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Per [...] gli arancioni, i figli dei [...] e perchè Maddalena Roveri Rostagno un [...] ci assomiglia a Asia Argento, [...] in maglina, [...]. Magrezza, inquietudi-ne e dolcezza. Indifesa e determina-ta insieme, [...] che vorrebbe una famiglia normale e, ammette, [...] sentimentale difficile: «Ho tanti amici ma mi [...] uomi-ni sbagliati». Determinata nel giudi-care la storia [...] suoi genitori che, inevitabilmente, ha segnato la [...] di vita, protettiva verso [...] madre. Non sembra temere niente, [...] lei che secondo il giudice era a [...] che sarebbe successo quella sera. Palermo -dove è nata [...] Roma, Milano, Trapani, ancora Milano, le sue città. /// [...] /// Per due anni, da [...]. Cresciuta a [...] Mad-dalena [...] racconta una sto-ria di [...] che parte dalla droga, con vicende di [...] la droga, alla fine, hanno poco a [...]. Turbata dal-le dichiarazioni di Cardella [...] in Italia solo a condizione che gli [...] -«e adesso come faccio a chiedere gli [...] mia madre? per il giudice sarebbe come [...] ricatto», per lei questa è [...] svolta della vita». Una svolta che comincia [...] appartamento al Ticinese, [...] nostra proprietà, mio nonno [...] una casa a ognuno dei suoi figli». Una casa da ragazza [...] sceno-grafia a Brera, è diventata montatrice di [...]. A Milano, fre-quenta il [...] bar al ticine-se: alternativi, [...]. Non ho niente contro [...] Leon-cavallo [...] le discoteche, ma i miei giri sono [...]. Una ragazza che ricorda [...] a Trapani, alle medie, la chiamavano figlia [...] dei drogati . /// [...] /// Maddalena non rinnega niente [...] le foto di mio padre col ciuccio [...] agli occhi a [...] e le adoro, ascolto [...] Dire [...] e Janis [...] come lui» -ma intanto [...] Chicca [...] carcere ha portato il libro di [...] Levy, In-contro, storia di [...] troppo vivace che si [...] figlia [...]. Mi ha detto: spero [...] un [...] meglio di così». Maddalena che cosa le [...] positivo e negativo i suoi geni-tori? Mia [...] padre sono stati in-capaci di darmi delle [...]. Questo vuol dire che [...] da sola, esercitarmi a lungo per im-parare [...] altri. /// [...] /// [...] cosa che mio pa-dre [...] è stato lo studio. Io non volevo andare [...] lui stava giorni interi senza parlarmi. Tra i due è [...] più femmi-nile. E Francesco Cardella, che [...] nella [...] vita? Francesco è, al [...] pa-dre, un uomo che mette molta sog-gezione. [...] conosciuto di più do-po [...] mio padre, a Milano, in via Plinio. [...] sempre stato un af-fetto strano. Ha un modo di [...]. Quello che sta accadendo [...] un vigliacco. Si dice che lui [...] sapessero a [...] che suo padre sarebbe [...]. Quali erano i loro [...] Io [...] lì quel giorno. Posso giurare che nessuno [...]. Sto pre-parando una lista di [...] per [...] di mia madre. /// [...] /// Tra questi [...] il ragaz-zo che accompagnò mia [...] alla macchina. Tra mio padre e France-sco, [...] è avvenuta dopo [...] al mensile King dove [...] poco della comunità, non citando mai Francesco. Questa cosa lo fece [...] spedì il famoso fax in cui lo [...]. [...] era il clima a [...] allora? Molto teso dopo [...] i tre ragazzi che lavoravano in tv [...] in realtà spacciavano. Suo padre disse che [...] non era più la [...]. Che cosa pensa [...] della [...] uc-cisione per intransi-genza nei [...] Car-della? Io non escludo che Francesco Cardella, [...] di mio pa-dre, abbia sfruttato la si-tuazione. E [...] personale, la villa principesca [...] Nicaragua? Mai sospettato niente dei suoi traffici? Mia madre [...] detto che [...] era in affitto. Poi mi ha con-fessato [...] anche lei lo aveva saputo dopo e [...] a [...]. Nella villa in Nicara-gua, [...] pieno di guar-die armate, ci sono stata [...] mia madre che era lì da un [...]. Pure quella sarebbe in [...]