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[...] 31 luglio 1851 nasceva [...] Emilio De Marchi, scrittore [...] si parla, che si è tentato, talvolta, [...] in occasione del suo centenario, di porre [...] che, in effetti, pochi hanno letto ed [...]. De Marchi sorse nel [...] la Scapigliatura milanese tramontava. Gli scapigliati (nome usato per [...] prima volta dallo [...] Arrighi) si atteggiavano a [...] nella vita ed a ribelli [...] (1); ribelli [...] gretto e filisteo a cui [...] borghesia della nuova « [...] » cercava di asservire gli [...] e propugnatori di [...] ideale che, per essere [...] nonostante la vivezza [...] priva di un contenuto e [...] un obbiettivo concreti, si ridusse ad [...] di [...] individualistico. La scapigliatura, che ebbe la [...] più florida vita dal 1860 al 1870, è già [...] finita [...] era morto nel [...] Rovani, il padre della scapigliatura, [...] Emilio Praga alla fine del [...] quando De Marchi [...] collaborò ad una rivistina letteraria La vita nuova, molto modesta e che vagola tra incerte [...] ed aspirazioni eclettiche. Di temperamento quieto, [...] egli non ebbe nella vita [...] di « scapigliato »; si laureò in lettere, si [...] subito [...] fu segretario e, poi, anche [...] scientifico -letteraria di Milano. Nè, letterariamente, egli poteva [...] del. Chiusa, infatti, ormai già [...] eroica del Risorgimento col [...] strati conservatori e monarchici, e con [...] di notevoli strati della [...] cede, ad uno ad uno, i suoi [...] piano alla monarchia vincitrice, un senso di [...] di delusione si diffonde nel Paese, aggravato [...] mentre si fa ogni giorno più vivo [...] proteste sociali sotto la spinta della fame. La situazione concreta richiama [...] vita gli scrittori e i poeti: essi [...] grandi francesi: da Balzac e Victor Hugo, [...] Zola. Si preannuncia il verismo [...] diretto sviluppo del naturalismo. De Marchi sorge al [...] «in questo clima letterario, di trapasso dal [...] indeterminato degli scapigliati, al rigore [...] verista » (2). Sarà, peraltro, quello di De Marchi [...] verismo che non andrà in profondità: si [...] e [...] manzoniani: e il suo [...] semplice, familiare. L'opera [...] migliore, a cui la critica [...] ha mai lesinato gli elogi, è solo del 1890: [...] romanzo Demetrio Pianelli. Anche se in tono minore, [...] critica loda le sue opere precedenti (racconti vari dal [...] le Storie [...] colore [...] Il cappello del prete, [...] e quelle successive (fra cui Arabella, [...] Nuove storie [...] colore, [...] Giacomo [...]. Citeremo, per tutti, il [...] Luigi Russo [...] col Nievo, può [...] il manzoniano più degno [...]. Fu insieme educatore ed [...]. A [...] -si -deve, fra [...] un romanzo, Demetrio Pianelli [...] una delle opere d'arte più fini della [...] degli ultimi [...] (4): vi è ritratto [...] profondo il dramma silenzioso [...] povero diavolo, burbero e [...] trova ad avere un cuore [...] vane e sensibile ed [...] ruvida scorza dei misantropo e [...]. Accanto a lui si [...] secondari, assai vivi, rappresentati con un humour [...] quello [...] CENTENARIO [...] BEL «DEMETRIO [...] rinsaporito attraverso esperienze degli [...]. Il cristianesimo del De Marchi [...] tono ancora più spregiudicato che nel Manzoni: [...] un sentimento profondo dei dolori umili e [...] vi ha unzione religiosa e solenne [...] cristiano; come non si [...] moralistica ritrosia nel ritrarre anche episodi amorosi [...] ambigua psicologia. Contemperò da una parte [...] maestro e la modernità realistica caldeggiata dai [...] tutto dando prova di una [...]. Per [...] semplicità spirituale, [...] a differenza di quella di [...] manzoniani, come, a mo' [...] di un Tommaseo e di [...] Fogazzaro, è immune da torbidezze sensuali o da complessità [...]