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Sebastiano Vassalli faceva ruotare [...] intorno al «Cuore di pietra» di una [...]. Questa costruzione tra Chiaia e Vomero, alla quale [...] sen-tinella il convento di San Martino, è una casa simile. Non geograficamen-te, si capisce. /// [...] /// [...] senza [...] la casa e la fami-glia: [...] patto stipulato tra gene-razioni che sono vissute, che vivono [...]. Radicato intorno a un [...] e limoni con, torno torno, [...] su, quasi danzando, alla [...]. /// [...] /// [...] ha abitato la bisnonna, fino [...] centodieci anni. Si lavava i capelli [...]. Mica li faceva asciu-gare: «Arrivata [...] devo preoccuparmi se mi ammalo?». [...] abita [...] figlia, e la figlia della [...] con il marito. Lei, la figlia della [...] nel nucleo principale: «Siamo in sei, con [...] figlie e gli altri due adottati». [...] nella [...] vive anche uno [...] e, attraverso dei piccoli passaggi, [...] il cognato sindacalista, [...] sorella. Una vera, grande famiglia. Che si è allargata [...] i ma-trimoni, per le nascite, per i [...]. /// [...] /// È intervenuta [...]. /// [...] /// Quattro ragazzini vivaci tra i [...] e i [...]. Un allargamento improvviso, imprevisto. Con la rottura degli [...]. Gli affetti sono abitudinari [...] stato facile decidere, accettare che la giovane [...] una [...]. La nonna si è [...]. Cosa succe-derà, cosa sarebbe [...] tessuto prezioso, dalla trama consoli-data? Ma una [...] permette scelte difficili. /// [...] /// Per il quale «ab-biamo [...]. E deciso da tempo, [...] avere le due figlie. Gli è costato 27 [...]. La casa non la [...] fondo, vivendo in famiglia, [...]. /// [...] /// Quando la coppia decide [...] San Paulo, scopre anche che [...] adozioni [...]. Ecco, quando i due [...] e un maschietto riccioluto di cinque anni, [...]. [...] in tanti, sono obbligati [...] parere degli altri, anche se non avremmo [...] pro-getto. [...] a un dissenso, rinunciare a [...] casa, a una convivenza bella». Nomi-nano i loro vantaggi: [...]. Il lui della coppia -baffi [...] folti, una camicia celeste e lo sguardo attento, rispettoso [...] ciò che [...] ospedale napoletano. Insieme ai tre fratelli, [...] da una madre operaia «per necessità». /// [...] /// Alla moglie, appunto, non dà [...] sulla voce. /// [...] /// Lei ha passato sei [...] in una zona diventata leghista. In Val Canonica i [...] insegnanti [...]. Mi dicevano: tu sei una [...] sui generis. Ma la conoscenza [...]. Se la madre di [...] la [...]. [...] del padrone. Così la famiglia si [...]. Ora, appartengono di diritto alla [...] borghesia [...] si susseguono le generazioni, «con [...] madre non siamo identiche. Sento il salto generazionale». Eppu-re, [...] madre una scelta di indipen-denza [...] fatta. Nella gestione della casa [...] Chiaia [...] Posillipo «della qua-le è stata architetto, ingegnere, [...] favorito [...] delle figlie e la [...]. Arriva la scelta [...]. Un attentato alla famiglia? Stavano [...]. /// [...] /// Ma la giovane insegnante [...] 46 lui) rifiuta la «famiglia chiusa a [...]. Vuole una famiglia aperta verso [...] non una co-munità chiusa. Perché, osserva lui, la [...] peccare di auto-sufficienza. Pericolo del guscio stretto. Sopra-tutto se [...]. Allora, [...] è una sorta di fine-stra [...] si apre. Lui spiega che «la [...] da un rap-porto forte» ma subito aggiunge [...] «anche quella dove due persone decidono di [...]. Pure sulle adozioni ha una [...] laica, esemplare [...] tempi. Dunque, per non soffocare [...] la famiglia si deve [...]. /// [...] /// [...] «Ho molti problemi in più [...] a pri-ma. /// [...] /// Di realizzarmi [...] in casa e [...] tecnico superiore dove insegno». Annota, giudiziosa: «Si ce-de da [...] parte. Dalla parte dei bam-bini, [...]. Prima con-ducevo attività sperimentali, [...]. Impiego il pomeriggio a [...]. Finisco la sera». Costretta a scegliere continuamente [...] fa meno danno»: tra figli e alunni. La sera niente. /// [...] /// Magari gli amici cominciano [...] a [...] a casa. Loro, la famiglia, [...]. E dalla [...] la coppia, ha la fortuna [...] aiutata i nonni, «mio padre, [...] madre e mio fratello». Niente af-fatto invadenti, molto [...] permesso loro di fare a meno [...]. [...] napoletane della stessa loro [...] borghesia, marito e mo-glie provano «insofferenza» di [...] aspetti [...]. La [...] era probabilmente più fatalista, me-no [...]. I ragazzini andavano da [...] mondo. Adesso tutto que-sto sta [...]. E [...] ri-schia di crescere a dismisura, [...]