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Noi produciamo idee che [...] mica procediamo per decreto». Replica così il Ministro Lui-gi Berlinguer [...] disagio che a volte af-fiora tra gli [...] ai la-boriosi «passaggi» della grande rifor-ma scolastica [...]. In effetti è un [...] tanti problemi in sospeso, a partire dalla [...]. Ma la macchina è [...]. Già a partire [...] scolasti-ca, [...] della maturità, e dal-le [...] pro-grammi, oggetto di un documento della [...] poi rielaborato. E allora facciamo il pun-to [...] Ministro in persona, avendo sullo sfondo [...] de [...] su sapere e non sapere [...] giovani, che Berlinguer stesso dichiara di [...]. Ministro, nei documenti per [...] parla di «saperi», «aree disciplinari», «linguaggi veicola-ri». Le chiedo: sia pur [...] «materie» coi loro profili? «Le materie non [...] esistere. Finiranno segmentazio-ne rigida e [...]. [...] bisogno di una nuova [...]. Non è possibile intendere [...] riferimento al pensiero filosofico, alla rivoluzione [...] scoperte scientifiche. Ancora: per capire davvero [...] alla chimica, alla fisica, alla geografia. Ovviamente [...] una ac-cezione [...] co-me confusione e mancanza di [...]. /// [...] /// [...] «La costruzione su specifiche [...] di trasver-salità. Esattamente ciò che ispirerà [...]. Da affidarsi alla creatività dei [...] o al [...] «Intanto ci sono troppe classi [...] concorso. Si arriverà ad una [...] materie, ad un accorpa-mento dei ruoli che [...] delle materie. Non ci saranno più [...] solo obiettivi formativi da ap-profondire localmente. I manuali, costruiti su [...]. E tut-to questo verrà [...]. Ma non siamo ancora [...]. Venerdì scorso però avete pre-sentato [...] documento, con [...] di massima sui [...]. Ciò riguarda tutto il [...] programma non identico, ma uni-tario. Proprio lì abbia-mo risposto [...] che ha con-fermato qualcosa che noi pure [...]. E cioè: i gio-vani [...] linguaggio, sono in una situazione di vuo-to. Ieri il linguaggio [...] costruito su analisi logica [...] lin-gua. Con [...] queste cose sono sparite. Mentre nostalgici e soloni invocano [...] che non [...] più. Non si capisce [...]. [...] cosa [...] questo vuoto, è la cultura [...]. Bene, voglia-mo una scuola tesa [...] linguistico, ai linguaggi ver-bali e non, e al comando [...] tec-nologie. Il che significa star [...] contemporanea. E allora la scrittura perde [...] centralità, ma recupera la [...] indispensabilità, senza invocare boriosamente la [...] esclusività. Dunque si imparerà a scrivere [...] «Questa è una forzatura. Prenda il melodramma, così [...] Italia. Include la scrittu-ra, la voce, [...] musica, [...] la sto-ria. Lo scritto è fondamentale, [...] isolato dal resto. Accanto al tema ci [...] di reso-conto: commento, note brevi, sin-tesi. [...] un momento di libera e [...] riflessione scritta? «Sì, ma in una visione [...] senza esclusivismi. Quanto [...] critica, [...] in un paese dove le [...] le fanno le piccole imprese. È un istin-to che [...] e al quale [...]. Che [...] curricolare? «Superare la cultura [...] capacità di collocarsi. Con una scuola che valorizzi [...] e che alterni studio e lavoro. Ma sulla base di [...] che esalti la fantasia creativa. La materia chiave al [...] La filosofia. Come disci-plina che eccita [...] cer-to solo come studio di Kant o Plato-ne. [...] «Già a partire dal biennio. La filo-sofia deve permeare [...] con momenti diversi di approfon-dimento. Come addestramento al metodo [...] capacità di mi-surarsi con la [...] e con [...] ri-chiamando testi ed esperienze. Nei primi anni, come [...] al-tre materie, si avrà un apprendi-mento generale [...]