriamente [...] che fu Lotta Continua e da ogni [...] sospettare [...] di sinistra, e che [...] bisogno di esprimere la propria «indignazione» per [...] Cassazione, e sente il bisogno di evidenziare [...] coraggiosa testimonianza» di [...] e la [...] «alta lezione» [...] la condanna. Un uomo, scrive ancora Cardini, [...] ha sbagliato, ha saputo portare con coraggio [...] croce. Ri-spettiamo la [...] volontà di non chiedere [...] la-voriamo affinché non gli sia concessa la [...] sia resa giustizia». Staino -che ha ideato [...] questa iniziativa e che si mostra sorpreso [...] vai che promette di durare fino a [...] tiene a precisare: «Questi [...] non sono tutti gli [...] Adriano, anzi: la stragrande maggioranza di quelli che [...] Adriano non [...] mai visto: ecco, noi [...] chiediamo di credere [...] di [...] e degli altri. Noi insieme a tutti [...] venuti [...] chiediamo che si rifaccia [...] è stato fatto senza prove e fondato [...] contraddittorie, di una sola persona. Chiediamo un nuovo processo, ben [...] dal quale io credo non possa che [...] fuori [...] di [...]. Il foyer del Puccini è [...] e non è pos-sibile spostarsi [...] del teatro, dove è in corso la proiezione [...] film di Verdone (i gestori [...] cine-ma non hanno accettato di perdere [...] di una sera-ta, tanto per [...] ancora più strana questa specie di manifestazione spontanea). Viene letto un messaggio [...] Vannino Chiti, presidente della Regione Toscana. Poi tocca a Staino [...] sedia, prendere il microfono in mano, e [...] di comizio: «Sia chiaro -esordisce -ai tempi [...] Lotta Continua, io ero [...] e noi quelli di [...] li vedevamo come il [...] erano troppo [...] erano troppi e facevano [...] noi. Le distanze rimasero tali [...] stagio-ne, quando molti ex di [...] si avvicinarono ai socialisti, [...] e Martelli in testa. Ma quando arrivò la [...] Leonardo Marino non potei fare a meno [...]. Pensavo si trattasse di [...] com-plotto per colpire da vicino i socialisti. Sarà stato [...] e solo allora conobbi [...]. Gli strali della [...] in-dignazione colpisce anche la [...] «Troppe [...] troppi inghippi. Quando sento dire che [...] attaccare Marino perché per questo si rischia [...] pentiti in genere mi si accappona la [...]. Applaude la «gente». Gente anonima che una [...] nel [...] dei fax». /// [...] /// Gente anonima che una [...] nel [...] dei fax». (0) (0) ![]()
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