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E il numero dei [...] 116 La rabbia dei dimenticati [...] e Prodi stamattina ai [...] SARNO. È uno schifo, ci [...] tutti ad Episcopio, ma an-che da noi [...] morti sotto le case». Il giorno prima dei [...] parte delle vittime della frana assassina, funerali [...] con le bare allineate nel campo sportivo [...] Presidente [...] e Prodi che con [...] la commozione [...] paese, scoppia la rivolta [...]. È mattina, davanti al [...] dei soccorsi di Sarno [...] un uomo esasperato che [...] di Isaia Sales, sottosegretario al Bilancio, ma [...] queste zone. Conosce la gente e [...] valle aggredita dalla frana. /// [...] /// A [...] una fra-zione di case [...] villette unifamiliari, poco più di 5-600 abitanti, [...] so-no ancora arrivati. La gente ha cominciato [...] sé, immer-gendosi nel fango e scavando. È il giorno della [...]. È il giorno della [...] vive in quel cinque per cento di [...] raggiun-to dalle scavatrici e dai mezzi della Protezione [...]. Un senti-mento forte, misto [...] ritrovare un fratello, un paren-te, un amico [...]. Se San Michele ha [...] una volta, salvando dopo quat-tro giorni sotto [...] Rober-to Robustelli, lo può ripetere. La gente che ha [...] -che la Protezione civile consiglia di chiamare [...]. Nonostante il nu-mero dei [...] a quota 116) e minacci di aumen-tare, [...] dispersi sono an-cora cento, la gente continua [...]. /// [...] /// Isaia Sales stringe la [...] poche parole, poi entra nella sala operativa [...] Protezione [...]. [...] dopo le ru-spe iniziano a [...] a [...]. Ma sono solo [...] verso San Vito, dove [...] massa fangosa è sta-ta aiutata dal Regio Lagno, [...] di scolo borbonico che dalla montagna scende [...]. Nes-suno lo ha ripulito [...] il canale ha funzionato da de-tonatore della [...]. Le ruspe vanno, ma [...] il mon-te non sono state an-cora raggiunte. /// [...] /// Le ca-se sono sventrate, [...] di acqua, fango e tronchi [...] trascinati dalla frana. Alcune abitazioni sono sommerse [...] piano. Lo spettacolo è da [...] noccioli e ulivi sradicati. [...] una volta, prima della frana, [...] noccioleti, quelli dai frutti buoni [...] avellana», le pregiate praline dei Baci Perugina), piante di frutta e villette ordinate. Lo chiamavano il giardino [...] non fa-ceva paura. Ferdinando Giordano è un [...] si dà pace. Minuto, barba alla Lucio Dalla, [...] un fantasma seguito da tre cani inquieti. Cerca il fratello Gi-rolamo, [...]. La sera della frana [...] di Sarno nel suo negozio di materiale [...]. Nella casa di campagna [...] figli e il fratello. Aveva-mo animali e frutta [...] lì dove adesso [...] solo fango [...] un lunghissimo tavolo di [...] mangiate con gli amici. Ora è tutto fi-nito». La sera della tragedia [...] è lanciato nel fan-go per salvare la [...] cognata. Poi è tornato indietro. La nipote urlava e [...] «Zio, [...]. Salvati anche tu». Poi più nulla: Girolamo Ferdinando, [...] amante della natura e del vivere genuino [...] fango. Arrivano i cani dei [...] Brescia. Annusano, si agitano, abbaiano. Ha annusato un oggetto, [...] pantaloni di plastica e una giacca impermeabile. Sono le 14,30 e [...] perché il mez-zo faccia pochi metri e [...]. [...] era in pausa pranzo. Il grande «cucchiaio» manovrato [...] fuori pezzi di ferro dal terreno, una [...]. Tut-ti gli occhi sono [...] fosso. Si sussurrano frasi di [...]. /// [...] /// Dicono che prima di [...] fango gli è crollato addosso un muro [...]