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C'è in questo poemetto, [...] acre e pieno dì umore, tutta la [...] satirica vernacola. Dolenti di non po-tere, per [...] lunghezza, pubblicare tutto il poemetto, [...] di [...] in seguito, ancora qualche brano. Il poeta narra che, dopo [...] anno pieno dì sventure, da quando c'è chi spadroneggia [...] Napoli, a Livorno e Messina « [...] li smargiassi, / [...] donni e [...] / [...] mucca e [...] manu li [...] » ecco. Ma [...] raglia ca dici [...] e [...] « le [...] si son portate [...] lochi sinistrati a [...] di [...] presenza » [...] fuggitivi». Tra [...] c'è un [...] e [...] ca [...] e [...] dici: « Lu [...]. La notti cala e [...] li. /// [...] /// À diri la [...] si [...] da li ragliati, ca un [...] Cavi o Cani [...] beni a lu portu di [...] na [...] un [...] di [...] lu [...] e [...] supra li [...] in mille e mille rocchi, [...] la strato, supra li casi [...] tri [...] unni li fissa, stanchi, [...] li notti [...]. E [...] l'acqua a catarratti, ca strascinò [...] morti [...] lu [...] II [...] li letti e li [...]. /// [...] /// Turnà lu [...] altura, e «le autorità» di [...] paisa a vìdirì chi [...]. Dì morti, è [...] picca, [...] e quanta a la miseria [...] riparare al mal si penserebbe». /// [...] /// Un giorno [...] si risveglia e, bollendo, [...] zolfo terra e ferro arroventati, che scendono [...] sui fianchi, bruciando vigne e sotterrando per [...] strade case e chiese, mentre la gente [...] le mammette con i bimbi in braccio, [...] seminude, si [...] di salvarsi la vita, [...] lontano da [...]. Ma ecco un raglio [...] e quando «le grandi autorità si son [...] sinistrati a confortare i poveri fuggitivi con [...] ». Tra gli altri c'è un [...] e una vecchietta che se [...] sospira e gli dice : [...] Perchè. /// [...] /// Cala la notte e [...] verso la città, fermandosi ogni tanto, per [...] del « magico spettacolo» della lava, che [...]. Cosi passarono più di [...] non si seppe più come andò a [...]. A [...] la verità si sa [...] ragliate, che un certo Cave o Cane [...] bene [...] arrivato al porto di Napoli [...] corazzata portentosa, fece sparare un colpo di [...] il cielo e giunse sulle montagne presso Como, [...] mille e mille sassi, che rotolarono sotto, [...] le case di tre paesetti, dove i [...] le notti addormentati. E dopo cadde la [...] che trascinò nel lago i morti con [...] letti e le altre cosucce di casa [...]. Corrono intanto a Napoli [...] le piume in testa e tante strisce [...] con gli speroni; e quando furono dinanzi [...] a ima voce sola: «Benvenuto a voi! Tornò allora a brillare [...] le Autorità di Como andarono a vedere [...] successo in quei paesi. Pochi morti, è vero; [...] quanto alla miseria, « Si penserebbe a [...]. Il solito prete tranquillo tranquillo [...] a botta rispondeva a chi si lagnava dei danni [...] : « [...] dio, che, [...] vi castiga! Pranzo con la [...] è una pagina di « [...] III [...] è una pagina [...] », uno dei più forti [...] di Emile Zola, di cui in tutto il mondo [...] ricorda [...] il cinquantesimo anniversario della morte. Nella regione di [...] diecimila minatori vivono una [...] da inumani turni di lavoro, dalla fame [...] feroce sfruttamento. [...] tutto [...] dei [...] con le loro sorde ribellioni, [...] loro slanci e i loro errori che vien fuori [...] queste pagine di [...] Germinale », che seguono il [...] di una coscienza di classe (indicata nella figura del [...] Stefano [...] tra quei lavoratori. Una grave crisi [...] sulla Compagnia delle Miniere, che [...] riducendo le paghe. I minatori scendono in [...]. Lo [...] Ansie e paure in [...] i loro pranzi ne sono turbati. Dopo [...] con tartufi, vennero servite delle [...] di fiume. La conversazione era caduta [...] da un anno e mezzo [...] aggravando. Pensate agli immensi capitali [...] immobilizzati in costruzioni di ferrovie, di porti, [...] tutto [...] danaro andato in speculazioni [...]. Soltanto [...] da noi» guardate quanti zuccherifici [...] sono impiantati! Quale meraviglia, allora, che [...]