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Se attenuassimo queste novità [...] verità. Non armeremmo noi stessi. Non spingeremmo [...] sui terreni [...] su cui [...]. Ma davvero siamo di [...] svolta, che «rompe» con la tradizione del [...] bisogna intendersi sul senso della parola «tradizione». Ci sono momenti di [...] novità, che si intrecciano ad arresti, ripiegamenti. Conta ciò che definisce [...] funzione storica, la novità e la originalità [...]. Sarebbe sciocco nascondere quanto [...] partito comunista italiano il legame con [...] quanto ha pesato nei [...] idee di tanti di noi, in tanti [...] del partito, la figura stessa di un [...] Stalin. Tutto ciò è nei fatti. Ma io non credo [...] motivazione storica del nostro partito, la [...] ragion [...] quindi la [...] vera, profonda «tradizione», possa [...] suo legame con [...] e con [...] come fu plasmata dal [...]. Anzi, terrò seriamente che [...] della nostra storia non solo oscuri [...] essenziale, ma finisca per [...] di quei nostri avversari, che presentano i [...] la «mano di Mosca», e indicano in [...] fonte della loro forza e della loro [...]. Oppure la tesi di [...] rivolgono a noi per dire: è stato [...] dunque ricredetevi; rientrate nei ranghi; diventate simili [...]. La storia stessa della III Internazionale non è riducibile [...] secondo me [...] solo a Stalin e al [...] staliniano. È stata una storia [...] si sono scontrate aspramente, in vari momenti [...] tappe, forze, orientamenti, tendenze che non erano [...]. Vinse Stalin, con armi [...]. Ma la storia non [...] dei vincitori. Ci sono uomini, gruppi, [...] certi momenti sembrano distrutti; poi, dopo anni, [...] e esperienze ritornano, avanzano. Gramsci nel [...] sembrava uno vinto, cancellato. Oggi parla anche a paesi [...]. E perché mai dovrei riconoscere [...] il patrimonio della Rivoluzione [...] nel regime di [...] Ottobre [...] si presentò con un altro [...] con il volto dei soviet, dei consigli di operai, [...] contadini, di soldati. Organismi che volevano essere [...] di un «potere diretto» delle classi sfruttate, [...] e mirava addirittura a una gestione diretta [...] dello Stato da parte [...] masse. [...] esatto contrario di un [...] imposto con la forza militare alla classe [...]. [...] fu una rivo-, [...] armata: ma diede le armi [...] masse; mise i generali sotto il controllo politico dei [...] degli operai e dei soldati. Utopia? Stagione breve? Va [...]. Ma questa fu [...] con cui la Rivoluzione [...] parlò al mondo, scosse milioni [...] uomini, [...] a modello di un [...] generale. La speranza che accese [...] dello sfruttamento economico e [...] nuova uguaglianza, ma anche la partecipazione dei [...] dello Stato e della economia. Così essa fu intesa [...] Italia [...] avanguardia [...] nuovo», che divenne il [...] Partito comunista italiano. La motivazione della [...] italiana egli la individuò [...] della grande fabbrica moderna di dirigere e [...] di elevarsi a questo ruolo, di stabilire [...] questo compito [...] con le forze decisive [...] il mondo contadino e meridionale. Abbiamo imparato dalle stesse [...] Gramsci quali furono i limiti e gli errori [...] dei consigli. Ma la «tradizione» comunista [...] che motivarono la novità e [...] del comunismo i-taliano rispetto [...] e al movimento operaio di allora. Da lì mosse la [...] un respiro e una motivazione nazionale alla [...] o-peraia, che vide gli operai come protagonisti [...] produttiva, base di un nuovo blocco storico. Non per caso ogni [...] «Quaderni del carcere» torna su quei temi. Gramsci scrisse tra le mura [...] una prigione. I «Quaderni» furono pubblicati [...] dopo il crollo del fascismo. Ci furono anche momenti dolorosi [...]. Dare sviluppo coerente a [...] abbiamo fatto di fronte ai fatti polacchi, [...] di una rottura col nostro patrimonio Nel [...] del comunismo [...] e perfino di dissenso [...] Gramsci [...] carcere e il partito comunista. E tuttavia, come mai [...] tra il [...] e il [...] nelle aspre lotte che [...] e videro Stalin schiacciare gli oppositori [...] come mai il gruppo [...] pur separato dal suo capo, pure quando [...] pressioni di Stalin, tese sempre a spingere [...] di rapporti unitari con le forze socialiste, [...] pronunciò a favore di forme di potere [...] differenti dalla «dittatura del [...] Come mai quando col VII [...] comunista, liberandosi da pesanti settarismi, lanciò la [...] fronti popolari antifascisti, Togliatti fu tra i [...] Ci deve essere una ragione che dette [...] identità al piccolo partito comunista italiano, stretto [...] del fascismo, decimato dal suo disperato tentativo [...] presenza nel Paese. Perché ci schieravamo in quel [...] Quali le ragioni di [...] la lotta contro il fa-scismo. Certo: questo portava a [...] della libertà di paróla, di organizzazione, di [...]