. Agli atti [...] una [...] lettera a Massimo [...] uno dei presunti killer di [...] padre, nella quale lei scrive: «Mi hai tradito. E adesso chi me [...] padre». Per il magistrato significa [...] sapeva. Massimo era uscito dalla [...] a spacciare, osando presentarsi al funerale di [...]. /// [...] /// Dieci giorni dopo ho [...]. Quelle due frasi sono [...] e la fine. In mezzo rac-conto di [...]. Quando verrà reso pubbli-co [...] il contesto sarà tutto chiaro. [...] verso [...] madre, è di [...] taciuto perchè tra i presunti [...] il suo amante, Lu-ciano Marrocco. Mia madre e mio [...] stati [...]. Lei sognava una fa-miglia, tanti [...]. Impossibile con lui. La loro unione aveva [...]. Lui aveva altre storie [...] risceglieva sempre lei. Quando io ero piccola [...] fascino. Poi ho scoperto una storia [...] lui e una ragazza della comunità e ho vi-sto [...] cose diversamente. Mia madre è come [...]. Di una fedeltà assoluta. Dopo la morte di [...] co-struito nella [...] camera un santua-rio: conservava [...] del suo sangue, il pacchetto di siga-rette [...]. /// [...] /// La rela-zione con Marrocco [...]. Quando è ripresa non [...] na-scosta. Io [...] accettata sperando che attutisse la [...] disperazione. Lei descrive [...] madre in modo quasi patologico. Ma la morte di [...] lei è stata una malattia. Perchè allora fino a [...] Cardella, che di suo padre, alla fi-ne [...] Il difetto più grande di mia madre è [...] sempre scelto un uo-mo a cui dare [...]. Morto mio padre [...] è stato Fran-cesco Cardella. Va bene la difesa di [...] madre. Ma la verità sulla [...] padre? Ho odiato molto mio padre quando [...]. A 15 anni è [...] grande uomo, si è fatto ammazzare. Si pensa solo che [...] qualcosa in nome di non si sa [...]. Ancora adesso della politica [...] niente. In ogni caso la [...] della comunità mi sembra in-verosimile. Così come la pista Cala-bresi, [...] che [...] una registrazione del 26 agosto [...] in cui mio padre di-fende Adriano [...]. Resta la pista mafiosa. E in effetti allora [...] solo di mafia. Era persino monotono. [...] zia, la sorella di suo [...] si è battuta perchè [...] non fosse mai chiusa. Che rapporti ci sono [...] La rottura [...] stata per un film [...] mio padre dove è intervenuta mia zia. [...] immagini di mio padre ai [...] di [...]. A mia madre non [...] trapanesi «subissero» [...] immagine ormai vecchia di [...]. Si sono rappa-cificate solo [...]. E poi mia zia, [...] persone, moltissimi di Lotta Continua, che in-fatti [...] amava Francesco. /// [...] /// Mia ma-dre, invece, chiedeva [...] a lui. Monica, la ragazza che [...] con suo padre la sera che è [...] scesa dalla Duna prima che i killer [...]. Le ha chiesto come [...] tutti questi anni? Io volevo solo sapere [...] mor-to o se è successo dopo, in [...]. Poi mi ha detto [...] una bambina e lui aveva detto: «Guarda [...]. Non ero io ma [...]. Alla fine aveva pensato [...]. Cammisa ha precisato che [...] a Budapest, dove si è sposato con [...] in un appartamento di cui gli inquirenti [...]. Per questo ha detto di [...] «un ricercato», aggiungendo di [...] già informato gli inquirenti del [...] imminente rientro. [...] appartenente a [...] oggi [...] indica la prova della [...] presunta innocenza: «La notizia che [...] ucciso Rostagno mi è arrivata dalla televisione. Allora sono andato al Centro [...] di via Plinio 38 [...] mia solidarietà ai ragazzi. Lì [...] un registro: io non dovevo [...] ma gli altri sì. I magistrati troveranno i [...] può confermare la mia versione». E ancora: «Nei giorni [...] la casa di mia madre a Milano: [...] non vivo più lì dal 1990». Sposato da marzo e [...] un figlio, Cammisa annuncia il suo rientro [...]. Su Francesco Cardella, Cammisa [...] «Ha fatto solo del bene a me [...] che hanno frequentato [...]