. Di [...] questo ingorgo, questo ristagno degli [...] vedeva altrove le cause della crisi; ma ammise che [...] annate grasse [...] avvezzato male gli operai. Tutti si buttarono [...] russa; a [...] non [...] un secondo da perdere se [...] voleva [...]. Ma la tavolata si [...] a [...] che chiedeva del pane, [...] con un « sì signore » così [...] Io sarebbe stato [...] più se si fosse [...] una banda di forsennati, pronti al massacro [...]. In un fascio di corrispondenza [...] allora, [...] trovò una lettera che volle [...] ad alta voce. /// [...] /// Il caposquadra avvertiva rispettosamente [...] costretto, per evitare vendette» [...] sciopero; anzi, a far parte della rappresentanza, [...] quel passo. A lettura finita; [...] Ecco la libertà di lavoro! Richiesto del' suo parere sulla [...] dello sciopero: [...] Oh, non è il primo [...] vediamo! Le passeranno [...] si capisce; ma appena [...] della fame, torneranno ai pozzi, buoni buoni. [...] scosse il capo. Questa volta mi sembrano [...]. Non hanno una cassa di [...] ma con un fondo di appena tremila franchi. Che vuoi che facciano [...] Io sospetto che li capeggi un certo Stefano [...]. [...] un buon operaio; mi rincrescerebbe [...] restituire il libretto, come sono stato costretto a fare [...] che continuava ad avvelenarmi [...] con le sue idee e [...] birra. Comunque, entro otto giorni [...] scioperanti ridiscende e tra due settimane tutti [...] in fondo ai pozzi. Di questo era certo. La [...] sola [...]. Oggi naturalmente trovano duro [...] dì un tempo! Sono squisite, vero? Il marito proseguì: [...] Ma francamente, è nostra la [...]. Da quando una dopo [...] chiudono, anche il minerale in giacenza è [...] e davanti a una [...] sempre scemando ci tocca per forza ridurre [...] costo. [...] questo che gli operai non [...] capire! In tavola venivano servite [...] la domestica mesceva intorno del [...]. [...] come parlando a se stesso: [...] Prima la carestia in India. Poi la cessata ordinazione, [...] di ferro e di ghisa, che ha [...] colpo ai nostri altiforni. Un disastro tira [...] e delle conseguenze tutto [...] affari ne risente. E [...] che era così fiero del [...]. Quei discorsi interessavano ben [...] per fortuna [...] era ancora vivace e [...] di ciò che aveva nel piatto. Ippolito era ricomparso e mostrava [...] dire qualcosa. C'è [...] in anticamera; ma non [...]. [...] si scusò di [...] introdurre. Trafelato, il corpulento sorvegliante [...] entrò tra la curiosità [...] si tenne a qualche passo dalla tavola. Gli operai seguitavano a [...] avevano deciso di mandare al direttore una [...] sarebbe lì fra qualche minuto. E voi, soprattutto, non [...] farmi tenere due volte al g:orno un [...] situazione. Da qualche tempo egli [...] nelle grazie dei superiori. Tanto che ora, dimentico [...] insalata russa che si era servito, riprendeva [...] telegrammi ricevuti da Parigi per [...] meglio il significato; distrazione [...] scusavano: per [...] il pranzo non era [...] consumato sul campo di battaglia, in attesa [...] le signore presero a discorrere fra loro. La Grégoire si impietosiva [...] quei poveracci che assaggerebbero che cos'è la [...] figlia già si vedeva in giro a [...] il pane e la carne. Ma la [...] fece alte meraviglie che [...] così: i carbonari di [...] nella miseria, della gente [...] Compagnia forniva gratuitamente di casa, di riscaldamento e [...] Il suo disinteresse per quel gregge era tale [...] che aveva dei minatori si limitava alla [...] loro conto e con la quale edificava [...] accompagnava a visitare i borghi operai; una [...] la donna [...] finito per credere e [...] indignava sulla ingratitudine di quella gente. [...] intanto insisteva nel suo tentativo [...] spaventare Grégoire. Cecilia non gli dispiaceva [...] la zia, era disposto a [...] ma innamorato non era; [...] per perdere, come diceva, la testa. Repubblicano di tendenze quale [...] per questo si mostrava meno rigido ed [...] operai; nè, [...] in compagnia di signore, [...] con sottile sarcasmo. Cogliendo il momento in [...] Grégoire, [...] del suo bonario sorriso, appoggiava la moglie, [...] sentimenti paterni verso i [...] parte mia, [...] obiettò [...] io, devo dire, non [...] mio zio. Temo al contrario qualche [...]