. Ma il problema evocato [...] e difficile. La risposta fascista alla [...] dopoguerra e alla catastrofe economica del [...] non consisteva solo nella [...] procedeva a [...] finanziarie e industriali, cambiava [...] Stato e economia, modificava la composizione delle [...] organizzazione delle masse. Dinanzi a questi mutamenti, [...] la strategia e la collocazione dei partiti [...] Questa [...] che già [...] aperta al momento in [...] di una espansione della [...] Russia arretrata [...] a-vanzato, diventava stringente. Riguardava il destino, la [...] comunisti. La questione della pluralità delle [...] al socialismo, delle vie nazionali esplose più tardi: nel [...] dopoguerra, e fu soffocata da Stalin in nome [...] della guerra fredda. Riemerse nel [...] riconosciuta e legittimata al XX [...] del [...]. Ma essa già si [...] fatti, agli inizi degli anni Trenta; e [...] modo emergeva dalla svolta che aveva dato [...] dei fronti popolari. Il piccolo partito comunista [...] dagli avvenimenti, ma anche dalla [...] storia, dalla [...] specifica «tradizione», a schierarsi [...] in quella nuova direzione. Perciò [...] della guerra antifascista spagnola [...] intesa da Togliatti come il tentativo di [...] che tagliava le «radici» del fascismo. Ecco allora la battaglia per [...] regime che poggiasse [...] fra una pluralità di forze [...] e [...] avesse la forza di intervenire [...] strutture, nelle basi sociali della reazione capitalistica. Erano formulazioni caute; convivevano [...] altre che sembravano indicare una strategia diversa; [...] colpi delle svolte brusche, delle smentite, delle [...]. Ma è vero o [...] fu un filo [...] visione [...] ella esperienza spagnola e [...] antifascista e nazionale, che fu la [...] nostra [...] scoppiò la tragedia ella [...] Io credo di sì. È [...] che riemerse un volto, una [...] una storia originale del partito comunista italiano. E con questa politica, [...] con questa battaglia che i comunisti italiani [...] avanguardia si mutarono in un grande, moderno [...]. Dove sta la nostra [...] in ciò che ci ha dato questa [...] cambiato il ruolo e la collocazione del [...] Partito [...] vita del [...] per queste ragioni non [...] ma non comprendo le posizioni, che tendono [...] un «ammorbidimento», quasi come una debolezza, un [...] a destra, la strategìa che collega democrazia [...] democratico e costruzione del socialismo. Avere legato profondamente, con [...] con la nostra strategia, [...] al socialismo alla lotta [...] ha dato forza a noi, e alle [...]. Ha rilanciato il ruolo [...] nel Paese, dopo la terribile scon-fitta subita [...] al fascismo. Ha fatto svolgere alla classe [...] italiana un molo attivo, che ha inciso [...] e [...] dopo il terremoto della seconda [...] mondiale. Ha fatto sorgere la [...] questione di un partito comunista, che si [...] Occidente come forza fondante della Repubblica antifascista, protagonista [...] Costituzione repubblicana, presente in una trama di [...] che il contrattacco conservatore non è riuscito [...]. Tutto ciò ha cambiato il [...] politico nel nostro Paese. Dare sviluppo coerente a questa [...] strategia [...] come abbiamo fatto di fronte [...] fatti polacchi [...] è [...] contrario di una rottura col [...] patrimonio: significa riallacciarsi alle fonti della nostra vera forza, [...] nostra fisionomia originale. Anche [...] nuovo, promosso da Togliatti nel [...] al suo ritorno [...] è collegato a questa politica, [...] salda la democrazia al socialismo. Non so dire se [...] fu uno «strappo». Certo esso rappresentò un [...] al modello del partito staliniano. Esso indicava altro modo [...] di sviluppare [...] esperienza politica e la [...]