. Tace solo Ferdi-nando. Seduto su un tronco [...] spettrale. Qual-cuno ha appeso su [...] alberi scampati alla furia delle ac-que un [...] lam-bito dal fango. Un abito da pri-ma comunione [...] in una delle case distrutte. /// [...] /// Ora tocca ai cani [...] e cercare. Ma le be-stie si [...] più odori, forse sono state disorien-tate dalla [...] ani-male sepolto nel fango. Il corpo di mio [...] a valle. Scavate, scavate, in casa [...] anche dei soldi. Sono vo-stri se li [...]. Ferdinando Giordano urla la [...] disperazione. [...] è un deserto con [...] secco e spaccato da un sole co-cente. La ruspa avanza lenta-mente [...] invaso dal fango. E gli esclusi del [...] aspettano ancora. Enrico Fierro [...] 2. Il sindaco di Sarno [...] quelle che ha definito le accuse e [...] media e chiede [...] del Presidente della Repubblica. Il primo cittadino Gerardo Basile, [...] Alleanza Nazionale, parte [...] di una parte della stampa [...] durante la tragedia avrebbe accreditato [...] pubblica «una falsa immagine della [...] locale». Per difendere la dignità [...] suoi cittadini Basile è ricorso al Capo [...] Stato, [...] il quale si è sentito telefonicamente. Si aizza la popolazione [...] si è messo in discussione la mia [...] si afferma che avrei coperto il presidente [...] Regione Rastrelli. I media ci stanno [...]. È vergognoso come alcuni, [...] di lutto, continuano a ricercare colpe e [...]. Poi il sindaco ha [...] ieri del quotidiano «La Repubblica» e ha [...] «In [...] si dice che la camorra a Sarno [...]. Non ne possiamo più! Sul tema [...] scattato in ritardo Basile [...] precisando, «Non abbiamo avuto alcuna comunicazione in [...]. E nulla faceva presagire ad [...] tragedia così grande. Ma questo lo chiariremo [...] mano». La rivolta «È uno [...] abbandonati. Stanno tutti a Episcopio, ma [...] da noi ci stanno i morti sotto le case» «Avevo paura, freddo, sete E pensavo a [...] Il racconto di Roberto, salvato [...] 72 ore [...] Un gruppo di volontari in [...] strada di Sarno Franco [...] NOCERA INFERIORE (Salerno). Sta bene e si riprenderà [...] Roberto Robustelli, lo studente di filosofia con [...] della fotografia vissuto per tre [...] nel fango, in una [...] Sarno. Sul suo volto ci [...] in uno sgabuzzino colmo [...] acqua piovana: testa fasciata, la fac-cia piena [...] si-nistro semichiuso. Deve [...] che il fiume di melma [...] fatto incastrare tra due pilastri. La lava lo aveva [...] mentre correva giù in paese a chiedere [...] Roberto [...] riuscito [...] dentro [...]. Il lungo corridoio [...] «Umberto I» di Nocera Inferiore [...] di cronisti e di amici di Ro-berto. [...] anche la [...] fidanzata Mariangela. Tutti premono per en-trare. Il responsabile del reparto [...] Giuseppe Paci-leo, invita alla calma: «Il ragazzo [...] parlare con voi, natural-mente attraverso il vetro, [...] troppi». Poi il medico decide [...] quattro persone per vol-ta: «Mi raccomando, Roberto [...] che il padre è morto sotto [...]. Roberto, ci racconti come hai [...] a resistere tutto questo [...] Innanzi tutto grazie [...] che ho in Dio. Ho pregato continuamente. [...] miei genitori e per la [...] ragazza, Mariangela. Per tre giorni, in [...] Marghe-rita, [...] ruspe [...] hanno lavorato [...]. Ti sei mai reso [...] soccorritori erano a un passo da te? Eccome. Quando sentivo le voci [...] assordanti dei velivoli, mi batteva forte il [...]. Pensavo: «ec-co, fra poco [...]. /// [...] /// Una sera, forse il [...] visto un riflesso di luce, forse una [...] carcasse di animali che [...]