. Per cui la consiglio, [...] Grégoire, [...] barricare la [...]. I dimostranti potrebbero [...] la villa a sacco. Ce n'è quanto basta. Stia certo che se [...] a trionfare, la forzerebbero a restituire il [...] danaro rubato. A questa, il vecchio smarrì [...] calma di bambino, la serenità [...] in cui viveva. Tartagliò: [...] Danaro rubato, il mio? come [...] a dire? Non se Fera guadagnato, e duramente, il [...] iniziale il mio povero bisnonno? e non abbiamo forse [...] tutti i rischi [...] O forse che [...] mal uso delle [...] a quei discorsi i due [...] la [...] a correre in aiuto [...] Non vede, caro signore, che Paolo [...] Grégoire era fuori di sè, [...] punto che dal piatto che il cameriere passava, prese, [...] sapere quel che si facesse, tre gamberi in una [...] e cominciò a [...] i gusci coi denti. Ho saputo, ad esempio, [...] con grosse somme in compenso di servizi [...] Compagnia. Per non dire di [...] cui taccio il nome, un duca, il [...] nostri azionisti» che mena una vita scandalosa, [...] donne, in orge, in ogni sorta di [...]. Ma noi, noi che [...] a nessuno, da quei [...] siamo; noi che non speculiamo, che ci [...] onestamente di quello che abbiamo, senza scordarci [...]. Andiamo, via! Mentre tutte le mascelle [...] gamberetti, il discorso cadde sulla politica. Grégoire che ancora non [...] rimesso [...] dichiarò che, nonostante tutto, lui [...] liberale, e rimpianse Luigi Filippo. [...] invece era per un governo [...] a [...] suo, [...] stava scivolando sulla pericolosa china [...] concessioni. Ebbene» che succede oggi? Oggi [...] borghesia che col suo liberalismo spinto, la [...] novità, la [...] indulgenza verso il [...] gioco imbecille. Sì, sì; voi affilate le [...] alla belva perchè ci divori. E ci divorerà, [...] certi! Lucia era a [...] a esercitarsi nel canto, ospite [...] amica; Gianna stava facendo un ritratto [...] posava un vecchio mendicante. Ma, parlando, [...] appariva distratto; il suo [...] assorto nella lettura dei [...]. Finché, cedendo ancora una volta [...] preoccupazione: [...] Insomma, [...] chiese a bruciapelo, [...] voialtri che pensate di fare? [...] trasalì e se la cavò [...] una frase vaga: [...] Vedrò. /// [...] /// Vedremo un po'! Io, invece, se lo [...] a [...]. Col mìo unico pozzo, [...] piena efficienza, io posso cavarmi [...] solo se lavoro [...]. Ah non è una prospettiva [...] la mia, [...] confessione diede a riflettere ad [...]. Nel caso che lo [...] perchè non [...] fino a lasciare che [...] rovinasse, per incorporarvi quindi con poca spesa [...] Era il mezzo più sicuro per lui di [...] della Compagnia, che quel pozzo agognava da [...]. Chiese ridendo: [...] Se la [...] ti dà tante preoccupazioni perchè [...] la [...] morsa la lingua. Si era arrivati al dolce: [...] torta di mele meringata fu [...] dichiarato del pari squisito, offrì [...] spunto a una discussione sulla ricotta con cui era [...] preparato. Uva e pere coronarono [...]. Un vino del Reno [...] dello sciampagna giudicato [...] Ippolito andava mescendo generosamente, [...] intorpidimento di fin di pranzo, in cui [...] sciolgono e i cuori si affratellano. Si recava il caffè, quando» [...] irruppe la domestica: [...] Signore, signore, [...]. [...] usci sbattere; una ventata di [...] parve attraversare la [...] passare in salotto, [...] disse [...]. Tra i convitati era [...] disagio. Vinta la prima impressione, [...] ammutoliti, ritentarono di scherzare: uno abbozzò il [...] la zuccheriera in tasca; un altro propose [...] i piatti. Ma davanti al viso [...] del padron di casa la posticcia gaiezza [...] si spensero in bisbigli, mentre arrivava dalla [...] passo pesante degli operai, smorzato appena dallo [...]. /// [...] /// Ma davanti al viso [...] del padron di casa la posticcia gaiezza [...] si spensero in bisbigli, mentre arrivava dalla [...] passo pesante degli operai, smorzato appena dallo [...]. (0) (0) ![]()
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