. Ai crimini «familiari» per [...] tollerati, che oggi diventano lo scandalo più [...]. Lui ha aiutato a [...] di genitori per promuovere atti-vità nella palestra [...] ora-rio extrascolastico. No, non saranno dei Michael [...] delle Carla [...] però il tentativo era [...] dovere con divertimento». Invece, le mamme trasmettevano [...]. Quanto al vecchio famili-smo -la [...] basata sul favore e lo scambio [...] una coda di una situa-zione [...]. Il fenomeno si è [...] per la crescita di co-scienza collettiva ma [...] avevano bisogno le famiglie numerose. Ora quel tipo di [...]. E il futuro? Hanno [...] con compa-gnie assicurative e investito in fondi. Pensare al futuro «è [...] sta antipatica la politica della formica». Così le dimensioni [...] crescono nel tempo, e la [...]. Letizia [...] NEL SUO bellissimo saggio «Ottocento» [...] testamentarie alla fine del secolo scorso, lo [...] Paolo [...] ha messo [...] sul «culto della famiglia». Egli lo percepisce nella [...] «il rapporto [...] sembra al cuore delle [...] cittadina». È un modello in [...] individuale e lo spirito di inizia-tiva sono [...] di prassi ereditate [...] Régime» che confer-ma [...] culturale [...] sia nel comportamento familiare [...] della casa (disposizione del [...] quadri) o ancora nelle abitudini linguistiche. Questo modello familiare tuttavia [...] effetto più profondo sulla borghesia perché ha [...] sociale nel favorire [...] e la trasmissione quasi [...] soprattutto quelle di avvocato e di medi-co. E [...] conclude sostenendo che «il [...] dei nobili e dei possi-denti si è [...]. La conseguenza è ciò [...] chiama «il fa-milismo coatto», il [...] rende estremamente dif-ficile, se non impossibile, ogni scelta personale [...] della famiglia borghese tradizionale. Famiglie patriarcali per quanto [...] formali di rappresentanza ma [...] familiari di [...] in quanto padrona di casa è difatti [...] «Il capo sono io, ma chi comanda [...]. Elena Croce parla di [...] gestiti «con sistemi ferrei da madri oculate» [...] agiatamente e dignitosamente «ma non un filo [...]. E Francesco Rosi si [...] famiglia materna come una [...] dalla [...] nonna dove i suoi [...] sposati, invece di tornare a casa per [...] andavano dalla mamma e fa-cevano la siesta [...] suo grande letto. E commenta: «essi non [...] da que-sta nonna italiana, da questa madre [...]. Benché molte cose siano [...] decenni, si trova ancora traccia di questi [...] delle attuali genera-zioni borghesi, come si può [...] questa pagina. Forse [...] della vita napoletana che è [...] cambiato nel dopoguerra è quello della vita mondana [...] società. Non [...] più lo splendore e [...] de [...] dato che tutti i protago-nisti [...] storia si sono trasferi-ti a Roma. Certo, ci sono anco-ra [...] teatro San Carlo, i ricevimenti ufficiali, i [...] e le usci-te serali con gli amici; [...] i circoli chiusi e presti-giosi come quelli [...] Staffa e del Tennis dove la cosiddetta «alta [...] ogni tanto. Ma il tempo libero [...] sempre più a quello dei ceti medi: [...] cinema e le feste in fami-glia. Come nota ancora Elena Croce: [...] che si esce a Roma si rientra a Napoli [...] una picco-la cena, eventualmente in giacca da casa, secon-do [...] uso della borghesia meridionale. Nonostante i contatti che [...] il re-sto della società, la borghesia tende [...] se stessa: la vita passa, si esaurisce [...] loro interessi sono, ciò nonostante, sempre gli [...] la dignità, il nome, [...] la famiglia; la borghesia [...] ri-spettata che altrove, il «nouveau [...] non sarà mai un [...]. Tuttavia, come si è [...] Napoli la vi-ta è cambiata. Fabrizia Ramondino ha celebrato [...] «Star [...] casa» (1991) la morte [...] «sa-lotto» napoletano e la [...] «sog-giorno»: «mentre [...] quasi mai realiz-zata, [...] salotto, era di estendersi [...] casa, quella del soggiorno è di essere [...] della casa. Dietro [...] salotto [...] segrete stanze che custodivano folli, [...] geni malati. Il soggiorno moderno non [...] resistenza alla cultura. Il salotto dunque non [...] luo-go della Rappresentanza, era anche il luogo [...] Sogno. Con esso è spenta [...] borbonica; con il moderno soggiorno si sta [...] mezzo a mille difficoltà, al-meno secondo alcune [...] nuova cultura più aperta e più democratica. /// [...] /// Con esso è spenta [...] borbonica; con il moderno soggiorno si sta [...] mezzo a mille difficoltà, al-meno secondo alcune [...] nuova cultura più aperta e più democratica. (0) (0) ![]()
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