. Delizioso il suo spirito [...] dà una lieve e graziosissima patina dialettale [...] suoi racconti: e anche per questo il De Marchi [...] può dire uno dei più schietti rappresentanti [...] lombarda che dal Porta sino ai nostri [...] scrittori fini, discreti, umani ». Se tanti meriti letterari ha [...] prosa di De Marchi [...] e bisogna far fede [...] del Russo [...] perchè i. [...] personaggi, [...] si noti [...] dovrebbero interessare un grandissimo numero [...] lettori: sono creature a cui la società non ha [...] doni. Perchè questi personàggi non [...] De Marchi è malinconico; è un mondo [...] vinti; negli angoli che egli scopre sono [...] burocrazia (v. Sono i personaggi di De Marchi [...] timide e scontrose, chiuse in se stesse, [...] stato egli stesso : creature, in genere, [...]. Ma è proprio per [...] questi personaggi senza nervi e senza scatti, [...] non hanno incontrato la simpatia delle grandi [...] ribellione [...] non solo non è [...] ma non balza neanche, come necessaria, dalla [...]. [...] insomma, che è solo un [...] umanitario e pietista, su posizioni paternalistiche e conservatrici, nonI SECOLI DELLA LETTERATURA ITALIANA -IL [...] appassionato. [...] io stesso spirito che [...] ditirambo su Bacco in Toscana. Anche il ditirambo è [...] classico ed il Redi vi è spinto [...] che spinge il Chiabrera o il Testi [...] la canzone [...] sica: rinnovare, cioè, la [...]. Ma sotto [...] e [...] c'è nel Redi [...] e musicale freschezza, un [...] abbandono a questo senso così terrestre e [...] che il vino dà. Il Redi immagina che [...] dopo [...] conquistato [...] si fermi in Toscana con [...] sposa e ie faccia le [...] dei vini etruschi :Se [...] il sangue amabile non, rinfranca [...] le vene, questa vita è troppo labile troppo breve, [...] sempre in pene. Sfì bel sangue è [...] di quel sol che in ciel vedete; [...] e preso di più grappoli alla rete. Su su dunque in questo [...] e i muscoli e per [...] e langue [...] vetri maiuscoli (1); ed in [...] baldanzosa tra gli scherzi e tra le risa [...] pur, [...] passare lui, che in numeri [...] in misure si ravvolge, e si consuma, e quaggiù Tempo si chiama; e bevendo, e [...] mandiamo in bando. Ed ecco passati in rassegna [...] per uno buoni vini toscani : [...] malvagia, vernaccia, chianti. E guai [...] chi preferisce l'acqua! Mal Sa condanna di Bacco [...] l'acqua : . Il ritmo del ditirambo è [...] continuo crescendo, man mano che [...] aumenta: i versi [...] gli accenti continuamente svariano e [...] a descrivere [...] crescente, rendendo quasi i passi [...] una danza sfrenata: [...] or chi di voi porgerà [...] pronto a noi qualche nuovo smisurato sterminato [...] sarà sempre il mio mignone [...]. E il ditirambo finisce con [...] sbronza generale, dopo [...] proclamato che [...] ano [...] vino è il re: A [...] lieti accenti [...] e di corimbi il crine [...] i canti le festose [...] Satiri, che [...] bevuto a [...] (4) si [...] tutti cotti come monne (5). Se il motto dei [...] famoso verso [...] del poeta il fin [...] dal loro maestro, altre schiere di poeti [...] avverse eleggevano a parola d'ordine per il [...] bandita da Gabriello Chiabrera: [...] nuovo modo o affogare. Il che era la [...]. [...] nuovo modo. Questo [...] dei poeti del Seicento: [...] nuovo. Gravava su tutto [...] della Controriforma: ipocrisia, corruzione, [...] più completa stagnazione degli intelletti, alla desolazione [...]