. Che significa il fatto [...] fatto più [...] «ideologico» a chi chiedeva [...] nostro Partito? E [...] chiamato ad entrare, anche [...] niente di marxismo: E abbiamo chiamato a [...] il cattolico che condivideva il nostro programma [...] E [...] spesso abbiamo sollecitato il giovane ancora acerbo, [...] era alle prime esperienze politiche, 1 intellettuale [...] una formazione borghese a schierarsi, a militare, [...] noi? Significa un partito che vuole crescere [...] nelle masse, anche là dove la coscienza [...] appena germinale, incerta. Significa che non c'è [...] separata dalle masse, «eletta». Significa che una guida [...] riformarsi continuamente nel vivo delle esperienze del [...] classe o-peraia. Significa infine invitare il [...] continuamente nel movimen-to della società e della [...] definire con la società, con le sue [...] con le culture attive in essa, gli [...] del cambiamento. Non abbiamo fatto esami [...] gli abbiamo chiesto molto di più che [...] gli abbiamo domandato un impegno quotidiano di [...] lotta. Non solo il voto, [...] consenso, ma la partecipazione. Così, soprattutto così, siamo [...]. Ma allora la nostra [...] radicata in un bisogno di democrazia: di [...] di [...] che si organizza, di operai [...] che vogliono contare «sin da ora». /// [...] /// Contro la delega a [...] alto. Contro la lontananza e [...] patere. È stato difficile? Ci [...] contraddizioni, insufficienze? Sì. Ma la particolarità che [...] il nostro partito, la [...] originalità, [...] che esso introduce nel [...] e nella [...] tradizione sta in questo [...] democrazia di massa, come forma e base [...]. Si è perciò discusso molto [...] e giustamente [...] delle società costruite sul modello [...] e delle esperienze delle [...] occidentali; [...] della fase storica iniziata con [...] Rivoluzione [...] (la cosiddetta -seconda fase-) e [...] in crisi, in occidente, del modello dello -stato sociale-; [...] di quello che pareva un processo di sviluppo economico [...] e [...] di nuove e antiche contraddizioni [...] dei paesi [...] come fra il nord e [...] sud del mondo. È invece rimasta maggiormente [...] questo dibattito, la situazione italiana. Ciò è dipeso, almeno in [...] da ragioni oggettive. La -terza via-, infatti, [...] una prosecuzione o uno sviluppo della -via [...] o qualcosa di analogo. Certo, non può [...] casuale il fatto che [...] maggiore chiarezza il tema di una nuova [...] per il socialismo [...] adeguata ai problemi di [...] mondiale [...] sia oggi un partito [...] PCI, già in anni lontani aveva approfondito [...] partiti, assieme ai caratteri della propria identità [...] della propria autonomia, anche [...] dei mutamenti in atto [...]. Ma la -via [...] era soprattutto una affermazione [...] richiamo ai caratteri peculiari della realtà nazionale [...] cui ci trovavamo ad operare. La [...] terza [...] (o è anche) qualcosa [...] diverso: essa significa fare i conti con [...] di una fase storica nuova, nella quale [...] una radicale trasformazione della società e della [...] torna ad avere il suo fulcro fondamentale [...] sviluppo, cioè [...] altamente industrializzato e in [...] V Europa occidentale. C'è però anche un [...] portasse ad un inadeguato approfondimento del rapporto [...] della -terza [...] e [...] della situazione italiana: c'è [...] altri termini, che -terza [...] -alternative democratica-, che certo [...] stessa coso, siano però intese come due [...] separate (che [...] voli insomma troppo alto [...] rasoterra, senza trovare fra [...] necessari collegamenti). Ma è proprio vero [...] delta -terza [...] si configura come qualche [...] o comunque di estremamente lontano [...] come vorrebbero certi nostri [...] ai problemi concreti della situazione italiana? O [...] al contrario, che esso non riguarda il [...] dopodomani, ma che proprio la [...] di oggi (la realtà [...] ora, [...] in Italia) ripropone con [...] bisogno di [...] è alla base delta [...] del nostro [...] a un dato concreto, [...] è giunto il sistema politico italiano e [...] misura crescente, disfunzioni e crisi delle istituzioni. Come si Sub pensare [...] questo [...] bloccato Può istare [...] come qualcuno crede o [...] spostare un po' più [...] un po' più a sinistra, verso il [...] verso quello [...] una coalizione di governo [...] di alleanze economiche e sociali che tuttavia [...] sostanzialmente immutati? Sono queste [...] come è noto [...] le due ipotesi cheLa [...] al «sistema bloccato» La crisi italiana ha [...] e di destra e [...] tradizionale Occorre costruire un [...] protagonisti: [...] si legano presente e [...] delle grandi manovre che oggi agitano te [...] e fanno parlare di elezioni anticipate. Ma Tuna e [...] ipotesi non dicono sostanzialmente [...] problemi reali che sono alla base della [...] italiana: e appaiono perciò impotenti ad evitare [...] ormai nella consapevolezza [...] tutti, compresi i protagonisti [...] un ulteriore grave decadimento del nostro sistema [...]