. Dal carcere di San Vittore, [...] Chicca Roveri ha spedito un telegramma a Cardella, [...] dai giudici. Eppure nonostante tutto ti [...] ho trovato un angolino dentro di me [...] offesa che mi tocca. Anzi, quelle offese rimbalzano [...] lancia e ancora una volta questo angolino [...] gridare a tutti il mio amore per Mauro [...] difendere per la seconda volta la [...] morte». [...] Alessandro [...] «Cardella? Un vigliacco» Maddalena Roveri: [...] mia madre si fidava «Qualsiasi cosa Cardella diceva, mia [...] faceva». Da Mi-lano Maddalena, la figlia [...] di Mauro Rostagno e Chicca Roveri, racconta [...] suo padre, [...] madre. E poi lui, Francesco Cardella [...] che, [...] di Rostagno descrive come [...]. [...] privato, la villa in Nicaragua. Su di lui la [...] le idee ben chiare: «Penso sia un [...]. ANTONELLA FIORI [...] Lo scrittore e giornalista [...] leader di allora di raccontare «tutta la [...] Montanelli: [...] ex di [...] non mi convincete [...]. Montanelli con il suo edi-toriale [...] scatenato una tempesta di polemiche. Si sono riempite de-cine [...]. /// [...] /// Ma francamente non ho [...] mio discor-so era semplice. Avevo sollevato un caso [...]. Non volevo fare il [...] Lotta continua. Ormai i processi [...] tutti. Anche quello Calabresi? Come [...] certa opinione pubblica gli avevo chiesto di [...] è vera-mente accaduto. Nessuno chiede a [...] di accusarsi come mandante [...] cui forse non sa nulla. Ma quella campagna contro Calabresi [...] una cosa ingiusta. È sta-ta perfino proclamata [...] tribunale presieduto da un uomo di sinistra, [...] ma di sinistra come [...]. Il problema specifico da [...] strada è diventato un altro: gli ex [...] sono una lobby? hanno [...] svelare? oppure -co-me dicono Bobbio, Lerner, Boato, Manconi, Liguori, Deaglio, [...] e tutti gli altri [...] tutto? Su questo ho i miei dubbi. Non cre-do che abbiano [...]. Anche su Rostagno, non pare [...] stato detto tutto. Io non so nulla [...] Rostagno, [...] le cose che leggo sui giornali. Ma il discorso di Curcio [...] allarmante. Deaglio sostiene che Curcio [...]. Gli altri, [...] in testa, lo hanno invitato [...] tutto. /// [...] /// Lo invitano a parlare [...] Curcio lo faccia. Io stimo molto Curcio [...]. Lo difesi già anni [...] Curcio mi sembra una bella coscienza anche se [...] ingarbugliate. Col senno di oggi, che [...] di [...] era [...] terroristica o soltanto un gruppo [...] idealisti, estremisti un [...] ma non terroristi. Non mi pare che questo [...] sia ancora chiaro. Oddio, io non vorrei [...] perchè. /// [...] /// Vede, a [...] fregnacce ne abbiamo fatte tutti. Tutti abbiamo fatto coglionate. Io sono andato in Abissinia: [...] coglionata anche quella. [...] fatto e [...] detto: [...] siamo [...]. Poi finisce lì. Le sciocchezze sono una cosa, [...] terrorismo. /// [...] /// Siamo per-fettamente [...]. Io però ogni tanto, [...] conosco e ho il carattere che ho [...] sag-gio, ma è solo un vantaggio [...] -, mi chiedo: se [...] Settanta avessi avuto [...] cosa avrei fat-to? A [...] le sbandate. E se mi fossi [...] di piombo? Non riesco a dare una [...] proba-bilmente ne avrei fatte [...]. Lei però continua a non [...] una cosa: che idea ha oggi di [...] era una struttura [...] o no? Gli ex di [...] riconoscono gli errori, da ultimo [...] Lerner sulla Stampa, ma aggiungono: terroristi mai. Io non credo che [...] fosse [...] terroristica. Ma sono convinto che [...] gran-de responsabilità morale nella na-scita delle organizzazioni [...] versante della sini-stra. Non una responsabilità orga-nizzativa. Invece, tutti gli ex [...] questa è la mia [...] vogliono ammettere. È il punto su [...]. Dal punto di vista [...] siano stati loro a fornire molte delle [...] i terroristi. Insomma, la vecchia accusa: [...] maestri? Si, cattivi maestri. Non credo che sia-no [...]. Ma cattivi maestri, anche [...] di grande qualità. Quelli che ascoltava-no, invece, [...]. Non dico tutti, per [...]. Ma il [...] Marino, poverino, non doveva esse-re [...] un intellettuale. Hanno esercitato una cattiva [...] il meno che si possa dire di [...]