. Sei sempre stato sveglio [...] Non lo posso dire con certezza. È difficile spiegare cosa [...] condizioni. Credo di essermi [...]. /// [...] /// [...] La paura, il freddo, la [...] e la sete. Ma an-che dei momenti [...]. Per tutto il tempo [...] «Roberto, pensa positivo [...]. Ma come, in [...] e [...] Non solo a quella canzone, [...] pen-sato anche alla [...] del-la Salernitana in serie A. È vero, ho avuto [...] cose più [...]. [...] Come si fa a non [...] alla morte quando si è con [...] e la melma che ti [...] fino [...] e le tante preghiere che [...] detto. Poi, il desiderio di [...]. Io ho una mamma [...] oggi che ho 22 an-ni, la mattina [...] colazio-ne, mi assiste amorevolmente. Nei momenti di totale [...] dicevo: «Roberto, devi stare calmo». Ovviamente, in quella specie [...] melma, non ti sarai reso conto delle [...]. Ricordo benissimo che martedì, [...] della mezzanotte, quando il fiume di acqua [...] entrato in quella [...] gridato a una donna [...] a qual-che metro da me: «È la [...] maestosa ci sta crollando ad-dosso». Adesso che mi hanno [...] registrazioni delle riprese televisive ho capito che [...] è crollata, ma che a Sarno [...]. Da giorni i tuoi [...] da fare per scavare nel fango. Di-cono che sei un [...] al-truista e che appena ti rimetterai [...]. I [...] amici hanno ragione: vo-glio [...] per ritor-nare a scavare con loro, a Sarno, [...] di salvare altre vite umane. Poi vorrei esaudire un [...]. Quale? Scrivere la storia [...]. /// [...] /// Mario Riccio Ho pregato [...] Mi dicevo: devi solo stare calmo Tra i [...] il sisma [...] «Lo spavento dura meno. E se devi morire [...] attimo» «Mai più frane, è meglio il [...] IL REPORTAGE [...] SARNO (Salerno). È da un [...] di giorni che sentiamo [...] meglio un terremoto, quello dura pochi secondi, [...] e, se non muori, la paura ti [...]. Inaugura il coro il [...] Aldo Nocera, timido ex ge-store di una salumeria, con [...] la bottega in via [...] una delle strade di Sarno [...] fango. E adesso è stata [...]. È contento il signor Aldo, [...] stato veramente un buon affare. Non è carino forse [...] che ha acquistato e per-so il locale, [...] Aldo non prova compassione. Lui, [...] mo-glie e le due [...] sono vivi, ed è già [...] di questi tempi a Sar-no, ma entrate in casa [...] e ve-drete a cosa è scampato. Nel corri-doio ci sono solo [...] di una grande fretta: pantofole sparse, giacche per terra, [...] dimenti-cati sui pomelli delle porte. Ma potrebbe [...] questo disordi-ne in una casa [...] e la ca-sa del signor Aldo ormai non è [...] una casa «qualunque». Nella prima stanza che [...] il [...] ha forzato le veneziane [...] si è rovesciato [...] in-goiando le poltrone, il [...] mobiletto. Si è fer-mato al [...] forse perdendo energia. Il quadro non è [...] nulla in confronto a quello che troviamo [...] letto delle tre figlie del si-gnor Aldo, Angela, [...] Francesca, 20 e Ornella, 13. La mota [...] si è precipi-tata sui letti, [...] e tre rivestiti da coper-te bianche e rosa. È quel contrasto, il [...] e il nero del fango a fare [...]. La cola-ta non ha [...] tre i lettini, si è saziata do-po [...] così il terzo fa an-cora più pena, [...] bianco, tutto intero. Poi abbassa la testa [...] un lungo momento. /// [...] /// Perché è caduta giù [...]. Abbia-mo sentito come un [...] che si spezzava so-pra la montagna, sia-mo [...] vede-re e una cosa si è pre-cipitata [...] finestre. Non ab-biamo avuto cuore [...] vedere di che si trattava, ci sia-mo [...] co-me pazzi. Non che nella stra-da [...]