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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «Calendario del Popolo-Serie unica-ed unica - numero di periodico»--Id 4186882046.

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MASSIMO ONORE A TOMMASO [...] A MARCELLO [...] stagione estiva è la stagione [...] premi, premi letterari e premi d'arte. Dal Tirreno [...] (sembra che questi premi [...] mare e le belle spiagge) i pittori [...] vengono onorati non più col simbolico lauro, [...] bella serie di [...] ben più consolanti della [...] che si vede di [...] immagini del Petrarca. Per una sera i [...] o artisti premiati, tra uno stuolo di [...] la frenesia dei ritmi sincopati e tanti [...] di nero, lucidi e stirati alla perfezione, [...]. Che gusto ha? [...] non è il caso [...] un discorso sulla gloria, ma casomai di [...] opinione sui premi, che è [...] favorevole, assai favorevole, anche [...] cuore forse un po' troppo semplice, li [...] meno mondani e [...]. Favorevole, abbiamo detto; tanto [...] nostra rivista s'è fatta promotrice di uno [...] « Premio Cattolica », un premio di [...] ha già scoperto alcuni poeti autentici, umani [...]. Perchè a questo servono [...] Premi, [...] a rallegrare le esauste finanze degli autori [...] il nome e l'opera di qualche scrittore [...] noti, servono a scoprire il nome nuovo, [...] a [...] fuori [...] magari un vecchio studioso [...] di provincia. Si veda per esempio [...] Premio Viareggio »: il vincitore è Tommaso Fiore. Certo, certo, per i [...] è tutt'altro che nuovo; ma quanti altri [...] mondo della cultura) lo [...] Fiore è figlio di [...] la [...] giovinezza è stata aspra [...]. Egli militava, coi suoi [...] partito socialista. Appena ricevuto il premio [...] Leonida Répaci, che è [...] della manifestazione [...] Fiore ha dichiarato a [...] Sono orgoglioso che a quei miei protagonisti [...] il riconoscimento della letteratura italiana, anche se [...] si troverebbero [...] come me, del resto [...] fra tanto chiasso mondano ». Tommaso Fiore, tenace lottatore [...] del Mezzogiorno, amico di. Gobetti, [...] antifascista, scrittore vivo, generoso [...] pensiero, ora, dopo il « Premio Viareggio [...] a tanta gente che sino [...] ne ignorava [...]. E questo è senz'altro [...] «Premio Viareggio ». Certo, in una nazione [...] culturale più vasta, più seria e vivace, Tommaso Fiore [...] dovuto essere largamente noto e letto anche [...]. Ma la colpa della [...] del nostro Paese non è certo imputabile [...] ci sono legioni di sacrestani che si [...]. Per cui risulta chiara [...] dei « Premi », naturalmente non di [...] covati dalla chioccia democristiana. Dunque, viva il « Premio Viareggio», [...] premiando «Un [...] di formiche» di Tommaso Fiore, [...] della Nazione [...] sincera, legata ai gravi [...] Mezzogiorno, alla vita grama ed eroica dei contadini [...]. Dopo Fiore, sono stati [...] Anna Banti per i tre racconti «Le donne muoiono», [...] eccessivo stilismo, piuttosto [...] e Giovanni Comisso, per [...] articoli e divagazioni di viaggio e [...] costume. Il libro di Comisso [...] «I capricci italiani ». Si sa che scrittore [...] Comisso: [...] visivo, immediato. Uno scrittore tutto occhi, [...]. Con questi occhi Comisso [...] e scrive i suoi articoli, le sue [...] commenti di costume. Giorgio Caproni ha vinto [...] di poesia con un [...] Stanze della [...] re ». Caproni è un poeta [...] letteraria e che ha pure una sincera [...]. Mario Praz invece ha [...] per un saggio con l'opera «La casa [...]. Questo premio corona una [...] studioso, in particolare di letteratura inglese, oltreché [...] ed erudito. Il premio per [...] prima è andato a Marcello Venturi, [...] giovane narratore al suo primo libro. Venturi è un [...] scrittore che potrà fare [...] porterà [...] il suo lavoro con calma [...]