. La vera ragione è [...] blocco della situazione politica ha, come causa [...] che le disfunzioni di questo o quel [...] fatto che [...]. La crisi si traduce [...] di grave scollamento della società: di cui [...] la frantumazione corporativa, le degenerazioni nel funzionamento [...] ael sistema politico, il distacco tra le [...] cittadini, una violenza strisciante che alimenta il [...] le lottizzazioni, gli scandali e gli altri [...] sotto il nome di questione morale. Sblocco del sistema politico [...] questa crisi sono, perciò, sostanzialmente la stessa [...]. Ma proprio per le [...] sopra ricordate, per [...] ancor meno che per [...] dalla crisi può essere pensata come ripetizione [...] conosciute. La soluzione [...] ha già prodotto, là [...] tentata, dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti, [...] crescenti ed è diventata causa di ulteriore [...] internazionale, senza [...] parte dare i risultati [...] ripresa produttiva: lo [...] il numero record di [...] quei due paesi. È perciò facile immaginare [...] ai tutte le tensioni [...] contraddizioni si avrebbe in Italia [...] i disoccupati sono già più di due [...] sono le disfunzioni di tutte le fondamentali [...] sociali [...] se qualcuno pensasse davvero [...] da noi simili esperimenti. Ma anche la strada [...] tipo socialdemocratico non appare percorribile: dallo stesso [...] almeno da quelle parti di esso che [...] rifluire su posizioni di puro moderatismo) ci [...] che [...] del [...] state» è giunta a [...] e anzi di riflusso [...] quale non è possibile andare se non [...] di un mutamento effettivo dei rapporti ai [...] della [...] nella direzione reale [...] e nelle decisioni [...] in definitiva il problema [...] sviluppo della società che si intende realizzare. Sono, in sostanza, problemi [...] centro anche della problematica delta -terzo via». Ma che cosa significa, [...] le risposte a questi problemi non sono [...] A parte il fatto che questo non [...] vero, non è mai accaduto che ciò [...] inedito fosse perfettamente conosciuto in tutti [...] aspetti già prima di [...]. È vero invece [...] cioè che le strade [...] sperimentate in occidente (come, d' altra parte, [...] paesi cosiddetti -di socialismo reale») non appaiono [...] perciò si impone, se si vuole evitare [...] marcisca su se stessa e renda ancor [...] paralisi di un sistema politico già bloccato, [...] una strada nuova quale quella che la [...] la nostra iniziativa vengono indicando. Il senso della proposta [...] è appunto quello di avviare un processo [...] questa direzione: dimostrando la possibilità e la [...] dalla crisi sia ricercata non già a [...] manovre di aggiustamento, ma su una strada [...] della vita democratica e di rinnovamento economico, [...]. Già questa proposta, dunque, -non [...] le caratteristiche di una operazione di aggiustamento, ma di [...] operazione i cui connotati e i cui fini sono [...] radicalità del cambiamento e Punita più ampia [...] dette forze per [...] e [...] lo sviluppo». Non è sbagliato ritenere [...] arco assai vasto di forze polìtiche e [...] può convergere in questa ricerca. [...] cattolica si è infatti [...] fra lo spostamento detta maggioranza della [...] su posizioni più marcatamente [...] domanda che è invece emersa con più [...] prese di posizione ufficiali, come il documento [...] italiana di fine ottobre o il successivo [...] di una diversa visione della politica, di [...] vita pubblica, di una posizione radicale di [...] società. [...] socialista è saltato, in tutta Europa, il -compromesso socialdemocratico», che si fondava sulla e-sperienza del [...] state»: e si è determinata una divaricazione sempre più [...] (si pensi alla scissione del laburismo [...] tra quelle forze che si [...] a una pura gestione [...] e quelle che invece avvertono [...] di rilanciare una prospettiva socialista [...] si pongono perciò problemi che hanno molti punti in [...] con quelli che noi indichiamo. Ma anche al di [...] politici vi è nella realtà sociale un [...] di forze, interessi, energie morali, capacità tecniche [...] sono oggi mortificate dalla riduzione della politica [...] del potere e dal prevalere degli interessi [...] gruppo su un disegno razionate ai sviluppo [...] società. E il complesso di queste [...] che può e deve essere mobilitato: attorno a una [...] e a una linea