. In seguito, con [...] relativa ai diversi indirizzi [...] passerà alla storia sistematica, alla diacronia. Prima la sincronia, poi [...]. Insomma una scuola aperta al [...] e ai lavori. Dalla quale si esca non [...] con una forte capa-cità critica, ma anche con [...] concreta di trovare e [...] il lavoro. È questa la [...] «Proprio così. /// [...] /// La scuola non solo [...] un luogo di frattura tra i giovani [...] generazio-ne. Deve funzionare come raccordo [...]. Deve includere sempre più [...] non ce la fanno, [...] continuo gli adulti, per [...] formativi, per [...]. [...] che riguarda tutta la società. Niente di piùe niente [...] ad un ispirazione laica e di sini-stra [...] laicismo di una volta e al mero [...] nazionale. La scuola è una grande [...] del capitalismo e [...]. [...] diversa rispetto alle origi-ni, bisogna [...] proprio di [...] per [...] e [...] alla [...]. Bruno [...] La filosofia è la [...] entrare nel futuro i nostri saperi mento [...] schermo, allora mi sto arricchendo. Cultura è [...] discernere, informarsi è [...]. Tania: «Io penso che Internet [...] mediazioni cultu-rali e, spesso, [...] valori simboli-ci. /// [...] /// Internet dà per un [...] un al-tro verso crea una nuova lingua. Si limita a informarmi [...] un sito che si chiama [...]. Mi mette a disposizione [...] con un ragazzo che [...] Giappone, posso [...] le [...] emo-zioni attraverso delle immagini: [...] mondo tutti i navigatori sanno che una [...] asterisco è un bacio, due punti tra [...] un sorriso, altri segni in-dicano il restare [...]. Gli addetti ai lavori [...] non ci si for-ma più solo in [...] -nelle attività, infor-matiche o meno, del tempo [...]. Il fai-da-te basta, oppure [...] Daniele: «Alla scuola non si può addossare ogni [...] insegnare un fracco di nozio-ni, due lingue [...] informatici, educare alla fi-sicità, fare alfabetizzazione teatra-le. Perdendo alla fine lo [...] agli studenti, cioè, la capa-cità di usare [...] in-terpretazione della realtà. In una società complessa [...] forza di cose deve mantenere il suo [...] questo, ma accan-to ad altre istituzioni formative. È impensabile che i [...] si adeguino ogni anno, alla rincorsa dei [...] insegnare i [...] lin-guaggi informatici. Nando: «La scuola non [...] leggere tutta la letteratura mondiale, ma a [...] nella letteratura. Lo stesso, deve [...] a navigare anche nei [...]. E i media [...] messa in crisi, però [...] da stimolo: oggi un ragazzino en-tra in [...] al professore [...] che in Giappone. Tania: «Il problema è [...] media producono anche disin-formazione: Emilio Fede, imper-territo, [...] il marxismo con lo stalinismo». Carlo: «Un luogo di [...] senso, è il partito. Ma i «Democratici di [...] Pierluigi: «Oggi i militanti co-munque hanno fatto [...]. Ma si insegnano storia [...] sì, di questo [...] bisogno». Voi, quindi, dovete insegnare [...] sanno del marxismo quel che gli ha [...] Emilio Fede, chi era Carlo Marx. I docenti uni-versitari sostengono [...] a un compito in certo senso analogo: [...] al primo anno, perché man-cano loro nozioni [...]. La colpa per alcuni [...] alle facoltà, chi ha fatto il classico [...] Matematica, chi il [...] Filosofia. Per altri, in verità, [...] che impongono programmi utili alle loro ricerche [...] studenti. Cosa ne pen-sate? Simone: «Io [...] classico [...] ma ho dovuto [...] da solo. Ho frequentato il tecni-co [...] mi sono accorto di avere grossi problemi, [...] la matematica». [...] neppure un libro [...] sono il doppio dei ragazzi. [...] dei genitori è [...] Flavia: «Sì. Il padre che ti [...] ti fa scoprire un mondo. I miei genitori hanno solo [...] diploma, io sono la prima in famiglia a fare [...] ma questo [...] fatto». Roberta: «Io ho scoperto [...] sola. Mio padre ha la [...] madre un diploma tecnico, leg-gono giornali ma [...]