. Che cosa della realtà, [...] subita, poteva ispirare i letterati, i poeti, [...] vita del [...] nel loro perpetuo servire [...] i prelati? Evidentemente, nulla. E allora, ecco, da una [...] i marinisti, avventurieri della penna, farsi gli uomini di [...] dì una poesia per una classe ormai del [...] parassitaria e corrotta che ha [...] della tronfia retorica, di un continuo [...] di tamburi e [...] di trombe, per credere alla [...] forza, e di un incessante gioco, di bizzarre e [...] trovate per solleticare il proprio divertimento. [...] ecco delle figure un po' [...] di poeti e scrittori, anch'essi spinti, dal clima pesante [...] tempo, a [...] aria nuova : crederanno di [...] tra i classici. Gabriello Chiabrera ne è [...] esempio. Nato a Savona nel [...] morto nel 1638, ebbe, dopo una giovinezza [...] serena e felice, onorato e adulato non [...] Italia, ma anche [...] non servì nessun principe, [...] indipendente e solo, traendo dai suoi versi [...]. Credette di essere un [...] Cristoforo Colombo per [...] avuto [...] di scrivere in italiano [...] accenti e nei versi alla maniera dei [...] Pindaro e Anacreonte : e lo credettero in [...] due secoli poeti e scrittori che lo [...] e, persino, il Foscolo e il Leopardi. Egli esercitò certo una [...] a lunga scadenza, sulla poesia italiana : [...] sul « modo » cioè, di scrivere [...] i classici greci. Ma, come osserva il De Sanctis, [...] in tre volumi di liriche non ti [...] un pensiero o [...] che ti arresti. Cortigiano sfortunato fu, invece, [...] questi poeti del secentismo classicheggiante: Fulvio Testi [...] fortezza di Modena, prigioniero degli Estensi. Nemmeno i suoi poemi [...] soltanto qualche poesia di tono oraziano (il Testi [...] suo Cristoforo Colombo nel latino Orazio) e [...] politiche. Ed eccoci al gran [...] secentesco, Vincenzo Filicaia (1642-1707). Scrisse gran numero di poesie, [...] una [...] diede fama : la canzone Sopra [...] di Vienna, letta la quale Cristina di Svezia scrisse [...] : « In voi mi [...] resuscitato [...] Petrarca ». Il Filicaia scrive atteggiandosi [...] gonfiando le gote e stralunando gli occhi, [...] il De Sanctis. Dottore in filosofia e [...] di fiducia dei duchi di Toscana, Francesco Redi [...] tipico [...] della media borghesia, sereno [...] e acuto, dotato di attento spirito [...] pieno di fiducia e [...] le scienze, e lui stesso scienziato, assetato [...] scoprire con [...] i segreti della natura [...] legge naturale per cui ogni essere vivente [...] vivi). Con questo animo che [...] si accostò alla letteratura; facendo dotta opera [...] codici di rime, studiando dialetti, compilando dizionari. Tutto ciò senza accademica prosopopea, [...] con spirito di [...] in [...] di Gabriello Chiabrera (incisione in [...] frontespizio delle « Rime » di Fulvio Testi con [...] ritratto [...] frontespizio [...] di Francesco Redi sugli « Esperimenti naturali ». Non era possibile, però, che, [...] « scrivendo bene [...] interpretassero [...] delle masse [...] e, quindi diventassero popolari, [...] questi uomini che, messi a [...] per tu col problema sociale, « [...] rosso dinanzi alla democrazia ». E De Marchi era tra [...] basta a [...] la prova ii fatto che [...] accettò, [...] i moti del [...] suscitati dalla grande miseria e [...] fame, [...] da parte [...] Vallardi, di dirigere una collana [...] volumetti, dal titolo La buona parola, per compiere [...] di « rieducazione morale del [...] ». La realtà del [...] i [...] bisogni, i suoi sacrifici, le sue lotte: tutto ciò [...] ignorato dal De Marchi che, nel suo paternalismo reazionario, [...] arrivava che a concepire una rieducazione. Questa coscienza popolare è [...] popolarità di uno scrittore [...] come Gramsci ha dimostrato: [...] De Marchi non vi sfugge, ed anzi viene [...] proprio per quel suo rivolgersi al [...] con la pretesa di rieducare, la mancanza [...] popolare della letteratura italiana. /// [...] /// Ora ne è uscita una [...] (Firenze, 1951). /// [...] /// Ora ne è uscita una [...] (Firenze, 1951). (0) (0) ![]()
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