di lotta che sia rivolta [...] vita [...] come proprio le condizioni di [...] raggiunte nei -punti più alti» rendono concretamente possibile [...] a una società che sia [...] alternativa a quella attuale, ma che sia funzionante netta [...] della libertà e della democrazia e umanamente più soddisfacente, [...] da contribuire a risolvere su scota mondiale le esigenze [...] e a dare risposta, al [...] stesso, ai bisogni più ricchi [...] contemporaneo. /// [...] /// Si può discutere quanto [...] utopico e di non realizzato nella nostra [...] rapporto fra la vita delle istituzioni rappresentative [...] delle masse. Si possono esaminare i [...] di gestione, o le debolezze che ebbero [...] la terra» nelle lotte degli anni 40 [...]. Si possono analizzare i [...] avuto nel capire e [...] i movimenti giovanili, studenteschi, [...] insufficienze [...] a sostenere la nuova [...] di fabbrica della seconda metà degli anni Sessanta. Ma è un fatto [...] democratico, così travagliato e anche così ricco, [...] in cui ha agito [...] impronta, con questa tensione ideale, con il [...] democrazia di massa, il Partito comunista italiano. Perciò Gramsci non è [...] isolato, e nemmeno una parentesi nella vita [...] e del nostro Paese. Un cammino verso il socialismo, [...] gioca la carta di una presenza così larga e [...] di forze attive, non può essere compiuto sotto una [...] bandiera, dentro una unica organizzazione politica. Deve coinvolgere e riconoscere [...] posizioni politiche, di culture, ai matrici ideali. Richiede confronto, libertà, rischio [...]. Deve imparare a governare [...] i conflitti, non a [...]. Infine, e soprattutto, deve [...] questioni sconvolgenti poste dalle armi atomiche; e [...] il pane di lottare contro la guerra, [...] forme, i tempi, gli equilibri per un [...]. [...] noi dovevamo andare oltre le [...] stesse di Gramsci. La società capitalistica in [...] diventata ancora più complessa. Si sono ulteriormente articolate [...] organizzazione produttiva e della vita sociale. Sono maturati bisogni di [...] e luoghi diversi da quelli tradizionali in [...] passato la coscienza [...]. Nei grandi mutamenti che [...] e hanno segnato questo [...] state rivoluzioni e conquiste sociali che non [...] protagonisti e come guida i partiti comunisti. Dovevamo far finta che [...] e predicare che la «dottrina» vera sta-nella [...] là dove i comunisti sbagliano e la [...] si riconosce in essi? Non c'è nessun [...] che i comunisti saranno [...] della rivoluzione sociale e [...]. Lo saranno, se sapranno [...]. Anzi: lo saranno se [...] favorire anche il nuovo e la creatività [...] altre fonti, da altre culture, da altre [...]. Perciò mi sembra profondamente [...] rifiuto di vedere il mondo spaccato in [...]. Una tale spaccatura indebolisce [...] non la rafforza. Abbiamo visto [...] che lo sviluppo del [...] non semplifica la società, ma la complica, [...]. Un progetto di cambiamento, [...] socialismo deve sapere ricomporre questa società articolata [...]. È la ricerca di [...] via» da costruire Ma questa ricerca non [...] non spunta ora; è il contrario di [...] socialismo; è cimentarsi con il tema del [...]. Non stiamo affatto a [...]. Lottiamo per [...] vivere. Sapendo bene, che questa è [...] sfida, è un cimento. [...] Nessuno di noi oggi [...] anche se noi non ce la facciamo, [...] che ci pensano, che danno loro la [...] ci coprono le spalle. Noi combattemmo duramente, negli [...] 50, contro lo «slogan» rozzo che diceva: «A [...] baffone?». Siamo diventati un grande [...] sapemmo condurre una lotta contro quelle posizioni [...] di accodamento ad altri. Quello slogan allora era [...] impensabile, insostenìbile. Anche questo ci ricorda [...] della «terza via» in cui siamo impegnati [...] duro. Perché mai un tale [...] paura di questo cimento, [...] torto al «padre»: In verità, io non [...] la storia del movimento operaio possa essere [...] semplicistica del padre e [...]. In ogni modo, guaì [...] tra padre e figlio è di obbedienza [...]. E la vita [...]. È la prova di una [...] del padre, o di una prepotenza che soffoca. /// [...] /// Con rispetto reciproco. Senza paura del dissenso. Ma rispettare il dissenso [...] tra quelli che spesso [...] invocato) significa discutere con [...]. Non per mettere da [...] sugli «i». Ma per capire ciò [...] da fare, che non è poco. Pietro Ingrao». /// [...] /// Pietro Ingrao». (0) (0) ![]()
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