. Mia sorella fa lo [...] le prime dieci pagine, abbandona il libro: [...] non ce la fa ad andare [...]. Carlo: «Ci sono anche [...] coltissime che non leggo-no, per antagonismo generaziona-le». Raffaele Simone, linguista alla Sapienza, [...] «Nel nostro futuro potrebbe esserci [...] di quella [...] Egitto: [...] la scrittura e la moltitudine [...] altri». Insomma, cultura coincide con [...]. Avete idee per [...] Simone: «Elevare [...] sco-lastico e migliorare i programmi. Ma puntare anche [...] permanente: le amministrazioni locali dovrebbero [...] bibliote-che e [...] dove pure chi ha abbandonato [...] scuola da un pezzo, magari alla terza media, possa [...]. Stefano: «Il Comune di Bologna [...] impegnato a regalare [...] a Internet a tutti [...]. Pierluigi: «La cultura può [...] è importante che [...] dei [...] media sia [...] le possibilità di espressione e comunicazione di [...]. Daniele: «Io, per prima [...] questo signore: [...] sa che la divisione [...] mas-se [...] sempre [...] Il problema di un [...] appun-to, è questo: fare qualcosa per alle-viare [...]. Maria Serena [...] Anatomia della Riforma [...] TANIA. Tra dieci anni Internet produrrà [...] generazione con una [...] ricchezza culturale e simbolica È [...] partita che si gioca in più mosse e su [...] piani, quella della riforma della scuola avviata dal dicastero Berlinguer. [...] la «mos-sa» [...] scolastica, avviata dalla legge Bassanini [...] cui sono già pronti per la scuola [...] mentre il de-creto [...] organizza-tiva circola nelle scuole [...] bozza. Poi [...] la riforma [...] di maturità, già varata. E ancora, decisiva, la [...] scolastici, [...] del par-lamento, con [...] a sedici anni, [...] della scolarizzazione a cinque [...] delle scuole primarie, il biennio di orientamento [...] anni a «indirizzi» corrispondenti al liceo clas-sico, [...] istituti tecnici. Già ora [...] che include la nuova [...] degli strumenti di autogoverno, consente [...] didattiche e scelte da parte dei docenti. Ma il quadro complessi-vo [...] negli «obiettivi formati-vi», ai quali ha già [...] «Commissione dei 44 saggi». Oggetto, dopo le polemiche [...] documento ufficiale, di un ul-teriore elaborato, steso [...] quei 44 saggi. Il «Documento dei 6» [...] venerdì scorso [...] dei Lincei di Roma, [...] Berlinguer, nonché di Claudio Magris ed Ezio Raimondi [...]. Tra le novità, latino e [...] sin dalla scuola [...] svincolate, almeno [...] dallo studio della lingua. Poi letteratura, con studio [...] e «studio avanzato di una o più [...] europea». Sarà alleggerito il numero [...] loro volta da [...] come saperi inter-connessi. Grande spazio invece alla [...] fin dai primi anni come capacità di [...] logica, etica, linguaggio. Le geografia come materia [...] innervata anche sui conte-nuti di altri saperi: [...] scienza. E infine, altra novità, [...] cinema, che da attività laterali dovran-no diventare [...]. Il «te-ma», come attività «compositiva» [...] perde la [...] centralità. Verrà affiancato da altre [...] «alla compren-sione e produzione di messaggi scritti [...]. Leit-motiv generale la «multi-medialità» [...]. Ma su tutto que-sto [...] accesa tra saggi, esperti e docenti, continua. /// [...] /// Ma su tutto que-sto [...] accesa tra saggi, esperti e docenti, continua. (0) (0) ![]()
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