. Perché dice il meno? Perché [...] dovesse credere alle ac-cuse che vengono fuori [...] Ro-stagno (il riferimento è alle cose det-te da Curcio, [...] quelle del caso Calabresi, sarebbe peggio. Ma io non ci [...] non ci voglio credere. Quindi, la [...] opinione è che non [...] o ricono-sciuto tutto? Sono stati cattivi maestri, [...]. Ma cosa comporta oggi il [...] che siano stati cattivi maestri [...] Significherebbe, se lo riconoscesse-ro, che [...] veramente usciti da una certa ideologia. Quando ci si libera [...] la si racconta. Ma li blocca [...] la nostal-gia della giovinezza [...] Che ne so? Certo , questo loro fuga [...] responsabilità morale mi fa pensare che non [...] liberati da tutti i fantasmi. Come minimo, fa credere [...] orgoglio quel che invece va rin-negato. Montanelli, non sarà che [...] essere stati giovani e sprovve-duti estremisti carichi [...] terroristi per [...] continua-re a occupare posti [...] molti degli ex di [...] Credo che loro, anche [...] di oggi, avrebbero tutto da gua-dagnare dicendo [...] vera-mente accaduto. Potrebbero dire: abbiamo commesso [...] purtroppo influito su dei cervelli che avevano [...] altri insegnamenti, ci assumiamo questa responsabilità morale, [...] riconosciamo i nostri errori e di [...] indotto altri [...]. In questo caso, avrebbero [...] di aggiungere: i nostri sono stati errori [...] che nella vita di un uomo ci [...]. Ecco, quel che dovrebbero [...] ogni responsabilità ma non siamo più di [...]. Non mi sembra una cosa [...] difficile da fare. [...] ha detto di [...] dismesso i panni del rivoluzionario, [...] di sentirsi perseguitato. Dice che una sera a [...] ripetuto an-che a lei [...] vorrei più parlare di queste [...] invece continueranno a tirarmi per i [...]. [...] ha ag-giunto che dato [...] stanno così il suo editoriale gli ha [...]. Perchè tenerezza? Non lo [...]. Se la ricorda quella [...] Certo. Una sera stemmo a [...] gli dissi quello che sto dicendo a [...] una bella cosa: lei dica non [...] niente col delitto Cala-bresi, [...] fu la cam-pagna denigratoria di [...] contro Ca-labresi ad armare [...] killer. Cioè: si attribuisca una responsabili-tà [...] non penale. E chieda scu-sa alla [...] Calabresi [...] ai [...]. Santo dio, a questo [...] parenti di Calabresi. Il mio era un [...]. Ma [...] é troppo orgoglioso: non [...] questo errore. Quindi, potremmo fare il titolo: [...] ex di [...] non mi avete [...]. Si, andrebbe bene. Riassume il mio pensiero [...] ho letto in questi giorni, compresi gli [...] di Lerner e Luigi Bob-bio. Del resto, vedo che [...] è sta-ta molto onesta nel [...] la discus-sione e nel riprodurre le [...] opinio-ni. Io non cambio opinione: [...] questa. Lei vuol dire che altri, [...] ma non solo, sono stati [...] a [...] Ho cambiato [...] non creda. [...] stato un tempo in [...] in-dicavano come un simbolo negati-vo? Niente di [...]. Non serbo il mi-nimo [...]. Questa è stata la [...] piena di errori. Posso mettermi a giudicare [...] Sarei [...] dei cretini e dei [...]. Ne ho commessi [...] er-rori. Non ci si giudica [...]. [...] vengo da un estremismo. È sta-to questo secolo [...] tutti fi-gli [...] perchè ci ha fat-to [...] che non era possibile affrontare senza delle [...]. Come vede, [...] ho il diritto di parlare, [...] posso [...] lezioni a nessuno. [...] mia saggezza è questa: niente [...] a nessuno. Indro Montanelli mercoledì scorso [...] editoriale sul «caso» Lotta continua sostenendo la [...] esa-me di coscienza. È seguita una discussione [...] sono intervenuti, oltre Macaluso, Pansa, [...] e Vertone, quasi tutti [...] Deaglio, Boato, Liguori, Man-coni, Luigi Bobbio, Lerner. Gli ex hanno risposto [...] alcun mistero. Ma il grande vecchio [...] risponde: «Cari ex non mi avete convinto». /// [...] /// Ma il grande vecchio [...] risponde: «Cari ex non mi avete convinto». (0) (0) ![]()
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