. E Viareggio lo avrà [...]. II viandante che andava [...] Biviere di Lentini, steso là come un pezzo [...] morto, e le stoppe riarse della Piana [...] Catania, [...] gli aranci sempre verdi di Francoforte, é [...] di [...] e i pascoli deserti [...] e di [...] se domandava, per ingannare [...] lunga strada polverosa, sotto il cielo fosco [...] in cui i campanelli della lettiga suonano [...] e i muli [...] ciondolare il capo e [...] il lettighiere canta la [...] canzone malinconica per non [...] sonno della malaria: [...] di chi è? [...] Di [...]. E passando vicino a [...] quanto un paese, coi magazzini che sembravano [...] galline a storni accoccolate [...] del pozzo, e le [...] mettevano la mano sugli occhi e vi [...] di un cane, passando [...] che non finiva più, e si allargava [...] sul piano, immobile, come gli pesasse addosso [...] ii guardiano sdraiato bocconi sullo schioppo, accanto [...] il capo sonnacchioso e apriva un occhio [...] fosse: [...] Di [...]. Erano gli ulivi [...]. E verso sera, allorché [...] rosso come il fuoco, e la campagna [...] tristezza, si incontravano le lunghe file degli [...] che tornavano adagio adagio [...] i buoi che passavano il guado lentamente, [...] scura: e si vedevano nei pascoli lontani [...] sulla pendice brulla, le [...] delle mandrie di [...] e si udiva il [...] echeggiare nelle gole, e il campanaccio che [...] ed ora no, e il canto solitario [...]. Pareva che fosse di [...] anche il sole che [...] cicale che ronzavano, e gli uccelli che [...] col volo breve dietro le zolle, e [...] nel bosco. Pareva che [...] fosse disteso tutto grande [...] grande la terra e che gli si [...]. Infatti, con la testa [...] aveva accumulato tutta quella roba, dove prima [...] a sera a zappare, a potare, a [...] con l'acqua, col vento; senza scarpe ai [...] uno straccio di cappotto; che tutti si [...] dato dei calci nel di dietro; quelli [...] davano [...] e gli parlavano col [...]. Nè per questo egli [...] superbia, a-desso che tutte le eccellenze del [...] debitori; e diceva che eccellenza voleva dire [...] cattivo, pagatore; ma egli portava ancora il [...] portava di seta nera, era la [...] sola grandezza, e da [...] arrivato a mettere il cappello di feltro, [...] del berretto di seta. Della roba ne possedeva fin [...] arrivava la vista, ed egli aveva la vista lunga [...] dappertutto, a destra e a sinistra, davanti e di [...] nel [...] nella pianura. Più di cinquemila bocche, [...] uccelli del cielo e . Egli non beveva vino, [...] usava tabacco, e sì che del tabacco [...] suoi orti lungo il fiume con le [...] alte come un fanciullo, di quelle che [...] 95 lire. Non aveva il vizio [...] quello delle donne. Di donne non aveva mai [...] sulle spalle che [...] madre, la quale gli era [...] anche dodici [...] a r i , quando [...] dovuto farla portare al camposanto. Era che ci aveva [...] tanto a quel che vuol dire la [...] senza scarpe a lavorare la terra che [...] e aveva provato quel che ci vuole [...] tre tari della giornata, nel mese di [...] con la schiena curva quattordici ore, con [...] cavallo dietro, che vi piglia a nerbate [...] scoperchiare il tetto per [...] capire tutto; e ogni [...] vendeva il vino, ci [...] un giorno per contare il denaro, tutto [...] d'argento, chè lui non ne voleva di [...] la [...] roba, e andava a [...] sudicia soltanto quando aveva da pagare il [...] altri; e alle fiere gli armenti di [...] coprivano tutto il campo, [...] strade, che ci voleva mezza giornata per [...] il Santo con la banda, alle volte, [...] per cedere il passo. Tutta quella roba se [...] fatta lui, colle sue mani [...] colla [...] testa, col non dormire la [...] col prendere la febbre dal batticuore o dalla malaria, [...] a sera, e andare in [...] sotto il sole o sotto la pioggia, col logorare [...] suoi stivali