. Al-do e i suoi [...] con [...] appena fuori del cortile [...] scorreva il ramo più [...] che si era gettato nelle finestre dei Noce-ra. Essi hanno continuato a [...] a correre. E non si come [...] lava ad un cer-to punto si è [...] si so-no salvati. Ed è [...] che il signor Aldo [...] «Sa [...] le dico? Meglio un terremoto. Lo spaven-to è intenso [...] meno. Io non auguro a [...] i momenti che ho vissuto io e [...] come me. Si sa, quando si [...] si possono dire le co-se più strane. Poi è arrivata [...] dichiarazione dello stesso ge-nere. Nella stessa giornata, men-tre [...] si metteva di nuovo a scappare perché [...] volesse cede-re di nuovo, ci siamo attardati [...] del chiosco davanti al cimitero, il signor Michele Pel-legrino, [...] parlare con i vigili del fuoco per [...] era vero o falso. Meglio il ter-remoto, almeno muori [...] una so-la volta. /// [...] /// Poi è stata la [...] Mafalda Gior-dano, salvata [...] in-sieme ad altre nove [...] per sfuggire alla colata che aveva invaso [...] si erano rifugiati sul tetto. Anche lei: «Me-glio, meglio [...]. Mau-rizio Valenzi, credi che [...] Il sindaco della prima ri-surrezione di Napoli, quella [...] bene cosa sia il il terremoto perché [...] illustre del sisma [...] fu proprio la [...] amministrazione, consumata da quella [...] fu consumata la città. No, non ci sto. Credo che siano solo [...] dalla disperazio-ne. Come si fa a [...] quelli che re-stano sotto le pietre muoiono [...] affogati nel fango. Valenzi re-spinge categorica-mente il [...] mette a riflette-re. Può darsi che si [...] pensare che restando sotto un ammasso di [...] possa salvare. Ho let-to che lì [...] e che nel fango no». Allora sei [...] meglio il terremoto. Non volevo dire questo. Se penso a quella [...]. [...] la ricor-do quella sera, [...] il sin-daco di Napoli: come fu per [...] «Non [...] di-menticherò mai. Ero con mia moglie [...] S. Carlo, ad ascoltare un [...]. Con noi [...] il professore Silve-strini e [...] moglie. Il concerto era finito [...] tutti in piedi ad applaudire. Ad un certo punto [...] di vertigi-ne. Guardai gli altri ma [...] di avere lo stesso malessere. Allora os-servai il teatro: si [...] come una nave. Mi affacciai dal palco [...] gente in fila che senza spingere ma [...] li-vide si affrettava ad uscire. Quando ci trovammo fuori la [...] era sparita. Sem-bravano tutti impazziti: chi [...] chi cercava, chi sfrecciava in macchina a [...]. Il municipio è a [...] S. Carlo e io fui [...] nel mio ufficio. Non sapevamo nulla, non [...]. La gente si era [...] piazza ed erano accampati nelle automobi-li. Appena accendemmo la luce [...] fu un applauso lunghissimo: si erano sentiti [...] intravvisto una protezione, forse lo Stato». Ma co-me si ricorderà [...] in cui esso, lo Stato, apparve. Alla conta finale Napoli ebbe [...] 80 morti, [...] 2500. Ma Napoli fu straziata [...] poco da quel terremoto perché tutta [...] centrale degli antichi quar-tieri [...] alla volta e tenne sfregiata la città [...] decennio. Anche la giunta rossa [...] spregiudicatezza politica che esordiva proprio negli anni [...]. Ma questa è [...] storia. Maddalena [...] La casa Le finestre [...] del fango, le camere invase, i segni [...] «Abbiamo sentito un grosso tuono» Valenzi [...] sindaco: «Credo che siano [...] disperazione. Anche se stavolta ho [...]. /// [...] /// Anche se stavolta ho [...]. (0) (0) ![]()
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