e le sue mule [...] egli solo non si logorava, [...] alla [...] roba, ch'era tutto quello [...] avesse al mondo; perchè non [...] nè figli, nè nipoti, nè parenti; non aveva altro [...] la [...] roba. Quando uno è fatto [...] che è fatto per la roba. Ed anche la roba [...] lui, che pareva ci avesse la calamita, [...] vuol stare con chi sa [...] e non la sciupa [...] che prima era stato il padrone di [...] e ló aveva raccolto [...] e crudo nei suoi campi, ed era [...] di tutti quei prati e di tutti [...] momento. Per questo non aveva [...] minuto della [...] vita che non fosse [...] fare della roba; e adesso i suoi [...] come le lunghe file dei corvi che [...] e le altre file di muli, che [...] portavano le sementi; le donne che stavano [...] da "ottobre a marzo, per raccogliere le [...] si potevano contare, come non si possono [...] che vengono a [...] e al tempo della [...] villaggi interi, alle sue vigne, e [...] dove [...] cantare, nella campagna, era. Alla messe, poi, i [...] sembravano un esercito di [...] mantenere tutta quella gente, col biscotto alla [...] pane e [...] amara a colazione, e [...] le lasagne alla sera, ci volevano dei [...] e le lasagne si scodellavano nelle madie [...]. Perciò a-desso, quando andava [...] la fila dei suoi mietitori, col nerbo [...] ne perdeva d'occhio uno solo, è badava [...] Curviamoci, ragazzi! Però ciascun anno tutti [...] come chiese si riempivano di grano che [...] tutte quelle vigne e tutti quegli armenti, [...]. Costui vuol essere rubato [...]. Invece egli, dopo che [...] la [...] roba, non andava certo [...] veniva a sorvegliare la messe, o la [...] e come; ma capitava [...] a piedi o a [...] senza campieri, con un pezzo di pane [...] dormiva accanto ai suoi covoni, con gli [...] lo schioppo fra le gambe. In tal modo a [...] divenne padrone dì tutta [...] barone; e costui uscì prima [...] poi dalle vigne, e [...] e poi dalle fattorie e infine dal [...] che non passava giorno che non firmasse [...] è [...] ci metteva sotto la [...]. Al barone non rimase [...] Io scudo di pietra che era prima sul [...] cosa che non avesse [...] : [...] Questo solo, di tutta [...] roba, non fa per te. [...] gli andava a vantare, per [...] la fertilità di una tenuta la quale non produceva [...] lupini, e arrivava a [...] credere una terra promessa, sicché [...] povero diavolo si lasciava indurre a [...] in affitto, per [...] sopra, e ci perdeva poi [...] fitto, la casa e la chiusa, che [...] se la chiappava [...] per un pezzo di pane. Lo Vedete quel che [...]. E non [...] davvero. Chè in tasca non teneva [...] 12 tari, tanti ce ne volevano per far fruttare [...] quella roba, e il denaro entrava e usciva come [...] fiume dalla [...] casa. Del resto a lui [...] del denaro, diceva che non era roba, [...] insieme una certa somma, comprava subito un [...] perchè voleva arrivare ad avere della terra [...] il re, ed [...] meglio del re, chè [...] può nè [...] né dire che è [...]. Di una cosa gli doleva, [...] cominciasse a farsi vecchio, e la terra doveva [...] là dov'era. Questa è [...] di Dio, che dopo [...] vita ad acquistare della roba, quando arrivate [...] ne vorreste ancora, dovete [...]. ///
[...] ///
Questa è [...] di Dio, che dopo [...] vita ad acquistare della roba, quando arrivate [...] ne vorreste ancora, dovete [...].

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Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro?
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Perché è necessario essere utente di una biblioteca abilitata al sistema KosmosDOC per visualizzare la descrizione catalografica, le istanze materiali nei singoli inventari, la trascrizione completa e l'oggetto digitalizzato?
Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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